Domande e risposte: delucidazioni sulla tecnica di guida del controsterzo

Scritto da Luca Govoni | Pubblicato in Domande e Risposte | il 14-11-2015

Oggi mi sono detto: <<perché non raccolgo le domande che ricevo tramite email e ne faccio una rubrica?>>
Inauguro così la rubrica “domande e risposte” con il quesito di un lettore che mi scrive dalla Slovenia.

Domanda

Gentile Luca,
sono (nome rimosso), (età rimossa) (Slovenia) e mi sono avvicinato al mondo delle moto da appena un anno. Premetto che fi ad un anno fa non ho mai guidato nemmeno un cinquantino ma soltanto auto e bici, poi, boh forse per la “crisi dell’eta’ media” nella quale gli uomini “si fanno o l’amante o la Harley”, mi sono avvicinato alle due ruote, e mi sono appassionato completamente com eun “ragazzino”. Attualmente guido uno scooter Yamaha Xmax 250, e da quando mi sono patentato ho fatto oltre 8.000 chilometri, compresi tirate di 500 chilometri in solitaria per le strade di Istria e Dalmazia.
Comunque ti ho contattato per farti i miei complimenti per il tuo blog che trovo interessantissimo e dal quale attingo piene mani.

Ad ogni modo mi interessa particolarmente la quida con la tecnica del controsterzo della quale parli in uno dei tuoi articoli. Su internet ho trovato tante altre informazioni (spesso) discordanti e polemiche a riguardo, e ti chiedo pertanto se potresti magari approfondire l’argomento.

Grazie anticipate e complimenti ancora per il tuo blog,

Risposta

Buongiorno (nome rimosso)!
Grazie innanzitutto per i complimenti che hai rivolto al mio blog.
Dunque, per quanto riguarda il controsterzo ho scritto un articolo dedicato proprio a questo argomento. Lo hai letto?
http://www.motovita.it/come-imparare-a-guidare-una-moto-spiegazione-basi-tecniche/26/03/2015/

Se la risposta è affermativa e ancora nutri dei dubbi, allora ti chiedo di farmi una domanda più precisa a riguardo.
Non conosco le polemiche di cui parli e per quanto mi riguarda la tecnica del controsterzo è chiarissima. Probabilmente le polemiche vengono fatte da chi ancora non sa guidare moto e scooter e cerca di giustificare uno stile di guida inappropriato.


Alcune precisazioni:

controsterzare significa letteralmente “sterzare nel senso opposto”. Devi piegare a destra? Bene, spingi il manubrio verso sinistra utilizzando il palmo della mano destra e ciò provocherà uno squilibrio nel veicolo portandolo a piegarsi.

L’effetto giroscopico generato dal movimento della ruota anteriore mantiene il manubrio dritto e la moto verticale, perciò quando tu vai a provocare una rotazione del manubrio la ruota reagirà con una controforza orientata nel verso opposto. Essendo la ruota collegata alle forcelle ed essendo le forcelle collegate al telaio della moto, la controforza andrà direttamente a fare leva proprio sul telaio del mezzo. Le forcelle diventano delle leve che trasferiscono l’effetto giroscopico al telaio della moto facendola inclinare da una parte o dall’altra. La forza che tu applichi con il palmo della mano sul manubrio è la stessa che va ad agire sul telaio della moto.


Il controsterzo serve ad innescare lo squilibrio necessario per curvare. Durante la curva vera e propria il manubrio si gira leggermente nel senso della piega (il pilota nemmeno se ne accorge) e così diviene possibile curvare.

In sostanza non si curva con il controsterzo, ma si utilizza per controllare l’inclinazione della moto e di conseguenza il raggio di sterzata e la relativa traiettoria.

Si può curvare anche solo semplicemente muovendo il peso del corpo da una parte e dall’altra. Così facendo il baricentro del sistema moto-pilota si sposta all’esterno del mezzo e la moto si inclina sotto l’effetto della forza peso. Se io mi aggrappo alla tua spalla sinistra tu tendi a sbilanciarti verso sinistra; se mi aggrappo alla tua spalla destra tu cadi verso destra. Giusto? Ecco, la moto fa la stessa cosa.

