Come frenare in moto nella guida stradale. Falsi miti e credenze.

Scritto da Luca Govoni | Pubblicato in Cultura e Mal-Educazione Stradale | il 01-08-2013

Freni anteriori di una motoMi sento persino un po’ ridicolo a dover spiegare alla gente come si frena in moto… Non dovrebbe esserci molto da dire, invece ahimè c’è un sacco di disinformazione a riguardo, pertanto voglio occuparmi dell’argomento dettagliatamente. Premetto che questo articolo riguarda la guida STRADALE; vi invito dunque ad evitare nei vostri commenti di fare paragoni con la guida in pista. Nella guida stradale l’obiettivo primario non è quello di andare più forte, ma di divenire perfettamente consapevoli di quello che si sta facendo, evitando errori dovuti all’inesperienza e alla scarsa comprensione della dinamica del mezzo.

Qui parliamo dunque dell’utilizzo della moto in strada, in sicurezza e nel rispetto, per quanto possibile, del codice della strada. Come sostiene giustamente qualcuno, usare la moto in pista aiuta molto nella guida stradale, in quanto rende maggiormente consapevoli dei propri limiti e di quelli del mezzo; inoltre abitua il cervello a lavorare ad “alta velocità”. Tuttavia “fissarsi” su determinate esperienze e/o idee non va mai bene, a mio modo di vedere le cose. Servono elasticità e spirito di adattamento nella guida stradale, poiché le variabili in gioco sono numerose e in continuo cambiamento. Aggiungo inoltre che ancor più utili delle esperienze in pista, sono quelle in fuoristrada. In quest’ultimo caso ci si trova a dover affrontare situazioni spesso difficili che obbligano a riflettere prima di agire. Mentre in pista si cerca di fare tutto nel minor tempo possibile e alla massima velocità, nel fuoristrada l’attenzione si sposta maggiormente sul lato tecnico, focalizzandosi sul controllo del mezzo, sull’equilibrio e sul superamento di ostacoli e situazioni dove conta molto di più la padronanza assoluta del mezzo piuttosto che la velocità.

Chi viaggia e chi chiacchiera

moto-al-barDunque, è ormai risaputo che il numero di teorie e la fantasiosità delle stesse riguardo alla guida della moto varia in maniera inversamente proporzionale al numero di km percorsi da colui/colei che le produce. Il che significa che il proprietario della moto che vedete davanti al bar il sabato mattina, e che non si schioda da lì fino al sopraggiungere delle tenebre, almeno a parole è uno dei motociclisti più esperti e vissuti che esistano sul pianeta. Coloro che invece la moto la usano veramente, per viaggiare e macinare km, e non soltanto quando ci sono 30°C e il sole splende alto nel cielo, di solito sono molto più prudenti nello snocciolare teorie e certezze assolute. Fatta questa doverosa premessa, guarda caso il sottoscritto fa parte di coloro che la moto la utilizzano quotidianamente, sia come mezzo di trasporto che come mezzo di svago. Al bar non ci sono mai andato, se non per acquistare una bottiglietta d’acqua in caso di forte sete! Preferisco frequentare altri posti, specialmente con la moto… Percorro circa 30.000 km all’anno con le mie due moto, a volte con passeggero al seguito ma perlopiù in solitudine. Quello che sto per spiegare a proposito della frenata deriva dalla mia esperienza su strada e in piccola parte anche in fuoristrada. Esperienza maturata nel corso degli anni. Niente contro i bar, comunque. Sono ottimi luoghi di aggregazione sociale.

Tengo inoltre a precisare che a scuola guida non mi hanno insegnato praticamente nulla della dinamica di una motocicletta. Ricordo addirittura che colui il quale avrebbe dovuto farmi da istruttore, durante le guide preferiva seguirmi in distanza a bordo di un’automobile… Come si può insegnare ad un’altra persona ad andare in moto in questa maniera? A voi le conclusioni…

Se i freni sono due un motivo ci sarà…

Torniamo al tema di questo articolo: la frenata in moto. Per me non c’è mai stato bisogno di ragionarci troppo su, a dire il vero. I freni sulla moto sono due, anteriore e posteriore. E due ne ho sempre usati. Punto. E qui sfatiamo il primo credo di molti motociclisti della domenica con ambizioni pistaiole: non si frena con il posteriore! Ma perché, poi? Abs motoNon l’ho mai capito, tant’è che io lo utilizzo quasi sempre insieme all’anteriore, ormai in maniera automatica. I freni sono due ed è bene utilizzarli entrambi in maniera sinergica, in modo che il motoveicolo mantenga un assetto maggiormente “piatto” e stabile, affondando di meno nell’avantreno. In caso di frenata di emergenza è logico che il freno anteriore la faccia da padrone, visto che il peso del mezzo si sposterà verso la ruota anteriore alleggerendo quella posteriore. Ma è comunque bene frenare anche posteriormente applicando la giusta proporzione di forze. Se si dispone dell’ABS si può pigiare con forza anche la leva del freno posteriore senza correre il rischio di far bloccare la ruota. In ogni caso io consiglio di non confidare mai troppo negli ausili elettronici; è preferibile imparare a conoscere la dinamica del mezzo che si sta utilizzando, nonché i propri limiti. L’elettronica potrà venire in aiuto nei momenti più scabrosi, ma non rimedierà agli errori causati dall’ignoranza. Un motociclista intelligente dovrebbe a mio avviso condurre il proprio mezzo come se fosse totalmente privo di aiuti elettronici; dimenticarsi insomma di possedere l’eventuale ABS, il controllo di trazione e quant’altro. I supporti elettronici entrano in funzione in caso di emergenza, ma non si dovrebbe MAI salire in moto (e su qualsiasi altro tipo di veicolo) pensando che tanto l’elettronica rimedierà ai nostri errori. Questo è un modo di pensare da perdenti. Si dovrebbe invece fare di tutto per non commetterli, gli errori.

La frenata in piega

Ma cosa succede se la frenata di emergenza avviene in curva, quindi a moto piegata? Niente di particolare, direi. Vale la stessa regola di prima, ossia utilizzare entrambi i freni, chiaramente in maniera più delicata poiché l’aderenza del mezzo diviene via via meno salda all’aumentare dell’angolo di piega. Alcune moto, e alcuni pneumatici in particolare, tendono a provocare un effetto raddrizzante quando si frena con l’anteriore a moto piegata, il che si traduce in un leggero sottosterzo, ovvero un allargamento della traiettoria. Non succede con tutte le moto e con tutti gli pneumatici, ma quando si utilizza una moto per le prime volte, o si cambia modello di pneumatico (specialmente in quest’ultimo caso!), è bene fare un piccolo test per capire se l’effetto raddrizzante è presente o meno e in quale misura. Comunque sia, tale effetto è contrastabile dal guidatore attraverso l’applicazione del controsterzo, che consiste semplicemente nello spingere il manubrio della moto nella direzione opposta a quella della piega; nulla di fantascientifico, tant’è che questa tecnica viene utilizzata in maniera del tutto inconsapevole da chiunque guidi un qualsiasi mezzo a due ruote (bicicletta, scooter, moto) nel momento in cui affronta una piega. Ma quando se ne diviene consapevoli si apre un piccolo mondo che permette di passare ad uno stile di guida più evoluto e preciso.

L’effetto raddrizzante e il controsterzo

controsterzo motoProvate ad andare dritto con la vostra moto/scooter ad una velocità di 40-50 km/h, possibilmente in una zona chiusa al traffico o comunque lontano da altri veicoli in movimento. Provate ora a spingere leggermente in avanti, con delicatezza, la manopola destra, proprio come se doveste girare il manubrio verso sinistra. Cosa succede? La moto/scooter piega verso destra! In pratica voi state girando il manubrio a sinistra e il mezzo va a destra. Questo è il controsterzo, ed è un prodotto dell’effetto giroscopico generato dal movimento della ruota anteriore. L’effetto giroscopico permette ai veicoli a due ruote di rimanere in equilibrio e aumenta all’aumentare della velocità di rotazione delle ruote. Questo fa sì che le moto richiedano due stili di guida diversi a seconda della velocità: a bassissima velocità le curve si affrontano girando il manubrio della moto in un senso o nell’altro, mentre a velocità più elevate il manubrio serve soltanto ad innescare lo squilibrio (controsterzo) che porterà il veicolo a inclinarsi verso destra o verso sinistra.

Alla base di tutto c’è l’Equilibrio

In assenza di effetto giroscopico sarebbe difficilissimo mantenere l’equilibrio, infatti ve ne accorgete quando viaggiate a velocità molto contenuta. In questo scenario dovete usare continuamente il vostro corpo e il manubrio per evitare che la moto si inclini eccessivamente e cada sotto il suo peso. Ogni buon Motociclista sa che il difficile, in moto, è andare piano. Sa anche che imparando a gestire il motoveicolo a bassissima velocità sarà poi capace di controllarlo in qualsiasi altra situazione. Non è purtroppo vero il contrario, nel senso che saper andare forte non implica assolutamente il saper controllare la moto a bassa velocità.

Sulle strade di montagna il motociclista medio sfreccia come Valentino Rossi nei brevi tratti rettilinei, per poi trovarsi in grande difficoltà nei tornanti più stretti. Vi assicuro che è molto istruttivo osservare queste persone mentre guidano poiché rappresentano un perfetto esempio di come non si dovrebbe condurre una motocicletta. In assenza di esempi positivi è possibile partire da quelli negativi per iniziare a capire cosa NON fare.

Saper guidare una moto significa saper andare piano


Ora comprendete perché all’inizio dell’articolo vi dicevo che la guida in fuoristrada è più utile di quella in pista. La prima prevede basse velocità, la seconda alte velocità. Andando piano si impara ad usare freni, frizione e acceleratore al meglio. Inoltre si acquisisce un grande equilibrio. Andando forte viene meno il fattore equilibrio e anche la gestione della frizione diviene del tutto secondaria.

