Motor Bike Expo di Verona dal 22 al 24 gennaio 2016

Scritto da Luca Govoni | Pubblicato in Conquiste, Traguardi e Proposte | il 21-01-2016

Vi segnalo un evento molto interessante nel panorama motociclistico italiano, il Motor Bike Expo di Verona.
Si terrà il 22-23-24 gennaio 2016.

Mauro Favazza organizza, come sempre, un motoraduno-motogiro in piazza Bra (Verona) a partire dalle 9:30 di domenica 24 gennaio. Il motogiro attraverserà i luoghi più suggestivi della città e si concluderà presso il Motor Bike Expo.

Il costo del motogiro e dell’ingresso alla fiera è di €15 e comprende anche l’eventuale passeggero.
I partecipanti riceveranno una felpa come ricordo dell’evento.

Naturalmente io sarò presente.

Aggiungo un codice sconto del 30% presso il negozio Motorama.it, il quale sarà presente fisicamente a Verona.

motorama-motor-bike-expo

 

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Chi vuole partecipare al raduno di MotoVita?

Scritto da Luca Govoni | Pubblicato in Conquiste, Traguardi e Proposte | il 15-04-2015

Aggiornamento del 19 maggio 2015:

I sondaggi sono da oggi ufficialmente chiusi. L’unica zona d’Italia che ha ricevuto un numero sufficiente di voti (12) è il centro-nord (Emilia Romagna, Toscana, Marche, Liguria Orientale).
Come luogo di raduno ho scelto Sansepolcro, che si trova fra Toscana, Romagna, Marche e Umbria. La data è invece sabato 6 giugno e il ritrovo a San Sepolcro avverrà in tarda mattinata.

Invito dunque le persone realmente interessate a scrivermi via email al seguente indirizzo: [email protected], indicandomi nome e cognome, luogo di provenienza e l’eventuale necessità di pernottare in zona dopo il motoraduno.
Naturalmente può scrivermi anche chi non ha partecipato al sondaggio, ma soltanto se realmente motivato.

L’evento prevede un pranzo al ristorante, chiacchiere e un motogiro collinare di circa 150 km.
Il raduno è aperto sia ai neofiti che ai motociclisti esperti.

Fanatici della velocità, moto esageratamente rumorose e stili di guida imprudenti non saranno ben accetti.

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Disabili in Moto: la storia di Alan Kempster

Scritto da Luca Govoni | Pubblicato in Conquiste, Traguardi e Proposte | il 12-02-2015

Alan Kempster è un signore australiano che nel 1990 fu investito da un automobilista ubriaco (scappato e successivamente arrestato dalla polizia) mentre era alla guida della sua moto. Alan riportò l’amputazione di un braccio e di una gamba, entrambi nella parte destra del corpo. “Left side story” racconta la sua passione e la sua tremenda forza di volontà, le quali gli hanno permesso in seguito di risalire in sella e addirittura di partecipare a gare di velocità.

Cito le sue stesse parole: <<se hai un sogno e una passione, devi coltivarli. Solo tu puoi realizzare il tuo sogno: nessun altro lo farà per te>>.

Interessante anche l’autoironia che Alan mostra nelle sue parole e nella scelta del numero di gara: 1/2.
Da quando la sua storia è approdata su internet Alan è diventato un esempio per molte persone che lui stesso definisce “meno fortunate di me”. Il suo sorriso e la sua voglia di vivere ci ricordano che la nostra esistenza, bella o brutta che sia, dipende in gran parte dalle scelte che compiamo e dal modo in cui reagiamo alle difficoltà.

I motociclisti disabili non sono così rari come si potrebbe pensare. In Italia esiste l’associazione Di.Di. (Diversamente Disabili) che si occupa di avvicinare al mondo delle moto le persone che presentano varie tipologie di limitazioni fisiche e motorie. Grazie a loro è possibile acquisire la patente AS.

Di.Di: Diversamente Disabili

 

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Come ridurre incidenti, morti e feriti sulle strade del 50% senza complicare la vita allo Stato: la mia proposta infallibile!

Scritto da Luca Govoni | Pubblicato in Conquiste, Traguardi e Proposte | il 03-01-2015

incidente-autoProbabilmente questa mia proposta non verrà mai letta da chi potrebbe realmente metterla in pratica, tuttavia tentar non nuoce…

Esiste un sistema che non produce alcuna spesa aggiuntiva per lo stato e che non è neppure difficile da attuare, ovviamente laddove esista la volontà di farlo. Il problema della incidentalità stradale, in Italiaè drammatico. I casi di pirateria stradale fanno spesso capolino nelle pagine di cronaca e lo stato pare essere occupato in altre cose più importanti.

I risultati del mio metodo sarebbero radicali e non credo di peccare di immodestia quando affermo che il numero di incidenti, di feriti e persino di morti dovuti ad incidenti stradali diminuirebbe del 50% nel giro di un paio d’anni.

