Il debimetro nel sistema di aspirazione della moto: funzionamento ed eventuali problemi

Scritto da Luca Govoni | Pubblicato in Mototecnica e Motocuriosità | il 22-08-2015

debimetro-motoIl debimetro, insieme alla sonda lambda, svolge un ruolo fondamentale nella gestione della carburazione delle nostre motociclette dotate di iniezione elettronica.

Esso viene installato all’interno del sistema di aspirazione vicino alla scatola del filtro dell’aria e la sua funzione è quella di misurare la quantità d’aria aspirata dal motore. I dati registrati vengono inviati in tempo reale alla centralina elettronica che gestisce l’iniezione.

Il mantenimento del rapporto stechiometrico

Come ho precedentemente spiegato nell’articolo riguardante la sonda lambda, la carburazione dipende dai fattori climatici, per esempio la temperatura, la quota e la percentuale di umidità presente nell’aria.

In determinati contesti diviene necessario ingrassare (arricchire) la carburazione, mentre in altri è richiesto uno smagrimento della stessa. Esempio: al diminuire della temperatura esterna si verifica una riduzione del volume dell’aria, il che significa che lo stesso volume d’aria possiede masse differenti a seconda della sua temperatura. Quando fa caldo l’aria tende a rarefarsi, dunque la sua massa diminuisce a parità di volume.

Tuttavia il rapporto stechiometrico di 14,7:1 (14,7 parti di aria/una parte di benzina) deve essere rispettato per ottenere una combustione ottimale, pertanto la quantità di benzina iniettata nelle camere di scoppio varierà in maniera direttamente proporzionale alla massa d’aria che viene aspirata dal motore.

Come funziona, esattamente, il debimetro?

Fondamentalmente esistono due tipi di debimetri: meccanici ed elettrici. Quelli elettrici possiedono di solito una membrana (o un filamento) che viene riscaldata fino a raggiungere una certa temperatura. La membrana è posizionata all’interno del flusso d’aria che entra nel motore. Naturalmente la pressione dell’aria va a raffreddare la membrana. A seconda della corrente necessaria per mantenerne costante la temperatura è possibile ottenere una misurazione indiretta dell’aria in entrata.

I debimetri meccanici sono più semplici. Immaginiamo di applicare un tappo di carta all’estremità di un condotto cilindrico fissandolo con del nastro adesivo soltanto nella parte superiore. Si otterrà così una sorta di tappo basculante. L’aria in uscita dal condotto farà alzare il foglio di carta e la misurazione dell’angolo di apertura del foglio ci darà un’idea della quantità d’aria in entrata.


Sonda lambda, debimetro e catalizzatore

Naturalmente il debimetro lavora in sinergia con la sonda lambda. Esso rileva la quantità d’aria in entrata, mentre la sonda misura quella in uscita. Confrontando i dati si ottengono informazioni dettagliate sulla carburazione, potendola così modificare in base alle esigenze del momento.

Disporre costantemente di una carburazione ottimale produce vari benefici, fra i quali:
1) un minor consumo di carburante;
2) una combustione più pulita;
3) un’erogazione della potenza più lineare;
4) minori emissioni inquinanti.

Il punto numero 4 si rifà alla presenza del catalizzatore, il quale, per poter funzionare correttamente, necessita di una combustione ottimale della miscela aria/benzina. Nel momento in cui la carburazione diventa troppo ricca esso cessa di operare efficacemente. In sostanza, per permettere al catalizzatore di eliminare la maggior quantità possibile di sostanze nocive, si rende indispensabile la presenza del debimetro e della sonda lambda.

Gli eventuali malfunzionamenti del debimetro

Di tanto in tanto sarebbe buona abitudine ripulire il debimetro da eventuali accumuli di sporcizia. La presenza di sporco potrebbe indurre una lettura errata del flusso d’aria in entrata.

i sintomi tipici di un debimetro sporco o guasto somigliano a quelli tipici di una sonda lambda difettosa, e sono:
1) minimo irregolare;
2) strattoni e singhiozzi specialmente a velocità costante;
3) cali di potenza e vuoti di erogazione;
4) aumento dei consumi.

 

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