Dato che adesso siete consapevoli dell’effetto giroscopico e del controsterzo potete cominciare a sfruttarli per compiere manovre più complesse che andranno a beneficio della vostra sicurezza. Tornando al tema della frenata, ed in particolare dell’effetto raddrizzante di certi pneumatici, adesso sapete esattamente come contrastare tale fenomeno! Se vi capita di frenare con la ruota anteriore in curva e notate che il mezzo tende a raddrizzarsi, allargando dunque la traiettoria e portandovi verso il ciglio della strada o peggio ancora verso la corsia opposta, non dovrete fare altro che applicare consapevolmente il controsterzo per far sì che la vostra moto o il vostro scooter non si raddrizzi.

Il controsterzo in pratica

Esempio pratico: state affrontando una curva a destra e davanti a voi compare improvvisamente un’auto che procede a bassa velocità e vi costringe a frenare. Frenate con entrambe le ruote per avere una frenata più equilibrata ed efficace, ma sentite che il mezzo tende a raddrizzarsi portandovi verso la corsia opposta. Vi basterà, a questo punto, applicare la tecnica del controsterzo! Dovrete semplicemente spingere la manopola destra in avanti, come se voleste girare il manubrio verso sinistra, ovviamente con delicatezza. Il mezzo manterrà la traiettoria anche durante la frenata e non ci saranno problemi. Attenzione, è sconsigliabile tirare il manubrio all’indietro; esso andrebbe solamente spinto in avanti. A seconda di quello che volete ottenere, dovrete fare pressione sulla manopola sinistra o su quella destra. Consiglio vivamente di non tirare il manubrio verso di sé, poiché tale comportamento potrebbe innescare degli scompensi ciclistici nel mezzo. Ricordate: spingere il manubrio e mai tirarlo.

Velocità VS Precisione: meglio svilupparle entrambe

Personalmente vi invito a non dare troppo ascolto a chi usa la moto soltanto in pista. A queste persone interessa andare il più forte possibile, perciò il loro utilizzo della moto si limita a questo. In strada lo scopo non è andare forte, ma guidare in sicurezza e con consapevolezza. Se intendete partecipare ad un corso di guida sicura vi raccomando di sceglierne uno in cui gli istruttori non siano fanatici della velocità. Per imparare ad andare forte c’è sempre tempo, credetemi. Fossi in voi partirei con un corso di guida lenta e tecnica e solo successivamente mi dedicherei alla velocità.

Esercitarsi su di un percorso come questo è infinitamente più utile che correre in pista a tutta velocità:

Notate come nelle curve più lente e strette divengano evidenti i movimenti laterali della ruota anteriore; mentre quando la velocità aumenta, l’angolo di sterzata diventa minimo. All’aumentare della velocità è sufficiente provocare uno squilibrio attraverso l’applicazione del controsterzo per inserire la moto in curva.

E ora ditemi: secondo voi questo signore saprebbe anche guidare ad alta velocità? La risposta è ovviamente Sì! Chi impara a governare la moto a bassa velocità può fare tutto ciò che vuole. Il motociclista nel video esibisce un controllo assoluto del mezzo e una sensibilità estrema nel dosare acceleratore e freni a moto inclinata. Da bambini si impara prima a camminare e poi a correre, giusto? Ecco, la stessa regola vale per la guida della moto…

Quelli che: <<in curva non si deve usare mai il freno anteriore!>>

Sfatiamo così il secondo falso mito abbracciato da molti motociclisti con la emme minuscola: non si frena con l’anteriore in curva! Certo, se volete allungare gli spazi di arresto fate pure, ma io non vedo alcuna valida ragione per farlo. Pensate che il giapponese del filmato qui sopra non utilizzi il freno anteriore mentre compie le sue spettacolari manovre? Vi faccio notare che la moto non rimane in posizione verticale nemmeno per un secondo! Se lo pensate, siete purtroppo totalmente fuori strada! Il discorso cambia quando diviene necessario rallentare leggermente per correggere la traiettoria, per esempio a causa di una curva progettata male che “stringe” all’improvviso; in questo tipo di scenario il freno posteriore fa proprio al caso nostro poiché non produce alcun effetto raddrizzante, come potrebbe invece fare quello anteriore.

Su Youtube sono incappato in alcuni video didattici girati da persone che si reputano esperti motociclisti, tanto da occuparsi di corsi di guida sicura e quant’altro, i quali esortano i propri ascoltatori a non utilizzare il freno anteriore in curva.

Sono perplesso e preoccupato.

Ho sempre utilizzato il freno anteriore, sia in rettilineo che in piega, così come quello posteriore, e non mi è mai successo nulla di tragico o inaspettato, anzi, trovo che sia decisamente più sicuro e sensato adottare il mio sistema. Non bastasse la mia esperienza, sappiate che i sistemi antibloccaggio (ABS) di nuova generazione prevedono la frenata combinata, perciò quando si agisce sul freno posteriore entra in funzione anche quello anteriore, sebbene in misura ridotta (guarda questo video per una spiegazione più dettagliata del sistema: CBS – frenata combinata Honda). Forse questi soggetti che si autoproclamano esperti di motociclette e di sicurezza non ne sono ancora al corrente, oppure confondono la guida stradale con quella in pista… Quindi, che lo vogliate o no, le moto del futuro freneranno con entrambe le ruote anche in curva, proprio come dovrebbe fare già adesso qualunque Motociclista maturo e accorto!

Il freno posteriore e il sovrasterzo

Torniamo ora al freno posteriore, il quale, se applicato in curva, produce al contrario di quello anteriore un effetto sovrasterzante, portando dunque la moto a stringere maggiormente la traiettoria. Ecco un motivo in più per usare entrambi i freni: quello posteriore tende ad annullare l’eventuale effetto raddrizzante di quello anteriore, mantenendo il mezzo in un assetto più stabile. Freno posterioreInoltre, ogni tipologia di moto è diversa dall’altra, e sicuramente su una supersportiva, dove il baricentro tende ad essere spostato in avanti, avremo un comportamento diverso rispetto ad un mezzo con impostazione enduristica in cui il baricentro è più spostato verso la parte posteriore e generalmente anche più in alto. Inoltre le moto caratterizzate da un’impostazione di tipo enduristico possiedono generalmente sospensioni abbastanza morbide e dalla lunga escursione, il che rende poco pratico l’utilizzo esclusivo del freno anteriore quando il mezzo è inclinato a causa di un pronunciato beccheggio. Con una moto da enduro, o comunque di impostazione enduristica, come la mia XT 660 R, tendo dunque ad utilizzare parecchio il freno posteriore, tant’è che mi ritrovo a sostituire le relative pastiglie più frequentemente di quelle anteriori. Quando sono in sella alla mia Honda CBF 600 S, che possiede una connotazione più turistica, sostituisco le pastiglie anteriori e posteriori in concomitanza.

Questione di baricentro

Riassumendo, possiamo dire che le moto sportive – quelle con manubrio basso e dimensioni compatte, tanto per capirci – hanno il baricentro spostato verso la ruota anteriore, perciò il freno posteriore ha poca efficacia e va utilizzato con delicatezza nelle frenate più impegnative, mentre la ruota anteriore può contare su un impianto frenante potente. All’estremo opposto troviamo le moto cosiddette “custom“, generalmente lunghe e pesanti, le quali possono invece contare su un ottima frenata anche alla ruota posteriore. In mezzo troviamo le moto con impostazione turistica/fuoristradistica e gli scooter, che hanno una frenata abbastanza bilanciata fra avantreno e retrotreno. Va inoltre ricordato che la presenza di un eventuale passeggero rende più efficace il freno posteriore specialmente sui mezzi particolarmente sportivi, in quanto il baricentro del sistema moto/occupanti subisce uno spostamento verso la ruota posteriore.

Quando l’aderenza è poca

La preferenza di utilizzo del freno anteriore o posteriore è dettata anche dalle condizioni di aderenza del fondo stradale. In caso di asfalto asciutto o moderatamente bagnato (non allagato!) vale quanto scritto sopra, mentre quando l’aderenza comincia a diventare precaria bisogna utilizzare alcune accortezze. Moto sulla neveSe non si dispone di ABS, in caso di pioggia, fango, ghiaia, neve ecc, bisogna chiaramente frenare con molta cautela. Una frenata troppo aggressiva potrebbe portare al bloccaggio delle ruote. Quando l’aderenza è veramente minima, può essere necessario dimenticarsi completamente del freno anteriore, a meno che appunto la moto non possieda l’ABS. Il bloccaggio della ruota anteriore si conclude spesso con una caduta. Meno grave è il bloccaggio di quella posteriore, che risulta essere più facilmente controllabile. Quindi, in situazioni di aderenza veramente precaria, per esempio su una strada sporca di fango, va SEMPRE data la preferenza al freno posteriore.
Io di solito inizio a frenare con la ruota posteriore, così ricevo un primo input sul tipo di aderenza offerto dal fondo stradale, dopodiché aziono anche il freno anteriore regolandone l’intensità in base al feedback ricevuto dal freno posteriore. Questa tecnica è a mio avviso fondamentale quando si guida su fondi viscidi, ma anche in inverno quando c’è umidità e la temperatura è prossima allo zero. La stesse precauzioni vanno messe in atto quando si transita sulle strisce pedonali o comunque sulla vernice usata per la segnaletica orizzontale. Le strisce di vernice, in Italia, sono sempre scivolose, e diventano estremamente viscide quando l’asfalto è bagnato o anche soltanto umido.

