Ergastolo della patente e omicidio stradale: solita stupidità italiana!

Scritto da Luca Govoni | Pubblicato in Assurdità e Anacronismi | il 24-10-2014

patente-sospesaIl nuovo codice della strada 2015, che sembra essere quasi pronto per entrare in vigore, prevede varie cose interessanti, fra le quali la possibilità di entrare in tangenziale e autostrada con mezzi a motore di cilindrata superiore ai 120 cc. Attualmente è possibile farlo soltanto con mezzi di almeno 150 cc. Solita anomalia del tutto italiana, infatti in qualsiasi altro paese europeo che ho visitato (Francia, Svizzera, Germania, Austria, Slovenia ecc) non esiste questa limitazione.

Poi la possibilità di levare punti della patente anche ai minorenni che utilizzano mini-automobili e ciclomotori. Mi pare giusto.

Infine abbiamo alcune norme tese a favorire l’utilizzo delle biciclette e dei mezzi a motore a due ruote in città. Niente da ridire neppure in questo caso.

Ma le cose veramente importanti?

Le assurdità cominciano quando si parla di cose più serie, per esempio gli incidenti stradali gravi, con morti e feriti. Proprio dove servirebbe un’azione decisa ed efficace, ecco che casca l’asino…

Purtroppo la situazione è grave e immagino che sia capitato a tutti voi di leggere o sentire di incidenti mortali provocati da persone che guidavano l’automobile sotto l’effetto dell’alcol o di altre sostanze stupefacenti (spero che non abbiate vissuto una situazione di questo genere personalmente). Di solito queste persone escono illese dagli incidenti che loro stesse provocano poiché coinvolgono spesso soggetti più vulnerabili quali pedoni, ciclisti e motociclisti. Ma non è così raro leggere di intere famiglie sterminate da uno di questi incoscienti mentre viaggiavano a bordo della propria automobile.

Si cerca dunque di introdurre il reato di “omicidio stradale” nel codice penale italiano. Peccato che esistano già vari reati di omicidio, solo che quando ad uccidere è un automobilista si opta sempre per la soluzione più leggera e raramente il criminale finisce in carcere. Prima di cominciare con le mie critiche vorrei farvi notare che questo tipo di reato è stato chiesto a gran voce dalle famiglie delle persone uccise sulla strada, famiglie che desiderano giustizia ma che al contrario vedono gli assassini dei propri cari ancora in giro per le strade a bordo delle loro automobili. Tali famiglie hanno tutto il mio supporto morale e il presente articolo è da intendersi in senso generale e non in risposta alle loro richieste.

Dov’è la giustizia?

Ho letto di individui che hanno provocato incidenti mortali viaggiando a velocità doppia rispetto a quella consentita, sotto l’effetto di stupefacenti e addirittura fuggendo senza prestare soccorso. La loro pena? Arresti domiciliari e sospensione della patente per qualche mese! A questo punto mi chiedo cosa si debba fare in Italia per meritarsi il carcere! Se io fossi un criminale credo che ci sguazzerei in una nazione come questa… difficile trovare un posto migliore! Per concludere in bellezza l’automobile utilizzata per compiere il misfatto viene normalmente restituita al termine delle indagini. Trascorsi pochi mesi, il pericolo pubblico è pronto per provocare nuovi danni…


Perché dico questo? Semplice: nella maggior parte di casi, chi provoca incidenti stradali gravi, con morti e feriti, non è alla prima esperienza di questo tipo! Per non parlare del fatto che in più di un caso, chi uccide con l’automobile, risulta essere sprovvisto di patente! Avete letto bene, purtroppo. Queste persone non hanno la patente, oppure se la sono vista ritirare in precedenza, ma nonostante ciò continuano a guidare poiché nessuno ha pensato di sequestrare loro l’automobile e gli altri veicoli a motore posseduti…

A tutto questo va aggiunto il fatto che spesso questi individui guidano veicoli non assicurati, perciò hanno una ragione in più per scappare dopo aver provocato un incidente. I cosiddetti “pirati della strada” sono proprio coloro scappano dopo aver provocato un incidente, rimanendo dunque a piede libero. Dispiace dirlo, ma ultimamente i casi di pirateria stradale sono all’ordine del giorno.

Mi chiedo poi dove stia la funzione rieducativa di una pena del genere (arresti domiciliari e sospensione temporanea della patente). Cosa dovrebbe imparare l’assassino di turno durante il suo soggiorno in casa? Al posto suo io lo vivrei semplicemente come un’attesa e non certamente come una punizione o un insegnamento. Tra l’altro non penso proprio che certi soggetti possano essere rieducati (o educati per la prima volta)! C’è poco da fare, chi rappresenta un pericolo fisico per la collettività deve essere fermato. Non si può veramente credere che qualche mese trascorso in casa propria possa migliorare le persone. Tutto questo lo scrivo con cognizione di causa essendo io stesso laureato in psicologia clinica.

Giustizia VS Civiltà

Temo che il vero problema sia ancora una volta la giustizia della nostra nazione. Non le leggi, ma l’applicazione delle stesse da parte di giudici e magistrati. Le leggi mi pare che esistano già, però coloro che dovrebbero concretizzarle non sono evidentemente persone dotate di una moralità e di una integrità adeguate. Forse lo scopo del reato di omicidio stradale vuole proprio essere quello di forzare tali personaggi ad applicare le leggi in un determinato senso, nonché il tentativo di diffondere all’interno del sistema giudiziario italiano una forma di consapevolezza e di civiltà ancora molto lontana dall’essere condivisa. Purtroppo io dubito che questo avverrà in pratica poiché in Italia si tende a tutelare sempre e comunque il singolo cittadino a discapito della comunità. Spero di essere smentito dai fatti!