Tuttavia per guidare in sicurezza un qualsiasi mezzo a due ruote è necessario usare sia i movimenti del corpo che quelli del manubrio. Anzi, quelli del manubrio (controsterzo in primis) sono decisamente più importanti. Le persone non consapevoli del controsterzo sono poi le stesse che escono di strada nelle curve poiché non sanno come stringere la traiettoria preimpostata quando entrano troppo veloci.

Se devono frenare a moto piegata succede un disastro poiché la moto tende a raddrizzarsi sotto l’effetto della forza frenante portandoli fuori traiettoria. Ma se tu sai applicare il controsterzo volontariamente tutto ciò non accade.

Inoltre la loro guida diventa faticosa a livello fisico poiché devono muovere molto il corpo. Se invece impari ad usare l’effetto giroscopico a tuo vantaggio non fai alcuna fatica e guidare fra le curve diventa una specie di balletto basato sulla leggiadria piuttosto che sulla forza.

Un po’ come nelle arti marziali dove si utilizza il peso e l’energia dell’avversario per farlo cadere. L’effetto giroscopico è una energia che permette di controllare la moto con precisione e senza fatica.

Domanda

Ciao Luca,
grazie di avermi risposto e soprattutto grazie delle indicazioni e dei consigli. Naturalmente ho letto il tuo articolo ed e’ proprio da li’ che sono come dire “partito” …
Hai chiarito anche molte delle mie perplessita’, che avevo in quanto neofita puro. Ho notato infatti che e’ possibile curvare la moto in vari modi (inclinando il corpo, agendo sul manubrio …) e intuito che la moto si comporta diversamente a velocita’ diverse. Adesso mi e’ chiaro il perche’. Alla scuola di guida per la patente A, di queste cose non mi avevano proprio niente anche se ho fatto un mucchio di ore sul poligono (tra l’altro su mia specifica richiesta perche’ non mi sentivo pronto per andare in strada). Ad esempio un “esercizio” del quale non ho capito l’utilita’ (e forse tu puoi aiutarmi) era quello di fare qualche ventina di metri in accellerata (fino a 50 km orari circa) e poi stringere la frizione e destregiarsi in uno slalom dei coni e fermarsi – abbastanza bruscamente a dire il vero, in un posto indicato (il tutto con la leva della frizione azionata senza freno motore cioe’ – boh, non ho mai capito a cosa servisse e in quali occasioni mi potrebbe tornare utile? Sicuramente saprai dirmi tu l’utilita’ di tale esercizio? Grazie anticipate.
Riguardo al controstorzo e fare le curve in genere, ho ancora qualche perplessita’, in parte mi hai gia’ risposto, ma comunque ripetere non nuoce tanto per stare sicuri. Insomma ho notato che in curva a volte (pochissime a dire il vero ma capita…) vado largo e poi sono in difficolta’, frenare ho gia’ notato che serve a ben poco se non addirittura peggiora le cose, aiuta davvero molto guardare verso la “via di fuga” e cerco di utilizzare questa tecnica il piu’ possibie (guardare lontano in ogni curva insomma) perche’ aiuta davvero. Diciamo quindi che, nella seguente ipotesi, sono in curva, gia’ un po’ bello piegato, e vedo che potrei andare lungo, non freno giusto? ma piuttosto cerco di curvare ancora di piu’ con la tecnica che controsterzo giusto? oppure no? Ma come faccio, se sono gia’ in piega, ad una certa velocita’ diciano sui 80 km orari sento la moto abbastanza dura da piegare e poi agire sul manubrio nella direzione “opposta” ovvero verso dove NON vuoi andare e’ piuttosto dura da convincersi. Insomma la mia domanda e’ se sto ragionando nella direzione giusta oppure sono andato fuori tema, come mi dicevano gli insegnanti a scuola. Ricapitolando la domanda e’ questa: agisco sul controsterzo solo la prima volta, per innescare la curvatura oppure si puo’ fare anche gia’ in curva, inclinati, e per togliersi fuori dai guai?

