Come scaldare il motore della moto: il metodo migliore e gli errori più comuni

Scritto da Luca Govoni | Pubblicato in Mototecnica e Motocuriosità | il 23-01-2015

temperatura-motore-motoScrivo questo articolo per sfatare i soliti miti riguardanti il mondo delle due ruote e in particolar modo per illustrare la miglior procedura di riscaldamento del motore da utilizzare sulle nostre moto. Seguendo il metodo corretto si avranno benefici nel funzionamento del motore e soprattutto nella sua durata chilometrica.

Partiamo dalle pratiche deleterie più diffuse.

1) Scaldare il motore al minimo.

2) Non scaldarlo affatto.

Perché è controproducente tenere il motore al minimo finché non raggiunge la corretta temperatura di esercizio?

Per due motivi! Prima di tutto perché la temperatura dell’acqua non rispecchia fedelmente quella degli organi interni del motore. Il liquido che raffredda il motore si trova all’esterno di esso e non al suo interno, come accade invece con l’olio. La temperatura indicata si riferisce dunque alla parte periferica del motore e non a quella interna.

In secondo luogo far scaldare un motore al minimo produce un effetto deleterio: la zona superiore del propulsore (camere di scoppio, valvole e pistoni) tende a scaldarsi molto più rapidamente rispetto alle altre componenti (bielle, albero motore, frizione e cambio). I materiali che costituiscono il motore sono soggetti a dilatazione termica e quest’ultima può provocare attriti e usure precoci quando avviene in maniera particolarmente eterogenea all’interno del propulsore. L’ideale sarebbe quello di ottenere un riscaldamento rapido e omogeneo di tutte le parti del motore.

Il problema è che al regime di rotazione minimo ciò non può avvenire. Gli attriti in gioco sono ridotti e di conseguenza il calore tenderà a concentrarsi attorno alle camere di scoppio.

circuito-di-lubrificazione-motore-vortec-v8L’olio scorre all’interno del propulsore trasportando il calore dalle zone più calde a quelle che lo sono di meno. Al minimo numero di giri il lubrificante circola in maniera blanda e il trasporto di calore avviene molto lentamente. Inoltre il cambio e la frizione non lavorano e ciò implica il loro scarso riscaldamento. Quindi, mentre i pistoni e le valvole si riscaldano e dilatano a gran velocità a causa della combustione, il resto del motore non fa la stessa cosa.

Quando la temperatura del liquido refrigerante raggiunge il suo valore di riferimento non significa che ogni organo del motore abbia realmente raggiunto la corretta temperatura di esercizio. Il circuito di raffreddamento agisce esclusivamente sulla parte alta del motore (cilindri e valvole), perciò non è in grado di trasportare il calore nelle zone più interne del propulsore.

Più importante della temperatura dell’acqua è quella dell’olio, che però non viene normalmente mostrata al guidatore. In genere l’olio impiega più tempo dell’acqua per raggiungere la temperatura ideale, specialmente se il riscaldamento avviene in assenza di movimento. Lasciando la moto ferma al minimo l’olio potrebbe anche non arrivare mai alla sua temperatura di esercizio ideale.

Cosa comporta l’evitare del tutto la fase di riscaldamento?

Non scaldare affatto il motore può essere anche peggio! Accelerare forte subito dopo l’avviamento può generare danni di vario genere: dall’usura precoce del motore a veri e propri grippaggi. Quando il motore è freddo i relativi giochi di accoppiamento non sono ottimali, pertanto è bene procedere con cautela. Portando su di giri un propulsore ancora freddo si ottiene una dilatazione termica repentina dei pistoni e della parte alta dei cilindri, alla quale non corrisponde tuttavia un’altrettanto elevata dilatazione della base dei cilindri. Si possono dunque verificare attriti eccessivi fra pistoni e cilindri. Tutto questo, a lungo andare, porterà nella migliore delle ipotesi il motore a consumare olio con tutto ciò che ne consegue (candele imbrattate, perdita di potenza ecc).


