La scelta del casco da moto/scooter: da non sottovalutare!

Scritto da Luca Govoni | Pubblicato in Cultura e Mal-Educazione Stradale | il 13-03-2014

Il ruolo del casco motociclistico viene spesso sottovalutato nonostante svolga una funzione fondamentale: quella di contenere e proteggere la nostra testa. Io credo al contrario che la scelta del casco sia decisamente importante, in quanto può fare la differenza tra lo stare comodi e non, ma anche tra l’essere più o meno protetti non solo in caso di incidenti. I caschi più protettivi, quelli integrali, riparano il viso dal vento, dagli insetti e dai detriti sollevati dai veicoli più pesanti, nonché dalla pioggia. Garantiscono inoltre un maggior confort acustico alle alte velocità in quanto sono quasi del tutto esenti da spifferi. I caschi aperti sono chiaramente meno protettivi in caso di caduta e incidente, dato che non possiedono una mentoniera che copra la parte inferiore del viso. Oltre a ciò lasciano passare una gran quantità d’aria, quindi possono essere piacevoli da indossare quando fa caldo; mentre in caso di pioggia, nebbia, umidità e freddo non sono di certo l’ideale.

Esistono varie tipologie di caschi motociclistici

1) a Scodella (fuorilegge dal 2012)

casco a scodella

 

 

 

 

 

 

 

2) Demi Jet (casco aperto)

casco demi jet

 

 

 

 

 

 

 

3) Jet (casco aperto)

casco jet

 

 

 

 

 

 

 

 

 

4) Modulare o Apribile

casco modulare apribile

 

 

 

 

 

 

 

 

 

5) Multifunzione

casco multifunzione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

6) Integrale

casco integrale

 

 

 

 

 

 

 

7) da Fuoristrada/Cross

casco da cross

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Illustrazione delle varie tipologie di caschi

La differenza tra un casco modulare e uno integrale risiede nel fatto che il primo possiede un meccanismo che permette di alzare la mentoniera rendendolo molto simile ad un casco demi jet. Tale sistema si rivela utile per far circolare aria quando fa particolarmente caldo, ma quando il casco è in configurazione chiusa diventa protettivo quanto un integrale.


Va detto che i caschi modulari hanno un peso superiore a quello degli integrali in virtù del fatto che possiedono un meccanismo per l’apertura/chiusura della mentoniera. Hanno anche dimensioni complessive leggermente superiori.

I caschi integrali e alcuni modulari (apribili) si dividono in due sottocategorie: sportivi e turistici. Quelli più sportivi sono progettati per essere utilizzati in una posizione di guida maggiormente piegata in avanti, come avviene tipicamente sulle moto supersportive. La loro aerodinamica è pensata per questo tipo di utilizzo, pertanto potrebbero divenire rumorosi e poco stabili se utilizzati su mezzi dalla vocazione più turistica. I caschi da turismo sono invece progettati per un utilizzo in posizione eretta o quasi, e hanno una calzata meno aderente rispetto a quelli sportivi. Devono poter essere indossati per ore senza causare fastidi, perciò le loro dimensioni tendono ad essere maggiori e le imbottiture interne più morbide.

I caschi multifunzione sono invece personalizzabili! Possono essere trasformati in caschi aperti o integrali a seconda delle esigenze. Alcuni possiedono vari tipi di mentoniere, in maniera tale da trasformarsi sia in caschi stradali che in caschi da cross.

maschera da cross I caschi da fuoristrada sono caratterizzati da un mentoniera particolarmente sporgente e dall’aletta parasole (smontabile). Generalmente non possiedono la visiera, in quanto nel cross e nelle discipline fuoristradistiche si preferisce indossare una maschera che copre gli occhi e parte del naso.

Esistono anche caschi da cross dalla vocazione turistica, con tanto di visiera standard e aerodinamica più curata.

I caschi Jet e Demi Jet sono simili fra loro e fanno parte dei caschi aperti. I primi mancano della mentoniera e la protezione da essi offerta arriva fino alla zona dell’orecchio. I caschi Demi Jet sono leggermente più protettivi dei semplici Jet in quanto coprono parzialmente anche le mandibole. Entrambe le tipologie di caschi possono avere o non avere la visiera.

I caschi a scodella sono stati dichiarati fuorilegge nel 2012 e non possono più essere indossati. Il livello di protezione che li caratterizza è piuttosto scarso in quanto si limita alla fronte e alla parte superiore della testa, lasciando del tutto scoperte le altre zone delicate del viso. Non possiedono neppure la visiera.

 

Pregi e limiti delle varie tipologie di caschi

caschi_nel_vano_sottosellaAbbiamo due principali categorie di caschi: quelli aperti (Jet, Demi Jet), e quelli integrali (compresi i Modulari).

I caschi aperti sono leggeri, si indossano in un attimo e lasciano circolare una grande quantità d’aria. Hanno prezzi contenuti ed essendo poco ingombranti possono essere facilmente alloggiati nel vano sottosella degli scooter (o nel bauletto). Sono dunque prediletti da coloro che utilizzano il proprio mezzo a due ruote soltanto in estate e per brevi spostamenti. I limiti dei caschi aperti arrivano nel momento in cui si comincia a viaggiare seriamente, quindi al di fuori delle città e per spostamenti più lunghi. Viaggiare lontano dalle città significa raggiungere velocità elevate nonché transitare attraverso climi differenti. Se in città fa piacere ricevere aria in faccia, non sempre succede lo stesso nelle statali e in autostrada. Inoltre all’aumentare della velocità cresce anche il fastidio provocato dall’impatto con insetti e detriti sollevati dai mezzi più pesanti (automobili e camion). Il rumore prodotto dall’aria può diventare assordante; in caso di umidità, nebbia, pioggia e vento forte si sente nettamente la mancanza di maggior protezione.

casco-insettiI caschi integrali sono invece più pesanti e fanno patire un pochino il caldo in estate. Al peso ci si abitua rapidamente (salvo il caso in cui si soffra di qualche patologia al collo), mentre il caldo in estate viene vissuto in maniera piuttosto soggettiva; a me non da particolare fastidio, anche perché non viaggio certamente in città! Per il resto non vedo altri limiti nei caschi integrali. I pregi sono invece parecchi: maggior protezione in caso di incidente, possibilità di regolare il flusso d’aria in entrata, resistenza all’acqua e al vento, maggior comfort acustico alle alte velocità, nessun fastidio dovuto ad insetti e detriti.

 

Accessori e caratteristiche speciali

visiera-parasole-cascoI caschi possono essere dotati di alcuni accessori, fra i quali possiamo contare il visierino parasole e il visierino antiappannamento.

Il primo consiste in una visiera scura a scomparsa che può essere attivata tramite una levetta posizionata in una zona facilmente raggiungibile con la mano sinistra (per esempio in basso nel lato sinistro del casco). Utilissima quando il sole è basso all’orizzonte. Ovviamente è trattata per filtrare i raggi nocivi del sole.

 

pinlock-casco-antiappannamentoIl visierino antiappannamento, comunemente detto Pinlock, va posizionato nella parte interna della visiera del casco, formando così un cuscinetto d’aria tra le due superfici; in questo modo si evita l’appannamento della visiera quando fa freddo e piove. Questo componente aggiuntivo è disponibile sia come optional sui caschi dotati degli appositi punti di fissaggio, sia come pellicola adesiva applicabile a qualsiasi visiera.
Tale accessorio migliora nettamente la sicurezza di guida.

Abbiamo poi le visiere di vari colori. Scure per la guida in presenza di forte luce solare, chiare per qualsiasi occasione.

Tra gli accessori installabili all’interno del casco abbiamo i cosiddetti interfoni, i quali permettono di comunicare con un altro motociclista e/o con il passeggero, nonché di ascoltare la radio e parlare al cellulare. Alcuni caschi sono predisposti per il montaggio di questi sistemi di comunicazione, mentre tutti gli altri richiedono qualche piccolo lavoro di adattamento.

 

Criteri per la scelta del casco

La scelta del casco è un’operazione delicata da non sottovalutare. La prima domanda da porsi, come sempre, è: come intendo usare il mio futuro acquisto? Se si fa un utilizzo prevalentemente cittadino della moto o dello scooter, è possibile optare per un casco Jet o Demi Jet, mentre nel caso in cui si voglia usare il proprio mezzo per spostamenti più impegnativi è sicuramente meglio optare per un casco integrale, modulare o multifunzione. Ricordiamoci comunque che i caschi più sicuri sono quelli integrali e modulari. Io credo che sia sempre preferibile un casco integrale ad uno aperto, ma ognuno ha le proprie preferenze. Non sarebbe male, per esempio, possedere sia un casco integrale che uno aperto, così da poter scegliere in base alle esigenze del momento.

Personalmente ho sempre indossato caschi integrali, anche da adolescente quando andavo in giro col “cinquantino”.


La comodità è un fattore soggettivo, perciò l’unica soluzione è quella di provare un certo numero di caschi, di tipologie diverse (integrali, modulari, jet ecc), finché non si arriva a sviluppare una preferenza personale. Io mi trovo meglio con i caschi integrali da turismo, che sono ben imbottiti e più silenziosi di tutti gli altri. Un fattore da tenere in considerazione è la possibilità di smontare le imbottiture interne per poterle lavare. Chi non sopporta la luce solare dovrebbe prendere in considerazione i modelli dotati di visierino parasole, molto più comodo da utilizzare degli occhiali. C’è anche chi si porta appresso due visiere, una chiara e una scura, da montare all’uopo: la prima da usare di sera e la seconda di giorno. Trovo decisamente più comodo e sensato optare per un casco dotato di visiera parasole!