Le pozzanghere e l’acquaplaning

Quando invece piove molto forte e l’asfalto tende ad allagarsi, ovvero a ricoprirsi completamente di acqua formando delle vere e proprie pozze lunghe anche decine di metri, attenzione soprattutto alla velocità! Più alta è la velocità maggiore è il rischio di incappare nel cosiddetto “acquaplaning”; il fenomeno si verifica quando gli pneumatici della moto arrivano a galleggiare letteralmente sul velo d’acqua, perdendo dunque l’aderenza prodotta dal contatto con l’asfalto. C’è da dire che ogni moto e ogni modello di pneumatico hanno un comportamento diverso in questo senso, e che i mezzi più leggeri sono anche i più a rischio di acquaplaning. Una moto stradale, con larghi pneumatici da asfalto, correrà più rischi di una moto che monta stretti pneumatici tassellati o semi-tassellati. Attenzione dunque: non crediate che una moto sportiva che può affrontare una curva ad alta velocità in condizioni ottimali, possa farlo anche quando l’asfalto è bagnato! Se la moto galleggia sull’acqua, la frenata diventa del tutto nulla. L’ABS non serve a granché in questo caso, perciò ancora una volta vi consiglio di essere particolarmente prudenti quando viaggiate su strade in cui compaiono pozzanghere, specialmente se si tratta di strade a scorrimento veloce. Non a caso in Germania, dove alcuni tratti autostradali non prevedono limiti di velocità, in realtà il limite c’è eccome in caso di asfalto bagnato: 110 km/h. E il loro asfalto è generalmente migliore di quello italiano, perciò fate bene i vostri calcoli.

Non preoccupatevi della pioggia, ma della sporcizia!

A proposito, lo sapevate che l’aderenza minima in caso di pioggia si verifica non quando la strada è ormai completamente bagnata, ma quando si sta bagnando? Esatto, nel momento in cui l’asfalto comincia ad inumidirsi, e la sporcizia presente su di esso inizia a sciogliersi, quello è il momento peggiore. Immaginate lo sporco presente sull’asfalto come sapone che viene prima sciolto e poi lavato via dalla pioggia.

Asfalto umido

Attenzione all’asfalto!

Chiaramente un buon Motociclista dovrebbe saper riconoscere il tipo di asfalto e la relativa capacità di aderenza con un colpo d’occhio. Gli asfalti non sono tutti uguali e su alcuni, quelli particolarmente lisci tanto da sembrare patinati, il grip è solitamente mediocre. Gli asfalti migliori, sopratutto in caso di pioggia e sporcizia, sono quelli ruvidi che si possono incontrare su alcune strade di montagna e in certi tratti autostradali (peccato che non vengano utilizzati su TUTTE le strade!). In generale vale la regola secondo la quale più l’asfalto è liscio e più bisogna fare attenzione sia in frenata che in curva. Attenzione anche alla presenza di forte vento, il quale può portare detriti e sporcizia sulla strada (per esempio foglie, rami, sabbia). Indipendentemente dal tipo di fondo stradale io consiglio di viaggiare SEMPRE con un dito, per esempio il medio, oppure con due dita al massimo (medio e indice), sulla leva del freno anteriore, così da essere pronti ad affrontare una frenata di emergenza in tempi ridotti. In caso di frenata di panico, è meno probabile arrivare al bloccaggio della ruota anteriore (in mancanza di ABS), poiché la forza esercitata da una o due dita non è esagerata. Frenando con 4 dita si rischia al contrario di esagerare se presi dal panico.

Poi c’è la questione delle buche, delle imperfezioni e in generale della scarsa manutenzione delle strade italiane. Le imperfezioni più pericolose, per un dueruotista, sono quelle longitudinali, ossia disposte nel senso di marcia; vedi la foto sottostante:

crepa longitudinale asfalto

Una crepa del genere può mettere in difficoltà anche il motociclista più accorto se non viene notata con il dovuto anticipo. Quando si è costretti a transitare sopra una crepa come questa, bisogna stringere saldamente il manubrio per evitare che cominci a sbacchettare. La frenata può diventare difficoltosa e il mio consiglio è quello di dare la precedenza al freno posteriore proprio per evitare di provocare il bloccaggio della ruota anteriore. Ma soprattutto ricordate di tenere saldamente il manubrio e di non fare nulla di avventato, come sbandate e frenate improvvise. Spesso conviene centrare in pieno una buca o una crepa piuttosto che cercare di schivarla, specialmente se l’asfalto è bagnato o sporco. Inoltre ho notato che molti utilizzatori di moto e scooter non si rendono conto che possono sollevare il sedere dalla sella quando sono costretti a passare sopra buche e imperfezioni particolarmente pronunciate. E’ sufficiente alzarsi dalla sella per un secondo per dimezzare l’effetto dello scossone sul nostro fisico

Le imperfezioni e le buche hanno un effetto maggiore sui mezzi con ruote più piccole e su quelli con sospensioni più rigide. Si avvertono dunque con maggiore intensità a bordo di un piccolo scooter piuttosto che di una moto con impostazione enduristica/turistica. Vi consiglio di non esagerare con la pressione degli pneumatici, in quanto il loro effetto ammortizzante verrebbe meno. Se le strade che frequentate abitualmente non sono esattamente perfette, vi conviene assolutamente gonfiare gli pneumatici ad una pressione media. Ne trarrà beneficio sia il vostro fondoschiena che la vostra sicurezza.

Trattori e camion: fango e detriti!

fango-sulla-stradaAltro consiglio fondamentale: prestate estrema attenzione quando attraversate zone di campagna dove sono presenti trattori e camion. I trattori portano fango e sassi sull’asfalto, così come i camion che provengono dai campi. A me è capitato di vedermela brutta transitando in una giornata di pioggia su una strada altamente trafficata da mezzi agricoli. C’era un vero e proprio strato di fango sull’asfalto, sciolto dalla pioggia e spalmato dagli altri veicoli per decine di metri. Tra l’altro si trattava di una strada a scorrimento veloce. Vi assicuro che non è piacevole ritrovarsi sul fango a 90 km/h. Me la sono cavata mantenendo il sangue freddo ed evitando frenate e qualsiasi altro gesto impulsivo. La cosa migliore da fare, in questi casi, è assecondare la moto nella sua perdita di aderenza, evitando di irrigidirsi diventando di fatto un ostacolo al libero movimento del mezzo. La cosa più sbagliata consiste invece nel cercare di correggere il comportamento della moto sterzando o facendo frenate brusche. Se viaggiate nelle ore di oscurità io vi suggerisco caldamente di montare lampadine potenti sul vostro veicolo (per esempio le Philips Motovision), in modo tale da vedere bene l’asfalto. Io uso sempre gli abbaglianti quando non ci sono altri veicoli vicino a me, così il mio sguardo è in grado di arrivare più lontano e posso notare eventuali situazioni rischiose con un po’ di anticipo.

Il magico freno motore

Scrivendo della frenata in moto non posso di certo dimenticare di menzionare anche il freno motore. La maggior parte delle moto moderne può contare su un freno motore efficiente, che pertanto può essere utilizzato in un’ottica di risparmio delle pastiglie. Frenare utilizzando il motore significa rilasciare la manopola dell’acceleratore e scalare le marce mentre si rallenta, ovviamente rilasciando la frizione dopo ogni cambio marcia, in modo tale da sfruttare la forza decelerante trasmessa dal motore alla ruota posteriore. A volte può essere necessario un piccolo colpetto di gas tra un rapporto e l’altro per evitare che il motore scenda troppo di giri e provochi una decelerazione brusca con conseguente rischio di bloccaggio della ruota posteriore. In generale, per evitare che questo accada, la scalata deve avvenire rapidamente e senza tentennamenti. Nelle frenate meno intense e nei semplici rallentamenti, si può per esempio utilizzare il freno anteriore in combinazione con il freno motore, così da risparmiare ulteriormente le pastiglie del freno posteriore. (se vuoi saperne di più su come risparmiare freni, gomme e carburante, clicca qui!) Gli scooter generalmente non possono usufruire del freno motore, avendo una trasmissione automatica a variatore continuo. In essi diviene quindi ancora più importante l’utilizzo di entrambi i freni, anteriore e posteriore. Bene, credo di aver scritto tutto o quasi sull’argomento frenata e di aver sfatato i principali falsi miti motociclistici che lo riguardano.

Buona strada a tutti!

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Commenti

Numero di commenti su questo articolo: 66
(Come frenare in moto nella guida stradale. Falsi miti e credenze.)

  1. finalmente un’ottima descrizione sul comportamento in moto e sull’uso dei freni. grazie

  2. Grazie mille, con questi preziosi consigli forse eviterò di indurre ancora in errore e di cadere ancora su terreni scivolosi.

  3. Sono reduce di una caduta. Spero che ,dopo aver letto questi ottimi consigli ben dettagliati la mia guida sarà più corretta e attenta. Grazie .

  4. Salve, ho avuto proprio oggi una discussione riguardo questo argomento, non per frenare con la moto, ma con l’automobile: ieri avevo consigliato a una mia collega di non toccare troppo i freni nel limite del possibile, soprattutto su strada scivolosa o con ghiaccio, ma di utilizzare il freno a motore, proprio come da lei descritto e come mi aveva insegnato mio padre. Sono stata derisa, mi è stato detto che solo alcune macchine hanno questo…optional, perchè di norma lo hanno solo i cammion! Vorrei, se possibile avere qualche delucidazione visto che io spesso utilizzo la frenata scalando le marce cercando di utilizzare i freni il meno possibile, tranne ovviamente in alcuni casi

  5. Ciao Raf! Quando parlo di freno motore sulle moto, ma la stessa cosa vale anche per le auto, chiaramente non mi riferisco ai sistemi di rallentamento adottati dai mezzi pesanti (camion). I camion possiedono effettivamente dei sistemi di rallentamento specifici che agiscono sul motore e di conseguenza rallentano tutto il veicolo. Non è così semplice frenare un camion a pieno carico, magari in discesa, perciò oltre ai freni standard vengono impiegati alcuni sistemi specifici.

