Domande e risposte: ancora sul controsterzo (quando usarlo e perché)

Scritto da Luca Govoni | Pubblicato in Domande e Risposte | il 27-05-2016

Domanda

caro luca
ho letto il tuo articolo sulla guida e nella sezione dedicata all’uso del controsterzo dice che lo sterzo va piegato verso il senso opposto della curva. ma questo va fatto prima dell’inserimento in curva o durante la curva? cioe mentre sono piegato sterzo al contrario?

Risposta

controsterzo motoCiao lettore misterioso!
Dunque, innanzitutto bisogna comprendere che non si tratta di ruotare effettivamente il manubrio, bensì di applicare su di esso delle leggere pressioni in un senso o nell’altro.
Voglio affrontare una curva a destra, bene, premo sulla manopola destra per far sì che l’effetto giroscopico reagisca con un spinta verso destra facendo inclinare la moto in quel senso.
Detto questo dovresti capire da te che il controsterzo è la tecnica-base della guida di qualsiasi veicolo a due ruote, perciò va utilizzato ogni volta che devi impostare-mantenere-correggere una traiettoria al di sopra di una certa velocità (approssimativamente 20-30 km/h). Lo usi in entrata di curva, in percorrenza per correggere o mantenere la traiettoria, in uscita per controllarne l’allargamento e nelle situazioni d’emergenza.

È fondamentale divenire coscienti del controsterzo soprattutto in vista delle situazioni scabrose. Se devi schivare un’automobile che ti taglia la strada, oppure una buca profonda, oppure ancora correggere prontamente una traiettoria rischiosa, l’unico modo efficiente per farlo è questo.
Molti incidenti che vedono coinvolto un singolo motociclista/scooterista sono provocati dalla non-consapevolezza del controsterzo. Bene o male tutti quanti imparano a stare in equilibrio e ad affrontare le curve in maniera più o meno appropriata, ma quando si deve reagire ad un imprevisto possiamo distinguere nettamente chi sa controllare consapevolmente la moto da chi la guida puramente d’istinto e dunque non coglie il nesso fra causa ed effetto.

Alcuni ti diranno che le moto si guidano con il corpo. Sono gli stessi che davanti ad un imprevisto vanno a terra o escono di strada. Sono gli stessi che dopo aver percorso un tratto di strada tortuoso arrivano al bar di turno tutti sudati e affaticati come se avessero appena corso una gara di motogp. Il loro stile di guida è inefficiente, faticoso e purtroppo anche rischioso.

Moto e scooter si dovrebbero al contrario guidare applicando le giuste pressioni sul manubrio attraverso i palmi delle mani, nonché assecondando i movimenti del veicolo con il corpo.
Alla base di tutto c’è l’effetto giroscopico, il quale mantiene la moto dritta oltre una certa velocità.
Effetto giroscopico = causa
Assetto verticale del veicolo = effetto

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Domande e risposte: benzina a 100 ottani, additivi e bioetanolo

Scritto da Luca Govoni | Pubblicato in Domande e Risposte | il 15-02-2016

Domanda

Ciao e Buongiorno,
Ho 2 dubbi che non sono riuscito a chiarirmi in quanto su internet si leggono sempre pareri discordanti.
Il primo riguarda l’utilizzo di benzina “speciale”, quella a 100 ottani. Molti dicono che grazie al ritardo di scoppio e agli additivi andrebbe preferita; altri sostengono che sciupi candele, guarnizioni e motore! Tu cosa pensi?
L’altro dubbio riguarda il rimessaggio invernale; come va trattato il serbatoio?! Pieno, vuoto, metà, con benzina “speciale” o con l’aggiunta di additivi?

Risposta

Buongiorno!
Credo di poter rispondere con discreta sicurezza alle tue domande.
Io possiedo due moto ed una di queste rimane ferma per 4 mesi all’anno.
Prima di “metterla via” faccio il pieno di benzina, così si forma meno condensa all’interno del serbatoio. Lasciandolo mezzo vuoto si accumulerebbe umidità sulle sue pareti interne e la benzina verrebbe contaminata dall’acqua. Inoltre scollego i cavetti della batteria per interrompere l’assorbimento di corrente durante il periodo di pausa. La batteria ha 6 anni di vita e per il momento non mostra segni di cedimento.


