La Guida Difensiva in moto/scooter: come prevenire gli errori (propri e altrui)

Scritto da Luca Govoni | Pubblicato in Cultura e Mal-Educazione Stradale | il 18-06-2014

guida difensivaLa guida stradale è ricca di insidie e imprevisti. Normalmente le persone non riflettono su questo argomento e usano le strade in maniera poco consapevole. Gli incidenti sono una conseguenza di tale mancanza di consapevolezza.

Incidenti o errori evitabili?

Nel 98-99% dei casi non si dovrebbe nemmeno parlare di “incidente”, quanto di “errore umano“. L’incidente è qualcosa di imprevedibile e incalcolabile, -per esempio lo scoppio improvviso di uno pneumatico che provoca la perdita di controllo del mezzo-, mentre nella guida stradale c’è quasi sempre un errore umano alla base degli scontri. Di solito si tratta di distrazione, falso senso di sicurezza e scarsa comprensione delle basilari regole del buonsenso. Se tutti quanti guidassimo in maniera responsabile e il più possibile aderente al codice della strada, io credo che l’incidentalità si ridurrebbe drasticamente e certi fenomeni particolarmente drammatici come i tamponamenti a catena in autostrada potrebbero addirittura sparire del tutto.

Studiare gli errori comuni per prevenirli

Fatta questa doverosa premessa, veniamo al dunque: la Guida Difensiva per motociclisti e scooteristi. Guidare in maniera difensiva significa imparare a prevenire gli errori, propri innanzitutto e altrui di conseguenza. Alla base c’è un lavoro di analisi e studio delle abitudini personali nonché di quelle più diffuse fra gli altri utenti della strada, automobilisti in particolare, il cui fine è quello di comprendere gli schemi mentali alla base dei comportamenti scorretti. Bisogna dunque imparare ad entrare nella testa degli altri, specialmente delle persone più pericolose, così da poter anticipare le azioni nefaste per la nostra e altrui salute.

Razionalità ed autocritica

Per fare tutto ciò bisogna essere persone dotate di intelligenza e abituate a ragionare sulle cose senza dare nulla per scontato. Se per primi si fa parte del gruppo degli inconsapevoli, beh allora c’è poco da fare! Ma si può sempre tentare di cambiare la propria forma mentis mettendosi in discussione e cominciando a riflettere lucidamente sui propri comportamenti liberi da preconcetti, luoghi comuni ed emotività. Vi avviso immediatamente che la Guida Difensiva richiede impegno e desiderio di mettersi in gioco. Nessuno è perfetto e prima di cominciare a giudicare i comportamenti errati delle altre persone è indispensabile fare autocritica.

 

Punto primo: la velocità in generale

 

Roberto-Rizzo__Due-velocita_gQuesto primo punto non piacerà a molti motociclisti, lo so. Mi spiace, ma le cose stanno così e non ci si può fare nulla: la velocità aumenta la probabilità di essere coinvolti in incidenti stradali e in ogni caso ne aggrava le conseguenze. I limiti di velocità sono estremamente conservativi, a volte, ma se ci ragionate su capirete che in certi casi sono fin troppo elevati.

1.1: i limiti di velocità non sono così bassi

Un’auto che viaggia a 50 km/h può fare danni ingenti e questo è un dato di fatto. Nei centri abitati pare addirittura eccessivo un limite di velocità di questo genere, se pensate che in mezzo alle auto ci sono ciclisti, pedoni e motociclisti. Se dovessimo adoperare il buonsenso fino in fondo, non dovremmo neppure usare un mezzo ingombrante e distruttivo come l’automobile nelle zone densamente frequentate da utenti più vulnerabili (pedoni, ciclisti, motociclisti). Detto questo, l’unica cosa che possiamo fare in quanto motociclisti è quella di adattare la nostra velocità alle condizioni del traffico e del manto stradale. Dove ci sono tanti automobilisti sono presenti anche tanti pericoli, perciò quello è il momento peggiore per andare forte! Si rischia di più andando a 50 km/h in mezzo alle auto incolonnate in città piuttosto che a 130 km/h in un’autostrada poco trafficata.


1.2: sorpassare in maniera decisa ma senza fretta

Se proprio non resistete alla tentazione di superare tutti gli automobilisti che trovate sul vostro cammino, cercate di farlo senza esagerare con la velocità. Al contrario del senso comune, io ritengo che sia meglio sorpassare con calma, ossia evitando di viaggiare ad una velocità di molto superiore a quella del veicolo che si sta superando. La differenza di velocità fra voi e il veicolo da sorpassare non dovrebbe eccedere i 25 km/h. All’aumentare del divario diviene automaticamente più complicato reagire ad un eventuale imprevisto, per esempio una svolta improvvisa del veicolo che si sta sorpassando.

1.3: farsi notare prima di iniziare un sorpasso

Gli automobilisti sono spesso distratti da mille cose, passeggeri chiacchieroni, bambini che richiedono attenzioni, navigatore satellitare, musica ad alto volume, cellulareDovete cercare di farvi vedere nei loro specchietti, magari spostandovi da destra a sinistra nella speranza che vi vedano comparire in uno dei loro 3 specchietti retrovisori. Non date MAI per scontato che gli automobilisti guardino negli specchietti e vi vedano. Talvolta può essere utile un lampeggio prima di cominciare la manovra di sorpasso, e se non basta neppure questo potete ricorrere al clacson. Se avete davanti un guidatore veramente distratto che magari sbanda di qua e di là, un pericolo pubblico insomma, io vi consiglio di non superarlo proprio e di mettervi dietro di esso a distanza di sicurezza. Un soggetto del genere potrebbe svoltare a sinistra, rigorosamente senza utilizzare l’indicatore di direzione, in qualsiasi momento; oppure potrebbe frenare senza una ragione apparente. Potrete levarvelo dai piedi al prossimo semaforo rosso.

1.4: siamo sicuri che sia saggio superare un automobilista inconsapevole?

Ma fate attenzione ad un’altra questione: i guidatori pericolosi è meglio averli davanti che dietro! Quindi, se anche decideste di superare l’automobilista indisciplinato che intralcia il vostro cammino, fate in modo di distanziarlo o di mettere fra voi e lui/lei un altro veicolo. Non è il caso di farsi tallonare da guidatori che parlano al cellulare o chiacchierano animatamente con un passeggero: il rischio è quello di essere tamponati da un veicolo che pesa come minimo una tonnellata.

1.5: sorpassare trattori e mezzi agricoli

trattore-in-stradaIn questo caso dovete fare ancora più attenzione. Si tratta di mezzi estremamente letali per i motociclisti poiché sono spesso condotti da persone che non hanno ben presente il codice della strada e che probabilmente sono abituate a guidare questo genere di mezzi in campagna lontano dalle strade. Essendo rumorosi ed ingombranti, i loro conduttori non vi sentiranno arrivare nemmeno se i vostri scarichi sono tra i più irritanti al mondo. Inoltre non vi vedranno poiché nella maggior parte dei casi non sono dotati di specchietti retrovisori, e anche quando lo sono non vengono comunque utilizzati per controllare chi segue. Io vi consiglio di sorpassarli con molta cautela restando il più lontano possibile da essi; meglio finire nel fosso alla vostra sinistra piuttosto che sotto le ruote di tali mezzi. Non abbiate fretta di sorpassarli! Prendetevi qualche secondo per studiare il comportamento dei loro conduttori e se vedete incroci e passi privati ai lati della strada, vi invito a rimandare il sorpasso ad un momento più adatto: il rischio di vedersi tagliare la strada è elevato. In più, chi guida questi mezzi ha l’abitudine di spostarsi a sinistra un attimo prima di svoltare a destra, perciò non abbiate fretta di sorpassarli nemmeno qualora dovessero azionare la freccia destra. Cautela massima!