    Il freno motore, nella sua accezione più semplice, è quello che si ottiene chiudendo la manopola dell’acceleratore di una moto (o lasciando il pedale del gas di un’auto). Il movimento dei pistoni e di tutto ciò che si muove in un motore viene dunque forzato dall’inerzia del veicolo, e di conseguenza produce una resistenza cinetica definita comunemente “freno motore”. Se provi a spostare una moto con motore spento e la marcia inserita ti accorgi che fai una fatica bestiale. Ecco, quello è sostanzialmente il freno motore.

    Fai benissimo a sfruttare il motore per rallentare. Il tuo è uno stile di guida sicuramente molto più rilassato e sicuro rispetto a quello che prevede continue frenate e accelerazioni. Le pastiglie dei freni possono durare moltissimo se si utilizza abitualmente il freno motore. Nelle moto, poi, il freno motore è di solito molto potente in virtù della massa piuttosto ridotta del veicolo. Per questo reputo veramente assurdo il non utilizzarlo. Inoltre una moto è decisamente più controllabile e piacevole da guidare quando il motore è in presa, piuttosto che quando è scollegato dalla ruota posteriore.

  6. cosa ne pensi dell’asfalto del passo del giogo

  7. Bentrovato Simon. A direi il vero saranno ormai 2 anni che non transito sulla strada del Giogo. Nel frattempo l’asfalto potrebbe essere peggiorato, non lo so… In ogni caso ricordo un’asfaltatura discreta e abbastanza sicura. Comunque l’asfalto migliore, almeno in Italia, l’ho trovato sui passi alpini e dolomitici.

  8. buona spiegazione !!!!io ho fatto una scivolata proprio per colpa di una frenata in solo anteriore ma SOLO PERCHE LA PINZA dietro era difettosa e mi ha fregato bloccandosi ……e miraccomando sempre studiare la strada e prevedere pericoli e la cosa migliore che si puo fare sempre sottolinerei sulla pressione dei pneumatici per non sbagliarsi e la cosa migliore e leggere le pressioni sul libretto !!!non ci si sbaglia mai!!!!! buona guida

  9. ma se una moto ha problemi ai freni, oltre a cercare di ridurre le marce esistono altri sistemi per fermare le moto?

  10. Buongiorno Antonio! La risposta più logica e banale è ovviamente quella di far aggiustare i freni il prima possibile! Ma se il guasto dovesse capitare mentre si sta guidando, beh, che sfortuna! Quando si rompono i freni della bici si cerca di frenare facendo strisciare le scarpe sull’asfalto, ma non credo che questo possa bastare a fermare una moto… Oltre a spegnere il motore e scalare le marce, non saprei veramente che altro suggerire…

  11. Ottimo articolo, premessa guido un cbr 1000rr, ha dissipato i dubbi che mi affliggevano sulla frenata, personalmente ho sempre usato nel limite del possibile entrambi i freni in curva, ma per questo vengo sistematicamente deriso dagli amici…….per loro esiste solo l’anteriore, in curva non si frena???? a tal punto che anche io avevo dei dubbi.
    Finalmente…. chiarita una volta per tutte la dinamica del mezzo.
    Grazie mille per la dritta del controsterzo.

  12. Non sono d’accordo su tutto:
    per strada è meglio entrare in curva già con il gas in mano e senza freni, perché se hai i freni in mano a moto piegata hai poco margine di correzione, mentre se sei in trazione e trovi un imprevisto in curva (asfalto sporco, veicolo che invade la corsia, i più comuni) puoi chiudere il gas e, se non basta, pelare il freno.
    ps: io non riesco a usare il posteriore nelle curve a dx

  13. @ Brenno

    Siamo tutti d’accordo che le curve vadano fatte con il gas in mano e non frenando, ma Luca in questo articolo intendeva dire che molti smanettoni sono convinti che in curva non si debba mai frenare mai con l’anteriore mentre si può e si deve usare

  14. Mi hai tolto le parole di bocca, Gigi…

    Brenno, l’importante è capire che i freni vanno usati entrambi e che ragionare in maniera assolutistica (questo sì, questo no ecc) è sempre controproducente e denota inoltre poca esperienza di guida.

    In realtà sono veramente poche le cose che non si dovrebbero mai fare quando si va in moto. Nella maggior parte dei casi si tratta semplicemente di fare la cosa giusta nel momento giusto.

    Ciò che secondo me non si dovrebbe mai fare è dare qualcosa per scontato. Non c’è niente di scontato, ecco perché critico aspramente coloro che propongono modelli rigidi e assolutistici. La guida stradale è fatta di mille casi diversi e non si possono davvero proporre teorie derivate dalla guida in pista, dove ogni comportamento viene pianificato in anticipo.

  15. “La guida stradale è fatta di mille casi diversi e non si possono davvero proporre teorie derivate dalla guida in pista, dove ogni comportamento viene pianificato in anticipo.”

    secondo me la guida in strada e in pista hanno moltissime cose in comune, di base le tecniche di guida e i mezzi sono praticamente gli stessi come le moto in molti casi, le differenze stanno nel tipo di asfalto, di ostacoli fissi e mobili, visibilità e soprattuto gli imprevisti (difficile trovarsi in pista una panda contromano).

    Un grande esempio di differenza tra guida in pista e su strada lo si può vedere nei vari video del Tourist Trophy dove si corre su strade normali chiuse al traffico, nonostante l’isola diventi a tutti gli effetti un circuito le traettorie sono molto differenti e non solo

  16. Gigi, il problema di fondo è che in pista lo scopo è andare più forte, mentre in strada è guidare in maniera più consapevole. Ti sembrerà cosa di poco conto, ma se osservi le conseguenze che provoca su coloro che si credono piloti, capisci perché non è bene prendere la guida in pista come modello di riferimento…

    Che ci siano delle affinità è fuori discussione, ma secondo me è proprio sbagliato insegnare alle persone a guidare in pista. La guida andrebbe imparata in strada, e poi eventualmente perfezionata in pista e ancora meglio su percorsi sterrati.

    Ricordati poi che in pista sei da solo per la maggior parte del tempo. In strada non sei mai solo e devi necessariamente ragionare in maniera differente.

    La guida stradale è influenzata in gran parte dal comportamento degli altri, mentre in pista questo non succede poiché ci si concentra su se stessi. La differenza sta tutta qui, secondo me. Gli imprevisti, nella guida stradale, sono frequenti, come hai giustamente notato. Ma io non li chiamerei nemmeno imprevisti… sono la normalità. Meglio dunque imparare a gestire innanzitutto la normalità, per poi eventualmente passare al perfezionamento delle tecniche di guida in pista e nei percorsi sterrati.

    Quello che io critico sempre, come avrai ormai notato, è il tipico “fissarsi” su una cosa, qualunque essa sia. Non c’è un giusto assoluto e uno sbagliato assoluto, secondo me. Si tratta di adattarsi continuamente al contesto, e per farlo serve flessibilità mentale. Non te ne fai niente di sapere come si affronta una curva a 200 km/h quando ti ritrovi, per esempio, in una curva stradale dove c’è del fango sull’asfalto. In questo caso dovrai ragionare in maniera diversa e adattarti alla situazione specifica.

    Lo vedo bene in coloro che guidano prevalentemente in pista perché sono veramente limitati quando vanno in strada. Essendo abituati a usare la moto soltanto in condizioni ottimali, li vedi andare in crisi appena c’è un po’ di umidità sull’asfalto o quando devono percorrere una strada ghiaiata o persino una salita ripida. Coloro che invece sono “fissati” con la guida in fuoristrada sono decisamente più abili anche in strada, ma comunque limitati in certe situazioni. Capisci cosa intendo dire? Insomma è bello e giusto provare di tutto e non smettere mai di imparare ;-)

  17. credo che stiamo dicendo la stessa identica cosa in modi diversi: tanto per fare un esempio se guardi una gara del TT noterai che le traettorie percorse da tutti i piloti lasciano un metro o più di distanza dal bordo strada proprio perché sono su trada e non in pista anche se è una strada chiusa al traffico, con asfalto decente e controllato (niente rischio cacca di mucca in curva).

    Per me la differenza più importante tra strada e pista sta nel limite che si può raggiungere, in pista il limite è dato dall’aderenza della moto visto e considerato che devi mantenere solo la traettoria ottimale, mentre in strada il limite deve essere imposto dalla visuale e dal poter correggere propria la traettoria in ogni modo possibile, allargando, stringendo o addirittura fermandosi…….

    i motociclisti si possono dividere in due categorie i pistaioli e gli stradisti e per fortuna appartengo alla seconda categoria anche se devo ammettere che il mio obbiettivo sia in pista che in strada resta sempre lo stesso: guidare bene!

    se guidi bene sei veloce e sicuro

  18. Mi fa piacere sapere che ti piace guidare sia in strada che in pista! Io non sono un amante della velocità, perciò i circuiti non mi hanno mai attratto particolarmente, se non per innocue gare fra amici a bordo di minimoto, pitbike e go-kart. Se dovessi andare a 300 km/h penso che non mi divertirei più di tanto…

    I piloti del TT mi affascinano perché mi rendo conto che appartengono ad una razza diversa rispetto a quelli della superbike e della motogp. Penso che siano in grado di raggiungere livelli di concentrazione inimmaginabili per un essere umano medio.

    Da notare che quasi tutti i piloti del TT sono bravi anche con le moto da fuoristrada/speedway e nel downhill. Solo spaziando da un ambito all’altro possono arrivare a sviluppare certe abilità estreme. Lo stesso discorso vale per i campioni della velocità, come Rossi e Marquez. Quando non corrono in pista si allenano con le moto da fuoristrada e in mountain bike.