La taglia del casco va scelta con molta attenzione! Le imbottiture dei caschi tendono ad allargarsi con il tempo. Questo fatto va tenuto in considerazione al fine di evitare di ritrovarsi dopo qualche mese con un casco poco aderente e dunque instabile alle velocità più alte. Il casco deve aderire perfettamente a tutte le parti della testa, senza provocare pressioni fastidiose in determinati punti. Non deve scivolare eccessivamente quando si muove il capo a destra e a sinistra, in alto e in basso, con rapidità. Assicurarsi che le imbottiture siano morbide e piacevoli al tatto.

peso-casco-motoIl peso del casco diventa un elemento da tenere in considerazione se si ha intenzione di fare lunghi viaggi, oppure se si soffre di qualche problema al collo. La calotta esterna dei caschi può essere composta dai più disparati materiali, ma non tutti sono leggeri! Per esperienza personale posso dirvi che un casco dal peso superiore ai 1500 gr può stancare il collo dopo qualche ora di utilizzo. Tale parametro viene specificato nella parte posteriore esterna del casco. Stando a quello che vedo in giro, direi che i caschi più leggeri (e costosi) sono quelli in fibra di carbonio. Ma esistono anche altri materiali compositi che sono al tempo stesso leggeri e protettivi.

Le prese d’aria. Se decidete di optare per un casco integrale, assicuratevi che abbia delle prese d’aria sia nella zona del mento che in quella della fronte. Per evitare che la pioggia possa entrare nel casco, tutte le prese d’aria dovrebbero avere un sistema di chiusura.

La visiera, nel caso dei caschi integrali e modulari, deve chiudersi ermeticamente per assicurare che pioggia e umidità non penetrino all’interno. Nei punti in cui la visiera va ad aderire al corpo del casco deve dunque essere presente una guarnizione che non lasci spazio ad alcuna fessura. È inoltre bene controllare che la visiera non provochi distorsioni visive quando si muovono gli occhi a destra/sinistra e in alto/basso. Altra caratteristica da verificare è la possibilità di bloccare la visiera in una posizione leggermente aperta, parliamo di un centimetro al massimo; questa funzione diviene estremamente utile quando fa caldo e si vuole far circolare un po’ d’aria all’interno del casco senza tuttavia far entrare insetti e detriti. Torna utile anche in inverno per evitare la formazione di condensa. Personalmente preferisco le visiere ampie tipiche dei caschi integrali/modulari da turismo rispetto a quelle un po’ più piccole dei caschi sportivi. Se si opta per un casco aperto la questione non sussiste, in quanto la visibilità orizzontale e verticale è sempre ottima.

sottogola-cascoLa silenziosità del casco dipende da tanti fattori difficilmente riassumibili in questa sede, comunque sia i caschi più silenziosi sono quelli integrali seguiti dai modulari.
I caschi aperti non possono esserlo proprio perché lasciano passare una grande quantità di spifferi rumorosi. Se avete intenzione di usare il vostro motoveicolo su strade veloci, per esempio tangenziali e autostrade, o comunque per affrontare lunghi viaggi, la scelta della tipologia di casco diviene quasi obbligata. La principale fonte di rumore, in un casco, è la parte inferiore, quella del collare. Le imbottiture inferiori devono avvolgere bene il collo senza lasciare “buchi”, e la parte sottostante il mento dovrebbe possedere una retìna che eviti il formarsi di turbolenze (vedi foto qui sopra).

Livello di protezione. Non è per niente semplice testare il livello di sicurezza offerto da un casco e questo spiega perché sia difficile reperire informazioni precise a riguardo. Da quel che so esiste un solo ente internazionale che si occupa di mettere alla prova i caschi: http://sharp.direct.gov.uk/. Potete visitare il sito web e cercare informazioni sul vostro casco o su quelli che ritenete appetibili per un futuro acquisto. Vi invito comunque a prendere con le molle i dati forniti da tale ente, in quanto essi vengono raccolti inserendo all’interno del casco degli strumenti che misurano alcune forze provocate dall’impatto contro un oggetto esterno. Si cerca dunque di riprodurre gli incidenti che possono capitare nella realtà. Tuttavia la realtà è assai diversa da quella che viene ricreata in laboratorio e non tutti reagiamo ugualmente agli stessi traumi, perciò non è il caso di considerare come “assoluti” i risultati dei test messi in pratica da Sharp. Essi non prendono in considerazione, ad esempio, le conseguenze che tali impatti possono avere sul collo di un essere umano. Il casco potrà anche essere a prova di bomba, ma la variabili in gioco nel mondo reale sono numerose e la robustezza del casco è soltanto una di esse

sharp-safety-test-helmetTali risultati possono essere utili nel caso in cui mettano in luce una totale mancanza di sicurezza da parte dei prodotti testati. Come potrete vedere, il punteggio finale attribuito ai caschi va da una a cinque stelle. Io non considererei più sicuro un casco che ottiene 5 stelle anziché 3, mentre mi preoccuperei se il casco in questione ottenesse una stella soltanto. A questo punto penserei ad una vera e propria carenza strutturale del prodotto e non mi sorprenderei se finisse per creparsi o deformarsi in seguito ad un impatto di modesta entità.

Il prezzo del casco. Il mio consiglio è quello di non puntare troppo al risparmio! Un buon casco è fondamentale per il comfort e la sicurezza di chi lo indossa, perciò non conviene davvero lesinare… Noterete che esistono enormi differenze di prezzo fra i caschi economici e quelli più costosi. Si tratta soltanto parzialmente di una questione di marchio, infatti i caschi più longevi e sicuri, nonché leggeri, sono costruiti con materiali pregiati e dal costo elevato. Poco importa se il casco viene costruito in Cina o in Italia, ciò che conta è la qualità dei materiali utilizzati e la precisione nell’assemblaggio. Non commettete però nemmeno l’errore di credere che i prodotti più costosi siano anche i migliori: non sempre è così!

Personalmente non mi fiderei molto di un casco integrale venduto nuovo a 50 euro. Al tempo stesso non andrei neppure a spendere 500-600 euro per un modello appena uscito, il quale verrà probabilmente a costare la metà all’arrivo del modello successivo.

 

Alcuni consigli utili per neo-motociclisti

Vorrei ora condividere con voi alcune considerazioni frutto della mia esperienza di motociclista.
1) Visiera. Secondo me è bene tenerla sempre abbassata, anche quando si procede a bassa velocità. Di solito è dotata di un meccanismo che ne regola il grado di apertura, e il mio consiglio è quello di non posizionarla mai al di sopra della punta del naso (a meno che non indossiate gli occhiali). Il rischio è quello di essere colpiti da insetti e detriti (pietre, sassi, oggetti di vario genere) alzati dai veicoli più pesanti che precedono.
2) Visierino anti-appannamento. Installatelo! Migliora di molto la visibilità e rende la guida più sicura in presenza di umidità/freddo.
3) Pulizia della visiera. Io la pulisco praticamente dopo ogni spostamento: non amo avere sporcizia davanti agli occhi!
tappi-orecchie-moto4) Protezione dell’udito. Potrà forse sembrarvi un consiglio ridicolo, ma vi assicuro che non lo è! Se viaggiate a lungo su tangenziali/autostrade, o comunque ad alta velocità, non sottovalutate l’effetto del rumore dell’aria sul vostro udito. A lungo andare potrebbe provocare danni ai timpani. Io utilizzo tappi leggeri in schiuma quando percorro lunghi tragitti. Sento i rumori della strada ma il suono del vento non mi arreca fastidio.
5) Sottocasco. Il sottocasco produce una piacevole sensazione di benessere e comfort, migliorando nettamente la qualità dei lunghi spostamenti. Il sottocasco estivo favorisce la traspirazione della pelle nelle giornate calde, mentre quello invernale protegge il collo dal freddo.
6) Durata del casco. I caschi non hanno una scadenza ma è comunque preferibile sostituirli dopo qualche anno di utilizzo costante (diciamo 4-5 anni). Se vengono usati in maniera più sporadica possono sicuramente conservare le loro caratteristiche per un tempo maggiore. Quando un casco subisce una forte sollecitazione, per esempio un urto violento ma all’apparenza privo di conseguenze, è comunque preferibile cambiarlo!

 

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Commenti

Numero di commenti su questo articolo: 93
(La scelta del casco da moto/scooter: da non sottovalutare!)

  1. Articolo ben fatto, chiaro e completo, molto utile per chi come me sta valutando che tipo di casco prendere. Un ringraziamento speciale a luca Govoni.