1.6: quando è meglio non sorpassare

non-sorpassare-negli-incrociIn ogni caso io sconsiglio fortemente di effettuare sorpassi laddove siano presenti incroci, semafori e intersezioni di vario genere. Ricordate: può sempre sbucare qualcuno da destra o sinistra quando meno ve lo aspettate! Allo stesso modo l’auto che state superando potrebbe svoltare a sinistra senza preavviso, specialmente se sta viaggiando a bassa velocità, diciamo al di sotto dei 50 km/h!

Evitate anche di sopravanzare le auto quando dalla parte opposta sopraggiungono altri veicoli. Non fidatevi degli automobilisti! È da stupidi farlo! Chi arriva in senso contrario potrebbe anche non avere rispetto per la vostra incolumità, oppure essere distratto e sbandare involontariamente nella vostra direzione! Fatelo soltanto quando lo spazio a vostra disposizione è più che sufficiente e non commettete l’errore di confidare nella buona fede degli altri. Vedo continuamente motociclisti e scooteristi che sfrecciano contromano superando i veicoli fermi ai semafori e negli incolonnamenti, e tutto questo mentre nel lato opposto sono presenti altri mezzi. Un comportamento del genere non può filare liscio per sempre, sappiatelo.

interfileIo vi suggerisco di sopravanzare i veicoli fermi soltanto quando la corsia opposta è libera o comunque quando c’è ampio spazio di manovra. Se state superando dei veicoli fermi o molto lenti, ricordate che uno di essi può in qualsiasi momento spostarsi da una parte o dall’altra anche senza una ragione valida. Sono stati registrati persino casi di automobilisti particolarmente frustrati che hanno aperto la portiera del proprio veicolo per mettere in difficoltà il motociclista di turno, perciò lo ripeto ancora una volta: non fidatevi! Procedete a bassa velocità e tenetevi pronti a frenare. Lo stessa precauzione va presa quando si procede per interfile (vedi la foto qui sopra). Non date mai per scontato di essere visti dagli automobilisti e soprattutto non fate affidamento sul loro buonsenso.

 

Punto secondo: la velocità in rapporto al manto stradale 

 

2.1: le condizioni dell’asfalto

Rimanendo in tema di velocità, un buon Motociclista dovrebbe anche saper leggere l’asfalto e capire quando è il momento di rallentare. Se notate la presenza di ghiaia, sabbia, sporcizia, detriti di qualsiasi genere sull’asfalto, non fate finta di niente! Drizzate tutte le vostre antenne e aspettatevi il peggio! A metà della prossima curva cieca potrebbe esserci qualcosa di inaspettato… Allo stesso modo, se incontrate una serie di buche e crepe, non commettete l’errore di pensare che si tratti soltanto di un caso isolato. Anzi, è molto probabile che vi troviate su una strada abbandonata al suo destino e che potrebbe anche peggiorare col passare dei km.

2.2: la segnaletica orizzontale

Abbiamo poi la vernice utilizzata per la segnaletica orizzontale, di solito di colore bianco. Si tratta di un composto estremamente viscido e minaccioso che provoca perdite di aderenza inaspettate. I classici attraversamenti pedonali sono probabilmente lo spauracchio n.1 per i motociclisti e gli scooteristi cittadini. Le strisce di vernice sono scivolose anche da asciutte, ma basta un minimo di umidità (per esempio quella delle mattinate estive) per renderle viscide come il ghiaccio! Fate attenzione quando transitate sugli attraversamenti pedonali e cercate di mettere le ruote tra una striscia e l’altra. Se incontrate un attraversamento pedonale in curva, procedete con cautela evitando frenate improvvise e brusche accelerazioni. Finire per terra è veramente questione di un attimo.

2.3: gli animali e il buioMotoVision_Philips_moto

Quando viaggiate di notte su strade extraurbane fate attenzione agli animali che attraversano la strada: gatti, lepri, topi ecc. Sulle strade di montagna e su quelle più lontane dai centri abitati potete incontrare animali ben più grandi di questi, perciò non date per scontato che: “tanto a me non succede”. Prima o poi vi succederà, quindi non correte, utilizzate gli abbaglianti ogni volta che potete in maniera tale da scorgere le insidie con un po’ di anticipo e tenete indice e medio sempre pronti sulla leva del freno anteriore. Personalmente consiglio di installare sul proprio motoveicolo lampadine aftermarket che emettono luce bianca, per esempio le Philips MotoVision o altri modelli che producono una luce più intensa rispetto a quelle originali.

 

Punto terzo: la velocità in rapporto alle proprie capacità

 

moto-neveNon tutti possediamo le stesse abilità di guida, e chi è meno abile dovrebbe limitare ulteriormente la propria velocità.

3.1: rimani nella tua corsia!

Se vi rendete conto che invadete frequentemente la corsia opposta durante le curve e le svolte, significa che state guidando ad una velocità superiore a quella che siete in grado di gestire. Andate più piano e rimanete all’interno della vostra corsia! La strada non è una pista e la corsia alla vostra sinistra serve a chi viaggia nella direzione opposta. Voi non dovete utilizzarla MAI a parte quando fate un sorpasso. Il tipico ragionamento da perdente di questo tipo: “ma tanto non c’è nessuno dall’altra parte”, vale appunto finché dall’altra parte non sopraggiunge nessuno… Non è più intelligente evitare del tutto un comportamento potenzialmente mortale per se stessi e per il prossimo, visto che in pratica non apporta alcun beneficio?

3.2: guida in maniera fluida e rilassata

Allo stesso modo, se vi accorgete che dovete spesso fare frenate brusche per evitare di tamponare il veicolo che vi precede, oppure che non riuscite a completare una curva senza frenare e ri-accelerare varie volte, mi spiace per voi ma state guidando male e in maniera rischiosa. Moderate la velocità e analizzate attentamente con spirito critico il vostro stile di guida inappropriato.

Constant-Radius-Curve3.3: la traiettoria ideale in curva

Nelle curve è bene spostarsi da una parte all’altra della corsia a seconda delle proprie esigenze. Se la curva è a sinistra è consigliabile portarsi verso il ciglio della strada prima di impostare la piega (senza esagerare, ovviamente). Così facendo si otterrà maggiore visibilità verso l’interno della curva e si darà modo a chi proviene nel senso opposto di avvistarci un attimo prima. Vi esorto a non avvicinarvi troppo alla linea di mezzeria nelle curve a sinistra, specialmente se cieche.

Nelle curve a destra è bene spostarsi inizialmente verso la linea di mezzeria (senza toccarla, naturalmente) per poi muoversi verso la parte più interna della corsia in corrispondenza del punto di corda. In uscita di curva diviene dunque possibile allargare leggermente la traiettoria producendo un raddrizzamento progressivo del motoveicolo. Nella guida sicura dei motoveicoli la parola chiave numero uno è fluidità.