Risposta

Le scuole guida… argomento spinoso! Naturalmente non so come funzioni in Slovenia, ma se c’è una somiglianza con quelle italiane allora siamo messi male…
L’esercizio che descrivi (accelerazione e slalom fra i birilli) ha un suo perché, ma ciò che non capisco è la parte riguardante la frizione. Anche io, proprio come te, non comprendo perché ti facciano azionare la frizione. Nel mondo reale non ha senso guidare in questo modo, anzi conviene utilizzare sempre e comunque il freno motore.

L’unica cosa che mi viene in mente è che lo scopo dell’esercizio sia quello di simulare una manovra d’emergenza a bassa velocità. Metti che un automobilista ti tagli la strada in un incrocio: tu devi cercare di schivarlo e fermarti al tempo stesso. Dovendoti fermare devi anche tirare la frizione, ma visto che il tutto avviene in un paio di secondi al massimo, non riesci a scalare le marce e ti limiti a frenare bruscamente con la frizione azionata.

Questa è l’unica spiegazione sensata che mi viene in mente e tutto sommato non la vedo come una cosa sbagliata, anzi.
Tuttavia dovrebbero anche insegnarti a frenare utilizzando entrambi i freni uniti al freno motore, cosa che in Italia purtroppo non fanno per niente…

Ora rispondo alla tua seconda domanda. Dunque, qui bisogna fare una premessa. Quando si è poco esperti si tende ad esagerare con la velocità. Il tuo cervello non è ancora pronto per gestire tutto l’insieme di cose necessarie per poter guidare in scioltezza. Servono tempo e allenamento per fare propri certi automatismi.
Sei ancora nella fase in cui devi pensare prima di agire, e ciò rende meno fluida e precisa la tua guida.
Questa era la premessa.

Partiamo da quanto appena scritto per analizzare il fenomeno di cui parli. Mi dici che devi sforzarti di guardare lontano mentre guidi. Questo accade perché il tuo cervello è sovraccarico di informazioni e non è ancora pronto per aggiungerne di nuove. Più guardi lontano e più aggiungi informazioni, dico bene?
L’unica soluzione è quella di ridurre la velocità soprattutto nelle curve. Quando arriverai a farle alla perfezione e ti sentirai tranquillo potrai iniziare ad estendere lo sguardo in lontananza. In automatico aumenterà anche la tua velocità di percorrenza delle curve in quanto il tuo cervello sarà in grado di “prevedere il futuro” con maggiore precisione.

Torniamo ora al controsterzo. Va usato sempre. Serve a regolare la traiettoria del mezzo, pertanto il suo ricorso diviene fondamentale soprattutto a moto piegata. In realtà il ragionamento da fare è semplicissimo, prova a seguirlo:
curva a destra = spinta sulla manopola destra; curva a sinistra = spinta sulla manopola sinistra.
Ripeti queste due formulette mentre guidi e applicale durante le curve procedendo a velocità contenuta. Vedrai che dopo poche uscite si trasformeranno in un automatismo e non dovrai più ragionarci sopra mentre guidi, e la tua attenzione potrà focalizzarsi al 100% su ciò che ti circonda.

Il controsterzo non lo utilizzi solo per far piegare la moto, ma anche per raddrizzarla e piegarla dalla parte opposta. Pensa alle curve ad ESSE. Sei piegato a destra ma subito dopo c’è una curva a sinistra. Cosa fai? Applichi il controsterzo facendo pressione sulla manopola sinistra e la moto si raddrizza rapidamente. Se prolunghi la pressione sulla manopola il mezzo si piegherà altrettanto velocemente a sinistra. Osserva la rapidità con la quale i piloti cambiano direzione! Non c’è nessuno segreto o potere speciale dietro, ma solo la corretta e precisa applicazione del controsterzo.