In secondo luogo io viaggio spesso all’estero e lì la benzina a 100 ottani è piuttosto comune (costa un po’ meno della nostra 95 ottani). Avrò eseguito almeno una trentina di pieni con benzina a 100 ottani e la mia Honda ha 120.000 km. Il motore è perfetto. Secondo me non fa alcun tipo di danno sui propulsori moderni. Non saprei dirti invece i suoi effetti su un motore un po’ più datato, per esempio degli anni ’90.

Al contrario penso che sia meglio evitare il carburante contenente etanolo. Di solito viene indicato come sp95 E10:
Senza-Piombo-95-ottani Etanolo 10%.
Si trova sia in Italia che all’estero e rappresenta il nuovo business delle compagnie petrolifere. Il bioetanolo viene ricavato da apposite coltivazioni e la sua produzione costa pochissimo.

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Domande e risposte: traiettoria sicura in curva

Scritto da Luca Govoni | Pubblicato in Domande e Risposte | il 16-01-2016

Domanda

Ciao Luca.
Attraverso le tue risposte oltre ad afferrare la tecnica di guida sicura che per me, considerata l’età, coincide di solito con l’appendere al chiodo il casco e la tuta, mi galvanizza e in pari tempo mi diverte.
Fatta questa premessa, riferendomi al tuo articolo del 26/03/2015 “Come imparare veramente a guidare una moto: le basi tecniche che nessuno vi spiegherà mai…”
Chiedo, perché reputo sia pertinente all’argomento, quale sia la tecnica più sicura per affrontare una traiettoria in entrata ed in uscita di curva da destra e da sinistra, specie nella percorrenza di tornanti; come e quando agire sui freni; in che modo eseguire una frenata di emergenza già nella fase di percorrenza della curva stretta.
Cordialità
(nome rimosso)

Risposta

Sei una persona curiosa, (nome rimosso). Mi fa piacere e aggiungo che sono davvero in pochi a conservare tale atteggiamento positivo verso la vita una volta oltrepassata una certa età biologica. Del resto io ho sempre pensato, e continuo a pensare, che la consapevolezza derivi soprattutto dall’atteggiamento che un individuo mostra verso le opportunità della vita. Non è quindi il numero di esperienze vissute a fare la differenza, quanto piuttosto l’atteggiamento con il quale esse vengono affrontate.

Vedo anziani che sembrano non aver appreso proprio un bel niente dai loro numerosi decenni di permanenza su questo pianeta, ed eccoli dunque perseverare nei soliti errori motivati dalle stesse paure di sempre.

Vedo poi giovani, sempre più rari, che riescono a mantenersi curiosi nonostante il loro trovarsi catapultati all’interno di una società dove l’agio materialistico-tecnologico ottenebra la mente e la porta a disattivarsi prima ancora di potersi accendere. Che sia proprio questo lo scopo ultimo della rincorsa al benessere tecnologico?

Poi arrivano quelli come te, che hanno il doppio dei miei anni e ancora tanta voglia di vivere e imparare dalla vita.
Le persone come te sono un esempio per chi è motivato da buoni propositi.

Dopo questa sviolinata veniamo alla tua domanda!

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Domande e risposte: il controsterzo associato ai movimenti del corpo

Scritto da Luca Govoni | Pubblicato in Domande e Risposte | il 15-01-2016

Domanda

Ciao Luca, ti pongo questo quesito prendendo spunto da:
Domande e risposte del 14/11/2015: Delucidazioni sulla tecnica di guida del controsterzo

Alla 2° domanda del lettore sloveno ultimo capoverso leggo:
“Ricapitolando la domanda e’ questa: agisco sul controsterzo solo la prima volta, per innescare la curvatura oppure si può’ fare anche già in curva, inclinati, e per togliersi fuori dai guai?che sembra abbia compreso la tecnica del controsterzo”.

Dai la seguente risposta conclusiva:
“Lo step successivo consiste nell’accompagnare il controsterzo con i movimenti del corpo. Non è necessario nella guida stradale rilassata, ma diventa importante quando si guida in maniera allegra. Eventualmente ne riparleremo quando ti sentirai perfettamente padrone del controsterzo. Bisogna procedere per gradi. Non puoi usare il corpo per governare la moto se prima non capisci il controsterzo. Sarebbe come voler risolvere un’equazione senza conoscere le tabelline”.