3.4: viaggiare in gruppo è deleterio

gruppo-motociclistiPurtroppo sì, viaggiare insieme ad altri motociclisti, vale a dire in gruppo, è solitamente deleterio. Non si impara ad andare in moto in questa maniera. L’unico modo per farlo è guidare in solitudine oppure insieme ad un singolo motociclista più esperto. Finché non si arriva a sviluppare un proprio stile di guida sicuro ed efficiente, muoversi in massa comporta un pessimo effetto di imitazione dei comportamenti altrui, i quali sono spesso sbagliati e controproducenti.

Quando si deve imparare a guidare bisogna liberarsi innanzitutto delle distrazioni e dei potenziali esempi negativi. Meglio non avere alcun esempio piuttosto che un esempio negativo. Se non riuscite a trovare qualcuno che possa insegnarvi correttamente a guidare la vostra moto o il vostro scooter, il mio consiglio è di procedere da autodidatti piuttosto che cedere alla tentazione di mescolarvi a personaggi dalle dubbie capacità.

Inoltre quando si è alle prime esperienze si ha generalmente un passo piuttosto lento e sarebbe sbagliatissimo cercare di adattare la propria andatura a quella degli altri. Ricordiamoci che andare forte non significa saper guidare bene, anzi direi che i motociclisti migliori non esagerano quasi mai con la velocità.

Leggete questo articolo per approfondire la questione:
Perché sostengo che viaggiare in gruppo (in moto) è deleterio?

3.5: il comportamento della moto dipende soltanto da te

Il comportamento della moto è per voi un qualcosa di misterioso e inspiegabile? Non sapete come affrontare una piega o come effettuare una frenata sicura? Avete la sensazione di fare le cose un po’ a casaccio, aiutati magari dalla fortuna? Significa che non siete pronti (e forse non lo sarete mai) per utilizzare un mezzo motorizzato a due ruote. Vi suggerisco di iscrivervi ad un corso di guida sicura! Se lo avete già fatto e non è servito a rendervi più consapevoli e fiduciosi nella guida, forse dovreste gettare la spugna e rinunciare all’idea di avere il vento fra i capelli… Andare in moto richiede delle qualità psicofisiche che non tutti evidentemente posseggono. Perché continuare ad insistere, dunque?

 

Punto quarto: la velocità in rapporto ai pericoli causati da terzi

 

4.1: attraversamenti pedonali e rischio di tamponamenti

Nei centri abitati c’è gente che attraversa la strada, ci sono ciclisti che viaggiano a bassa velocità, bambini che possono buttarsi davanti a voi senza una ragione apparente e persino cani portati a spasso senza guinzaglio. Oltre ad andare piano dovreste pure essere pronti a frenare in qualsiasi momento. Se l’automobilista alle vostre spalle vi tallona a pochi metri di distanza mettete la freccia a destra, rallentate e fatelo passare. Non rischiate di essere tamponati quando dovrete fermarvi per far passare un pedone sulle strisce, perché prima o poi vi capiterà di doverlo fare all’ultimo momento… Non fatevi mettere fretta da coloro che non rispettano le distanze di sicurezza! Fateli passare, piuttosto! Questa regola vale anche al di fuori dei centri abitati; gli automobilisti frettolosi è sempre meglio averli davanti!

Altra cosa da non fare consiste nel sorpassare i veicoli fermi davanti alle strisce pedonali. Se sono fermi significa con buona probabilità che c’è qualcuno che sta transitando sulle strisce! Un attimo di pazienza!

4.2: verde, giallo, rosso… purtroppo alcuni sembrano essere daltonici

Quando attraversate un incrocio gestito da un semaforo rallentate e guardate sempre in entrambe le direzioni prima di accelerare nuovamente. Non importa se la luce è verde e voi avete la precedenza: c’è sempre qualche incosciente che passa con il rosso dall’altra parte!

4.3: gli italiani e le rotatorie

rotatoriaLe rotatorie. Poveri noi… Credo che in Italia siano davvero pochi coloro che sanno come affrontare una rotatoria nella maniera corretta. Non so esattamente cosa venga insegnato a riguardo nelle scuole guida, ma ciò che vedo sulle strade ogni giorno è a dir poco raccapricciante. Gente che si mette a sinistra per poi svoltare a destra senza freccia all’ultimo istante, altri che vanno di qua e di là senza una logica, alcuni che non sanno come funzionano le precedenze e infine quelli che si fermano durante la percorrenza della rotatoria bloccando il traffico e causando incidenti.

4.4: affrontare le rotatorie, ossia complicare ciò che è semplice

Se dovete prendere la prima uscita, allora mantenetevi sulla destra e non in mezzo alla strada! Mettete sempre la freccia e spostatevi a destra prima di imboccare la vostra uscita, ma soprattutto non cercate di superare gli altri veicoli a destra. Non fatelo MAI! Gli italiani sono allergici agli indicatori di direzione e spesso si mettono a sinistra per poi svoltare a destra all’improvviso, perciò non date MAI e poi MAI per scontato che gli automobilisti i quali percorrono la rotatoria mantenendosi a sinistra abbiano realmente intenzione di prendere una delle ultime uscite. Nella maggior parte dei casi vi taglieranno la strada all’improvviso e vi salverete soltanto se sarete in grado di mantenere una certa distanza da essi. Se avete tanta fretta, ma soltanto in questo caso, potete azzardare un sorpasso all’interno della rotatoria, ma non fatelo mai all’esterno. Se non sapete esattamente quale uscita prendere, allora mantenetevi a destra e procedete piano. Non mettetevi all’interno della rotatoria perché questo porterebbe gli altri guidatori a pensare che vogliate proseguire nella stessa direzione! Rendetevi prevedibili usando gli indicatori di direzione e scegliendo la porzione di carreggiata più consona alle vostre intenzioni. Nel dubbio STATE A DESTRA!

4.5: il sorpasso a destra

In generale è sempre meglio evitare il sorpasso a destra anche quando si tratta di veicoli fermi. In ogni caso, se vi capita di farlo, sarebbe il caso di ridurre la velocità al minimo indispensabile in modo da poter reagire prontamente ad eventuali manovre improvvise dei veicoli fermi.

4.6: stile di guida all’inglese

forestale contromano in curvaAbbiamo poi coloro che, specialmente sulle strade di montagna, tendono a “tagliare” le curve a sinistra invadendo la corsia opposta. Purtroppo questo brutto comportamento non risparmia nemmeno i motociclisti. Ne vedo tanti che scendono dalle strade di montagna completamente contromano e onestamente mi spaventano a morte. Il mio consiglio è quello di andare piano soprattutto nelle curve cieche e di non avvicinarsi troppo alla linea di mezzeria, sempre che sia presente, poiché appunto tanti altri guidatori criminali non si fanno scrupoli ad utilizzare parte della vostra corsia. Guardate la foto qui sopra e immaginate di provenire dalla parte opposta della strada… Meglio dunque rimanere tendenzialmente al centro della propria corsia, oppure più a destra possibile se la strada è stretta, e procedere con calma almeno nelle curve cieche, ricordandosi che possono comparire all’improvviso dei ciclisti davanti a noi.