Ora vi spiego la mia idea.

Gli strumenti per attuare la strategia sono tre: scatola nerasospensione della patente e sequestro del veicolo.

Come vanno utilizzati?

Semplice! Ogni persona, sia essa alla guida di un’automobile, di un autotreno, di un motociclo o di un ciclomotore, laddove provochi un incidente per colpa propria (totale o comunque superiore al 50%), si vedrà ritirare la patente per un tempo da stabilire in base alla gravità dell’incidente. Nei casi più gravi si vedrà anche sequestrare il veicolo col quale ha provocato l’incidente, sia esso di proprietà o in prestito (toccherà poi al colpevole fare i conti con chi gli ha prestato/noleggiato il mezzo).

Per avere dati sicuri circa la dinamica degli incidenti e poter attribuire le giuste responsabilità si dovrebbe necessariamente ricorrere alla scatola nera. Essa andrebbe dunque installata su tutti i veicoli in circolazione a spese del proprietario, il quale dovrebbe in cambio vedersi ridurre il premio assicurativo. Si tratterebbe dunque di una spesa ammortizzabile nel tempo.

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Domenica 26 gennaio 150 centauri in corteo da Piazza Bra alla Fiera (Verona)

Scritto da Fonte esterna | Pubblicato in Conquiste, Traguardi e Proposte | il 03-01-2014

Vivere la moto con il Motor Bike Expo

Le associazioni motociclistiche impegnate per la sicurezza

vivere-la-motoLa città di Verona attraversata da una grande manifestazione motociclistica, con centocinquanta partecipanti impegnati a sensibilizzare l’utenza sui temi della sicurezza stradale. L’Arena farà da ideale sipario ed accoglierà i centauri nella prestigiosa cornice della celebre Piazza Bra da dove partirà un tour che avrà come meta la fiera.

L’inedita iniziativa si svolgerà domenica 26 gennaio 2014, in uno dei momenti clou del Motor Bike Expo, il salone della moto destinato agli appassionati più puri.

La proposta è partita dal comitato che cura il progetto “Vivere la moto” ed ha trovato immediata collaborazione negli organizzatori dell’expo mentre il Comune di Verona ha concesso il patrocinio.

L’appuntamento per i  centocinquanta protagonisti della “parata per la sicurezza” è fissato per le 11.30 di domenica 26 gennaio nel salotto di Piazza Bra, con ingresso nel “recinto” di fronte all’Arena, alla base della scalinata tra Municipio e Gran Guardia.

Al momento dell’iscrizione (costo 10 Euro), ogni motociclista riceverà il biglietto per l’ingresso in Fiera e una sacca ad alta visibilità, gialla con banda riflettente grigia con i loghi del progetto e del Motor Bike Expo. Il numero dei partecipanti è stato limitato per motivi organizzativi e di sicurezza.

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Il costo folle dell’assicurazione: è il momento di creare l’assicurazione dei motociclisti!

Scritto da Luca Govoni | Pubblicato in Conquiste, Traguardi e Proposte | il 28-08-2013

La Mutuelle des MotardsIl costo dell’assicurazione, in Italia, è qualcosa di estremamente illogico. Esso varia in base al luogo di residenza del proprietario del mezzo, nonché in base alla sua età, al sesso e al numero di incidenti provocati. Ora, secondo me l’unico parametro davvero necessario è l’ultimo, vale a dire il numero di incidenti causati e, perché no, di infrazioni commesse. Tutti gli altri suonano come discriminazioni belle e buone, a partire dal luogo di residenza. In sostanza le assicurazioni italiane raccolgono dati in base ai quali compilano delle statistiche che vengono poi utilizzate per stabilire i prezzi delle polizze. Perciò, se si vive in una provincia dove gli incidenti sono tanti, e le truffe assicurative pure, e si è neopatentati, ecco che il costo della polizza sale alle stelle senza una motivazione oggettiva. Il malcapitato di turno non ha ancora fatto nulla di male (e forse non intende farlo…), ma si trova a pagare le malefatte di altri individui

Non esiste un vero meccanismo che permetta di distinguere fra guidatori virtuosi e guidatori scellerati. Di fatto ci si basa su statistiche impersonali che vanno a penalizzare anche chi non ha mai provocato incidenti e non intende farlo. I prezzi sono alti per tutti, sia per i buoni che per i cattivi, insomma. Dove la concentrazione di cattivi sembra essere più elevata, i prezzi sono ancora più salati, spingendo anche le persone più oneste a valutare la possibilità di circolare senza copertura assicurativa, con tutti i problemi che possono conseguirne. So che alcune compagnie non accettano neppure di assicurare veicoli a due ruote. Penso che a livello legale questo non si possa fare, ma comunque succede. Le compagnie che invece accettano di assicurare moto e ciclomotori nelle zone considerate più a rischio, sparano prezzi al di fuori di ogni logica, i quali possono arrivare a superare addirittura il valore del veicolo stesso. Ho letto di premi assicurativi annuali di oltre 1.000 euro per uno scooter che probabilmente non ne vale altrettanti, e stiamo parlando di polizze base prive di qualsiasi pacchetto aggiuntivo (furto, incendio ecc.).