Da curioso quale sono, ancorché non abbia nessuna idea di destreggiarmi a velocità poco rilassate, ammesso che la tecnica del controsterzo sia del tutto assimilata, vorrei che tu mi illuminassi sul quando, dove e come intervenire con movimenti del corpo associati al controsterzo.
Con viva cordialità
(nome rimosso)

Risposta

Bentrovato (nome rimosso)!
Mi auguro che il nuovo anno sia iniziato serenamente per te e per i tuoi cari.

Riguardo al controsterzo immagino che tu sia oramai completamente ferrato. Hai dunque compreso che lo si utilizza per entrare in curva, per stringere o allargare la traiettoria, per mantenere una determinata linea di percorrenza quando capita di frenare a moto piegata.

La tua curiosità circa i movimenti corporei in sella ci accompagna nel mondo dei cosiddetti “smanettoni”. Diciamo pure che io non ritengo necessario ricorrere ai movimenti del corpo quando l’andatura è prudente e rilassata. Ne faccio uso soprattutto quando guido su fondi viscidi per controbilanciare il mezzo ed evitare che una piccola perdita di aderenza possa generare una caduta. Immagina per esempio di dover compiere una svolta sui sampietrini umidi della città.

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Domande e risposte: pressione di gonfiaggio degli pneumatici e stili di guida

Scritto da Luca Govoni | Pubblicato in Domande e Risposte | il 21-12-2015

Domanda

Ciao Luca.
Sull’argomento hai già espresso un tuo parere tanto che per quanto riguarda la tua Honda CBF 600 S, la cui pressione è consigliata ant. 2,5 bar – post. 2,9 bar, l’hai ridotta ottenendo il miglior assetto con ant2,2 bar – post. 2.4 bar.
Per quanto riguarda il mio caso ho perplessità sulla pressione pneumatici della mia BMW K100 (acquisto recente non ancora messa su strada).
Quando la casa prescrive ant. 2,25 bar – post. 2,5, il venditore mi ha raccomandato ant. 2,8 bar – post. 2,6 a motivo che il mezzo ha molto peso che grava sull’avantreno e tende perciò ad essere poco maneggevole e consumare in modo eccessivo l’anteriore.
Penso che per esprimere un qualunque parere sia rilevante conoscere che:
• il venditore è persona seria e preparata (ex meccanico auto rally con la passione per le moto sulle quali interviene da sé); ha di certo percorso oltre 300.000 Km. con K100;
• la moto è stata oggetto di adeguamenti:
a) ammortizzatore posteriore Wibers
b) forcelle revisionate con molle progressive Wibers e olio Holins

Risposta

Bentrovato (nome rimosso)!

Allora, veniamo al controverso argomento della pressione degli pneumatici. Prima di tutto vorrei dirti che qui si entra in un ambito piuttosto soggettivo legato in gran parte allo stile di guida di ognuno di noi.

Come ben sai io non amo la velocità e neppure gli stili di guida aggressivi. Guidando in maniera fluida e tutto sommato rilassata mi trovo perfettamente a mio agio con una pressione di gonfiaggio delle gomme che definirei intermedia.

Se volessi passare ad una conduzione più aggressiva sarei automaticamente costretto ad alzare la pressione per rendere il mezzo maggiormente instabile e di conseguenza reattivo. La cosa è intuitiva: pensiamo alla forma delle gomme da moto e alla loro superficie di contatto con il fondo stradale. Più bassa è la pressione e più piatta diventa la gomma, ottenendo al tempo stesso una maggior superficie d’appoggio. Ne possiamo dedurre che una pressione tendenzialmente bassa privilegia la stabilità.

Se aumentiamo la pressione la gomma prenderà una forma più appuntita e la superficie d’appoggio si ridurrà. Ne otterremo un unico beneficio, a mio parere: maggiore manovrabilità e reattività generale.

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Domande e risposte: tecnica di guida sui tornanti in salita e discesa

Scritto da Luca Govoni | Pubblicato in Domande e Risposte | il 14-12-2015

Domanda

Ciao Luca,
ho letto con molto interesse i tuoi articoli su come imparare a guidare la moto in sicurezza e con la ragione. Ciò che ha attirato in particolare la mia attenzione è la tecnica del “controsterzo” che hai saputo illustrare in termini piani ma molto efficaci.
Quello che ti chiedo è di avere cognizione se questa tecnica tanto utile su curve veloci può essere applicata, magari in sintonia con altre pratiche, nei percorsi di montagna che per loro natura offrono il piacere ed il pericolo, di affrontare tornanti in salita e in discesa.
Ti ringrazio per l’attenzione.
(nome rimosso)

Risposta

Buondì (nome rimosso)!
Il mio obiettivo è quello di essere comprensibile anche da chi non possiede conoscenze tecniche di alcun tipo. Trovo inutile perdersi in tecnicismi e formule quando lo scopo finale è quello di imparare a guidare in maniera efficiente e sicura. Poi se uno vuole approfondire, può sempre farlo.