  2. Hai fatto un bellissimo articolo complimenti vivissimi

  3. Sintetico, chiaro ed esauriente.
    Grazie!

  4. Articolo particolarmente dettagliato e benfatto.
    Vorrei quindi linkarlo nel mio blog, alla fine di un articolo che sto facendo sui caschi,
    Se non hai nulla in contrario ovviamente.
    Fammi sapere, lo dovrei pubblicare la prossima settimana.
    In caso non fosse di tuo gradimento, cortesemente fammelo sapere tramite la mail che ti ho lasciato.
    Riterrò una non risposta invece un assenso.
    In tal caso, ti invierò il link .
    Ti ringrazio anticipatamente per l’eventuale tua disponibilità e ti saluto cordialmente, rinnovando i miei complimenti per i tuoi scritti!
    Luigi Camnasio

  5. […] Se invece vuoi approfondire sulla scelta del tipo di casco con i suoi accessori, puoi leggere un ottimo articolo di Luca Govoni […]

  6. Ottimo articolo. Peccato che sono ancora in troppi a pensare al casco come un COSTO e non come un INVESTIMENTO

  7. Commento solo ora questo articolo in quanto stavo riguardando alcuni dei pezzi scritti più datati.
    Se penso a come veniva visto il casco in passato… Ricordo chi diceva che non lo indossava in quanto per lui moto=libertà e senza casco veniva a mancare quel senso di libertà (mai compresa questa cosa…).
    Mi trovo molto d’accordo con Cereghini quando faceva dei discorsi sul casco inteso come strumento personale, quasi privato. A me personalmente piacciono molto e ve ne sono in commercio di bellissimi, quasi li collezionerei :D

    Indosso uno Shark acquistato senza badare a spese, col quale mi trovo benissimo: robusto, bello, con prese d’aria, visiera abbassabile per il sole e predisposizione anche per gli occhiali (da vista o da sole).

    Gli ho montato anche il pinlock anti appannamento, già in dotazione e non posso che concordare sulla sua utilità.

  8. Bentrovato anche qui, Fabrizio!
    Io non andrei mai senza casco… mi sono sempre domandato come alcuni riescano a farlo. A parte la questione sicurezza, trovo insopportabile la pressione dell’aria e gli insetti già a 40 km/h. Ho iniziato a 14 anni col motorino e ho scelto un casco integrale. Da allora ho sempre posseduto caschi chiusi. In inverno metterei il casco integrale anche in bici e a piedi quando c’è vento freddo :-P
    Il pinlock è utilissimo e permette di andare in moto anche quando fa particolarmente freddo. Diversamente si dovrebbe tenere la visiera parzialmente aperta per evitare che si appanni (congelandosi però il naso e le guance!).

  9. Condivido parzialmente quello che sta scritto. Da vecchio motociclista ho visto tanti per terra. Tranne rare eccezioni, chi aveva un casco di marca e costoso e integrale si rialzava in piedi, Naturalmente non basta il casco, ma spendere molti soldi per una moto e poi 50 euro per il casco è pura follia.Un buon casco sotto i 300 euro non lo trovi NNon è vero che le marche premium si fanno pagare il nome. Invenzioni della concorrenza e di certi siti che danno 5 stelle a robaccia cinese e 3 ad Arai o Shoei quando va bene. Inoltre vanno a cercare punti negativi proprio dove le case principali differenziano la struttura per motivi di sicurezza.Si dovrebbero vergognare.

  10. sono interessato al casco n1 scodella non omologata.
    chiedo se possibile avere.dato che la uso in aria privata.

  11. Non vendo caschi…
    Cercalo su internet, magari sui portali di annunci come subito.it.

  12. E’ una causa persa!!!!!
    Gentmo Guido, anni fa visitai il reparto di maxillo facciale che abbiamo a Genova e fra i degenti che erano caduti dalla moto, una perceentuale altissima lo aveva fatto praticamente quasi da fermo ! Eppure denti ,mento e altro erano partiti alla grande.
    Cosa vuol dire area privata?
    Inoltre quei caschi in caso di urto si aprono in calotta e i pezzi diventano lame che ti si ficcano in testa . Fa come credi E’ dovere avvisare.

  13. Evitiamo di fare terrorismo psicologico su questo blog, per cortesia.

    Dove l’hai sentita la storia che i caschi si aprono e diventano lame che si conficcano in testa?

    Semplicemente il casco a scodella non protegge la faccia, quindi è paragonabile ad un caschetto da bicicletta. In caso di impatto violento è possibile che si sfili dal capo lasciandolo del tutto privo di protezione. A questo punto è meglio un caschetto da bicicletta che se non altro è fatto di polistirolo e assorbe meglio gli urti. In ogni caso io caldeggio sempre e comunque l’utilizzo del casco integrale in motorino, in scooter e in moto.

  14. I caschetti di tipo spagnolo sono banditi da tempo.
    Non faccio terrorismo psicologico. Test effettuati anche recentemente su caschi d ifascia bassa hanno evidenziato che , usando polistirolo da pacchi e policarbonati scadenti la calotta si apre e si scheggia . Il polistirolo sottostante è trapassato e quello che doveva riparare diventa una lama che si ficca in testa. Per fascia bassa intendo caschi al di sotto dei 100 Euro. Vedo che qui è citata il famoso test di sharp Andiamoci cauti. Quello che in Arai e Shoei viene proposto come un vanto (struttura differenziata) qui viene bocciato. Inoltre questi signori non testano molte cose Una per tutte il cinghietto e le relative chiusure Poi promuovono a mani basse gran parte dei caschi inglesi!!!!! E dei Marushin giudicati migliori degli Arai ? Ma non scherziamo. Marushin fa giocattoli, non certo calotte. Bisognerebbe davvero fare pulizia in materia Chiedetevi come mai molti caschetti hanno sigla E 10 o E 13 Forse in posti più seri la E non la danno e allora l’importatore passa da lì.

  15. Può darsi che sia vero ciò che dici, ma non credo sia necessariamente una questione di prezzo. Non mi sembra corretto neppure cercare di far passare il messaggio secondo il quale “se spendi di più sei più sicuro”. A me non sembra che le cose stiano proprio così.

    Per me fissarsi su qualsiasi idea o concetto è sempre sbagliato.

    Usare un casco integrale da due soldi è già infinitamente meglio che usarne uno aperto da 300 Euro per i motivi che tu stesso hai esposto in precedenza. Mi pare un po’ insulso impuntarsi sul prezzo dei caschi integrali quando il 95% degli scooteristi utilizza un casco aperto. Così si rischia di perdere di vista il punto centrale della questione.

    I test sui caschi sono inaffidabili per definizione in quanto misurano esclusivamente la robustezza del casco. Non possono sapere come le singole persone reagiscono ad uno stesso impatto. Una potrebbe cavarsela con un livido mentre un’altra potrebbe anche morire.

    Un buon casco non deve essere a prova di proiettile, ma avere la capacità di assorbire il più possibile l’eventuale urto senza aprirsi in due. Quindi la calotta deve essere rigida ma non troppo, diversamente andrebbe ad amplificare i danni. Altrimenti basterebbe indossare un elmetto di metallo della seconda guerra mondiale, no?

    Spero che questo concetto ti sia chiaro.

    Sulla questione “prezzo” hai espresso la tua opinione personale con la quale non concordo affatto. Io non ho mai posseduto caschi da 300-400 Euro eppure la mia testa è ancora intera.
    Cerchiamo di non fissarci troppo nella vita.

    ;-)

  16. Chiedo scusa,ma io ho 70 anni e, in epoche passate ho pure corso in salita. se tu ,per motivi che ignoro, ritieni di poter offendere chi ti può insegnare qualcosa, allora sarebbe meglio evitare di domandare . Stai dicendo che il prezzo non conta ? Come dire che la differenza fra una ferrari e una 500 dipende solo dal prezzo. Quello che affermi sui caschi è frutto di tue idee. I caschi buoni hanno sotto la calotta una struttura a microgranuli di polistirolo particolare che da solo costa più di un casco di fascia bassa. Questo serve perchè in caso di urto la struttura differenziata assorbe la E negativa deformandosi . La visiera è una vera lente e la puoi ripiegare a forza che ritorna intatta. Su un casco da poco si spacca in due oltre un certo angolo.
    Basta che il casco cada dalle mani e queste proprietà in parte svaniscono. I test di trazione sui cinghietti sono portati al carico di rottura che risulta elevato nei caschi di fascia a e ridicolo in quelli che tu descrivi come caschi comunque validi Inoltre le viti di serraggio , che a volte non si vedono ma ci sono, non sono in metallo ma in plastica morbida In caso di urto si spappolano Il metallo fa danno. Potrei scrivere un mese ed elencare le differenze abissali che esistono fra un caschetto da pochi soldi e un casco sicuro e di qualità Nota bene che ho tralasciato la comodità che , si trasforma in sicurezza sempre. Comunque chi legge ha ampia materia sul web e può consultare tutti i siti di questo mondo verificando sui siti che parlano di tecnica e materiali in primis.
    Poi che in giro ci sia una quota altissima di gente che usa caschi da poco questo vuol dire due cose : o non hanno i soldi e allora rischiano o acquistano un casco solo perchè la legge ne fa obbligo.
    Qui non si tratta di opinioni, 2+ 2 fanno 4 Intendiamoci possono anche fare tre , ma la teoria delle idee sui caschi proprio non la accetto. Ti ringrazio per lo spazio accordatomi e mi scuso se ti ho disturbato.
    Ps Io posseggo anche due caschi touring uno jet e l’altro demi jet ma di ottima qualità. Auguri.

  17. Non voglio mettere in discussione la tua esperienza né offenderti, però forse non hai capito che i degenti con i denti rotti di cui parlavi in un tuo precedente commento indossavano un casco jet o demi jet, magari pagato 500 Euro.
    Auguri anche a te!