4.7: precedenze non sempre rispettate

Incroci e precedenze. Non sempre le persone rispettano le precedenze, in particolar modo quando esse spettano ai motociclisti. “Ma tanto faccio in tempo a passare!“, questo è un pensiero assai comune fra gli automobilisti che mettono a repentaglio la vita dei motociclisti tagliando loro la strada agli incroci. Non sanno calcolare velocità e distanze, perciò credono di poter passare senza causare disagi all’altro, mentre possono addirittura ucciderlo. Cosa possiamo fare noi come motociclisti? Possiamo innanzitutto cominciare a rallentare ogniqualvolta vediamo sbucare il muso di un’auto da un incrocio, nonché prepararci ad un’eventuale frenata di emergenza. In secondo luogo possiamo cercare di spostarci verso il centro della carreggiata nel caso in cui l’auto provenga dalla nostra destra: questo può aiutarci ad essere meglio percepiti dall’automobilista di turno. Un lampeggio potrebbe richiamare l’attenzione del guidatore distratto e riportarlo coi piedi per terra. Se vi accorgete che esso sta guardando dall’altra parte e sembra non avervi visto del tutto, usate il clascon! Non importa se nei centri abitati è vietato utilizzarlo, qui ne va della vostra salute.

4.8: quando siete gli unici a rispettare il limite

Purtroppo a volte il rispetto dei limiti di velocità più bassi può trasformarsi, per noi motociclisti, in un pericolo aggiuntivo! Questo è uno di quei fenomeni che accadono quasi esclusivamente in Italia a causa del menefreghismo generalizzato della gente (forze dell’ordine comprese). Dove il limite è di 30 o 50 km/h può capitare che il motociclista “lento” di turno diventi un ostacolo per gli automobilisti (e camionisti) frettolosi, con tutti i rischi che ne conseguono. Essi cercheranno infatti di sorpassarlo anche a costo di metterne in grave pericolo la vita! Il consiglio che sto per darvi non è sicuramente il più corretto possibile, ma funziona. A volte bisogna infatti adeguarsi alla velocità degli altri veicoli che abbiamo davanti e dietro, anche se essa è superiore a quella consentita. Se la strada è bella larga e c’è spazio per tutti, potete semplicemente mantenervi a destra – ma non troppo – e lasciar passare coloro che hanno fretta; ma se la strada è stretta vi conviene assolutamente adeguarvi alla velocità degli altri, diversamente gli automobilisti prenderanno a sfrecciarvi accanto in maniera piuttosto imprudente.

4.9: i pericoli derivanti dalla natura

albero-sulla-stradaLe strade alberate sono tristemente famose per essere particolarmente insidiose. Quando c’è vento e/o piove forte, e persino quando c’è neve sugli alberi, è possibile che qualche ramo cada dall’alto e finisca sul manto stradale. In caso di vento forte possono precipitare interi alberi. Il pericolo non sta tanto nel colpire un ramo con le ruote della moto quanto nell’essere centrati da un grosso ramo che cade proprio nel momento in cui si sta transitando. Il mio suggerimento è quello di evitare le strade alberate quando c’è vento forte, e se ciò non è possibile andrebbe ridotta moltissimo la velocità.

Il casco integrale è da preferire SEMPRE a quello aperto…

Il vento forte può altresì portare sabbia, polvere, foglie e detriti vari sulla strada. Tutto ciò va a sporcare l’asfalto compromettendo il grip degli pneumatici. Quindi bisogna essere particolarmente prudenti sia durante le giornate ventose che immediatamente dopo in quanto le strade rimangono sporche per un po’ di tempo.

La pioggia di per sé non rappresenta un grosso problema e si tratta semplicemente di imparare a guidare sul bagnato. Tuttavia c’è un momento in cui l’aderenza degli pneumatici è ridotta ai minimi termini: succede quando comincia a piovere e la sporcizia presente sull’asfalto inizia a sciogliersi diventando una sorta di “sapone” che si interpone fra asfalto e pneumatici. Se la pioggia continua e raggiunge un’intensità media lo sporco viene lavato via, altrimenti permane sul manto stradale!

4.10: i pericoli derivanti dall’incuria umana

ghiaia-su-asfaltoAbbiamo poi le insidie prodotte dagli essere umani noncuranti. Per esempio trattori che escono dai campi e portano fango sul manto stradale, rifiuti gettati fuori dai finestrini delle auto (comprese le sigarette ancora accese), sabbia e brecciolino che vengono dimenticati sull’asfalto da chi esegue lavori stradali.

Un buon Motociclista impara a distinguere le varie tipologie di asfalto con un colpo d’occhio. Egli osserva ed analizza costantemente ciò che accade attorno a sé e non si distrae mai. Non imita i guidatori che lo precedono ma ragiona con la propria testa. Adatta il suo stile di guida e la sua velocità alle condizioni del fondo stradale e del traffico. Non si fida degli automobilisti e non da mai per scontato che essi siano coscienti della sua presenza.

Il bravo Motociclista considera la linea di mezzeria, sia essa continua o tratteggiata, come un muro invalicabile. Tale barriera può essere avvicinata ma mai oltrepassata, specialmente nelle curve. Soltanto in fase di sorpasso e di svolta egli si permette di scavalcarla.

 

Punto quinto: la distanza di sicurezza

 

5.1: stammi lontano!

distanza di sicurezzaDopo la velocità, nella classifica delle principali cause di incidenti stradali, abbiamo il mancato rispetto delle distanze di sicurezza. Velocità e distanze di sicurezza sono due facce della stessa medaglia, ovviamente. All’aumentare della velocità dovrebbe crescere anche la distanza che ci separa dal veicolo che ci precede.

Rimanendo ad una certa distanza da chi ci precede si ottengono due benefici:

1) se il veicolo davanti a noi dovesse frenare bruscamente, intraversarsi oppure essere coinvolto in un incidente si avrà il tempo di frenare e fermarsi;
2) il nostro campo visivo sarà più ampio e ci consentirà di scorgere con maggiore anticipo i difetti dell’asfalto ed eventuali situazioni di pericolo.

Osservate bene i due disegni sottostanti per comprendere a fondo l’importanza della distanza di sicurezza non solo nell’evitare tamponamenti, ma anche nel permettervi di essere notati con maggiore anticipo dagli altri guidatori. Voi stessi potrete notarli prima se manterrete una certa distanza da chi vi precede.

distanza di sicurezza distanza-di-sicurezza1

Detto questo dobbiamo ahinoi preoccuparci anche della distanza che gli automobilisti mantengono rispetto a noi. Do per scontato che voi Motociclisti manteniate la corretta distanza da chi vi sta davanti… Purtroppo chi vi sta dietro non la pensa allo stesso modo, perciò spesso e volentieri capita di essere tallonati da automobilisti che si piazzano a pochi metri dalla vostra ruota posteriore mettendo in grave pericolo la vostra incolumità fisica. Non credo sia necessario descrivervi che cosa può succedere nel caso in cui dobbiate fare una frenata d’emergenza per evitare un animale che attraversa la strada, oppure per potervi fermare al semaforo diventato rosso improvvisamente.

5.2: se proprio non riesci a starmi lontano, allora stammi davanti!

Bene, qui ci viene in aiuto la Guida Difensiva. Bisogna imparare a prevenire gli errori altrui! In questo caso, vedendo che l’automobilista indisciplinato non vuole proprio saperne di allontanarsi dalla vostra targa, avete due possibilità:

1) aumentare ulteriormente la distanza di sicurezza dal veicolo che vi precede, così da non dover fare una frenata brusca, con il rischio di essere tamponati, nel caso in cui esso si fermi all’improvviso;

2) mettere la freccia a destra, rallentare e far passare l’auto dietro di voi.