Veniamo alla tua domanda. Il controsterzo puoi e devi applicarlo ogni volta che si rende necessario, ovvero a velocità superiore a circa 30-40 km/h. Per esempio potresti entrare in un tornante a velocità sostenuta, quindi oltre i 40 km/h, a gas chiuso e in fase di scalata. Il controsterzo ti permetterà di impostare la traiettoria fluidamente e di effettuare le eventuali correzioni dovute alla perdita di velocità e alla struttura del tornante vero e proprio.

Se la curva ha una conformazione tale da permetterti di entrare diciamo a 50 km/h, per poi stringere obbligandoti a ridurre la velocità fin quasi a fermarti, il modo migliore di affrontarla consiste nell’entrare normalmente facendo uso del controsterzo, per poi spostare il busto verso l’esterno della curva quando la velocità si riduce (controbilanciamento).

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Domande e risposte: il freddo alle mani in inverno

Scritto da Luca Govoni | Pubblicato in Domande e Risposte | il 26-11-2015

Domanda

Ciao Luca,
sono (nome rimosso) di Verona e ti ho già scritto qualche volta in estate…da allora ho fatto un po’ di strada con la mia motoretta (TDM900)….15000 km…e ora è arrivato il freddo…ti chiedevo, secondo la tua esperienza, per questa stagione meglio guanti invernali o le meno belle ma funzionali copri manopole?
Ciao
(nome rimosso)

Risposta

Bentornato (nome rimosso)!
Ti sei divertito in questi mesi con la tua TDM?
Posso rispondere alla tua domanda con assoluta sicurezza, infatti ci sono già passato e il verdetto finale è il seguente:
molto meglio montare i coprimanopole!

I vantaggi sono tre rispetto ai guantoni invernali:
1) L’aria non colpisce direttamente il guanto;
2) se c’è nebbia o pioggia i guanti non si bagnano;
3) puoi utilizzare guanti non troppo imbottiti così da avere maggiore sensibilità nella guida.

Saranno anche brutti da vedere, ma fanno il loro dovere molto bene. Io ho installato pure le manopole riscaldate e la combinazione delle due cose (manopole riscaldate e coprimanopole) è a dir poco piacevole.

Buona serata,
Luca

 

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Domande e risposte: non riesco a guidare la Ducati Multistrada 1100

Scritto da Luca Govoni | Pubblicato in Domande e Risposte | il 24-11-2015

Domanda

Ciao, ho scoperto il tuo sito per caso e lo trovo interessante, riguardo alla tecnica di guida ho un quesito da porti.
Da qualche mese possiedo una Ducati multistrada 1100 (prima avevo un 749 e prima ancora il monster), purtroppo con il multistrada nonostante i 6000 e rotti chilometri percorsi in pochi mesi, non ancora raggiunto un buon feeling sopratutto sul medio-veloce, ovvero non ho molto feeling sull’anteriore, non lo sento, ho provato ad alzarla un pochettino dietro ma ho ottenuto solo un piccolo miglioramento, pensavo che dopo il 749 con il multistrada sarei andato più tranquillo e “veloce” e invece mi ritrovo ad essere più impacciato di prima, come va guidata questa moto??.
Grazie per l’attenzione.

Risposta

Ciao (nome rimosso),
sono spiacente di non poterti aiutare in quanto non ho mai guidato la moto in questione e non conosco nessuno che la possieda.
Vedi se riesci a provare altre moto, così puoi capire se il problema è tuo (come penso) o della tua Ducati 1100.
Ma può anche darsi che la moto in questione non si adatti al tuo stile di guida.
Saluti,
Luca Govoni

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Riflessione personale: “colpa” della moto o del motociclista?

Come potete vedere la mia risposta non è nulla di speciale e sicuramente non è stata d’aiuto al signore in questione.
Tuttavia stimola una riflessione più profonda.