Qual è, dunque, lo scopo del reato di “omicidio stradale”?

Ora mi chiedo: a che serve introdurre un reato specifico per l’omicidio stradale quando non vengono applicate le leggi che già esistono in merito? Per esempio si potrebbe applicare il reato di omicidio volontario nei casi in cui l’assassino venga trovato sotto l’effetto di alcolici e/o sostanze stupefacenti, nonché quando viaggia ad una velocità molto superiore a quella consentita. Invece si finisce sempre per classificare questi reati come “omicidio colposo”, ovvero senza la volontà di uccidere, con tutte le attenuanti del caso. Ciò accade anche quando l’assassino fa uso di alcolici e stupefacenti, anzi direi soprattutto in questo caso!

Eppure secondo me una persona che viaggia a 100 km/h orari in un centro abitato dove sono presenti bambini a piedi e in bicicletta, motociclisti e altri automobilisti è un potenziale assassino volontario; non vedo possibilità di discussione a riguardo. Non a caso in altre nazioni, per esempio la Svizzera, è previsto l’arresto per chi supera abbondantemente i limiti di velocità. Badate bene, l’arresto è previsto per il semplice superamento del limite di velocità! Se questo porta ad un incidente le cose si aggravano ulteriormente.

Non sarebbe dunque meglio cominciare ad applicare pene appropriate per il tipo crimine commesso, piuttosto che inventare nuovi reati che poi non verranno utilizzati? Infine, se il veicolo venisse sequestrato in maniera definitiva si trasmetterebbe un messaggio molto chiaro e forte a tutti i cittadini, buoni e meno buoni: pensateci due volte prima di prestare i vostri veicoli a qualcun altro!

E l’ergastolo della patente?

Arriviamo così al secondo punto insensato del nuovo codice della strada: l’ergastolo della patente! Ma se non viene sequestrata l’arma, in questo caso l’automobile, a che serve ritirare la patente a vita? Non ci vuole poi tanto a mettersi nei panni di una persona priva di scrupoli e di coscienza, ed io non vedo per quale ragione un criminale dovrebbe smettere di guidare soltanto perché qualcuno gli ha ritirato la patente… Voi cosa ne pensate? Credete veramente che un assassino, o qualcuno che ha l’abitudine di guidare dopo aver bevuto pesantemente e aver assunto droghe, smetta di guidare perché gli hanno ritirato la patente (ma non l’automobile)?

Un individuo che non sa controllare se stesso, perché mai dovrebbe improvvisamente diventare ligio? E perché diventarlo visto che non rischia praticamente nulla (la patente gliel’hanno già ritirata…) ???

L’automobile è un’arma quando a guidarla è un criminale

pistola-omicidioFacendo un paragone con il mondo delle armi, sarebbe come ritirare il porto d’armi a chi ha ucciso qualcuno con una pistola, dimenticandosi però di sequestrargli la pistola e le eventuali altre armi da fuoco in suo possesso! Non sarebbe più logico prendere queste persone e metterle in carcere per qualche anno, o anche per tutta la vita nei peggiori casi? Visto che in prigione non ci vanno quasi mai, non sarebbe intelligente quantomeno togliere loro la possibilità di nuocere utilizzando la stessa arma?

Capisco che la libertà personale sia molto importante, ma per come la vedo io essa cessa di esistere nel momento in cui diventa dannosa per la collettività.  Purtroppo ho l’impressione che si continui a gironzolare attorno ai veri problemi senza la reale volontà di risolverli…

Talvolta non capisco più se sono io ad essere strambo oppure se sono i nostri legislatori ad avere le rotelline del cervello che girano al contrario! La mia impressione è che si continui a fare finta di affrontare i veri problemi della nostra società… Sarà che in Italia c’è troppa gente con la coda di paglia?

 

 

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Commenti

Numero di commenti su questo articolo: 2
(Ergastolo della patente e omicidio stradale: solita stupidità italiana!)

  1. condivido ogni…virgola! Si finirà per non applicare neanche il cosiddetto “omicidio stradale” e tutto rimarrà com’è. Io sarò forse estremo in queste considerazioni ma sequestrerei il mezzo anche a coloro che mentre guidano DIGITANO O LEGGONO MSG SUL CELLULARE!! Dalle mie parti il fenomeno ha preso piede in modo oltremodo preoccupante. Riconosco di essermi accorto di quanto possano essere letali queste abitudini da quando ho iniziato ad andare in moto..

  2. Ciao Marco. Sull’introduzione della nuova legge che riguarda l’omicidio stradale non ho ancora scritto nulla poiché sono del tutto scettico. Attendo le prime condanne, le quali probabilmente arriveranno fra qualche anno (conoscendo i tempi della giustizia italiana). Ma sinceramente non mi aspetto che i pirati della strada vengano effettivamente incarcerati…
    Sono molto pessimista a riguardo!

    La nuova arma di questo secolo non è più la pistola, non è nemmeno l’automobile: è lo smartphone.

    Anche oggi mentre ero in giro in moto sono stato quasi investito frontalmente dal solito automobilista con lo sguardo chino sulle ginocchia… indovina cosa aveva in mano?

    Non voglio diventare volgare, ma sai dove glielo infilerei lo smartphone a questi imbecilli a quattro ruote? E sono pure belli grandi gli smartphone di ultima generazione :-D

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