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Migliorare la sicurezza, la viabilità e la giustizia sulla strada: suggerimenti e proposte

Scritto da Luca Govoni | Pubblicato in Conquiste, Traguardi e Proposte | il 04-08-2013

Buca enormeMigliorare la sicurezza sulle nostre strade è possibile, direi anzi doveroso. In tema si sicurezza stradale siamo ancora ai tempi del Medioevo, almeno in Italia. Purtroppo c’è dietro un problema di mentalità dominante, ancora egoisticamente incentrata sul singolo e poco interessata al bene comune. Inoltre, la tendenza è quella di aggiungere continuamente nuovi divieti e restrizioni, nonché obblighi, anziché cercare di migliorare le cose a monte. Un classico esempio di questo modo di pensare/agire lo vediamo tutti i giorni percorrendo le nostre strade, che in alcuni casi sembrano campi di guerra, con buche e insidie in ogni dove. Che fanno i responsabili della manutenzione delle strade davanti a questo evidente problema? Abbassano i limiti di velocità! E le amministrazioni pubbliche ne approfittano per eseguire multe a go go! Loro la chiamano generalmente “prevenzione”; tuttavia il mio concetto di prevenzione è decisamente differente da quello proposto dall’alto. Ritengo al contrario auspicabile un intervento volto alla messa in sicurezza delle strade. Andare piano non è la soluzione a tutti i mali, sebbene condivida il concetto secondo il quale l’eccessiva velocità è spesso causa di incidenti altrimenti evitabili.

Le cose da fare sono tante, ma di fatto le più importanti sono soltanto una manciata. Si potrebbe partire da quelle, per saggiarne i miglioramenti apportati e valutare il da farsi futuro. A mio avviso è necessaria una evoluzione di pensiero e di consapevolezza nel cittadino medio italiano, nonché nella classe politica che lo rappresenta. Quello che ancora non sembra volerci entrare in testa è che le nostre e altrui azioni hanno una ripercussione sull’intera società, sia in positivo che in negativo. E che sarebbero da incentivare tutti quei comportamenti che vanno verso il bene comune, mentre quelli negativi per la collettività andrebbero disincentivati in qualsiasi modo. La strada non si esime da questo ragionamento, anzi, ne fa parte a pieno titolo!

Ecco dunque una lista composta da 24 suggerimenti che potrebbero essere messi in atto per il bene comune di chi frequenta le strade, con un occhio di riguardo verso gli utenti delle due ruote, da sempre snobbati sotto questo punto di vista. Alcuni di essi potrebbero essere attuati anche subito e senza grosse spese economiche da parte dello stato. Altri richiedono la presenza di fondi finanziari, che verrebbero tuttavia ammortizzati nel corso del tempo. Per esempio, installando guard rail che non rendano disabili i motociclisti che impattano contro di essi, si avrebbe nel corso degli anni un risparmio in termini di costi sociali, seppure non così elevato in termini assoluti. La stessa cosa avverrebbe curando maggiormente la manutenzione delle strade: meno incidenti e meno risarcimenti nei confronti dei cittadini che rompono l’auto o la moto a causa di buche e altro. Altre proposte riguardano la valutazione delle sanzioni da infliggere a chi sbaglia. Trovo che nel nostro paese le sanzioni siano assolutamente illogiche, in quanto non rispettano un criterio a mio parere fondamentale, quello della gravità. Inoltre non tengono conto del fatto che per i più ricchi una multa di poche decine o centinaia di euro non sortisce alcun effetto educativo, mentre può rivelarsi esageratamente salata per chi non vive nell’agio…

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Il nuovo codice della strada 2013 e gli “utenti deboli” (guard rail più sicuri)

Scritto da Luca Govoni | Pubblicato in Conquiste, Traguardi e Proposte | il 30-07-2013


Pochi giorni fa il consiglio dei ministri ha approvato il decreto di legge che va a riformare per l’ennesima volta il codice della strada. È ancora presto per sapere quali saranno i risvolti pratici realmente positivi per i motociclisti, ma stando alle prime informazioni pare che finalmente i politici abbiamo deciso di fare qualcosa anche per noi. Il loro modo di farci sapere che ci considerano è quello di definirci “utenti deboli”, insieme ai ciclisti e ai pedoni. Ora che siamo diventati a tutti gli effetti disabili della strada (senza voler con questo offendere in alcun modo chi è afflitto da VERE disabilità), devono fare qualcosa per tutelarci, a quanto pare. Prima evidentemente non ci consideravano proprio, quindi dal mio punto di vista è meglio essere considerati in qualche modo inferiori agli altri utenti della strada, piuttosto che non essere considerati affatto. Speriamo solo che questo essere “deboli” non si traduca in nuovi obblighi e divieti, come avviene per esempio per pedoni e ciclisti già da tempo, vietando loro di percorrere alcuni tratti stradali considerati “pericolosi” per la loro salute.