Diciamo che discorsi come quello che potete leggere qui sopra li ho sentiti più o meno a proposito di tutti i modelli di moto…

C’è sempre qualcuno che trova inguidabile un certo modello

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Domande e risposte: la scelta della prima moto

Scritto da Luca Govoni | Pubblicato in Domande e Risposte | il 19-11-2015

Domanda

Buongiorno, le scrivo innanzitutto per complimentarmi per il suo blog, che ritengo il migliore in rete. Ho letto tutti i suoi articoli e da centauro novizio quale sono, ho imparato molto sulle moto e sul modo corretto di guidarle. Avevo una curiosità a cui spero vorrà e potrà rispondermi, sto per acquistare la mia prima moto, una Triumph Speed Four del 2004, mi domandavo se fosse la scelta giusta come prima moto, trovando molti pareri discordanti sul web e non avendo vicino alcun motociclista esperto, ma solo ” motociclisti da bar”, ho ritenuto giusto chiedere a colui che mi inspirava più fiducia. Grazie anticipatamente, (nome rimosso).

Risposta

Buongiorno (nome rimosso),
diamoci pure del TU se ti va. Dunque, quando si parla di moto bisogna capire una cosa: non tutti sono fatti per andare in moto. Il problema non sono i mezzi meccanici ma le persone. C’è chi non riesce a vivere in maniera sana neppure la guida di un piccolo scooter, e chi guida moto potenti con perizia e responsabilità.


Ora, tu mi dici che hai letto i miei articoli trovandoli utili e condivisibili. Io mi azzardo a dire che tu molto probabilmente possiedi lo spirito giusto per goderti la moto nel migliore dei modi. Sarò un pochino presuntuoso, ma raramente sbaglio quando giudico una persona a prima vista.

Premesso ciò, se a te piace la Triumph Speed Four io non ci vedo proprio niente di sbagliato se decidi di farne la tua prima moto. Gli unici modelli che sconsiglio ai neofiti sono le supersportive, non tanto per i mezzi in sé quanto per la mentalità delle persone che decidono di entrare nel mondo del motociclismo partendo dalla velocità. A queste persone sconsiglio del tutto di acquistare una moto finché non sviluppano una visione più matura della guida stradale.

Vai tranquillo con la tua Triumph e cerca di resistere alla tentazione di viaggiare in gruppo per i primi tempi. Nel dubbio, rallenta. Quando ti capita un imprevisto cerca sempre di ragionarci sopra per evitare che accada di nuovo in futuro. Ma devi anche allontanare le persone che ti trasmettono negatività associando la moto alla velocità, al rischio e alla paura.
(molti non riescono a farlo e diventano a loro volta negativi)

Mantieni un atteggiamento positivo e vedrai che andare in moto ti renderà una persona più felice. Parola mia!
E ricorda, meglio soli che male accompagnati!

Se vuoi tienimi aggiornato…

 

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Domande e risposte: quante dita usare sulla leva del freno?

Scritto da Luca Govoni | Pubblicato in Domande e Risposte | il 16-11-2015

Domanda

Buongiorno,
stamattina ho scoperto il vostro sito e mi sono subito trovato in sintonia da quanto sono riuscito a leggere, complimenti per la presentazione.
continuerò a seguirvi e leggere tutti gli articoli ma ho una domanda che da tempo vorrei trovare una risposta, premesso che le due ruote le maneggio da tempo (ex ciclista e ora MTB)
la mia domanda è con quante dita azionare la leva del freno anteriore, come detto arrivando dalla MTB ho l’abitudine di usare un solo dito, questo lo tengo sempre anche in moto, sopratutto con traffico, ho anche fatto delle prove tirando a pieno la leva del freno e il risultato era soddisfacente, ma a questo punto mi piacerebbe sentire la sua opinione.

Grazie mille per la risposta

Risposta

Buongiorno!
Quando uso la MTB anche io faccio uso di un solo dito sulle leve dei freni. In moto ti suggerisco però di utilizzare due dita, indice e medio, sia per azionare il freno anteriore che la frizione. Quando sei fermo è invece meglio azionare la frizione con 4 dita in maniera tale da tirarla fino in fondo ed evitare che i dischi si usurino precocemente. Durante i cambi marcia sono sufficienti due dita. I cambi marcia saranno più rapidi e precisi.

Spero di esserti stato d’aiuto.

 

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