Io consiglio di mettere in pratica prima di tutto il punto n.1, dopodiché, appena si presenta l’occasione, anche il punto n.2.

5.3: le distanze di sicurezza laterali

distanza di sicurezza ciclistiLa distanza di sicurezza non è soltanto quella che vi separa longitudinalmente dai veicoli davanti e dietro di voi, ma anche quella che vi distanzia lateralmente da coloro che vi sorpassano o che voi stessi sorpassate. Quando superate un ciclista o transitate vicino ad un pedone, per favore non fategli il classico “pelo” all’italiana! Lasciategli un minimo di spazio vitale. La stessa cosa succede quando un automobilista cerca di sorpassarvi. Se vi accorgete che vi sta passando troppo vicino rischiando di causare un incidente, fatevi da parte (se possibile), rallentate e fatelo passare. Una cosa molto importante, direi anzi vitale, consiste nell’evitare di viaggiare vicino al ciglio della strada; state piuttosto nel centro della vostra corsia: questo scoraggerà buona parte degli automobilisti inconsapevoli che altrimenti cercherebbero di superarvi facendovi il “pelo”, rischiando di agganciarvi con lo specchietto retrovisore destro dell’auto o provocando uno spostamento d’aria tale da farvi sbandare. Inoltre tutte le peggiori buche e imperfezioni si trovano proprio dove transitano le ruote dei camion e delle auto più pesanti, ossia vicino al ciglio della strada e alla linea di mezzeria. Logicamente, se vi accorgete di avere dietro un pazzo che sopraggiunge a velocità doppia rispetto alla vostra e che non sembra voler rallentare, forse è il caso di farsi da parte

5.4: le distanze di sicurezza vanno rispettate anche quando si è fermi

Già, anche quando si è fermi in mezzo ad altri veicoli sono presenti dei rischi. Esempio: siete fermi al semaforo rosso, su una strada in salita, e davanti a voi c’è un’automobile. Quanti automobilisti sanno effettuare le partenze in salita? Forse uno su cento? Voi che dite? Il che significa che la maggior parte di loro, allo scattare del verde, mollerà il pedale del freno facendo indietreggiare il veicolo di almeno mezzo metro. Non vorrete mica farvi investire da un mezzo che va all’indietro, vero? Bene, allora mantenetevi ad almeno due metri di distanza da esso! Lo stesso principio vale anche in altri contesti, infatti bisogna essere sempre pronti a fronteggiare qualsiasi comportamento assurdo da parte dei quattroruotisti. Molti di essi, quando devono fare retromarcia, prima di tutto partono, poi guardano negli specchietti retrovisori. Tenetelo bene a mente. Io vi invito a mantenere una certa distanza di sicurezza da essi anche quando siete fermi ai semafori e nei parcheggi. Se siete fortunati avrete il tempo di suonare il clacson, e forse a questo punto guarderanno negli specchietti retrovisori.

5.5: si viaggia in fila indiana e non affiancati per un buon motivo…

Quando avete altri motociclisti/scooteristi vicino a voi, non viaggiate mai affiancati! Non fatelo nemmeno con gli automobilisti né con i ciclisti. C’è un punto cieco negli specchietti retrovisori dei veicoli e se voi vi posizionate alla destra o alla sinistra di un altro veicolo in maniera molto ravvicinata o addirittura di fianco ad esso, il guidatore di quel veicolo non vi vedrà e non sarà al corrente delle vostra presenza! Voi stessi non sarete in grado di notare l’eventuale accensione degli indicatori di direzione di quel veicolo!


 

Punto sesto: gli indicatori di direzione e gli specchietti

 

Una sola parola: USATELI! Non importa se gli altri sembrano non sapere nemmeno di averli sul proprio veicolo, voi dovreste prendere esempio dai virtuosi e non dagli inetti. Usate le frecce ogni volta che cambiate direzione: nei sorpassi, nelle svolte di qualsiasi genere, nelle rotatorie, quando c’è un ostacolo sulla strada che vi obbliga a cambiare traiettoria, quando vi fermate per parcheggiare, quando volete dare strada a chi vi segue, quando uscite da un passo privato in cui la conformazione della strada può confondere gli altri guidatori.

6.1: rendetevi prevedibili

Ricordate: usando le frecce farete capire al prossimo le vostre intenzioni e quest’ultimo sarà spinto ad agire di conseguenza; mentre se non le utilizzate gli altri non capiranno le vostre intenzioni e potranno mettervi in pericolo in maniera del tutto involontaria.

specchietto6.2: tenete sotto controllo il nemico

E la stessa cosa fatela con gli specchietti. Sono lì apposta per essere usati! Tenete sotto controllo ciò che succede dietro di voi e se vi accorgete di avere appresso un automobilista/camionista irrequieto, dategli strada! Prima di svoltare controllate bene i veicoli che vi seguono e mettete la freccia con largo anticipo. Non serve girare la testa per guardare negli specchietti di una moto/scooter, è sufficiente muovere gli occhi per un istante prima da un lato e poi dall’altro.

 

Punto settimo: il giusto equipaggiamento

 

7.1: il casco

abbigliamento motoAndare in moto può diventare frustrante se lo si fa con superficialità e disorganizzazione. Diventa necessario prima di tutto equipaggiarsi correttamente per quanto concerne il vestiario. Altrettanto importante è occuparsi diligentemente della manutenzione della moto per mantenerla sempre in buone condizioni. Il campo dell’abbigliamento da moto è qualcosa di sterminato e chiunque può trovare ciò che meglio si adatta alla propria personalità e alle proprie esigenze di comodità. Io consiglio innanzitutto l’utilizzo del casco integrale o modulare, notoriamente più protettivo (non solo in caso di incidente) rispetto a tutti gli altri. Se siete i classici fighetti che si preoccupano per la pettinatura potete anche lasciar perdere la moto giacché le vostre priorità sono altre…

Un casco integrale vi protegge dai detriti sollevati dalle automobili e dai camion, non permette all’acqua di entrare, protegge il mento in caso di incidente. Vi consiglio inoltre di abbassare sempre la visiera quando siete in movimento, anche a bassa velocità e indipendentemente dalla presenza di un eventuale cupolino/parabrezza. Potete essere colpiti da un insetto anche mentre siete fermi, ragionate su questo.

7.2: perché i guanti e le scarpe sono importanti

stivali-moto-stradaAbbiamo poi l’abbigliamento protettivo, che può essere in tessuto o in pelle animale/sintetica. Qui c’è soltanto l’imbarazzo della scelta. Suggerisco di fare propria l’abitudine di utilizzare perlomeno i guanti, in quanto è molto facile essere colpiti alle mani da detriti, pietre e insetti durante la guida. Lo stesso discorso vale per i piedi e per il resto del corpo. Non è mai una buona idea lasciare completamente scoperte certe zone del corpo in assenza di carene che possano proteggerle. Un banale sassolino alzato da un’automobile può farvi male se state viaggiando ad alta velocità.

In caso di scivolata le prime parti del corpo a toccare il terreno sono i fianchi, le ginocchia, i glutei, i gomiti e le mani. Una giacca dotata di protezioni (compreso il paraschiena) e un paio di pantaloni motociclistici possono ridurre enormemente le ferite prodotte dal contatto con l’asfalto.