    Un’altra cosa che ho notato nei pistaioli è la loro fobia per ogni minima perdita di aderenza della moto, infatti non guidano mai quando l’asfalto non è perfettamente asciutto e pulito. I piloti veri, invece, guidano anche moto da fuoristrada proprio per abituarsi alle perdite di aderenza e ai vari movimenti inaspettati del mezzo, per esempio la classica scodata in accelerazione. Queste abilità tornano molto utili anche in frenata poiché è tutta una questione di sensibilità.

  19. la cosa curiosa è che i piloti che vincono nel TT raramente ottengono risultati decenti in pista….

    Per la pista ci sono stato pochissime volte e continuo a preferire la strada ma è un’esperienza che ho trovato molto interessante e personalmente almeno una volta nella vita la consiglio a chiunque giusto per rendersi conto di cosa voglia dire

  20. buongiorno a tutti, ho trovato questo articolo per caso, sinceramente non pensavo neanche di doverlo leggere in quanto vado in moto dall’età di 12 anni, e invece la spiegazione del controsterzo per quanto ovvia mi ha aperto un nuovo mondo.
    Non ho ancora avuto il modo di testarla quindi la prendo per buona dato che tutto il resto era corretto, mi aspetto perciò che anche questa spiegazione sia valida.
    In ogni caso ottima spiegazione… mi sento solo di aggiungere un consiglio del tutto diverso dalla frenata, ma che secondo me, abbinato alle spiegazioni qui sopra può fare la differenza per quei motociclisti che viaggiano tutto l’anno.
    Durante la curva, quando l’asfalto è scivoloso, usate il corpo!! mi spiego meglio tutto ciò che Luca ci ha spiegato è molto utile e lo sarà maggiormente se la porzione di gomma sull’asfalto è maggiore. Sappiamo tutti che la piega della moto è dato dallo spostamento del corpo, ora a prescindere da quale moto abbiate, più corpo buttate fuori più la moto sarà dritta in curva, a pari velocità di come stareste sull’asciutto, e quindi avrete più gomma a disposizione (e miglior risposta all’utilizzo dei freni).
    Grazie mille

  21. Buongiorno Hiro!
    Innanzitutto ti ringrazio per aver letto questo mio lungo articolo. Non si finisce mai di imparare, vero? Anche io scopro spesso cose nuove. L’importante è non avere la presunzione di sapere già tutto, perché a questo punto si comincia a dare le cose per scontate…

    Prova il controsterzo il pratica e poi dimmi in che modo ciò ha migliorato la tua guida e la tua sicurezza in strada!

    Approvo il tuo consiglio e invito tutti a seguirlo. Vorrei però precisare un cosa. Chi guida moto da fuoristrada o comunque dall’impostazione fuoristradistica dovrebbe sì sporgersi dalla moto, ma dalla parte opposta rispetto alla piega! Mi spiego meglio. Queste moto hanno un baricentro molto alto e sono ipersensibili agli spostamenti del corpo. Inoltre montano spesso una gomma anteriore piuttosto sottile. Quando l’aderenza è poca è meglio controbilanciare il peso della moto anziché spingerlo nella direzione della curva. In caso di perdita di aderenza la moto cadrà più lentamente e si avrà la possibilità di recuperare grazie alla classica “pedata”!

    http://blazusiak.com/tmp_files/2012/03/taddy.blazusiak_KTM-Enduro-Team-2012_2104-705×470.jpg

    Per quanto riguarda le moto stradali è sicuramente meglio tenerle il più dritte possibile durante le pieghe su asfalto scivoloso, perciò invito tutti quanti a seguire il tuo consiglio di usare il corpo. Ovviamente senza esagerazioni.

  22. Il famoso colpetto di gas tra un cambio e l’altro in fase di scalata quand’è che va dato esattamente? Mentre si tiene la frizione tirata?

    Per dire, sono in terza—>tiro frizione—>metto seconda—->dò colpetto di gas—->rilascio frizione.
    E’ questa la procedura?

    O la si deve dare a frizione appena rilasciata e quindi mentre il freno motore è in azione?

    Domanda sicuramente sciocca, ma non lo ho mai realmente capito…

  23. Comunque articolo davvero interessante, chiaro e direi anche “illuminante” :D Complimenti e grazie per averlo scritto (scoprii tra l’altro il blog proprio dopo aver trovato questo articolo su google), è veramente stra utile!

    Per quanto riguarda il discorso dell’ABS con frenata combinata, mi pare che non tutte le moto recenti lo utilizzino comunque.

  24. Fabrizio:
    No, non tutte. A livello europeo è comunque stato stabilito che a partire dal 2016 tutte le moto e gli scooter che non saranno dotati di ABS di serie (piccole cilindrate) dovranno avere la frenata combinata.

    Il colpetto di gas lo dai se si rende necessario, quindi più che altro quando il motore si trova abbastanza su di giri. La procedura corretta è la prima che hai elencato: tiri la frizione, scali la marcia e contemporaneamente dai il colpetto. Immediatamente dopo rilasci la frizione. Tutto questo avviene in meno di un secondo.

  25. Perfetto, grazie!

    Dimenticavo di dire che sono molto d’accordo sul praticare fuoristrada per chi va in moto su strada, dato che essendo abituati a sentire la moto “scivolare” la cosa può aiutare sulla sensibilità quando si guida su strada.
    E’ un po’ che stò valutando questa possibilità… Tra l’altro divertente come “disciplina” in se.

  26. Il fuoristrada è molto divertente, te lo assicuro! Peccato che in Italia sia illegale al di fuori delle piste da motocross. Comunque esistono delle scuole che permettono di praticarlo sotto controllo e in maniera legale. Aiuta a sviluppare moltissimo l’equilibrio e la sensibilità nel dosare frizione e acceleratore. Per non parlare dei freni! Capisci esattamente come e quando usare i due freni della moto.

    Io trovo interessante notare come tutti i piloti vincenti in qualsiasi disciplina di velocità si allenino spesso con le moto da fuoristrada. Valentino Rossi è famoso anche per il suo “motoranch” dove si allena quando non corre in pista.

  27. Si vero Luca, non solo Rossi, ma un po’ tutti i piloti praticano svariate specialità, tra le quali appunto il fuoristrada.

    Curioso invece il fatto che moltissimi non abbiano la patente per guidare la moto su strada :D

  28. La mancanza della patente ti fa distinguere chi corre per passione da chi lo fa perché spinto dai genitori e dal denaro ;-)

    Vedi per esempio Stoner, uno dei piloti più antipatici della storia! Era un fenomeno ma non gli piaceva andare in moto!

  29. questo articolo mi ha fatto stropicciare il naso riguardo alla frenata e all usare i due freni insieme e oltretutto penso sia pericoloso cio’ che hai scritto.

    1 Innanzi tutto guida stradale ok ma come? a passeggio? energica? sportiva? molto sportiva?
    Nelle prime 2 categorie la velocita’ e’ limitata quindi puoi frenare anche solo davanti o tutti e due davanti dietro non importa ma nelle altre 2 modalita’ di guida affermare che si devono usare entrambi i freni e’ da folli!
    2 Nella guida sportiva o molto sportiva bisogna far eattenzione, innanzi tutto le frenate importanti devono essere rare e a seconda della strada che si percorre essendo su strada non si deve esagerare, quando ci si trova a fare una frenata importante si frena prima col freno dietro LEGGERMENTE per far sedere la moto e poi con forza con quello anteriore ma se non ci sono frenate importanti SCORDATEVI IL FRENO DIETRO! in generale il freno anteriore basta e avanza proprio perche’ non avendo una guida da pista la velocita’ non e’ eccessiva e basta quello anteriore.
    3 Frenare in curva con tutti e due i freni? ma siamo matti? il freno posteriore serve solo in staccata per far sedere la moto punto! se arrivo lungo in curva uso quello davanti e se si impara a dosarlo vi rallentera’ senza raddrizzare la moto e vi salvera’ la vita! e’ molto importante saperlo dosare, vorrei proprio vedervi arrivare un po’ lungo e avere il tempo di schiaggiare freno davanti e dietro!!! impossibile! senza contare che e’ molto facile bloccare la ruota dietro perche’ col piede non si ha sensibilita’ e ti ammazzi! in poche parole, se guidate tranquilli potete fare a meno del freno dietro visto le velocita’ ridotte, se guidate sportivi o molto sportivi usate solo quello anteriore e quello posteriore solo nelle frenate importanti prima di una curva per far sedere la moto, quindi prima freno dietro e subito dopo freno anteriore, saluti

  30. Andrea, l’importante è essere convinti!
    Fai pure come credi, per carità, ma per cortesia non scrivere stupidate come: “col piede non si ha sensibilità e ti ammazzi”. Se non hai sensibilità forse dovresti cominciare a svilupparla. E’ solo un consiglio, eh…

    Tra l’altro tu stesso dici che il freno anteriore va dosato in un certo modo, perciò non si capisce perché non si possa fare la stessa cosa con quello posteriore! Secondo me sei partito prevenuto e quindi hai sempre evitato di concentrarti sull’utilizzo del freno posteriore. Scommetto che guidi soltanto moto sportive :-) Lo si capisce anche dal fatto che fai distinzioni fra guida lenta, sportiva, veloce ecc.

    In strada non esistono distinzioni fra guida sportiva, turistica ecc… gli stili di guida sono due soltanto, a mio parere: sicuro e non sicuro. La velocità non è un fattore chiave. Si può andare forte e al tempo stesso guidare come psicopatici; ma si può anche andare piano e guidare malissimo mettendosi in pericolo da soli. Lo ripeto ancora una volta: lo scopo non è andare forte, ma imparare a guidare in maniera consapevole. Guidare sportivamente piuttosto che in maniera turistica dipenderà a questo punto dalle preferenze di ognuno di noi.