Come si scalda il motore della moto, dunque?

La risposta a questa domanda è molto semplice. Innanzitutto sarebbe bene lasciar girare il motore al minimo per 10-15 secondi e non di più; così facendo si dà modo all’olio di entrare in circolo e raggiungere ogni punto del motore; esso stenderà un primo velo protettivo su tutti gli organi soggetti alla presenza di attriti. Se fa particolarmente freddo e la temperatura è vicina allo zero o al di sotto di esso, non è sbagliato prolungare leggermente questa fase, diciamo fino a 30 secondi (il tempo di infilarsi casco e guanti).

Dopodiché è sufficiente partire con cautela evitando di far salire il motore oltre 1/4 del regime disponibile nelle moto che possono superare i 10.000 giri/min, e di 1/3 nelle moto che non raggiungono i 10.000 giri/min. Vanno privilegiati i rapporti lunghi e le basse velocità. Utilizzando questo sistema il motore si scalderà rapidamente e in maniera omogenea. L’olio circolerà velocemente trasportando il calore in ogni angolo interno del propulsore. Il cambio e la frizione lavoreranno a loro volta raggiungendo in breve tempo la miglior temperatura di esercizio. Nel giro di 5 minuti il motore sarà già abbastanza caldo per poter essere sfruttato a regimi di rotazione più elevati.

vfr1200_strumentazione_1Facciamo qualche esempio. Se la nostra moto raggiunge i 12.000 giri/min sarà bene non superare i 3.000 giri durante i primi minuti di guida. Se essa raggiunge al massimo 8.000 giri/min sarà sufficiente evitare di andare oltre i 2.700 giri circa.

I miei sono valori puramente indicativi. Il concetto che voglio trasmettervi è che l’importante è scaldare il motore in movimento e a basso numero di giri, ruotando la manopola dell’acceleratore con delicatezza e privilegiando i rapporti più lunghi.

Lo sforzo del motore, seppur contenuto, ne consentirà un riscaldamento rapido e uniforme.

Per favore non sgasate senza motivo (e non credo esistano buoni motivi per farlo). Non sopporto questo comportamento, lo trovo irritante e stupido. Oltre a farvi detestare da chi vi sta attorno finite pure per usurare il motore inutilmente!

Chi desiderasse approfondire la questione può leggere questi due articoli che ribadiscono l’importanza del riscaldare il motore in movimento:

http://www.automoto.it/news/riscaldamento-del-motore-a-freddo-cosa-bisogna-fare.html

http://www.motoclub-tingavert.it/a332s.html

 

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailby feather

Commenti

Numero di commenti su questo articolo: 33
(Come scaldare il motore della moto: il metodo migliore e gli errori più comuni)

  1. Ciao di nuovo Luca e complimenti per l’articolo!
    Vorrei chiederti alcune cose, se possibile:

    La prima è se, pur percorrendo i primi 5 minuti a bassi regimi, ci si può permettere di lasciare comunque la moto accesa al minimo per un po’. Del tipo: Accendo la moto –>faccio scaldare al minimo–>parto facendo i primi 5 min a bassi regimi–>inizio poi a spingere di più ed utilizzare la moto normalmente.
    O se comunque lo scaldare la moto al minimo è controproducente anche in questo caso (come temo) dato che la questione di fondo è fa scaldare il motore in egual misura ed uniformemente.

    Altra cosa: nel caso di una moto come la Shiver (ma alla fine un po’tutte) che ha l’indicatore di temperatura del motore (le tacchette sulla sinistra), si può usare quest’ultimo per capire quando il motore è uniformemente scaldato e si può quindi iniziare ad usarla a regimi più alti?
    Di norma appena partito l’indicatore sta ad 1, per poi stabilizzarsi a 3 come il motore è caldo.