Giacca_e_casco_ad_alta_visibilità_motoVi consiglio inoltre di prendere in considerazione l’abbigliamento protettivo ad alta visibilità. Oltre ad essere dotato di tutte le protezioni del caso, esso presenta inserti di un colore particolarmente visibile anche a distanza, rendendo dunque il motociclista/scooterista maggiormente riconoscibile rispetto al contesto.

Gli stivali progettati per l’uso in sella sono a dir poco fantastici: provateli e ve ne renderete conto. Offrono un grip superiore a qualsiasi altro tipo di calzatura quando si appoggiano i piedi a terra, sono comodi da indossare e non rischiano di impigliarsi da qualche parte a causa di lacci o altro!

7.3: pneumatici e freni in ordine

Anche la vostra moto merita di essere equipaggiata con pneumatici di qualità. Ma non solo pneumatici: anche freni e luci. I freni sono importanti almeno quanto le gomme, mentre le luci devono essere potenti e ben visibili dagli altri utenti della strada anche di giorno. Personalmente sconsiglio l’utilizzo di pneumatici particolarmente sportivi a meno che il vostro utilizzo della moto non si limiti esclusivamente alle domeniche di sole. Se avete in programma di viaggiare e usare il vostro mezzo a 360 gradi, puntate su pneumatici turistici o pensati per la guida cittadina.

 

Punto ottavo: conoscere i propri limiti fisici e mentali

 

8.1: stanchezza e confusione mentale = pericolo

ciccione_scooterGuidare bene richiede molta concentrazione e quando si è stanchi o indeboliti si dovrebbe evitare di mettersi in strada. Date sempre ascolto al vostro corpo, alle vostre sensazioni. Se proprio non ve la sentite di prendere la moto e partire, non fatelo. Se ci sono pensieri pesanti e opprimenti che turbano la vostra mente forse è il caso di sistemarli prima di mettersi alla guida. Ricordate che il pericolo n.1 in strada sono le altre persone, quindi diviene necessario essere estremamente lucidi per prevenire i loro comportamenti a rischio. Niente alcol, niente droghe, niente mangiate eccessive che possano rallentare i vostri riflessi e diminuire la vostra prontezza fisica.

8.2: ma cosa volete dimostrare?

Molti partono con l’idea di affrontare a tutta velocità percorsi pieni di curve… ma perché!? Non vi divertireste altrettanto, e forse anche di più, prendendovela con maggiore serenità e senza il bisogno di dimostrare a voi stessi e agli altri che siete dei “piloti”? Andate in pista, se proprio siete fissati con la velocità, no? Ci si può divertire moltissimo anche guidando in maniera allegra ma senza esagerazioni, concentrandosi sul lato tecnico piuttosto che su quello prestazionale. Fare una curva contromano a 120 km/h non mi sembra una gran cosa… Affrontarla un po’ più piano ma in maniera perfetta può invece dare grande soddisfazione, non trovate?

8.2: meno chiacchiere e più km

Altra cosa importante: usate la vostra moto! Non lasciatela ferma in garage per 8 mesi all’anno, dimenticandovi quasi di averla, per poi improvvisarvi nuovamente piloti all’arrivo dell’estate successiva! Le cose si imparano praticandole e non parlandone al bar con gli amici. Non siete e non sarete mai piloti, né bravi guidatori, se usate la moto 5 volte all’anno. Inoltre vi perdete gran parte del divertimento così facendo, parola mia. Capitano belle giornate soleggiate anche in pieno inverno, mi pare. Se proprio non sopportate il freddo, almeno sfruttate queste poche occasioni per mantenere vive e, perché no, persino migliorare le vostre abilità motociclistiche.

 

Punto nono: conoscere il proprio veicolo

 

telaio motoNon abbiate paura di mettere le mani sulla vostra moto o sul vostro scooter. Studiatelo, cercate di capire com’è fatto e come funziona, il perché di certe scelte tecniche da parte degli ingegneri che l’hanno progettato. Imparate a conoscerlo come se fosse una persona che avete il piacere di frequentare.

9.1: non c’è nulla di misterioso, ma soltanto leggi fisiche

Se notate un comportamento strano del mezzo durante la guida, domandatevene il motivo. C’è sempre una spiegazione oggettiva… Pensateci su, cercate informazioni su internet e razionalizzate tutto ciò che all’apparenza può sembrare frutto di energie misteriose. Le moto non hanno personalità e il loro comportamento dinamico si basa sulle leggi della fisica e sulle scelte tecniche che riguardano la ciclistica, il motore e l’elettronica. Studiate il funzionamento dell’effetto giroscopico e della forza centrifuga in curva, del controsterzo e delle sospensioni. Non abbiate paura di imparare come funzionano le cose. Non ci saranno più misteri a separarvi dal vostro veicolo e col tempo finirete per percepirlo come parte di voi stessi.

9.2: le moto sono tutte diverse e tutte uguali

Durante la guida arriverete a sentirvi un tutt’uno con esso e avrete l’impressione che il suo comportamento sia influenzato in maniera diretta dal vostro pensiero. Ogni moto è diversa dalle altre perché diverse sono le soluzioni tecniche alla sua base, questo dovete capirlo e farlo vostro. Le moto sono fatte di sottili equilibri che nulla hanno di inesplicabile e che possono essere sfruttati per rendere la guida più consapevole e precisa.

 

Punto decimo: la fretta fa male

 

Penso che il titolo di quest’ultimo punto sia abbastanza esplicativo… Non abbiate mai fretta quando guidate! Partite un po’ prima oppure non partite affatto se è ormai troppo tardi. Lasciate spenti i vostri congegni elettronici e non fatevi disturbare da telefonate e quant’altro mentre siete in strada: rimanete concentrati sulla guida. Oppure al contrario fermatevi, chiamate e avvisate che farete tardi; poi ripartite con serenità. Fare le cose di fretta significa farle male e in maniera irrazionale. Ricordatevi che in strada sono presenti altri veicoli guidati da persone persino più impazienti di voi… Reagite alla loro fretta con calma e lucidità.

 

Ricapitolando…

 

I capisaldi della Guida Difensiva sono fondamentalmente 5:
1) non dare per scontato di essere visti;
2) aspettarsi comportamenti scorretti da parte degli altri guidatori;
3) studiare il loro comportamento prima di agire;
4) rendersi prevedibili;
5) non avere mai fretta.

Sostanzialmente guidare in maniera difensiva significa imparare a non dare mai nulla per scontato, soprattutto per quanto concerne il comportamento degli altri utenti della strada. Aspettarsi il peggio dagli altri guidatori e mettersi in condizione di reagire nel miglior modo possibile ai loro errori (voluti o inconsapevoli). Si tratta di ragionare intensamente e lucidamente, di continuo, senza sosta. Diviene necessario compensare la mancanza di consapevolezza e di capacità degli automobilisti, dei camionisti e di tutti gli altri utenti della strada con il proprio pensiero e le proprie abilità, facendo uno sforzo doppio rispetto a loro; sforzo che alla fine ci garantirà una maggior sicurezza e un piacere di guida superiore.

Buon viaggio!