    Dove abiti? Vorrei farti provare la mia XT660R per 10 minuti. Dopo averla guidata finiresti certamente per ricrederti su quasi tutto ciò che hai scritto. Capiresti a quel punto che ogni moto e ogni situazione è diversa dalle altre (come ho specificato nell’articolo), perciò le teorie rigide e assolute non vanno bene.

  31. Quello che ho scritto l’ho scritto perche’ mi e’ stato insegnato ad un corso di guida sicura e perche’ mi e’ capitato di andare un po’ lungo e hai pochi secondi per reagire e l’unico modo e’ quello di dosare il freno anteriore di certo non hai il tempo di usare il posteriore anche perche’ i piedi si tengono in punta, non mi puo idire che la velocita’ non e’ un fattore chiave come non mi puoi dire che non si deve fare distinzione fra guida lenta o sportiva perche’ cambia tutto, non e’ questione di cosa sia lo scopo e’ che se vado a passeggio non e’ assolutamente rilevante se uso un freno o tutti e due e questo lo sa qualsiasi motociclista, quando si inizia ad andare forte le cose cambiano e di sicuro se arrivi lungo in curva non usi il freno dietro e nemmeno tuttti e due perche’ non hai il tempo per farlo e anche questo chi guida una moto lo sa’ e viene spiegato ai corsi di guida veloce, ovviamente se devo frenare di urgenza li usi tutti e due ma la maggiorparte delle volte un motociclista medio cade proprio perche’ dovendo inchiodare d’istinto pinza il freno dietro e la moto sbandiera facendoti prdere tempo quindi sulla frenata di emergenza usiamoli tutti e due ma non e’ certo facile anzi a volte perdi piu’ tempo prorpio perche’ blocchi e ti deconcentri, tu mi dici perche’ non posso fare la stessa cosa con il freno dietro? mi sembra ovvio, la sensibilita’ che hai nella mano non l’avrai mai col piede e penso che su questo ci sia poco da discutere, come dicono ai corsi per la gente normale forse e’ meglio dimenticarlo il freno dietro perche’ e’ molto difficile da usare e dosare e non fa altro che complicare la situazione anche se prima di una frenata importante usare prima quello dietro e poi quello davanti evita di sbilanciare troppo la moto sull’anteriore perdendo stabilita’, cmq non e’ una polemica anzi, l’articolo mi e’ piaciuto, non mi e’ piaciuta la parte del in curva si usano tutti e due come non mi e’ piaciuta la parte ci sono due freni e si usano tutti e due punto quando proprio nel tuo commento sopra esorti me a non avere regole e teorie rigide :D cmq sia non e’ una polemica, ripeto da quello che insegnano ai corsi usare il freno dietro in curva o tutti e due sopratutto se sei lungo e’ da pazzi poi se tu sei sicuro di dare certi consigli ok :D poi e’ vero che c’e’ la credenza popolare che il freno dietro sia inutile e questo non e’ assolutamente vero, il freno dietro e’ utile per far sedere la moto ed evitare che si sbilanci troppo velocemente in avanti, cmq non e’ una polemica e non sono prevenuto libero scambio di opinioni come ti ho detto l’articolo mi e’ piaciuto tranne quei due punti ;)

  32. Il freno posteriore non serve soltanto a far “sedere” la moto. Si usa soprattutto in condizioni di aderenza minima. Ma questo non lo può sapere chi usa la moto soltanto per correre nelle domeniche di sole. Inoltre si usa per chiudere leggermente la traiettoria durante le pieghe. Lo fanno anche i piloti che corrono in pista, perciò quello che dici è doppiamente privo di senso.

    Forse hai frequentato un corso di guida non proprio tra i migliori. Come per tutte le cose, bisogna avere la fortuna di trovare la gente giusta. Consigliare ai neofiti di dimenticare il freno posteriore mi pare a dir poco pericoloso. Li vorrei poi vedere quando dovranno frenare sulle strisce pedonali e sui sampietrini umidi.

    Ma questa gente che insegna agli altri ha mai usato la moto in città? Ha mai guidato sul bagnato? Lo sa che non tutte le moto sono uguali e che una dual sport non si guida come una supersportiva?

    Ciò che hai scritto dimostra quello che ribadisco spesso: la guida in pista e quella stradale sono due cose ben diverse e i fanatici della velocità non dovrebbero insegnare alle persone come si guida in strada.

    Tanto per dirne una, a scuola guida mi dissero di usare solo il freno posteriore… A te hanno detto praticamente il contrario.
    Io fortunatamente ho sempre fatto di testa mia.

    Ultima cosa; mi permetto di consigliarti la lettura della mia rubrica (guida sicura in città) su Moto39:
    http://www.moto39ilblog.it/la-guida-sicura-con-luca-govoni/pericolo-1la-segnaletica-orizzontale-scivolosa/
    Parlo delle tecniche di guida da applicare negli ambienti cittadini. Finora ho pubblicato 3 articoli.
    Se vuoi puoi lasciare dei commenti.

    Luca

  33. puo’ essere che abbia frequentato un corso non dei migliori ci mancherebbe, no ncapisco la storia dei sanpietrini, quindi se devo frenare sui sanpietrini umidi che faccio non uso il freno davanti? se uso quello dietro non mi fermo quindi li uso tutti e due e siamo d’accordo, che le moto sono tutte uguali sono d’accordo anche, io cmq non parlavo di guida in pista perche’ come hai scritto tu il freno dietro in pista si usa per far sedere la moto e anche in piega e nel mio primo post avevo espresso che su strada bisogna stare attendi e non si deve esagerare, cmq sia non e’ un fanatico, ha semplicemente detto che su strada per le velocita’ che si raggiungono visto che non devi esagerare puoi tranquillamente dimenticarti il freno dietro e di usarlo solo nelle frenate di emergenza facendo attenzione a non bloccare perche’ e’ addirittura peggio, cmq sia ripeto non mi era piaciuta solo la parte del li usi tutti e due sempre e sopratutto in curva, cmq sia alla fine i ldiscorso non ha senso, se ti trovi un ostacolo dietro una curva e sei costretto a frenare fatti il segno della croce perche’ sappiamo entrambi che la moto ha poco margine di errore, anche a 50 orari rischi la pelle, li leggero’ sicuramente perche’ sono interessanti, se lo hai preso come un accusa non era mio intento probabilmente non so’ scrivere, saluti e grazie per i chiarimenti

  34. Sui sampietrini e sulle strisce conviene appunto iniziare la frenata col freno posteriore. Se vai ad insegnare alle persone che devono usare solo il freno anteriore le stai praticamente condannando a caduta certa. Alla prima frenata sulle strisce umide finiranno per terra per il bloccaggio della ruota anteriore.

    Io dico invece che i freni vanno utilizzati in maniera sinergica e in misura diversa a seconda del contesto. Ci sono poi situazioni in cui userai solo l’anteriore e altre in cui utilizzerai solo il posteriore. Escludere uno dei due freni a priori, perdonami, è da stupidi.
    Sarebbe come dire ad un mancino di usare soltanto la mano sinistra visto che gli viene più comodo così. Riuscirebbe a cavarsela lo stesso, ma sarebbe comunque limitato rispetto a chi usa entrambe le mani. Perché autolimitarsi?

    Inoltre il margine di errore non dipende dalla moto ma dal guidatore. La velocità deve essere rapportata alle tue capacità personali nonché alle condizioni della strada e del traffico, perciò se non ti senti sicuro nel frenare a moto piegata dovresti semplicemente andare molto piano nelle curve sapendo che potrebbe capitarti un imprevisto. Non proiettare sulla moto le tue insicurezze, ma affrontale nella maniera giusta e diventeranno punti di forza. E’ un lavoro duro ma alla fine ti farà vivere l’andare su due ruote in maniera molto più gradevole ;-) Si tratta di iniziare a comprendere che il 99% di quello che ti succede quando sei in sella dipende da te e non dalla moto né da altre persone.

    Per il resto non me la sono presa con te, figurati. A dire il vero era da tempo che aspettavo qualche critica a questo articolo essendo consapevole della quantità di disinformazione che circola a riguardo.

    Luca

  35. concordo ina tutto, fosse stata una conversazione a 4 occhi sarebbe finita in due minuti ma online e’ diverso e io nn so scrivere e farmi capire, praticament ela pensiamo allo stesso modo, e’ vero che la disinformazione e’ totale e su tutto sopratutto fuori dalle piste e non solo sui freni, e’ vero che circola la fantasia che il freno dietro e’ inutile, io personalmente su strada non lo uso tranne che per inchiodare semplicemente perche’ io non ne sento il bisogno e per pigrizia di andarlo a usare, in pista lo uso molto piu’ spesso, diciamo che da quello che ho visto su strada e da come viene usato dalla maggior parte della gente ho visto fare solo dei gran danni col freno dietro, ho visto dei gran bloccaggi di ruota ma e’ per questo che nel mio primo articolo avevo scritto che si ammazzano ma in realta’ ripensandoci l’articolo e’ giustissimo se poi la gente fa dei danni non e’ colpa di nessuno, leggero’ gli altri articoli, ancora grazie per la partecipazione saluti

  36. Per iscritto può servire un po’ più di tempo per sintonizzarsi sulla stessa frequenza di pensiero. Quando ricevo critiche e domande tendo a rispondere in maniera esaustiva perché trovo che ogni spunto sia buono per aggiungere informazioni e dettagli ai miei articoli. Il confronto con te è stato molto utile, a mio avviso.

    Guarda che io ho iniziato la mia carriera motociclistica con una moto supersportiva, perciò so bene quanto siano limitati e fissati gli pseudo-piloti della domenica. Il problema è che cercano di trasferire su strada certi concetti validi soltanto in pista. La gente poi si fa male e non capisce nemmeno dove ha sbagliato…

    Io aiuto le persone a prevenire gli errori. Voglio che i miei lettori identifichino i pericoli prima di finirci dentro, e che siano mentalmente predisposti ad affrontarli qualora non possano essere evitati.

