Come non andare in moto: spunti di riflessione partendo da un articolo di Motociclismo.it

Scritto da Luca Govoni | Pubblicato in Cultura e Mal-Educazione Stradale | il 08-10-2014

Proprio oggi quelli di Motociclismo.it hanno pubblicato un articolo nel quale cercano di giustificare un comportamento di guida stradale del tutto inappropriato. Prendo spunto dal loro articolo per fare delle riflessioni a riguardo e per dare qualche utile consiglio ai possessori di moto che ambiscono a diventare Motociclisti.

Ecco l’articolo:
Pazzi in piega – il primo della fila vede per tutti

E la foto incriminata che i tester di Motociclismo cercano di difendere con spiegazioni fantasiose…

pericoli.jpg_650

 

Alcune riflessioni preliminari

Dunque, partiamo da quello che scrive il giornalista in difesa del gruppo di centauri che vedete nella foto. Dice che una curva affrontata in quel modo è completamene sicura in quanto, pur essendo i guidatori quasi del tutto contromano, il primo della fila ha piena visibilità oltre la curva e, nel caso in cui sopraggiungesse un veicolo dall’altra parte, raddrizzerebbe prontamente la moto rientrando nella propria corsia. Sempre secondo il giornalista, coloro che lo seguono farebbero immediatamente la stessa cosa… perciò nessun pericolo in vista!

Vi faccio poi notare che un attimo prima che venisse scattata questa foto il primo del gruppo si trovava più o meno dove potete vedere l’ultimo della fila. Ora, come poteva egli vedere oltre la curva!? (quando si dice arrampicarsi sugli specchi…)

Personalmente ho trovato delirante il tentativo di giustificazione dell’articolista (non mi va di definirlo “motociclista”, abbiate pazienza). A tal punto che mi sono chiesto se la sua non fosse una vera e propria provocazione! Potrebbe anche essere, dopo tutto, ma le riflessioni del caso non cambierebbero comunque.

La verità è che praticamente tutti i tester italiani (e non solo) guidano in questa maniera. Potete verificarlo voi stessi leggendo le altre testate giornalistiche affini. Nelle prove in strada non è raro incappare in immagini che raffigurano presunti motociclisti che affrontano curve parzialmente o totalmente contromano. Non parliamo poi dei video on-board, i quali mi provocano spesso la pelle d’oca! A tutta velocità su strade pubbliche, quasi sempre al centro della carreggiata, senza mai usare le frecce e superando gli automobilisti come fossero birilli da gymkhana.

Ma sapete qual è il vero problema di fondo? Che la gente vuole vedere proprio queste cose! Eppure io trovo molto più intrigante e istruttivo un video in cui il motociclista di turno guida sì in maniera allegra e sportiva, ma senza compiere manovre azzardate e senza stare appiccicato a chi lo precede. Un video di questo tipo potrebbe anche insegnarmi qualcosa…

Diciamo pure che lo stile di guida esibito dai tester di Motociclismo.it è molto diffuso tra i guidatori italiani (in auto, in moto e persino in bici), ma non solo. Tale comportamento, palesemente sbagliato, è figlio dell’egoismo e dell’inconsapevolezza.

Egoismo, perché in strada non siamo mai soli. Ci sono altre persone che possono guidare come noi e anche peggio!

Inconsapevolezza, perché un individuo che rispetta se stesso e il prossimo non metterebbe mai a repentaglio in maniera così sfacciata la vita altrui e la propria (immaginate di essere in moto e di percorrere la stessa curva dalla parte opposta proprio mentre arrivano i fantastici quattro! Un attimino di strizza io ce l’avrei visto che gli ultimi due tester occupano quasi metà dell’altra corsia…)

 

Cosa c’è, esattamente, di sbagliato in questa foto?

1) i centauri hanno il corpo completamente proiettato oltre la linea di mezzeria, quindi nella corsia di marcia opposta;

2) le distanze di sicurezza che separano le quattro moto non sono assolutamente sufficienti.