 

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailby feather

Commenti

Numero di commenti su questo articolo: 20
(La Guida Difensiva in moto/scooter: come prevenire gli errori (propri e altrui))

  1. Grazie per le raccomandazioni utili e preziose e per il servizio che fornite alla comunità con questo sito. La prudenza non è mai troppa. Non dimentichiamo inoltre che i capisaldi della guida difensiva (manca il 2?) valgono per tutti, perfino per i pedoni. Grazie ancora

  2. Ciao Marco e grazie per la segnalazione! Avevo pasticciato un po’ con i numeri… Ora ho sistemato tutto! ;-)

  3. Ho apprezzato molto l’articolo, sicuramente se tutti i motociclisti (ma anche gli altri utenti della strada) lo mettessero in pratica anche solo in parte, ci sarebbero
    molti meno incidenti.

    Ne approfitto per segnalare un “manuale” di guida sicura scritto “da un motociclista per i motociclisti”
    http://digilander.libero.it/batellirinaldo/Ride_Safe.pdf

  4. Molto interessante… è opera tua, Luigi?

  5. >> Ne approfitto per segnalare un “manuale” di guida sicura >> scritto “da un motociclista per i motociclisti”
    >> http://digilander.libero.it/batellirinaldo/Ride_Safe.pdf
    > Molto interessante… è opera tua, Luigi?

    No, ahimé… Pero’ lo considero una lettura “obbligatoria”.

  6. Grazie Luigi. Avevi ragione. È un manuale completo ed esplicativo. L’ho trovato utilissimo.
    Poi il problema è sempre trovare il tempo per fare pratica … ma questa è un’altra storia.
    E grazie Luca, tutte raccomandazioni sacrosante.

  7. Tutti articoli molto, molto interessanti.
    Ho passato alcune ore leggendo e ritorneró a leggere.
    Leggendoli penso a come guidano qui in Messico…
    Per dare un’idea https://www.youtube.com/watch?v=k6pqdG0rUZE

    Praticamente il ganzo sbaglia tutto.
    Peró la cosa piú tragica sono i commenti, generalmente di auguri di morte non solo a lui ma a tutta la categoria.
    Logica conseguenza, in un paese dove le scuole guide praticamnete non esistono, la patente é un optional, la polizia é lí solo per estorcere soldi, ecc…
    Rimane peré sempre il fatto che anche una persona che non sa scrivere conosce il pericolo e distingue i colori.
    Io, con i mei 57, non sono piú un giovanotto.
    Negli anni ’80 mi piaceva il trial (Bultaco350) ma anche la strada (Honda 400N poi Bol D’or 900).
    La ultima moto(1999) é stata una VTX1300 cuando ero a Cancun. Non sono mai caduto credo perché ho sempre usato il senso comune, praticamente alla base di ció che leggo qui. Anzi no, una volta sono caduto: arrivo a fare benzina, freno e mi va via la ruota davanti.
    I deficenti della stazione di servizio(Cancun) avevano piastrellato dove c’era il cemento!! Solo in Messico…!
    Parlando con vari motociclisti locali sono arrivato alla conclusione che qui é proprio solo una questione di cervello… mi dispiace, non posso pensare altro.

    Poi quando vediamo in UTube video come questo… é solamente la conseguenza del “tutto”.
    Peccato, perché sto pensando di comprarmi ancora una volta la moto. Da usare con la massima attenzione con la telepatia accesa e potenziata da un acceleratore neuronale(esiste?, se non esiste bisogna inventarlo, indispensabile in Messico!)

    Saluti a tutti,
    Claudio

  8. Ah, dimenticavo: nel video lo “show” dell’incidente inizia +/- a 1:50…
    Il tipo fa un “dritto”, credo per la troppa velocitá, la moto invade l’altra corsia di marcha e uccide un’altro motociclista che stava transitando tranquillamente…

    Ho pure scaricato il video per analizzarlo con calma…

  9. Direi che non c’è molto da analizzare, in fin dei conti. Se uno va ad oltre 200 km orari su una strada pubblica prima o poi finirà per fare un qualche tipo di incidente grave. A quelle velocità si perde il controllo anche a causa di una piccola chiazza di umidità o di un sassolino che finisce sotto una delle ruote.

    Certo che fa arrabbiare quando a rimetterci è qualcun altro che si trovava nel posto sbagliato al momento sbagliato…

    In Italia va ancora un po’ meglio di così, ma se prendiamo in considerazione le statistiche sugli incidenti e sulla pirateria stradale vediamo che entrambe stanno di nuovo aumentando dopo anni di contrazione. Guidatori sempre più distratti, automobili sempre più grandi e quindi meno pratiche da utilizzare nel traffico, nonché più distruttive in caso di urto, pene inesistenti per chi uccide utilizzando un veicolo.

    Per il resto condivido la tua considerazione finale e credo che una certa forma di telepatia sia pure possibile. Se impari a conoscere bene la stupidità delle persone puoi persino utilizzarla per prevenire i loro comportamenti nefasti. Soprattutto una cosa ritengo importante: non fidarsi mai degli altri, soprattutto di chi ha un volante fra le mani, nemmeno quando sei sicuro di essere stato visto.

    Qui in Italia molti motociclisti ingenui credono che per evitare gli incidenti sia sufficiente essere visti, quindi indossano giacche e caschi dai colori accesi. Io non posso fare altro che ripetere loro di non contare troppo su questa falsa sicurezza, perché è proprio nel momento in cui si abbassa la guardia che accadono fatti spiacevoli!

    Ciò che più di ogni altra cosa rende sicuro un certo stile di guida è la sua prevedibilità. Io uso sempre le frecce ed è raro che qualcuno mi tagli la strada nelle rotatorie, tanto per fare un esempio. Vedo altri che hanno il terrore delle rotatorie e a volte ci fanno pure incidenti, ma sono tutte persone che non usano le frecce e si mettono a sinistra per poi svoltare a destra (e viceversa). Questo significa guidare in maniera imprevedibile, ossia mettersi in pericolo da soli.

    Quello che dico io è: ci pensano già gli altri a creare pericoli in strada, non facciamolo anche noi!

  10. Complimenti!!!! Ottimi consigli, io li metto in pratica tutti, pecco solo un po l’abbigliamento a volte maglietta e pantaloncini ma quando ci sono 40 gradi fa veramnte caldo, ma basta godersi la passeggiata andare piano io a 70 sulle statali mi rilasso

  11. Grazie. Se per caso hai qualche altro consiglio da condividere, fai pure…

  12. Ciao a tutti,

    potrei avere un parere (credo sia un parere e non una regola fissa) per sapere se la moto deve guidare al centro della propria corsia oppure spostato sulla destra.
    Io credo che per ragioni di sicurezza bisogna guidare come se fosse un auto e cioè stando al centro della propria corsia.
    Dal momento che ti sposti sul lato destro della corsia molti iniziano a sorpassarti sfiorandoti cercando di sorpassare senza occupare la corsia di sorpasso, in questo caso si verificano anche sorpassi a tre..
    Cosa dice il codice della strada?
    E sopratutto: chi lo scrive il codice della strada? Sono davvero competenti? Spesso ho i miei dubbi…

  13. Ciao Manuel, leggi bene l’articolo. Ho risposto alla tua domanda nel paragrafo 4.6.

    Il codice della strada dice semplicemente di rimanere a destra vicino alla linea di demarcazione della carreggiata. Le persone fanno l’esatto contrario e di solito viaggiano vicino alla linea di mezzeria arrivando anche ad invadere la corsia opposta nelle curve.