  2. Ciao Fabrizio! Fai finta che il riscaldamento avvenuto al minimo sia quasi nullo. Quindi ti conviene comunque procedere con cautela per i primi minuti. Di grossi danni non se ne fanno al minimo, però rimane il fatto che si tratta di uno pseudo riscaldamento. L’olio fatica ad entrare in temperatura finché il motore non sforza un pochino. Guai a sgasare in folle… quello è ancora peggio!

    Per quanto riguarda l’indicatore della temperatura del liquido refrigerante direi che una volta raggiunta la terza tacca puoi procedere con calma ancora per un paio di minuti e poi puoi considerare il motore caldo.

    Nella mia XT660 ci sarebbe da seguire una strana procedura per controllare il livello dell’olio. Il libretto di uso e manutenzione dice di accendere la moto e di lasciarla girare al minimo per 15 minuti! (?)
    Poi va spenta e dopo 5 minuti va controllato il livello dell’olio.
    A parte l’assurdità della procedura, è interessante notare come l’acqua sia già in temperatura dopo circa 5 minuti a motore acceso, mentre l’olio a quanto pare ci impiega 15 minuti. Onestamente non comprendo il perché di tale procedura e preferisco controllare l’olio al ritorno da un viaggio a motore già caldo.

  3. Oggi ho fatto due uscite da 2 ore ciascuna, in mattinata e pomeriggio ed ho fatto scaldare esattamente come dici. Appena accesa l’ho lasciata accesa il tempo di mettere casco e guanti, poi sono partito procedendo sui 3000 giri per un tre km e poi ho iniziato a guidare oltre. Le tre tacche la moto le ha raggiunte dopo un 2 km e per il km rimanente ho proseguito comunque non oltre i 3000. Anche se a dir la verità ero tentato di proseguire ancora un altro km su quei giri. Direi proprio che inizierò a prendere questa abitudine nel scaldarla.

  4. Benissimo! Quando sei in movimento il motore si scalda in fretta, hai notato? Vedrai che seguendo questo metodo, oltre a risparmiare tempo eviterai pure che in futuro la moto bruci olio o prenda a fare rumori strani ;-)

  5. Ciao!

    innanzitutto complimenti per il blog, da quando l’ho scoperto lo seguo sempre con interesse!

    io ho una 4cilindri che arriva a 12mila giri. però da fredda se cambio ai 3000 giri la moto “arranca” e strattona parecchio. infatti di solito seguo il tuo consiglio di scaldarla in movimento ma tendo a cambiare sui 4000.

    il tuo consiglio del 1/4 dei giri è puramente indicativo o dici che se da fredda cambio a 4000 (quindi 1/3) rischio di fare danni?

  6. Ciao e grazie! :-)
    Direi che non ci sono problemi se cambi marcia a 4000 giri. Magari puoi prolungare un pochino la fase di riscaldamento al minimo, diciamo fino ad un minuto. E’ una moto a carburatori?

  7. si è a carburatori, è la vecchia yamaha fazer

  8. Di solito le moto a carburatori sono un pochino scorbutiche ai bassi regimi e a motore freddo. Comunque vai pure tranquillo con la tua tecnica di riscaldamento, basta che apri l’acceleratore delicatamente finché il motore non è caldo.

  9. Ciao Luca!

    Vorrei chiederti un tuo parere su quanto accaduto oggi. Ti scrivo quì in quanto ha anche a che fare con il riscaldamento della moto in clima molto freddo.

    Per la prima volta, ho dovuto lasciare la moto tutta la notte di fuori, in una località decisamente fredda (soggetta a neve, strade ghiacciate pure di giorno, 0 gradi costanti la notte). Avendo passato un week end fuori, in un B&B, non ho avuto alternative e non avevo dietro neppure un telo protettivo, dato che a casa rimane in garage la notte.
    In realtà, è rimasta ferma li per quasi 24 ore, prendendosi il freddo del giorno e soprattutto quello di tutta la serata/nottata/prima mattinata.
    Questa mattina era completamente fradicia per il clima che c’è li.