Non faccio commenti oggettivi riguardo alla velocità dei giornalisti in quanto non possiedo elementi concreti per contestualizzarla.

 

Cosa potrebbe succedere guidando in quella maniera?


1) uno dei primi tre motociclisti potrebbe, per qualche sfortunata coincidenza, scivolare a terra. Chi segue, essendo a distanza così ridotta, non riuscirebbe probabilmente a reagire prontamente e finirebbe per investire chi lo precede cadendo a sua volta.

2) Il primo della fila potrebbe notare un pericolo (per esempio un automobilista che procede in senso contrario), frenare di colpo ed essere tamponato da chi lo segue (potrebbe anche avvenire un tamponamento a catena).

3) Il primo della fila potrebbe altresì riuscire a schivare l’eventuale automobile che procede in senso contrario, ma dubito che gli altri farebbero lo stesso essendo appunto così appiccicati l’uno all’altro. Per poterlo fare dovrebbero avere tempi di reazione tipici di un pilota professionista.

4) Il primo della fila potrebbe non riuscire a schivare l’eventuale veicolo che sopraggiunge dalla direzione opposta. Questo causerebbe una tragedia…

5) Ipotizzando nuovamente che dall’altra parte arrivi qualcuno all’improvviso, quest’ultimo potrebbe spaventarsi alla vista di quattro moto che invadono la propria corsia; potrebbe reagire in maniera impulsiva provocando un incidente dalle conseguenze difficilmente prevedibili.

6) Il conducente dell’ipotetico veicolo proveniente dal senso opposto potrebbe ragionare in maniera simile a quella dei 4 tester, e quindi avvicinarsi alla linea di mezzeria o addirittura oltrepassarla. Anche in questo caso ci sarebbe da aspettarsi un risultato macabro!

7) E se nella corsia opposta ci fosse un ciclista, e l’automobilista di turno decidesse di superarlo proprio in quel punto andando a toccare o addirittura superare la linea di mezzeria? E tutto questo viaggiando a velocità elevata?

8) Osservando l’angolo di piega dei centauri ipotizzo una velocità di percorrenza non proprio bassa (ma nemmeno particolarmente elevata), perciò se si verificasse uno degli scenari descritti nei primi 7 punti, le probabilità di evitare l’incidente si ridurrebbero ulteriormente.

 

Ora alcune perplessità che sorgono spontanee

L’articolista dice che il primo della fila vede per tutti. Bene, ma questo non rende comunque sicuro un comportamento potenzialmente dannoso per se stessi e per gli altri.
Ma soprattutto, come può qualcuno fidarsi così ciecamente di un’altra persona che sta compiendo una manovra rischiosa!? Insomma, c’è qualcosa che non va in questo modo di ragionare, a mio avviso.
In strada io non mi fido di nessuno, nemmeno quando sembra guidare in maniera coscienziosa, e questo modo di pensare (non fidarsi e non dare nulla per scontato) è alla base della guida difensiva. Qui mi sembra che si cerchi invece di affermare il contrario!

 

piega-moto-sinistra

 

E pensare che tutto ciò è perfettamente evitabile rimanendo al centro della propria corsia, a distanza di sicurezza da chi precede e indipendentemente dalla velocità a cui si viaggia.

Vorrei invitarvi a ragionare su quest’ultima considerazione

Divertiamoci, ma ricordando che in strada non si è MAI soli! E che certi ragionamenti egoistici li possono fare anche gli altri guidatori (che conducono mezzi ben più distruttivi di una moto…)! Prevenire è meglio che curare, no? ;-)

 

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailby feather

Commenti

Numero di commenti su questo articolo: 6
(Come non andare in moto: spunti di riflessione partendo da un articolo di Motociclismo.it)

  1. Aggiungerei solo un’altro punto:

    9) Motociclismo è una rivista molto seguita, se sono questi gli insegnamenti che da non c’è da stupirsi se in giro è pieno di certi personaggi su due ruote