  18. Buonasera Leonardo,
    credo che quel che intendeva Luca è che una scodella o un demi jet, pagati salatamente, non sono più sicuri di un integrale pagato magari la metà. Credo sia anche logico, dato che uno, per quanto costoso, lascia completamente scoperte intere parti di viso; mentre l’altro, magari più economico, almeno protegge tutta la testa.

    Non sono però molto d’accordo con lei sul discorso dello spendere tanto per essere protetti a dovere. Caschi e capi in generale hanno a volte prezzi alti anche per altri fattori che nulla hanno a che fare con la sicurezza in se.
    Per dire, secondo me con 250 euro uno ci prende un ottimo casco. C’è di meglio? Possibile, magari proprio un casco da 400 euro, ma ciò non toglie che quel casco da 250 euro sia di ottima qualità in generale.

    Negli outlet si pagano di media caschi, guanti, giacche e tutto il resto a prezzi decisamente più bassi, eppure è roba di ottimo livello e di marche di tutto rispetto, che magari rappresentano però non l’ultimo capo/modello, ma quello di un due anni prima.

    Poi va beh, chiaro che invece un casco da 40 euro dovrebbe quantomeno far riflettere…

    Comunque, pazzesco ma vero, la scodella in giro ancora si vede ogni tanto…

  19. Fabrizio, il mio casco attuale costava 300 Euro al suo lancio due anni fa. Ora lo si trova a 160 Euro. Quindi? E’ sicuro oppure no? :-)
    Quante paranoie per niente, non è vero?
    Certi caschi sportivi, repliche di quelli dei piloti, costano anche 600-700 Euro al lancio e dopo un paio d’anni il loro prezzo si riduce del 60-70%.
    Si chiama marketing!
    Sulla qualità di certe marche non discuto (Arai, Shoei, Schuberth ecc), ma da qui a considerare robaccia tutto il resto ce ne passa.
    Purtroppo la scodella fa parte della “cultura” motociclistica USA e per certi bikers duri e puri è un must.

  20. Esatto, è proprio il discorso che facevo citando gli outlet, che vendono cose a basso costo, ma solo perché non sono appena uscite. La mia giacca in pelle Axo la pagai 200 euro, decisamente meno rispetto alle giacche nuove che vedo sul sito Dainese. Però è un’ottima giacca e non fatta con materiali scadenti.Semplicemente non è appena uscita, ma chissà alla sua uscita quanto costava :D

    Il prezzo può dipendere, appunto, da vari fattori.

  21. ormai mi butto anchio nella mischia e vi dico come la penso:

    1 il test sharp è una vera bufala basato su una lettura volutamente errata delle statistiche e come se non bastasse sono stati volutamente favoriti alcuni produttori e danneggiati altri quindi per me non è neanche da prendere in considerazione

    2 il casco a scodella non è stato vietato per problemi di schegge o simili (anche se non escludo questi casi) ma è semplicemente stato vietato perché non protegge la parte posteriore della testa come fa un casco jet normale

    3 da quanto ne so i test per l’omologazione dei caschi che vengono fatti in europa non sono perfetti ma sono i migliori al mondo, infatti l’omologazione EU vale in tutto il mondo e non viceversa

    4 per quanto riguarda il grado di sicurezza non credo che esistano grandi differenze tra i vari modelli e fasce di prezzo escludendo i caschi non omologati o con omologazioni farlocche, la grande differenza di prezzo è data principalmente dai materiali usati che nei caschi di fascia maggiore permettono caschi molto più leggeri anche perché bisogna considerare che una decelerazione improvvisa da 45km/h a 0 della scatola cranica porta alla morte indipendentemente dal tipo casco

    5 casco aperto o integrale? Nella mia “carriera motociclistica” sono caduto 2 volte e altrettante volte ho grattato la mentoniera sull’asfalto…..

  22. Gigi, concordo con te ma specifico una cosa riguardo ai test Sharp. Come scrivevo anche nell’articolo io credo che i loro test possano anche essere tenuti in considerazione quando mettono in luce una totale mancanza di robustezza da parte di certi caschi. Se un prodotto ottiene una stellina soltanto è probabile che tenda proprio a frantumarsi in caso d’impatto, o almeno così credo.

    Trovo inutile parlare di caschi più sicuri di altri, nel senso che quando uno indossa un buon casco integrale secondo me ha già fatto tutto il possibile per proteggere la propria testa in caso d’incidente. Assurdo invece stare a disquisire sulla bontà dei caschi aperti, perché comunque non proteggono la mandibola e il naso. Puoi anche spendere 100.000 Euro per un casco aperto, ma se cadi prono sull’asfalto finisci per grattarti mento e denti, come la tua esperienza insegna.

    Questa cosa o la si capisce subito o ci verrà prima o poi illustrata brutalmente dalla vita stessa.

    Se proprio vogliamo fissarci su qualcosa, sebbene io detesti le fissazioni, allora concentriamoci sui caschi integrali e lasciamo perdere completamente i jet e i demi jet :-)

  23. Per rimanere sull’argomento dei test Sharp anche quando parlano di robustezza non sono affidabili, mi spiego meglio: l’europa qualche annetto fa fece una raccolta dati sugli incidenti che coinvolgevano veicoli a 2 ruote creando una serie di statistiche molto interessante la Sharp ha raccolto queste statistiche e si sono concentrati sulla parte che riguarda i danni sui caschi, secondo queste statistiche nel 50% degli incidenti i caschi riportano danni sulla parte laterale (poco sopra la tempia), si tratta di un punto nel quale la maggior parte dei caschi è estremamente debole nei test di perforazione ed è proprio qui che hanno dimostrato la presunta pericolosità di tanti caschi anche di alto livello ma il vero problema è che se si vanno a vedere queste fantomatiche statistiche riportano chiaramente che questi danni laterali sono dovuti allo strusciamento a tera e non alla caduta vera e propria mentre i veri impatti sono distribuiti al 99% tra il viso e la parte posteriore della testa. Detto in poche parole le stelle Sharp ti garantiscono una protezione che non serve a niente.

    Per un’altra prova della loro falsità basta confrontare i caschi testati dei marchi con buoni voti rispetto a quelli bocciati, io feci il confronto tra AGV (5 stelle) e Airoh (2 stelle a malapena) e ho notato subito che di AGV avevano testato solo top di gamma integrali mentre per Airoh avevano testato un solo integrale (tra l’altro un modello vecchio e a basso costo) mentre il resto erano tutti jet che ovviamente hanno avuto un voto basso sul test di scalzata….

    Sul discorso casco aperto o chiuso molti si lamentano del fatto che i caschi integrali sono troppo oppressivi e posso anche capirlo ma in questi casi si possono prendere in considerazione anche i caschi da offroad che sono molto leggeri e arieggiati e proteggono bene anche il viso o sennò in alternativa ci sono i modulari ;)

  24. Ignoravo tutte queste informazioni, Gigi. Grazie. Informarsi e ragionare con la propria testa è l’unico modo per farsi un’idea realistica delle cose.

    Trovo che i caschi modulari siano una gran bella invenzione pur non avendone ancora posseduto uno. Io mi sparo anche 7-8 ore di moto al giorno e avverto la necessità di indossare un casco dal peso abbastanza contenuto, ma come ben sappiamo i caschi modulari sono pesanti e per averne uno leggero bisogna sborsare parecchio denaro (sicuramente soldi spesi bene, per carità).

  25. I caschi modulari sono tutti abbastanza pesanti anche i migliori, colpa dei vari meccanismi e componenti

    Per l’uso che ne fai te della moto mi sa che hai poche scelte o integrale classico o in alternativa (vedo che vanno molto per l’utilizzo touring) ci sono i caschi tipo da cross ma con visiera integrata che uniscono i vantaggi del casco aperto con quelli del casco chiuso magari facci un pensierino quando sarà il momento

    Sul peso del casco ti posso dire per esperienza personale che la differenza di peso anche se di pochi grammi si fa sentire e tanto

  26. Givi qualche anno fa aveva fatto un casco omologato come integrale con mentoniera staccabile con due semplici ganci. In questo modo si aveva un peso da normale integrale senza quello del meccanismo. Inoltre aveva due mentoniere :una estiva ed una invernale. Era molto funzionale ad un costo tutto sommato normale, intorno ai 250.00 €.

  27. Gigi mi ha fatto venire in mente una cosa…
    Mi è capitato di vedere spesso in giro gente su moto stradali indossare caschi delle moto da cross, con occhiali annessi. La cosa l’ho notata soprattutto nei possessori delle maxi naked, come Hypermotard, Dorsoduro, KTM Supermoto e simili.

    Mi chiedo quanto l’uso di questi caschi sia sensato su strada, su quelle moto almeno (che nulla hanno a che vedere con lo sterrato…) e quanto siano indicati a livello di protezione su strada.