    Non ci sarebbero problemi per noi motociclisti se chi guida l’auto rispettasse il codice della strada ed effettuasse sorpassi a norma, ossia occupando la corsia opposta, ma dato che ciò non avviene io resto tendenzialmente al centro della corsia per scoraggiare gli idioti che tendono a fare il “pelo” quando sorpassano ciclisti e motociclisti. Se stai troppo a destra non prendono neppure coscienza della tua presenza. Il codice della strada è bene rispettarlo nella maggior parte dei casi, ma è bene anche imparare a difendersi dagli altri…

  14. Concordo con Luca, anche se giorni fa un folle mi ha fatto il pelo passandomi in moto a destra, su una parallela poi piuttosto stretta…

    Secondo me, il viaggiare più centrali, aiuta anche in caso di uscite improvvise di veicoli da stradine secondarie che sbucano alla nostra destra. Ma anche ad evitare molta immondizia che spesso giace alla destra delle strade.

    E poi si, bisogna far capire agli altri che su strada ci sei anche tu, quindi quoto Luca.
    Io tendo ad affiancarmi sulla destra solo in prossimità di semafori, o quando bisogna fermarsi per qualsiasi motivo (temo abbastanza il tamponamento).

  15. Assolutamente sì, restare sul ciglio della strada è controproducente anche in fatto di visibilità rispetto a chi sbuca dalle vie laterali alla nostra destra. Io stesso mi sposto verso la linea di mezzeria quando vedo arrivare qualcuno da destra, così sono certo che mi vedrà più facilmente.

    Il codice della strada purtroppo è antiquato e non tiene conto di certi fattori legati alla visibilità e alla sicurezza.

    Fai bene anche a farti da parte quando freni ai semafori. Lo faccio anche quando mi fermo ad un attraversamento pedonale perché chi mi segue può essere distratto e finire per tamponarmi. Mi metto completamente a destra, così se non altro mi si affianca senza investirmi (ed è capitato un paio di volte).

  16. […] a reagire in tempo, prima che avvenga l’evento inatteso. Questo è il principio della guida difensiva. Quindi rallenta!! non pensare che sia da fifoni o da sfigati (lo dico soprattutto alle giovani […]

  17. sono un neofita della moto nonostante l’eta’(53)e ho letto con grande interesse i tuoi consigli.Grazie

  18. Buongiorno,
    Innanzitutto mi congratulo per l’impegno e l’importanza che dá ad un argomento fondamentale come la guida sicura.
    Sto leggendo pian piano le sue dispense e vorrei soffermarmi sul capitolo “guida difensiva come prevenire gli errori”.
    Al punto 1.2 sostiene di non eccedere con la velocitá nel superare un veicolo (max 25km/h di differenza).
    Ritengo sia invece molto più sicuro l’opposto: superare al massimo della velocitá possibile.
    La situazione a cui mi riferisco è la più critica: sorpasso con invasione della corsia opposta.

    Limitare la velocitá porta diversi rischi:
    1. Aumenta l’esposizione ai veicoli che sopraggiungono dalla corsia opposta.
    2. Si rimane più tempo “nascosti” al veicolo da superare nel caso questo volesse svoltare improvvisamente: se non mi nota quando sono dietro di lui, figuriamoci di fianco! (ricordiamo sempre il punto cieco degli specchietti)

    A monte di tutto ció deve ovviamente esserci una PREPARAZIONE alla manovra di sorpasso, con tanti passaggi ben precisi da seguire che qui non sto a spiegare (lei li saprá meglio di me).

    Nota bene:quando si parla di sorpasso viene in mente solo il superare qualcuno, ma estremamente importante è “per arrivare dove?”, perchè questa manovra ha un inizio ma deve pur avere una degna fine (mica possiamo superare uno e arrivare a bomba in un incrocio sperando di fermarci in tempo…)

    Che ne pensa?

    Saluti,
    Riccardo

  19. Buonasera Riccardo, possiamo darci del TU?
    Le tue osservazioni mi sembrano assolutamente sensate e condivisibili. Ora, suppongo che tu ed io ci capiamo abbastanza bene su questo argomento, ma immagina cosa andrebbero a pensare alcune persone non esattamente prudenti se dicessi loro che il sorpasso va affrontato al “massimo della velocità possibile”… Mi spiego?

    Converrai con me che all’aumentare della velocità aumentano anche i rischi in caso di situazioni impreviste e di incidente vero e proprio.

    Tuttavia il tuo sistema non è affatto sbagliato, a mio parere. Diciamo che può andare bene in alcuni casi, anzi potrebbe anche essere preferibile rispetto al mio. In altre situazioni, però, non conviene esagerare con la velocità: pensa ad un sorpasso nei confronti di un veicolo che viaggia a 80 km/h dove il limite è di 90 km/h. Ecco, in un caso come questo sorpassare a 25 km/h in più significa toccare i 105 km all’ora per qualche secondo, e non è poco. Ne convieni con me? D’altro canto se ho intenzione di sorpassare un TIR sono il primo a voler concludere il sorpasso il prima possibile, quindi non sto lì a controllare troppo la velocità…

    Se invece devo sorpassare un pericolo ambulante che viaggia a 50 all’ora dove il limite è di 90, logicamente la mia velocità sarà molto superiore alla sua per ovvie ragioni: non avrebbe senso prima rallentare e poi accelerare nuovamente (se la corsia opposta è libera!).
    Insomma, quello che dici è giusto e dovrei aggiornare il mio articolo includendo le varie casistiche relative al sorpasso. Grazie per aver commentato.

    P.S: riguardo al punto morto degli specchietti, io cerco infatti di iniziare il sorpasso con un po’ di anticipo in modo che possano vedermi arrivare (si spera!). Non è cosa buona stare appiccicati al veicolo che si sta per sorpassare poiché appena ci si sposta a sinistra per eseguire la manovra si diventa parzialmente invisibili.

  20. Ciao Luca,
    grazie mille delle risposte molto esaustive e corrette, sono pienamente d’accordo con te.
    Capisco anche sia impossibile inserire delle casistiche per ogni tipo di situazione. Solo macinare migliaia di km rende coscienti della giungla urbana.

    Con il massimo della mia ammirazione mi permetto una critica (se così si puó definire) sul tuo mastodontico e sempre aggiornato – quindi teoricamente infinito – lavoro.
    Il veterano ogni tanto sfoglierá con piacere i tuoi articoli trovando spunti interessanti che gli faranno intonare: “Peró! Non ci avevo pensato!”, ma la sua visione globale della sicurezza sará ormai radicata e difficilmente mutabile.
    Questi argomenti devono invece squotere e imprimersi nei neofiti, i quali purtroppo non hanno né tempo né voglia di leggere questo immane manufatto; troppe pagine, troppi argomenti, troppi link e difficilmente stampabile. Loro scalpitano solo dalla voglia di saltare in sella guidati dall’adrenalina.

    Lo dico perché 5 anni fa ero uno di loro, poi per caso sono inciampato in 2 semplici dispense “romanzate” che, giuro, sono tutt’ora pilastro della mia guida sicura.

    http://digilander.libero.it/batellirinaldo/Ride_Safe.pdf

    http://digilander.libero.it/infomotoclubravenna/MCRbrakingpoint.pdf

    Chissá, magari l’unione delle vostre esperienze potrebbe creare l’opera omnia della guida sicura!

    LAMPS
    Riccardo

Lascia un commento