  2. Purtroppo devo darti ragione, Gigi. Aggiungo che osservando il tenore dei commenti ai loro articoli, perlomeno nel 90% dei casi, mi azzarderei a dire che la rivista ha esattamente il pubblico che si merita…
    Io per esempio non ho mai commentato i loro articoli, anche perché non danno la possibilità di commentare a chi non è iscritto a facebook…

  3. Aggiungerei anche che probabilmente non è neppure inconsapevolezza, nè, peggio ancora, incoscienza, bensì dolo eventuale, ovverosia accettazione consapevole del rischio che si sta (si vuole) correre, perchè si confida eccessivamente e/o esclusivamente sulle proprie attitudini. E non importa che cento riviste scrivino cose errate, ma che almeno una dica cose sensate, perchè salvare almeno una vita è già un grande traguardo.

  4. Concordo con te sul dolo e credo che il misero tentativo di giustificazione da parte dell’articolista ne sia una conferma. E’ assurdo come in Italia ogni comportamento moralmente, eticamente e civilmente sbagliato finisca per trovare giustificazione e ragione d’esistere.

    Io credo che una persona intelligente, rendendosi conto del pessimo esempio mostrato ai propri lettori, avrebbe ammesso di aver esagerato e avrebbe invitato le altre persone a non imitare il suo comportamento.

    Assurdo che al contrario abbia cercato di far passare per “sano” un atto così pericoloso per se stesso e per il prossimo. Completamente inaccettabile visto che stiamo parlando di un giornalista che scrive su una rivista di grande importanza nel settore delle due ruote. Ritengo che una rivista seria, dopo un fatto del genere, avrebbe come minimo mandato a casa il responsabile per la pessima immagine trasmessa al pubblico.

  5. Bha, la riga di mezzeria è intoccabile e insuperabile sia in auto che in moto anche in piega…questo per me ma nell’uso comune è l’esatto opposto.

    Nella mia zona il 70% delle auto guidano lentissimamente in prossimità della riga di mezzeria anche se la carreggiata è larga 3 o 4 metri e regolarmente finiscono contromano soprattutto in curva (il codice della strada prescrive per sicurezza di guidare il più vicino possibile al margine destro della careggiata)

    Motociclisti ovviamente sorpassano invadendo la corsia opposta rispettando più o meno la segnaletica, dove regolarmente trovano auto o moto a ridosso della riga di mezzeria,il sorpasso a destra non è consentito (a parte con due o più corsie per senso di marcia) ma qualcuno lo fa soprattutto scooter soprattutto in paese o città.
    Nei miei gruppi di girate in moto a parte poche eccezioni l’andazzo è quello di tagliare le curve e viaggiare vicino alla mezzeria, in un gruppo ci sono anche rappresentanti delle forze dell’ordine che non hanno niente da eccepire in tale comportamento anzi lo fanno anche loro….
    Mi sta andando via la voglia di andare in moto.

  6. Ciao Stefano! Gli italiani sono notoriamente superficiali nella guida e non solo, ma sono contento di vedere che esistono comunque rare persone che notano certi comportamenti assurdi come quello di cui stiamo discutendo. Le forze dell’ordine non sono un modello da seguire, purtroppo. Qui vedo vigili e carabinieri guidare l’auto con il cellulare in una mano e l’altra mano fuori dal finestrino, e non abito a Napoli.

    Il consiglio che do sempre alle persone sveglie, come tu sembri essere, è di uscire dai confini italiani con la propria moto, magari verso Francia, Svizzera e Austria. Là le cose funzionano diversamente ed è un piacere viaggiare sulle strade. Ognuno guida pensando prima agli altri e poi a se stesso. La polizia è amica e non un qualcosa di cui avere timore. Ti avviso però che il rientro in Italia è un po’ traumatico….

Lascia un commento