    Vado per accendere e non si accende: tengo premuto lo starter, il motorino d’avviamento girava, ma la moto non partiva e mi ha fatto anche uno “scoppietto” dagli scarichi.
    Ho poi riprovato (senza spegnere e accendere il quadro di nuovo) ed è partita.
    Secondo te, da cosa può essere stato causato? La cosa che mi ha colpito è stato più che altro quello scoppietto.
    Semplici effetti del gelo?

    Quando poi sono partito, inizialmente sentivo anche un rumore strano sul lato sx, che non sono riuscito ad inquadrare… Ho pensato alla catena che magari può aver risentito del freddo e quindi girando faceva quel rumore… Aveva fatto talmente tanto freddo che il cavalletto si alzava ma non con il classico “scatto”, ma dovevo aiutarlo un po’ con il piede per mandarlo su del tutto (poi a moto scaldata non lo ha più fatto).
    Ho ormai l’abitudine consolidata di scaldare la moto proprio come dici nell’articolo.
    Questa mattina sarà rimasta al minimo, prima di partire, per quei 20-30 secondi.

    Grazie! :)

    Grazie in anticipo! :)

  10. Bentornato Fabrizio!
    Ma dove sei stato in questi giorni, sull’Himalaya per caso? :-D
    Dunque, il freddo intenso e prolungato, oltre a scaricare la batteria rende l’olio motore molto viscoso. Conseguentemente il motorino d’avviamento fatica a far girare tutto quanto.
    A questo aggiungiamo il fatto che l’umidità si insinua nella cassa del filtro dell’aria.
    Abbiamo perciò il motore che gira a fatica e l’aria umida che va a mescolarsi alla benzina provocando mancate accensioni.
    Lo scoppio che hai sentito è dovuto ad un accumulo di benzina incombusta che si è incendiata di colpo, forse addirittura all’interno della marmitta.
    Niente di cui preoccuparsi! Stai pure tranquillo!
    L’esposizione prolungata all’umidità provoca ossidazione nella catena, ma puoi eliminarla facilmente con il wd40.
    Una cosa che potresti fare quando lasci fuori la moto in inverno consiste nel tappare l’ingresso dell’airbox con uno straccio. Naturalmente devi ricordarti di levarlo prima di accendere la moto :-P

    Buona serata!

  11. Ho capito, ti ringrazio!
    Mi ero un po’ preoccupato, pensavo potesse aver fatto danni il gelo.
    Poi però pensavo anche che c’è chi partecipa ad eventi sui ghiacci (come te ;D ), dove fa ancor più freddo.
    In realtà ero nell’alto Lazio per un week end. Ho fatto un tour su strade ghiacciate che non ti dico :D

  12. Il vero problema in inverno è il sale che spargono sulle strade. Il gelo e l’umidità non fanno danni se mantieni la moto pulita e lubrificata. Dove abito io il sale non viene utilizzato quasi mai, ma nelle zone di montagna invece sì. Bisognerebbe lavare il mezzo con acqua fredda dopo ogni contatto con il sale.

    Se ti va puoi condividere le foto dei tuoi viaggi su questo blog… non sarebbe una cattiva idea ;-)

  13. In realtà sono solo andato a trovare un amico, anche perché altrimenti la moto non sarebbe rimasta quasi 24 ore ferma :D

  14. Ah Luca, una curiosità rileggendo l’articolo: in che modo lo sgasare influisce negativamente sul motore?

    Che mi dici invece dello sgasare (in movimento, tirando la frizione e da fermo, in folle) fino a portare la lancetta del contagiri al massimo?
    So che non è proprio salutare, ma non ho mai capito il perché.

  15. Le sgasate sono sempre dannose per un motore poiché generano delle inerzie di notevole entità. Pensa alle bielle quando passano da 1.000 a 10.000 giri in una frazione di secondo! Su di esse non c’è carico poiché girano a vuoto, perciò subiscono sollecitazioni fortissime e irregolari che ne vanno ad indebolire la struttura.