  28. Io posso dirti che non mi sentirei tranquillo senza una visiera. Non ho mai capito chi per esempio usa i caschi jet (o da cross) abbinati agli occhiali. Quando guido su strade veloci noto che mi arriva addosso di tutto, dai sassolini ai coleotteri.
    Secondo me il limite dei caschi da cross privi di visiera è proprio questo. La sicurezza è soprattutto attiva, perciò lasciare parti del viso esposte all’aria rappresenta comunque un rischio supplementare. Immagina per esempio che un sasso colpisca gli occhiali (da vista o da sole) frantumando una lente.
    Una volta mi è caduto un ramo sul casco in una giornata ventosa; ha colpito la visiera (che era abbassata come sempre) graffiandola. Poi è rimbalzato sul serbatoio della moto ammaccandolo. Mi chiedo cosa sarebbe successo se avessi indossato un casco aperto…

  29. Gli americani ed inglesi sono cultori della vita all’aria aperta e i caschi che indossano sono di solito Bell che son signori caschi A chi possiede una HD, un integrale mai lo farai mettere. Chiaro che i jet hanno limiti enormi e allora, se in certi periodi dell’anno si è costretti a portarli devono essere molto buoni e arieggiati Inoltre qui la visiera assume un ruolo importante a se fatta con roba buona costa. Io eviterei visierini perchè sono per niente sicuri. I modulari sono di due specie: una che ha la mentoniera staccabile di plastichetta e l’altra che ha la mentoniera fissa o staccabile ma di ottimo policarbonato.
    E quindi si torna ancora al discorso dei materiali e del modo di costruire i caschi. Vedo che ora l’accordo sui test sharp c’è e mi fa piacere. Se si trova un casco di marca scontato tanto meglio Anche io aspetto e acquisto il modello vecchio e guardo il prezzo. Se parliamo di 250 in su possiamo già andare in zona valida. Cosa hanno di diverso i caschi premium ( repliche sono follie da amatori):
    Esempio il mio Arai Jet E’ talmente protettivo ed ergonomico che copre moltissimo. La visiera poi è fatta a V per evitare i problemi di rifrazione della luce Inoltre è molto ampia e ha un angolo laterale enorme. Dico Arai perchè per la mia conformazione altre marche non vanno comode, Il casco va provato e riprovato e se il negoziante si ribella ve ne andate. Un casco scomodo coi kilometri pesa e si sente. Quindi minor sicurezza.

  30. Ciao Silvia

    Il casco a cui ti riferisci è questo http://www.airoh.it/caschi-moto/modular-line/executive effettivamente è un modello molto interessante perché permette di acquistare 2 caschi al prezzo di uno ma per passare da una modalità all’altra si è costretti a fermarsi e “perdere del tempo” lo vedo più utile in caso di pioggia o simile per chi vuole girare solo con i jet.

    Ciao Fabrizio

    Io sono appunto uno di quelli, Hypermotard e casco da cross con maschera (e per la gioia di Leonardo è pure un replica Cairoli :D) e onestamente non ci vedo problemi, ho letto qualcosa in merito su vari forum ecc dove parlavano della pericolosità del casco da cross usato su strada ma non ho mai letto niente di convincente o sensato a mio parere, inoltre ti faccio presente che i caschi da cross hanno la stessa omologazione di quelli integrali da strada quindi il livello di sicurezza è lo stesso

    Ciao Luca

    Se ti riferisci agli occhiali da sole o da vista sono d’accordo con te, si tratta sempre di avere intorno al viso dei pezzi di ferro e vetro che in caso di incidente potrebbero essere davvero pericolosi. Invece le maschere da cross si inseriscono nel casco chiudendo quasi completamente, rimangono leggermente esposti solo gli zigomi a qualche insettino o alla pioggia viaggiando a velocità sostenute ma niente di particolarmente pericoloso. Per i casi che hai citato credo che siano decisamente più sicuri i caschi da cross visto che sono studiati proprio per ricevere sassate e rami, la visiera della maschera rimane abbastanza incassata nel casco protetta anche dalla mentoniera e dall’aletta parasole inoltre offre una superficie minore e più flessibile di una visiera inoltre con la sua conformazione la mentoniera tende ad aprire l’aria e a diminuire notevolmente la quantità di insetti che arrivano

    Ciao Leonardo

    Concordo con te, indossare l’integrale su un’HD è quasi da ridicolo anche se molto più sicuro e per tanti versi li capisco, l’unica cosa che conta per me è la consapevolezza: se sai a che rischi vai in contro ad usare un jet o a non usare protezioni mica ti voglio obbligare anche se le soluzioni esistono, per esempio il casco detto da Silvia.

    Sui prezzi dei caschi a parte assicurarsi che abbiano l’omologazione, e ti garantisco che non è così raro soprattuto sui caschi per i bambini, sconsiglierei sempre i caschi da discount a pochi euri ma già dalle € 200/250 siamo a dei buoni livelli quello che cambia salendo ulteriormente di fascia non è tanto la sicurezza né la qualità degli interni ma soprattutto il peso e comunque un casco leggero ha il suo senso, i top di gamma sono i più leggeri perché fatti con materiali compositi (carbonio kevlar ecc) che proteggono con pesi ridottissimi i replica sono semplicemente caschi top di gamma che costano di più per la colorazione del campione di turno ma che in realtà hanno poco a che fare con il casco originale, unica eccezione è l’Airoh che mette in produzione direttamente il casco fatto per il corridore e le colorazioni replica non hanno un costo maggiore rispetto alle standard e poi che te lo dico a fa il casco mi piaceva e bon ;)

  31. Ciao Gigi! Beh, non ti fai mancare nulla :D
    Prima che comprassi la moto, ed ero orientato per la Dorsoduro (che poi non è stata la mia moto), l’idea di usare un casco da cross era passata per la testa anche a me (dato che esteticamente mi piacciono molto), però francamente mi hanno sempre dato l’impressione di essere poco idonei su strada per sicurezza. Anche gli occhiali appositi, per dire, non so se siano sullo stesso livello di una buona visiera spessa da integrale (parlo a livello di robustezza). Ma magari era è solo una mia visione errata.

  32. Lascio la parola a Gigi che è sicuramente più ferrato sull’argomento. Faccio soltanto notare che anche indossando la maschera da cross il naso rimane parzialmente esposto agli insetti e agli oggetti che arrivano dall’alto (per esempio un ramo o una pigna che cadono da un albero). Niente di drammatico, sia ben chiaro. Non penso invece che l’aletta sia molto compatibile con il turismo a velocità autostradale. Cosa puoi dirmi a riguardo, Gigi? Non dà fastidio quando si va veloci o tira vento laterale?

    Invece i caschi da turismo in stile cross, come l’Arai Tour X-4 mi sembrano persino migliori degli integrali standard, per certi versi.

  33. Il primo casco da cross lo comprai con l’ida di usarlo solo in città o per brevi tragitti perché avevo i vostri stessi dubbi, da quel giorno non ho più usato un’integrale con visiera.

    Per quanto riguarda la sicurezza renete presente che sono caschi e maschere studiate appositamente per ricevere sassate, cosa molto comune e frequente nel fuoristrada e inoltre anche gli impatti che deve subire il casco sono spesso più violenti che nelle piste asfaltate (vero che le velocità sono minori ma ci sono anche tanti sassi e alberi nel bosco) e non raramente capita che il pilota cada più volte durante la stessa gara quindi se esiste una differenza di sicurezza dovrebbe essere a vantaggio dei caschi offroad in teoria.

    Il naso comunque resta Ben protetto dal musetto e l’aletta parasole non mi ha mai dato fastidio, le cose iniziano a farsi scomode dai 140 in su ma solo per la pressione dell’aria sulla maschera ma niente di particolare ovvio che per viaggiare in autostrada non c’è niente di meglio di un integrale classico

  34. Il casco da cross è una ottima alternativa all’integrale o ai più recenti e costosi caschi jet che danno anche la possibilità di aggiungere una visiera ma costano troppo. E’ un casco abbastanza aperto molto protettivo Lo ho usato e concordo con Gigi. Non è un casco stradale da percorrenze valide e in questo Luca ha ragione Non credo comunque che le donne lo amino molto, visto che troppe vanno in scooter con la divisa da spiaggia !!!! E qui ci sarebbe da aprire non una ma cento discussioni utilissime che spero si abbia il coraggio di affrontare seriamente. La moto ,scooter o non scooter dovrebbe essere messa in mano all gente dopo un corso reale di abilitazione. E, a mio parere la legge, accantonata, sull’obbligo della “divisa” da motociclista va portata avanti con determinazione Anni fa il casco era demonizzato Ora tutti lo indossano Sapete quante vite risparmiate? Una al volo : un cugino mi derideva perchè anche per brevi tragitti metto su gli stivali. Un giorno lo incontro con una caviglia rotta!!! Costretto di furia a poggiare il piede con scarpa normale e crack !!! Non potevo certo ridere…..ora anche lui ha ottimi stivali e li mette sempre.

  35. Ciao Leonardo

    In realtà (tento di anticipare Luca) gli obblighi servono a poco, molto meglio la consapevolezza: non serve obbligare qualcuno ad indossare l’abbigliamento tecnico se gli hai spiegato perché è meglio averlo e tuo cugino ne è un esempio lampante, purtroppo bisogna anche dire che la gente è parecchio testona e alcune cose si è costretti ad imporle.

    Sono convinto che se a molti scooteristi venisse spiegato e magari mostrato quanti danni un’abbigliamento adeguato può evitare vedremmo molti meno “Momo e infradito”.