    Recentemente ho letto un’intervista ad musicista canadese che ama viaggiare in moto. Il suo mentore, colui che gli ha insegnato ad andare in moto, gli disse come prima cosa:
    “ricorda, è sempre colpa tua”.

    Quella frase mi ha scosso e colpito profondamente. Purtroppo è vero, la maggior parte degli incidenti potrebbero essere evitati semplicemente ragionando attentamente su ciò che si sta facendo. Lo scopo della guida difensiva è proprio questo! Ho scritto un articolo a riguardo e se ti va di leggerlo e commentarlo sarai il benvenuto.

    A presto!

  37. certamente appena avro’ tempo li leggero’ tutti ;) a presto lamps

  38. Ciao Andrea

    Provo a dirti la mia in base alle tue critiche sull’articolo:

    1 vero che su strada tanti cadono per il bloccaggio del posteriore ma questo accade per mancanza di sensibilità e il suo utilizzo errato, problemi che si risolvono usandolo e facendoci pratica

    2 vero che nella guida su pista si cerca di massimizzare la staccata mentre su strada le frenate devono essere più leggere ma tieni presente che in caso ti trovi difronte un’imprevisto è fondamentale saper sfruttare tutta la potenza frenante a pieno sfruttando anche il freno posteriore come giustamente sostieni ma siccome non c’è il tempo di pensare a cosa fare bisogna saper andare in automatico quindi è bene guidare utilizzando sempre tutto l’impianto frenante a disposizione

    Un’altra cosa da considerare è che non usando il freno posteriore le pasticche tendono ad indurirsi con il passare del tempo rendendo il freno completamente inservibile

    Poi per quanto riguarda i sanpietrini o comunque qualunque condizione di scarsissima aderenza è facile arrivare al bloccaggio di una o più ruote ma un bloccaggio al posteriore è assai più facile da gestire rispetto al bloccaggio dell’anteriore

  39. Ciao Gigi! :-)
    Davvero ottime considerazioni. La n.2 è assolutamente da stamparsi bene nella mente.

    Io ho notato anche un’altra cosa, soprattutto andando in bici (in moto non sono mai caduto a causa di una frenata errata).

    Quando si blocca la ruota anteriore, per esempio su una superficie molto viscida, la caduta è quasi assicurata e avviene in modo particolarmente rapido e ingestibile. Ci si ritrova per terra in una frazione di secondo, praticamente!

    Il bloccaggio della ruota posteriore è meno grave, ovviamente sto parlando di guida a bassa velocità in condizioni di viscido. Come dice Andrea è chiaro che in curva o in ingresso curva può comunque essere molto pericoloso far bloccare la ruota posteriore, a meno che la cosa non sia voluta.

  40. purtroppo verissimo, un bloccaggio del posteriore si controlla bene soprattutto se uno ha esperienze fuoristradistiche come spiegavi in un’altro articolo, addirittura a volte può aiutare a cambiare più rapidamente la traettoria se sai come controllare il tutto

    con un bloccaggio dell’anteriore per evitare la caduta ci vuole tanta fortuna, bravura e un manubrio bello alto ma sono istanti

  41. Tanto per provare un po’ d’invidia…
    https://www.youtube.com/watch?v=xNegxRXFFlo
    Al minuto 0:45 il pilota fa una cosa abbastanza assurda, anche se non credo dipenda dall’utilizzo del freno posteriore. Immagino dipenda dal freno motore e dall’utilizzo della frizione.

  42. tanta invidia :)

    ma credo che per fare certe cose oltre al freno posteriore bisogna saper usare il freno motore, il gas e il freno davanti

  43. si ma io di fatti non parlavo di frenate di emergenza e nemmeno di sanpietrini :D ovviamente in una frenata d’emergenza li usi tutti e due e cmq sia bravi o meno quando devi inchiodare penso che tutti blocchiamo dietro perche’ d’istinto sei portato a schiacciare forte e non hai tempo di riflettere, pesonalmente uso il freno dietro raramente ma lo uso, quando inchiodo lo uso, quando pero’ mi e’ capitato di essere un po’ lungo (in 4 anni mi e’ successo solo 2 volte) evito di usare i lfreno dietro perche’ non ho tempo di reagire e quindi avendo il freno anteriore in mano uso quello anteriore fin che posso e poi mi butto dentro, penso che sia forse l’unico modo per non andare nell’altra corsia o contro un muro parere mio, poi se arrivi veramente lungo puoi frenare come vuoi che sei lungo :D

  44. è l’articolo più intelligente che abbia letto in materia di moto. Complimenti davvero.

  45. Davvero tante grazie, Luigi! Sono proprio contento che tu l’abbia apprezzato. Un minimo di cultura e buonsenso possono fare grandi cose ;-)

  46. dalla serie mai dare niente per scontato, giusto per conoscenza, riporto un articolo da moto.it
    http://www.moto.it/MotoGP/dieci-cose-che-non-sapete-sui-freni-della-motogp.html

    principalmente il punto 6:

    6 …e piedini di fata
    Al freno posteriore è rimasto ben poco della sua funzione principale. Non serve più per rallentare la moto. Contrariamente a quello che si pensa però è usato tantissimo. Serve per fare piccole correzioni nella traiettoria durante la curva e per controllare la gestione elettronica in uscita di curva e in accelerazione.

    Ovviamente in quest’articolo si parla della sola MotoGP quindi ha ben poco a che spartire con la guida su strada dove è sempre meglio utilizzare tutti e due i freni

  47. E’ sempre interessante conoscere qualche dettaglio tecnico delle motogp e dello stile di guida dei piloti…

    Grazie Gigi.

  48. uso molto il freno posteriore x correggere la curva quanto sei un pò largo e anche il freno motore è molto di aiuto tante che le pasticche mi durano una vita ho una guida rotonda e scorrevole. vi seguirò avete degli articoli molto interessanti e siete molto chiari nelle spiegazioni, un lamps

  49. Giusto Sauro…ho cambiato le pastiche ant e post dopo 20.000 km e non erano del tutto usurate…il problema delle pasticche è la cristallizzazione del materiale di attrito dovuto ai tanti surriscaldamenti delle frenate…per cui è consigliato cambiarle cmq dopo un tot di km!
    Ciao

    Luca complimenti per il blog! Fa piacere conoscere persone che intendono la moto con la tua filisofia…in strada a volte provo vergogna nel vedere i numeri di pseudo motociclisti!!

  50. Grazie Sauro e Andrea!
    Io nego il saluto ai fenomeni stradali proprio perché non voglio avere niente a che fare con persone che vanno in giro a disturbare e mettere in pericolo gli altri. Tra poco dovrò sostituire nuovamente le pastiglie posteriori, stavolta mi sono durate 40.000 km. Quelle anteriori mi sono diventate quasi eterne per via del fatto che uso moltissimo il freno motore. Le ho cambiate una sola volta in 100.000 km. In compenso mi durerà un po’ meno la frizione visto che uso molto il cambio…

  51. Salve a tutti,
    Sono un neofita,avrò fatto 100 km(tanto per capirci)!ho un 800 gs e mi è venuto un dubbio atroce:in pratica ,per ora,uso quasi quasi esclusivamente il freno motore!!!!
    ho un paio di domande:
    1)questo atteggiamento può essere dannoso per il motore?
    2)provoca un consumo eccessivo di qualche componente?
    Lo so che sono domande un po sciocche ,ma in giro ho sentito di tutto e il contrario di tutto.
    Visto l’accuratezza degli altri articoli ho deciso di affidarmi a voi!vi ringrazio in anticipo per la disponibilità

  52. Ciao Antonio! Non vedo particolari controindicazioni nell’usare spesso il freno motore. La frizione si usurerà più rapidamente ma potrà comunque durarti a lungo se non fai partenze a razzo e cambi marcia a 10000 giri al minuto. Vai tranquillo, la tua è una buona abitudine! Se può tranquillizzarti sappi che la mia CBF600 ha quasi centomila km e che la frizione e il motore non hanno mai avuto problemi nonostante io utilizzi largamente il freno motore ;-)

  53. Grazie mille Luca,
    Sia per la celerità che per avermi tolto un po di “ignoranza”.

  54. Innanzitutto ti faccio i piu’ siceri complimenti per i tuoi articoli, li sto leggendo tutti e sono veramente interessanti, inoltre condivido in pieno le tue idee, molti motociclisti si fendono conto dei propri limiti solo quando o vanno in pista o fanno un corso di guida, a quel punto capiscono cosa hanno rischiato su strada.
    Ma ora ti chiedo una cosa sul frenare in curva col freno anteriore, con il telelever della bmw cosa cambia? Visto che frenando col freno anteriore la sospensione si blocca e le forcelle non affondano cosa comporta? L’innegabile vantaggio in rettilineo della mancanza del beccheggio (credo si dica cosi) porta riflessi negativi frenando in curva sopratutto in fase di inserimento? Premetto che non ho mai provato a fondo queste moto pero e un dubbio che vorrei togliermi ( in futuro potrei anche valutare un gs) ma viste le diverse opinioni ( anche di persone che reputo molto preparate) su quello che ti chiedo magari riesci a chiarirmi un po’ le idee.
    Grazie della risposta.

  55. Ciao Ferdinando! Grazie per i complimenti e per la domanda.
    Ti confesso che non ho mai guidato una moto dotata di telelever, perciò non sono la persona più indicata a rispondere. In attesa che lo faccia qualcuno più esperto sull’argomento, provo a ragionare sulla questione illustrandoti le mie riflessioni.

    Il telelever funziona nello stesso modo sia in curva che in rettilineo, quindi il beccheggio è assente in entrambi i casi. A moto dritta non vedo particolari differenze rispetto alla frenata di una moto dotata di forcelle standard, se non forse un minore trasferimento di carico verso l’anteriore durante le decelerazioni più violente.