Lo step successivo consiste nell’accompagnare il controsterzo con i movimenti del corpo. Non è necessario nella guida stradale rilassata, ma diventa importante quando si guida in maniera allegra. Eventualmente ne riparleremo quando ti sentirai perfettamente padrone del controsterzo. Bisogna procedere per gradi. Non puoi usare il corpo per governare la moto se prima non capisci il controsterzo. Sarebbe come voler risolvere un’equazione senza conoscere le tabelline.

Hai altre domande?

In conclusione

Ciao Luca,
grazie delle risposte, esaurienti come sempre. Attualmente in ogni uscita sto gia’ cercando di fare proprio quello che mi consigli, attuare consciamente il controsterzo in proprio in ogni curva e in ogni occasione finche’ non mi entra nell’amigdala (spero di non aver detto una c…) comunque finche’ non si automatizza, ho letto mi pare ci vogliano 10-12.000 ripetizioni per automatizzare qualcosa di nuovo (questa l’ho letta da qualche parte riguardo al tennis…che pratico). Per la scuola guida, boh potrebbe essere, o forse era solo un esercizio di agilita’… Comunque pensa che il mio istruttore mi ha detto che si frena soltanto con il freno anteriore e che quello posteriore posso usarlo solo per partire in salita.
Riguardo al controsterzo devo ammettere che ho avuto qualche perplessita’ e quindi ti ho scritto anche perche’ usandolo e’ veramente facile piegare, e poi mi son detto, chissa’ che non ci sia sotto qualche fregatura, se e’ troppo semplice poi magari c’e’ sotto qualche inghippo vallo a sapere ha ha.

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Come ti dicevo le scuole guida per la patente A sono molto discutibili. A me, per esempio, dissero che dovevo usare esclusivamente il freno posteriore… Da un estremo all’altro, come vedi. Purtroppo la mente umana ha questo limite: funziona per elementi contrapposti.

Difficile dunque trovare qualcuno che riesca a ragionare con equilibrio facendo una sorta di “media” fra i due poli opposti. C’è chi vede tutto bianco e chi vede tutto nero, mentre coloro che riescono a percepire le varie sfumature di grigio sono sempre e comunque una ristretta minoranza.

La nostra mente ha bisogno di certezze solide e indiscutibili, ecco perché solitamente le persone fanno proprio un punto di vista rigido e ristretto.
Se io ti dico di usare soltanto il freno anteriore non c’è discussione, dico bene?
Mentre se ti dico che devi imparare ad usare entrambi i freni in maniera sinergica in base alle circostanze del momento, ecco che si apre un nuovo mondo.

E’ una questione di consapevolezza. Le persone poco consapevoli vedono solo una piccolissima parte della realtà e sono spaventate dall’ignoto. Giudicano negativamente tutto ciò che non sono in grado di capire.
Quelle più consapevoli non hanno paura di mettersi in discussione e di imparare qualcosa di nuovo, proprio perché non devono difendere alcun punto di vista rigido.

 

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Commenti

Numero di commenti su questo articolo: 2
(Domande e risposte: delucidazioni sulla tecnica di guida del controsterzo)

  1. Leggo spesso questo articolo e lo trovo sempre di grande interesse ma trovo difficolta nel dare una sequenza a quanto descritto : corpo eretto pronto a spostarsi,facendo pressione con la mano interna, la ruota posteriore sembra reagire e scivolare lateralmente come se perdesse aderenza . l istinto mi porta ad effettuare una manovra di raddrizzamento del mezzo ( diciamo un controbilanciamento) per ridurre i riischi di possibili vere e proprie (per quanto magari improbabili vere )scivolate e ovviamente non riesco ad immaginare cosa accadesse se proma dalla manovra conla mano avessi l assetto gia con in curva e quali altre reazioni della moto mi possa aspettare

  2. Ciao Filippo!
    Ma stai parlando della guida su percorsi sterrati? Io mi riferivo alla guida stradale efficiente, quindi niente derapate e cose simili.

    Se tu mi parli della ruota posteriore che perde aderenza mi sa che stiamo parlando di due cose diverse.

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