Dalle mie parole si intuisce che non nutro grande fiducia nei nostri governanti, non è vero? Che posso farci, mi hanno abituato a pensare male…
Un costume del tutto italiano in tema di politica consiste nel vietare o comunque ostacolare tutto ciò che non si è in grado di affrontare e regolamentare efficacemente; pensiamo per esempio ai divieti di transito rivolti esclusivamente ai motociclisti che già esistono un po’ in tutto il paese, oppure al divieto generalizzato di circolare in caso di nevicate nonostante esistano pneumatici marchiati M+S (mud + snow, esattamente come per le automobili) per alcuni tipi di motociclette e scooter. Sarebbe stato più sensato ed equo vietare la circolazione, in caso di neve, soltanto ai motoveicoli e ciclomotori non muniti di pneumatici omologati per tale scopo. Secondo questa normativa, tutta italiana, se inizia a nevicare mentre stiamo tornando a casa in moto, dobbiamo abbandonare il mezzo e proseguire utilizzando altri sistemi, pena una bella multa, anche se la nostra moto monta pneumatici M+S. Anche in questo caso gli utenti delle due ruote vengono discriminati e puniti senza fornire loro alcuna motivazione valida a riguardo, in maniera del tutto illogica, andando addirittura contro le normative esistenti in altri paesi notoriamente più avanzati del nostro in tema di sicurezza stradale.

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Legge REER Emilia Romagna: piccola grande conquista del CER (Coordinamento degli Escursionisti su Ruote)

Scritto da Luca Govoni | Pubblicato in Conquiste, Traguardi e Proposte | il 30-07-2013

Voglio che il primo articolo di questo mio blog sia di stampo positivo… pertanto vi parlerò di un piccolo grande traguardo raggiunto grazie all’unione spontanea degli amanti delle due ruote tassellate, nella speranza che possa essere di esempio per le battaglie future.

È di pochi giorni fa la notizia che che il CER, il Coordinamento degli Escursionisti su Ruote, grazie ad un duro lavoro durato mesi, è riuscito a farsi ascoltare dalla regione Emilia Romagna in merito alla modifica di una legge che avrebbe di fatto reso fuorilegge una volta per tutte i praticanti del fuoristrada nel territorio emiliano-romagnolo. La legge REER -Rete Escursionistica dell’Emilia Romagna- avrebbe voluto, nei suoi intenti originari, valorizzare i sentieri montani della regione e favorire la fruibilità degli stessi da parte degli amanti dell’escursionismo a piedi.

Peccato che nel suo testo iniziale questa legge vietasse almeno in potenza qualsiasi altro tipo di attività all’interno dei sentieri montani e di tutti i percorsi inclusi nel progetto. Persino i ciclisti avrebbero rischiato di vedersi vietati alcuni sentieri in virtù di un bizzarro concetto di “pericolosità” che avrebbe permesso a chi di dovere di multare chiunque non si fosse spostato esclusivamente a piedi. Stiamo parlando di 5.000 km di sentieri, mulattiere, carrarecce, tratturi e piste. Molte di queste strade sono di derivazione motoristica, pertanto l’idea di vietarle del tutto ai mezzi a motore, senza fra l’altro fare alcuna distinzione fra auto, moto, quad, mezzi elettrici, è apparsa agli occhi di molti come un atto estremistico ed egoistico. Tra l’altro gli enduristi non hanno mai chiesto, e mai lo faranno a mio avviso, di poter accedere indiscriminatamente a tutti i sentieri di montagna. Ovviamente ci si rende conto che certi percorsi non sono adatti alla pratica di questo sport, vuoi perché molto frequentati da gente a piedi o in bicicletta, vuoi perché facilmente danneggiabili dal passaggio delle moto. Ma vietare proprio tutto tutto, con tanto vigore e cattiveria, fa pensare che dietro ci sia una visione “monopolistica” della natura. Non sarebbe invece meraviglioso se certi percorsi di scarso interesse escursionistico, distanti dalle zone più frequentate, venissero concessi agli enduristi? Potrebbe addirittura diventare una forma di business e forse renderebbe “ligi” persino coloro che attualmente vanno in giro senza targa e con lo scarico rumoroso. Invece la tendenza, fino a questo momento, è stata quella di vietare a priori.

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