    Guarda ti lascio 2 esempi:

    Sabato ero in giro con gli amici del forum e uno causa ghiaino è scivolato, non andava forte, giusto qualche carena scortecciata e qualche graffio sulla tuta tra cui ha forato la placchetta di titanio sulla spalla, morale della storia 2 giri di scotch per rattoppare la moto e il giro è continuato per tutto il giorno senza problemi

    Altro esempio sul casco http://www.motoblog.it/post/30476/protesta-contro-lobbligo-del-casco-deceduto-dopo-incidente non credo ci sia bisogno di aggiungere altro

    Aggiungo anche una curiosità che ho notato l’anno scorso e confermato quest’anno durante la settimana bianca: sulle piste da sci non c’è l’obbligo del casco se si ha più di 14 anni eppure non ho visto mai uno snowbordista senza casco tranne quelli alla prima esperienza, ora sulle piste da sci il casco offre anche una comodità ineguagliabile però trovo curioso che si sia diffuso cosi rapidamente senza né obblighi né campagne pubblicitarie

  36. Ciao Gigi,
    Credo sia tanto una questione culturale. Da noi uno si alza al mattino, scopre che lo scooter gli è indispensabile ,NON si informa su cosa sia uno scooter, va dal conce di uno che prima vendeva gelati, acquista quello che gli rifilano , si mette un misero caschetto ( “cosa ci vuol fare…è obbligo” ,ma metta questo da 60 euro che va bene..) sale in moto, e va….E pensare che fino a ieri manco la bici sapeva portare!
    Poi tu lo incontri, parli, cerchi di spiegare che se vai a pesca ti vesti da pescatore e a caccia da cacciatore ecc ecc e questo incomincia a guardarti storto!!!! Quai poi a spiegargli che il freno dietro meglio dimenticarlo….Il venditore gli ha detto che con la destra si accelera e la sinistra si frena….come ti permetti? Gli fai notare che di solito davanti ci sono 2 bei dischi e dietro uno e a volte un tamburo….ti dice che lo fanno per copiare le moto da corsa ! Alle momo e infradito ( ottimo definizione) fai notare che una strisciata ti rovina le gambe per sempre ed è una tortura per mesi . Aggiungi che un capo tecnico costa spesso meno cdell’ultima porcheria di moda. Sei finito! Ti sei fatto una nemica mortale.
    Un certo Jung scriveva saggi sugli “archetipi dell’inconscio collettivo”
    Alla faccia degli archetipi!!!! Ma non sarà che siamo un paese di poveri ignoranti e pure presuntuosi?

  37. Mi hai anticipato molto bene, Gigi :-P
    E’ vero che gli italiani sono testoni, ma è altrettanto vero che finiscono per sminuire e banalizzare qualsiasi argomento che non sia frivolo.

    Credo che fondamentalmente la questione si possa ridurre ad una semplice constatazione: gli italiani non vanno in moto per passione. Lo fanno per moda, lo fanno per necessità, lo fanno per trasgredire, lo fanno perché attratti dalla velocità e dal pericolo.

    Chi non mette passione in ciò che fa tende a farlo in maniera piuttosto grossolana e incostante. E la passione non nasce certamente dal possesso di un oggetto: direi che è un qualcosa di ben più intimo e personale.

    Lavorare sulla consapevolezza serve anche ad appassionare le persone alla vita. La conoscenza è potere, la conoscenza è libertà di scelta, la conoscenza stimola la curiosità. Obblighi e divieti rendono invece la vita triste e piatta. Le società nelle quali le persone dicono di essere più felici sono, guarda caso, proprio quelle in cui esistono meno leggi.

    Come ho già scritto altrove io non ho aperto questo blog per lavorare sulla massa poiché so che si tratterebbe di una causa persa in partenza. Cerco piuttosto di intercettare quella scintilla vitale che alimenta l’anima delle persone più positive e curiose con il fine di nutrirla e trasformarla in un fuoco.

  38. Ho scordato di dire che sono comunque favorevole all’obbligo del casco.
    Gigi citava gli USA.
    Gli americani, poverini, certe cose non le capiranno mai essendo troppo fissati sul lato economico prima ancora che su quello umano. Le loro assicurazioni sanitarie preferiscono un motociclista morto piuttosto che ferito, è logico.

    In Italia la legge sull’obbligo del casco non è in discussione e se anche un giorno dovessero abolire tale legge, io continuerei ad utilizzare il mio bel casco integrale (prima di tutto per comodità!).

    L’obbligo è comunque necessario perché i genitori non sanno educare i propri figli sulle questioni che riguardano la sicurezza stradale. Tanto per dire, c’è gente che mi prende in giro quando mi vede con addosso l’abbigliamento tecnico, e parlo di persone che magari in garage hanno una moto o uno scooter. Figuriamoci quelli che su uno scooter non ci sono mai saliti che tipo di cultura possono trasmettere ai più giovani…

  39. un ruolo importante sulle protezioni lo gioca anche la tipica presunzione che gli incidenti capitino solo agli altri perché “io so guidare”

  40. Luca,
    non sei il solo che prendono in giro perchè ti vesti da motociclista. E’ normale : noi amiamo la moto , la maggioranza la usa dalla disperazione e , a mio parere, la odia pure. Insomma se potessero andrebbero in macchina anche quando vanno al bagno !
    La moto è libertà, passione, amore per le cose belle ….
    in una società dove la maleducazione ,la violenza, la mancanza di istruzione , la fanno da padrone è difficile trovare spazio per altro Vi pare?
    I genitori sì, ma anche gli insegnanti, la televisione che crea polli di allevamento per poi usarli per i propri scopi.
    Noi siamo dei privilegiati Andiamo in moto per libera scelta. Che ne dici, se metessimo giù un piccolo elenco di quello che bisogna avere per andare in moto protetti ? Non scrivo sicuri, perchè mio padre, che guidava, in tempi andati, la mitica 8 bulloni, mi ricordava sempre che ” la moto da sola non sta in piedi” Il minimo con prezzi ed altro. Poi chi ci ama ci segua, ti pare?

  41. Le persone che credono di saper guidare tanto bene, Gigi, sono spesso proprio quelle che sottovalutano maggiormente i pericoli della strada.

    Ricordo un signore, una volta, che voleva convincermi del fatto che lui era così abile alla guida dell’automobile che poteva tranquillamente farlo mentre parlava al cellulare. E pensare che questo andava pure in moto e quindi avrebbe dovuto sapere quanto sono pericolosi gli automobilisti impegnati al telefono. Chissà se è ancora tutto intero…

    Per me ognuno è responsabile del proprio destino da una certa età in poi.

    Leonardo, è proprio vero che le cose belle della vita non sono per tutti :-)
    Io mi sento fortunato.

  42. Ciao
    Vedo con piacere che questo articolo è stato commentato di recente. Sono andato a cercarmelo perché sabato purtroppo è successo un fatto che mi ha fatto di nuovo riflettere sul tasso di sicurezza garantito da certi caschi. Per farla breve, un mio amico ha avuto un incidente in scooter mentre indossava un casco jet. Un’auto gli ha tagliato la strada in una via del nostro paese uscendo da uno stop con scarsa visibilità, ci si è scontrato ed è andato a sbattere di viso contro la battuta della portiera. Ha fratturato quasi tutte le ossa del viso e dovrà sottoporsi a intervento, oltre ad una lunga degenza. Non ha ricevuto altri danni: nessun trauma alla testa, ematomi, altre fratture. Solo un taglio da nulla alla mano sinistra. Oltre al casco jet che indossava al momento dell’incidente possiede anche un casco da cross con mentoniera lunga e visierino: non posso fare a meno di pensare che se avesse indossato quello ora sarebbe al lavoro, probabilmente imprecando per aver distrutto la moto, invece è ricoverato in attesa di intervento. A voi le conclusioni.

  43. E’ sempre triste leggere queste storie…
    Certe persone sono in grado di comprendere i rischi della vita da sole attraverso il ragionamento, l’osservazione degli altri e il porsi le giuste domande, altre ahimè devono letteralmente “sbatterci” la testa varie volte prima di intuire che sarebbe stato sufficiente partire fin da subito col piede giusto.

    Penso che sia più facile che io diventi papa piuttosto che uno scooterista arrivi ad indossare consapevolmente il casco integrale. E qui purtroppo devo dare ragione a Gigi quando afferma che moltissime persone sono convinte che gli incidenti capitino solo agli altri perché “io vado piano”, “io sono prudente”, “io qui io là”. E poi arriva il co****ne che ti taglia la strada mentre tu vai a 40 km/h e sei convinto di essere stato visto.

    Mi dispiace per il tuo conoscente e gli auguro di riprendersi completamente.

  44. Ciao Dale

    Mi spiace per il tuo amico, speriamo si rimetta presto

    Ma ho una domanda: visto il taglio alla mano non indossava neanche i guanti?

  45. Non sono arrivato in tempo sul luogo dell’incidente quindi non l’ho visto, ma so per certo che non indossa né guanti né giacca.
    Ho parlato di scooter, di fatto guidava un 50 special… Non sono mai andato troppo a fondo sull’argomento sicurezza dal momento che , se avessi ancora la mia Vespa, probabilmente anch’io circolerei senza guanti e giacca. E magari pure col casco aperto. Credo che una Vespa l’abbiamo guidata più o meno tutti e nessuno si aspetta mai conseguenze tanto gravi facendo un giro a bassa velocità per le strade di paese… Sicuramente il fattore sfiga ha giocato quasi tutte le sue carte migliori in quest’incidente (e ringraziamo il cielo che non ci sono state lesioni spinali, visto il volo che ha fatto e la violenza dell’urto), credo tuttavia che questo dimostri -a maggior ragione- la necessità di una riflessione profonda e consapevole sui dispositivi di sicurezza di cui ci dotiamo.
    Perché mi rendo sempre più conto che un’educazione al riguardo non la riceve proprio nessuno, e troppi motociclisti basano le loro scelte non sul livello di sicurezza garantito da una giacca o da un casco, nemmeno sulla comodità/praticità, ma puramente su un fattore estetico.