    Ti è mai caduta la catena della bici mentre stavi pedalando con forza? Ecco, l’effetto è molto simile a quello che subiscono pistoni e bielle quando sgasi a vuoto.

  16. Capisco… Può essere anche una delle cause di un eventuale sbiellamento?

    Incredibile pensare come sia abitudine così diffusa…

  17. Certo che sì. Poi magari lo sbiellamento avviene mentre stai guidando poiché è proprio in quel momento che le bielle vanno sotto sforzo ed essendo danneggiate finiscono per spezzarsi.

    In molti poi sgasano a motore freddo, il che è doppiamente deleterio poiché la temperatura della parte alta del motore aumenta repentinamente lasciando il resto del motore e del cambio freddi.

    Comunque un conto è una sgasatina a 4000 giri/min e un conto è un’altra a 10-12.000 giri/min. Una persona che tiene alla propria moto non fa cose di questo genere.

  18. Devo dire che anche sulla mia moto è stato fatto qualche volta, portando la lancetta ai 9500 giri (la moto ne ha 12000, ma ha il limitatore) e facendola subito scendere appena raggiunti, anche se poche volte. Moto calda e comunque non in pubblico o in mezzo al traffico.
    Non pensavo fosse deleterio, ma questo perché lo vedevo fare in giro con molta serenità. Credevo fosse assolutamente innocua come cosa.

    Ma ora che lo so mi regolo di conseguenza…

    Un conoscente di quì ha di recente sbiellato. Parliamo di una R1 con poco più di 20000 km se non erro. Ha dovuto rifare il motore. Ma è uno che ci corre e che alla moto tira davvero il collo.

  19. Sì, lo fanno in tanti… infatti trovami una moto con più di 100.000 km… l’hai mai vista? In genere cominciano ad avere problemi meccanici ben prima di raggiungere quella soglia.

    Anni fa lessi di un ragazzo italiano che aveva percorso 270.000 km con una Honda CBR600, ma lui la utilizzava per viaggiare ed era un tipo tranquillo.

    Le altre CBR che vedi in giro cominciano a cadere a pezzi ben prima di così :-D

    Anche la pausa invernale incide molto negativamente sulla durata di una moto. Un veicolo soffre di più quando viene lasciato fermo piuttosto che quando viene utilizzato con regolarità.

    Immagina una moto lasciata ferma per 6-7 mesi in un garage umido, e poi accesa improvvisamente e portata subito a 10.000 giri. Il motore è praticamente privo di lubrificazione dopo mesi di fermo, oltre al fatto che l’umidità entra ovunque, compresi gli organi meccanici.

    Tutto questo per dirti che una notte all’aperto non rappresenta assolutamente un problema per la tua moto! ;-)
    E nemmeno una sgasata estemporanea! Ma ti consiglio di non farlo più.

  20. E non verrà più fatto! :)

    Si so che gli organi meccanici godono mediamente di salute migliore se tenuti sempre attivi.

    Il mio obiettivo è proprio quello di toccare un chilometraggio simile, o quanto meno mi piacerebbe.
    Se dovessi riuscirci, con la mia prima moto, sarebbe un gran bel risultato…

  21. Io voglio riuscire a fare 50.000 km un due anni (2016-2017) con la mia Yamaha MT 125.
    Ovvero 50.000/(365×2) = 68 km al giorno, cioè 2 ore al giorno a una media di 34 km/h. Posso fare di meglio.

    Dai Fabrizio qualche sgasatina ogni tanto se c’è qualcuno che lo merita potresti anche farla ; )

  22. Il prossimo 3 gennaio farò un anno con la mia moto e di km ne ho fatti di mio ad oggi 24000.
    Secondo me, anche se non la usi tutti i giorni, ma magari quando hai tempo e nei week end ci fai mega uscite, è un traguardo raggiungibile, ovviamente usandola tutto l’anno :D

  23. Che strano pensare che vai in moto da meno di un anno, Fabrizio…
    Non dai assolutamente questa impressione.

    Hai già superato il chilometraggio che il motociclista medio italiano raggiunge in 5-6 anni e con 2 moto diverse. Hahahahaha :-D

    Io magari do l’impressione di utilizzare la moto tutti i giorni, ma in realtà resto anche una settimana intera senza usarla, poi magari mi faccio un viaggio di 3 giorni nei quali percorro 1.200 km. Sono una di quelle persone che non prendono il mezzo a motore per tragitti brevi. Se devo recarmi a un chilometro di distanza vado generalmente a piedi (quando possibile).