    A moto piegata le forcelle non affondano e dunque trasmettono sicuramente al guidatore una sensazione diversa rispetto alle sospensioni tradizionali. Il minor trasferimento di carico non può che essere un vantaggio, a mio avviso. Il minor carico sull’avantreno rende inoltre il freno posteriore più efficace.

    In secondo luogo direi che la moto mantiene le stesse quote ciclistiche anche in caso di frenata violenta (in piega) e questo dovrebbe renderla più stabile e meno nervosa rispetto ad una moto in cui le forcelle affondano. L’affondamento implica che interasse e avancorsa subiscano una riduzione, e ciò fa sì che il comportamento del mezzo diventi più reattivo ma anche meno gestibile per un guidatore non esperto.

    A livello di sensazioni vere e proprie non so dirti cosa trasmetta il telelever rispetto alla soluzione standard, tuttavia suppongo che richieda un po’ di tempo per abituarcisi. E’ una sorta di “filtro” che si interpone fra l’asfalto e il pilota rendendo più confortevole la guida ma togliendo forse un pizzico di sensibilità rispetto alle forcelle tradizionali. Sentiamo il parere di chi ha provato il telelever…

  56. Mi trovo pienamente nell’articolo e mi ha tolto dei dubbi dati dai soliti smanettoni e dalle chiacchere da bar.

    Come frenare!?
    Come dissi una volta non è tanto far andare la moto forte o piano quanto come fare per frenare in tempo!

    Sono pochi anni che guido una moto, cioè 14, ho cominciato con un custom e ora ho una sport touring, un VFR800vtec moto lunga pesante e secondo me con baricentro alto.
    Ho una guida tranquilla data la moto…e vorrei dare forse un contributo.

    Sono alle prese con il CBS (di serie) ovvero la frenata combinata.
    Ho fatto delle prove con e senza CBS usando o non usando il freno posteriore.

    Impianto originale:
    Nella guida “normale” turistica anche un pò allegra va benino, non ha mai avuto un efficenza o aggressività particolare anche confrontato con il Crossrunner che è la stessa moto con vestito diverso, ho spesso la sensazione di non frenare anche con pasticche più performanti.
    Nella guida allegra un pò spinta ho bloccaggi al posteriore che spazzola e se pinzo più forte addirizza la moto e vado dritto anche se uso il pedale posteriore.

    Sistema senza CBS:
    Se uso solo l’anteriore blocca spesso la ruota anche se guido piano e mi addirizza la moto in piega se pinzo più forte (soprattutto se vado piano, se sono più veloce istintivamente spingo il manubrio e rimedio meglio) , ma se uso contemporaneamente il freno posteriore la cosa migliora ed è più modulabile rispetto al CBS, mi inserisco meglio nella curva.

    Sistema CBS eliminato solo all’anteriore:
    Rimangono problemi di bloccaggio ruota anteriore e addirizzamento in piega, ma sul bagnato o sporco va molto meglio usando solo il freno dietro con il CBS attivo(frena un pistoncino all’anteriore)

    Sistema CBS eliminato solo al posteriore:
    Non ho ancora provato ma penso rimangano i problemi dell’impianto originale e non ho la frenata che mi piace sul bagnato con il pedale.
    Però dovrei poter modulare di più la frenata posteriore senza interferire come intensità di frenata sull’anteriore e quindi diminuire l’effetto raddrizzamento in piega.

    Sarebbe bello poter scegliere al momento la frenata da adottare :-)

  57. Il discorso non fa una piega, ma devo dire che effettivamente quando presi la patente di guida A3 nel lontano 2001 alla scuola guida nessuno ti diceva quanto è stato illustrato nell’articolo. PORCA MISERIA e si pagano anche per spiegarti cosa? Ma uno deve prima ammazzarsi e per tentativi imparare ciò? BOH!

  58. Buonasera Ciro, purtroppo come ho scritto altrove le scuole guida vanno inquadrate come un business il cui scopo è quello di far acquisire la patente alle persone. Si studia il codice della strada ma non il funzionamento dinamico dei veicoli e nel caso delle moto sarebbe fondamentale dedicare una parte di teoria e di pratica alla frenata e alla guida in condizioni di scarsa aderenza.

    Rimango dell’idea che certe cose andrebbero insegnate direttamente nella scuola pubblica, e fra queste inserisco a pieno titolo l’educazione stradale e la guida dei veicoli a motore.

  59. Ciao a tutti. Ho 21 anni e ho guidato diversi veicoli a due ruote anche se mai di cilindrata impegnativa eccezion fatta per qualche breve giretto. Ho guidato sia scooter che vespa che moto. Ora ho un mito che è l esatto opposto di quelli descritte nel bellissimo articolo. Sono di Napoli e da quanto capisco forse solo qui si insegna che il freno davanti NON ESISTE. Mi è sempre stato insegnato così da scuola guida famiglia e amici. Mi è sempre stato detto di non utilizzarlo mai salvo situazioni di emergenza. È vero per la vespa con freni a tamburo in quanto il freno davanti su quel veicolo non ha alcun effetto. Ma sullo scooter(Malaguti centro 160) e sulla moto (aprilia rx50 e duke200 con giretto su moto Guzzi v7) il freno davanti è fondamentale. Mi puoi spiegare se sapevi dell’esistenza di questo falso mito e cosa ne pensi?

  60. Felice di leggerti, Giuseppe!

    Il mito di cui parli è inconsapevolezza allo stato puro, purtroppo. Frenare solo con il posteriore in moto significa raddoppiare o addirittura triplicare gli spazi di arresto.

    Lo si può fare a velocità ridotte, ma già a 50 km/h mi pare a dir poco insulso fare affidamento al solo freno posteriore. Non parliamo poi di velocità più elevate!

    In una moto da turismo il freno posteriore conta per un 30% scarso, il che significa che il 70% del lavoro lo fa il freno anteriore. In una moto supersportiva il freno posteriore ha un’efficacia molto limitata e se non si vuole usare l’anteriore tanto vale sfregare le scarpe sull’asfalto quando si vuole rallentare…

    Non so dirti da dove nasca questa follia, ma ipotizzo che sia un retaggio degli anni che furono nei quali le strade non erano ancora asfaltate e la gente usava più che altro motorette non particolarmente veloci. I motociclisti più paurosi e meno esperti probabilmente cadevano spesso a causa del bloccaggio della ruota anteriore sulla ghiaia e sulla terra, e così hanno dato vita a questo mito…

    Ti confesso che avevo già sentito qualcuno fare discorsi di questo genere (“si usa solo il posteriore”), ma si trattava di persone che non sapevano neanche cosa fosse una moto e che riuscivano a farsi male pure in bicicletta, perciò non ho mai dato molto credito ai loro pensieri distorti.

    In percentuale direi sono molto più numerosi coloro che ritengono inutile il freno posteriore e infatti cadono la prima volta che trovano asfalto umido oppure un pochino di sporcizia sull’asfalto.

  61. Grazie. hai ragione. Infatti girando su internet ho trovato conferma di quello che mi dici e dei miei sospetti. Non so da cosa derivi questa usanza. Ma da oggi mi eserciterò a usare i freni nel modo corretto. Grazie del tuo aiuto. trovo molto interessante il sito e molti articoli.
    Arrivederci

  62. Non immagini quanto sono contento di esserti stato utile :-)
    Buon divertimento!

  63.  Sull’articolo leggo:
    Alcune moto, e alcuni pneumatici in particolare, tendono a provocare un effetto raddrizzante quando si frena con l’anteriore a moto piegata, il che si traduce in un leggero sottosterzo, ovvero un allargamento della traettoria.

    Non capisco se il veicolo tende frenando a stringere la curva o ad allargarla. Qui sembra che dici che si allarga, ma perché dici che il rimedio è controsterzare visto che produce un effetto che si somma al primo?

  64. Controsterzare significa letteralmente “sterzare in senso contrario”, e quando lo fai la moto piega nella direzione opposta rispetto alla rotazione del manubrio. Se vuoi piegare a destra spingi il manubrio verso sinistra, se sei già in piega a destra e vuoi stringere la curva spingi ancora il manubrio verso sinistra.

    Il freno posteriore non porta ad allargare le curve (sottosterzo), anzi tende a stringerle (sovrasterzo). Quello che io scrivo è che applicando il controsterzo vai ad annullare l’allargamento provocato dal freno anteriore.

    Fai questa prova: vai a 50 km/h in posizione perfettamente verticale, poi spingi il manubrio verso destra utilizzando il palmo sinistro. La moto piegherà verso sinistra e ti porterà verso la linea di mezzeria della carreggiata. Il modo migliore e tecnicamente più preciso per guidare un veicolo a due ruote consiste esattamente in questo. Le pieghe vanno controllate innanzitutto attraverso le giuste pressioni sul manubrio, e in secondo luogo con i movimento corporei.

  65. ciao, volevo ricordarvi che in Spagna hanno, da un pò di anni, cominciato ad asfaltare le strade con una mescola con copertoni in gomma. L’effetto grip è migliore sull’asciutto, ma soprattutto sul bagnato. Costa meno e si ricicla pure. Cosa ne pensate?

  66. Ciao Roberto! A dire il vero non sapevo questo fatto, ma giusto a maggio ho svolto un tour perimetrale della Spagna di circa 5000 km.

    Quello che posso dirti è che a livello di viabilità e infrastrutture la Spagna è avanti anni luce rispetto all’Italia.

    Ricordo i guard rail a norma per i motociclisti, la totale assenza di buche e crepe, corsie larghe e pochi ostacoli ai bordi delle strade, un ottimo grip dell’asfalto in ogni condizione. Gente che rispetta i limiti di velocità e che generalmente non crea pericoli.

    Unico neo: la segnaletica orizzontale scivolosa in presenza di umidità, proprio come in Italia.

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