  46. Anche il fattore “moda” incide pesantemente, ma inteso come “imitazione del prossimo”. Se tutti gli scooteristi/vespisti usano il caschetto aperto, allora anch’io devo fare come loro…

    Di fatto quasi nessuno si pone mai le giuste domande, e anche se lo fa tende poi a darsi risposte superficiali basate sull’emozione del momento anziché su una riflessione a 360°.

    All’estero anche gli scooteristi usano abbigliamento tecnico. Qualcuno di voi sarà pure andato in Francia o in Austria o in Slovenia… non avete notato che tutti, persino la maggior parte dei ragazzini in motorino, usano il casco integrale e quanto meno una giacca dotata di protezioni? Non li vedete i motociclisti tedeschi e francesi che arrivano in Italia in primavera ed estate? Trovatemene uno che non sia vestito di tutto punto.

    Nelle città italiane è invece “anormale” trovare qualcuno col casco integrale ed in estate le persone sembrano fare a gara a chi riesce a guidare scooter e moto con meno abiti addosso :-D
    Ho visto persino gente completamente scalza (sì, senza scarpe né ciabatte).

    Ora io non so se all’estero siano più intelligenti, ma ne dubito. Immagino sia una questione di educazione e senso civico che parte dai genitori e passa attraverso le istituzioni (scuola e non solo).

    Oltre a non ricevere alcuna educazione a riguardo, Dale, noi siamo altresì sottoposti a continui e tenaci cattivi esempi. Coloro che dovrebbero farci da modello finiscono per condurci sulla cattiva strada. Sicuramente per un ragazzino italiano è doppiamente difficile indirizzarsi sulla buona strada poiché:
    1) nessuno gliela mostra;
    2) riceve addirittura esempi negativi da parte degli adulti.

    Degli adulti m’importa sempre meno poiché mi sono reso conto che ci si perde soltanto tempo a cercare di far ragionare un 30enne o 40enne che non si è mai posto domande sensate.

  47. Scusate, ma ribadisco che far passare sta cosa che se uno guida una vespa o un cinquantino allora morirà di vecchiaia e metterà una padella in testa e i guanti di lana perchè la moto è un’altra cosa NON si deve fare più. Basta con sti discorsi. All’inizio ho raccontato dellla mia esperienza di tanti anni fa in maxillo facciale al S Martino di Genova. I più erano caduti quasi da fermo e proprio da vespe! Senza casco perchè sono noi poveri maniaci lo portavamo. La differenza che esiste fra uno scooter evoluto e una moto sta nel fatto che la moto si guida come una bicicletta e lo scooter è un mobile travestito che ti casca sui piedi. Anche il fatto della mancanza di marce è penalizzante I guanti sono INDISPENSABILI.
    Sul Jet abbiamo già detto: si tratta d un casco da metterre solo in caso di un caldone maledetto e deve essere comunque un jet moderno a visiera lunga e a protezione laterale molto pronunciata E sempre giù la visiera. Resta comunque tutto il mento scoperto. Poi integrale integrale e integrale e pure di marca. Rinnovo la proposta di buttare giù a più mani un elenco minimo indispensabile di quello che bisogna acquistare per usare una moto E non venitemi a parlare di gite brevi, percorsi minimi o altre stupidaggini Ho un caro amico ex campione di regolarità che al giro si è rotto un pò di tutto. Ma gli è sempre successo quando per stanchezza o lavori urgenti era costretto a saltare sulla moto solo col casco In gare mai! E in certe gare col sedere per terra ci vai eccome .

  48. Leonardo, non so se hai letto altri miei articoli, ma ho già trattato l’argomento “vestiario” un paio di volte, per esempio qui:
    http://www.motovita.it/abbigliamento-per-viaggiare-in-moto-giacca-pantaloni-stivali-guanti-i-miei-consigli/13/04/2015/

    e qui:
    http://www.motovita.it/abbigliamento-ad-alta-visibilita-e-consigli-pratici-per-motociclisti-scooteristi/29/01/2015/

    Ti dico la verità, non so quanto possa avere senso fare una lista di capi d’abbigliamento suddivisi per marca e tipologia, visto che ogni anno ne vengono introdotti di nuovi e nel giro di un paio d’anni quelli precedenti spariscono dai cataloghi. E’ pieno di siti web che vendono abbigliamento da moto con tanto di foto e dettagli tecnici e qui c’è una lista di essi:
    http://www.motovita.it/i-migliori-negozi-online-per-motociclisti-abbigliamento-pneumatici-accessori/20/06/2014/

    Per il resto concordo con te e ribadisco la potenza negativa del cattivo esempio. Un ragazzino che sente un adulto dire cose come: “in Vespa ci vado con la canottiera e il caschetto aperto: chi non l’ha fatto?” è esattamente ciò di cui parlo quando affermo che è meglio non avere alcun esempio piuttosto che UN SOLO CATTIVO ESEMPIO.

    P.S: io indossavo il casco integrale e i guanti anche a 14 anni col cinquantino. Per l’abbigliamento tecnico ho invece dovuto aspettare qualche anno in più perché non ero neppure consapevole dell’esistenza di giacche, pantaloni e stivali da moto: nessuno me ne aveva mai parlato e non esisteva ancora internet. I “grandi”, compresi i familiari, mi sfottevano perché usavo il casco integrale e i guanti in motorino sia in estate che in inverno. E succede ancora oggi ;-)

  49. Scusa Luca, ma sono nuovo e non ho tempo per leggere tutto Se non hai già fatto io porterei a conoscienza chi legge che un capo tecnico di vestiario utile deve avere 3 caratteristiche di base ( minime).
    Il tessuto : passi pure la vecchia cordura 50 ;
    le cuciture : devono essere fatte con apposito filo e minimo doppie ,se no in scivolata il calore le brucia , e il capo si apre.
    I protettori : omologati ece Non ce cinese. Alle spalle, agli avambracci e.( importantissimi ) alla schiena.
    Faccio notare alle gentili signore che moltissimi capi tecnici son studiati e confezionati apposta per loro Sono belli e spesso meno costosi del capo alla moda . Certo che le miss “infradito” quelle manco ci guardano !!!
    E che dire degli stivaletti ? bellisssimi , e alla moda , 150 E e la caviglia è salva e col gore tex anche in estate il piede respira e sta asciutto..
    Una donna con le gambe rovinate ( e basta una banale scivolata a 10 all’ora) NON è come un uomo con le gambe sbucciate! Oh no?

  50. Su questo concordo: per me i siti che vendono abbigliamento e accessori paccottiglia potrebbero chiudere domani e nessuno ne sentirebbe la mancanza. Sia che si usi la moto per spostamenti di lavoro sia che la si usi per divertimento, un buon capo di marca costa come minimo il doppio di uno da discount ma è sempre preferibile. Però vale -solo per la durata superiore dovuta a materiali e cuciture di qualità- almeno 4/5 volte di più. Ho fatto quest’esperienza con i guanti cambiandone un paio all’anno causa usura prima di comprarne un paio Alpinestar. Se mettiamo in conto i vantaggi in termini di abrasioni/traumi/fratture evitati, l’utile assume proporzioni non quantificabili.

  51. Io credo che valga sempre la regola del buonsenso, come per tutte le cose.
    E comunque non è detto che le marche storiche producano sempre ottimi capi, infatti potrei farvi vari esempi di guanti e stivali acquistati a caro prezzo ma che non valgono niente in termini di durata e comodità.

    Ad esempio gli stivali TCX pagati 160 Euro (gore tex). Usati poche volte e poi abbandonati perché sono impermeabili quanto una spugna e mi distruggono i piedi se oso camminarci per più di 3 minuti alla volta. Eppure la reclame diceva che erano stivali da turismo comodi da tenere addosso per lungo tempo e per camminarci.

    E i guanti Spidi pagati quasi 100 Euro e venduti per impermeabili? Si impregnavano anche solo con la nebbia e dopo meno di un anno mi si sono aperte le cuciture in corrispondenza delle punte delle dita.

    Tornando ai caschi, nell’armadio conservo due caschi Nolan che ho pagato a caro prezzo ma che non sono riuscito ad utilizzare a causa della loro rumorosità ed ergonomia. Erano talmente rumorosi che mi toccava utilizzare i tappi per le orecchie anche quando andavo a fare la spesa. In più uno di essi mi stringeva la mandibola provocandomi il mal di denti (purtroppo provandolo in negozio non mi ero reso conto del problema).
    Ma lo sapete che i caschi nemmeno li testano su strada? Fanno qualche piccola prova in galleria del vento e amen. E questo indipendentemente dal loro costo.

    Adesso uso guanti e stivali di una marca tedesca che vende prodotti a prezzi più che dimezzati rispetto a Spidi, Alpinestars, Dainese ecc, eppure mi ci trovo discretamente.
    E poi ricordate che tutti i prodotti “italiani”, anche quelli che costano tantissimo, sono fatti in Cina, India, Pakistan ed ultimamente anche Romania. Controllate le etichette del vostro abbigliamento ;-)

    Gente, impariamo ad usare il cervello. Non basiamoci soltanto sulla marca e sul prezzo. 9 volte su 10 ci fanno pagare il brand e la pubblicità. I capi d’abbigliamento vanno toccati con mano e provati prima di essere acquistati, siano essi costosi o economici. Prima di tutto la comodità, in secondo luogo la protezione e come ultimo elemento l’estetica.