    Giovanni, peccato che non ti permettano di entrare in tangenziale con la tua moto, sennò potresti alzare alla grande la velocità media :-D

  24. Dici Luca? :D
    Si beh presi la patente 2 anni e mezzo fa, ma prima che comprassi la mia prima moto facevo qualche guida occasionale.
    Sicuramente l’ho usata più di quanto mi aspettassi :D

    Il tragitto più breve che faccio è per andarci al lavoro, quindi 66 km in totale, per il resto, quando la prendo è per farci uscite di almeno 3 ore.
    Non ci vado a casa di amici, o in palestra e robe così… Per uscite simili prendo la macchina e via.

    Da quì al compimento dell’anno vorrei raggiungere i 25000: mi mancano solo 1000 km, quindi la cosa è fattibile e superabile direi :D

  25. Ciao Luca!
    Torno su questo articolo per una semplice curiosità (una delle mie millemila ;p ).

    Ti risulta che, mentre si scalda la moto in movimento, il camminare a nr di giri fisso (esempio sempre a 2000, o 3000 giri) fino al riscaldamento totale possa essere addirittura controproducente?

    Dato che l’obiettivo è scaldare la moto in movimento a me pare un po’ esagerata come affermazione, ma chiedo a te, visto che, come sai, sono curioso e paranoico ;p

    Altra cosa, ne approfitto: in passato mi dicesti che lo scaldare la moto in modo non corretto può portare il motore a fare dei rumori strani: è possibile avere un esempio? :D
    Te lo chiedo perchè ho un amico che crede il motore gli faccia rumori strani. Ha una KTM con 20000 km circa e la moto la scalda sempre al minimo.
    Ho pensato subito a questo, come possibile causa.

    Grazie in anticipo! :)

  26. Ciao Fabrizio :-)
    Perché controproducente? Qual è la spiegazione scientifica?
    Io consiglio di fare esattamente così nel mio articolo.
    Allora, la gente che crede di scaldare il motore al minimo è anche la stessa che poi parte a razzo come se non ci fosse un domani, dico bene? Ecco, accelerare forte dopo aver “scaldato” il motore al minimo è esattamente ciò che lo danneggia in quanto la sua parte alta (pistoni, testata, zona superiore dei cilindri) è ben dilatata a causa del calore, mentre la parte inferiore del cilindro non ha ancora raggiunto la temperatura ottimale. Ciò provoca un notevole attrito tra fasce elastiche del pistone (ben dilatate) e la parte inferiore del cilindro (ancora non in temperatura). Non parliamo poi degli eventuali cuscinetti o bronzine dell’imbiellaggio che si ritrovano a subire un forte stress quando non hanno ancora raggiunto la loro temperatura di esercizio.

    Fabrizio, è come correre i 100 metri a tutta birra senza prima aver corso a bassa velocità per qualche minuto al fine di adattare il fisico allo sforzo che sta per arrivare.
    Se vuoi correre i 100 metri non ti basta camminare per due minuti a bassa velocità, devi correre un pochino e simulare lo sforzo fisico che dovrai compiere in seguito. I motori funzionano nella stessa maniera, specialmente quelli che raggiungono un elevato numero di giri come la maggior parte dei propulsori motociclistici. Non puoi chiedere ad un motore di scaldarsi a 1.000 giri/min e subito dopo portarlo a 10.000 giri/min, così come non puoi chiedere al tuo fisico appena alzatosi dal letto di correre i 100 metri.

    Quindi possono nascere rumori meccanici da sfregamento, ticchettii e cose di questo tipo. Inoltre si verificano trafilaggi di olio fra pistone e cilindro con conseguente puzza allo scarico, compromissione del catalizzatore e calo di potenza dovuto alla perdita di compressione.

  27. Grazie per la risposta, intanto!
    Immaginavo fosse una tesi campata un po’ per aria… ;P

    Mah guarda, di preciso non saprei dirti, ma il tipo in questione mi pare sostenesse che è meglio si scaldare la moto in movimento e andando piano, ma nel farlo bisogna evitare che i giri del motore rimangano fissi e farli variare, del tipo: invece che farla scaldare con la lancetta del contagiri fissa a 3000 giri (esempio), far si che essa oscilli magari dai 2000 ai 3000.

    Non facendo così, sempre secondo lui, è peggio che scaldare la moto al minimo.

    A me è da subito sembrata assurda e senza senso come teoria, però comunque volevo parlartene.

    Per quanto mi riguarda, sai benissimo che da quando ho letto questo tuo articolo non ho più scaldato la moto in altri modi ;-)

  28. Mah guarda, secondo me va bene anche la tecnica del tipo in questione. Quello che secondo me non ha senso è la sua affermazione secondo la quale scaldare il motore a un numero di giri fisso è controproducente. Non ne comprendo la ragione tecnica. Ho sempre scaldato le mie moto in questo modo e di problemi al motore non ne ho mai riscontrati in tanti anni. La gente ha molta fantasia, peccato che spesso la usi male! :-D

  29. Se non erro tirava in ballo un discorso legato ai consumi, perchè lasciando il motore a numero fisso di giri e bassi, con marcia alta, si consuma più benzina.
    Ma non so come possa influire nella salute del motore :D

    Io anche la scaldo sempre a 3000 giri fissi e in sesta, anche per via della strada.
    Poi va beh, lo hai visto ;p

  30. Ah ho capito, è uno di quelli che tengono il motore sempre a palla e sono convinti che sia male scendere sotto i 5.000 giri pure quando si è fermi ai semafori :-D
    Vai pure avanti così e vedrai che il tuo motore ti ringrazierà, Fabrizio!

  31. Ciao, sono uno di quelli che di solito lasciano scaldare la moto (vfr 800 vtec ’05) per almeno 3/4 minuti e nei successivi km non supero mai i 4000 giri.
    Ho notato però in 2 casi in un anno che dopo 4/5 km in prossimità di uno stop, un calo di Potenza tipo come se fosse ingolfata 2 sgassate e tutto è tornato normale.
    Per un giusto funzionamento a quanti giri dovremmo portare il motore, qual’e il ventaglio migliore???
    Grazie mille !

  32. Ciao Claudio, potrebbe anche trattarsi di un problema di carburazione oppure di un malfunzionamento delle candele. Non escluderei neppure la pompa della benzina.

    Ogni motore è diverso e non posso darti un risposta definitiva. Ci sono motori che funzionano benissimo anche a 2.000 giri/min, altri che strattonano e faticano al di sotto di una certa soglia di giri.

    Il CBF600S che ho posseduto fino all’anno scorso viaggiava tranquillamente in sesta marcia a 50 km/h, mentre la NC750X che utilizzo ora non gradisce la sesta marcia al di sotto dei 70 km/h.

    Di certo non serve tenere il motore a palla come fanno in tanti, specialmente se parliamo di motori a 3-4 cilindri. Qui si entra in un ambito molto soggettivo e ognuno avrà la propria opinione. Io prediligo le marce lunghe e la guida rilassata, perciò raramente oltrepasso la metà dei giri disponibili. Altri ti diranno che il motore va tenuto sempre in “coppia” e quindi la sesta marcia va utilizzata soltanto in autostrada…

  33. Grazie a tutti…io non ne capisco molto…ma leggendo qui ho imparato alcune cose…grazie ancora…

Lascia un commento