  52. Carissimo Luca,
    sono parzialmente d’accordo perchè ,secondo me parlando di marchi al top bisogna distinguere fra la vecchia e la nuova produzione. Esempio : il mio più vecchio Arai ha interni che l’ultimo acquistato si sogna. Ma è pur sempre un Arai Guanti Spidi Ad oggi 6 paia Uno tragico pagato per impermeabile protettivo a sotto zero r, mi ha causato il semicongelamento di tre dita Era notte e mi aveva preso una bufera di neve gelida. Per onestà devo dire che li avevo acquistati di taglia giusta. Il guanto imbottito va una taglia più grande.Gli altri spidi : uno in pelle estivo è eterno gli ultimi ,recenti, sono solo cari.
    Perchè : perchè un tempo li facevamo noi ora tutti li fanno fare in Cina. Stivali Gli Oxtar in gore sono indistruttibili. Ma li ho da 15 anni. Ora la nuova casa fa roba esteticamente carina, ma non è come la vecchia. Pantaloni un problema da sempre I vecchi spidi solo col freddo polare Altrimenti indosso jeans Esquad quasi sempre eccezionali ma carissimi Li ho presi di fortuna in fine serie a 150 euro. Tutto il resto è croce e delizia Il giaccone Spidi h2out non vale l’Mtech da 100 euro in saldo che metto sempre. Giusto Luca, provare provare e provare, ma mai scendere a compromessi esagerati.

  53. Io adoro l’estetica e la linea dell’abbigliamento Dainese, ma va detto che spesso si conoscono solo quei marchi che si vedono sempre e costantemente in Moto GP e SBK.

    Penso alla Rev’it, marchio di assoluta qualità, non inferiore alla concorrenza e meno costosa di bran più blasonati. Eppure sconosciuta ai più…

    Per fortuna, sull’abbigliamento, possibilità di risparmiare comprando roba buona e di spessore c’è. Penso agli Outlet.
    Per fortuna, appunto, perchè sennò finiamo come quelli che “ah, io uso la moto 6 mesi l’anno perchè dammeli tu i soldi per mantenere l’assicuraizone un anno” però poi li vedi con tute da 1000 euro, caschi da 400, giacche da 500, stivali da 300, guanti da 200 ecc. ecc.
    Va beh, magari non necessariamente così bisogna finire… :D

  54. Come dicevo in precedenza la gente tende a fissarsi un po’ troppo. Va beh, Fabrizio, ci sono anche quelli secondo i quali una moto che costa meno di 10.000 Euro è un cesso ambulante… ma si tratta pur sempre di persone superficiali che vivono la loro pseudo-passione con negatività.

    Da che mondo è mondo le persone vuote interiormente si concentrano sull’esteriorità valutando se stessi e gli altri in base a parametri piuttosto superficiali.

    L’abbigliamento è una questione molto personale e proprio per questa ragione evito nei miei articoli di fare discorsi assolutistici a riguardo.

    Rev’it piace anche a me come marca, infatti mi sono appena comprato una loro giacca estiva in offerta a 100 Euro :-D
    Se penso che c’è gente che spende 600-700 Euro per uno smartphone e poi va in giro in scooter con la scodella e le infradito, che dire… ogni persona ha un livello di consapevolezza diverso.

  55. Ecco, telefoni ma non solo… Non voglio fare i conti in tasca a nessuno e non mi piace farlo, ma alcune persone di questo tipo le conosco. Mettiamoci pure dentro i vizi che hanno, o lo spendere fior di soldi in vestiti, quando magari si ha un guardaroba già completo.
    Poi ognuno spende i soldi come vuole, ci mancherebbe, ma a volte mi pare di vedere uscire fuori scuse che servono in realtà a mascherare altre realtà.

    A me anche è capitato di fare grosse spese per la moto e qualche sfizio continuerò a togliermelo, ma quando questo accade penso anche al fatto che non sono tipo dalle mani bucate e che tolti appunto questi sfilzi occasionali, per il resto non ho vizi ne sperpero a vuoto i soldi che guadagno.

    Soprattutto se la moto è una passione, come molti dicono, credo sia una ragione più che valida per fare sacrifici su alcune cose e spendere quei soldi appunto per la propria passione (come ad esempio un’assicurazione che permette di usarla tutto l’anno, invece che la metà).

  56. Ah, dimenticavo, sempre parlando dei tipi dell’assicurazione di sopra, chi dopo due anni cambia la sua moto, usata 6 mesi, con una nuova, magari di cilindrata più grossa, magari mettendoci la differenza, che non credo sia inferiore all’importo di 6 mesi in più di RCA.
    Ma va beh, mi fermo qui sennò andiamo fuori tema.

  57. Per fortuna, appunto, perchè sennò finiamo come quelli che “ah, io uso la moto 6 mesi l’anno perchè dammeli tu i soldi per mantenere l’assicuraizone un anno” però poi li vedi con tute da 1000 euro, caschi da 400, giacche da 500, stivali da 300, guanti da 200 ecc. ecc.

    no questi sono quelli che hanno paura ad usare la moto in inverno ma non lo vogliono ammettere

    Personalmente mi spaventano di più quelli con €20000 di moto, altri €3000 tra casco, giacca ecc e scarpe da ginnastica oppure quelli con il classico casco da discount che manco chi te l’ha venduto nel 96 lo toccherebbe che però è aerografato e più figo

    Comunque un grosso vantaggio nel mondo dell’abbigliamento da moto è che con un pochetto di esperienza si riesce abbastanza facilmente a capire la qualità di un capo anche solo al tatto

  58. Certo Fabrizio, qui nessuno vuole giudicare il prossimo in base a come spende il proprio denaro, ma anche a me danno fastidio certi discorsi fatti da chi poi va a spendere mezzo stipendio in aperitivi, camicette e vizi vari.

    Questione di scelte, anche se spesso le persone non sono neppure coscienti del fatto che ogni loro azione o inazione è di fatto una scelta.

    In generale non sopporto gli individui lamentosi. Lamentarsi è per me un comportamento tipico dei perdenti. Le mie critiche sono invece finalizzate a migliorare le cose, anche se di poco.

    Però ha ragione Gigi sulla questione dell’assicurazione. Questi individui non vanno in moto per passione, Fabrizio, e forse è davvero meglio che lo facciano il meno possibile. Vedi poi cosa combinano nelle domeniche estive sulle strade di montagna…

  59. Ovvio che chi usa la moto per 12 mesi l’anno ha una grande passione ma non mi sento di dire l’opposto di chi la usa solo per 6 visto che ci possono essere anche tante altre motivazioni più o meno valide che vanno da quelle economiche meteorologiche familiari eccetera e poi ognuno è libero di seguire le proprie passioni come meglio preferisce ciò che mi da fastidio (come a voi, immagino) sono le bugie e peggio quando sono anche spudorate. Se d’inverno non vuoi usare la moto perché ti fa freddo, perché le strade sono sporche e non puoi piegare o semplicemente perché hai di meglio da fare dillo e basta non c’è bisogno di dare la colpa al costo dell’assicurazione alle buche sulle strade o alle gomme; un po come quelli che

    “io non mi compro la moto perché sono pazzo e mi ci ammazzo”

    Che fosse per me manco a piedi li lascerei andare

  60. Quando dicevo che secondo me sono giustificazione per nascondere altro, mi riferivo proprio a questo :)
    Mancanza di passione, paura ad usare la moto in inverno, o altro… Molti a me sembra vogliano semplicemente usare la moto in condizioni di asfalto perfetto, quindi in estate, quando è bello asciutto e caldo.
    Certo è che se uno ha la passione, la moto la usa ogni volta che c’è la possibilità. Non dico di uscire necessariamente di proposito sotto l’acqua, ma ci sono giornate invernali bellissime, anche con asfalto sporco, bagnato, freddo, ecc.
    Ma lo si vede anche dal fatto che molti o hanno qualcuno con cui uscire, o la moto da soli neppure la prendono.

  61. Io senza moto non ci sto Così col passare degli anni ho anche uno scooter con un gran bel parabrezza preso in germania dove c’è un mercato ampio e molto valido. Così neve ghiaccio o tormenta vado e gli altri facciano come vogliono. Anni fa in cima a un passo locale a 1200 metri fra due muri di neve transitavamo in due Io in moto e uno in bici!!!! io andavo a benzina,lui a barbera tanto era paonazzo in viso! In cima era uno spettacolo per pochi. In questi casi ,ragazzi, però l’abbigliamento conta eccome sennò rischi grosso.
    Condivido le vostre osservazioni La moto specie scooter e molte nacked sono diventate come un elettrodomestico Servono e sono di moda. Ma questi sono quelli che per la strada fanno vergognare i veri motociclisti Quelli che quando si incrociano danno due clic ai fari o salutano con la mano Quelli che si fermano se ti vedono seduto su un muretto o che armeggi in un posto isolato Quelli che si fermano se un automobilista è in panne.
    Tornando al vestiario, nei posti di sosta obbligati in geneer si vede gente attrezzata ,ma anche tanti che portano a far vedere la replica super accessoriata e hanno il jean normale e le scarpe da tennis. Abbiamo calcolato che la percentuale di chi sa portare la moto è comunque estremamente bassa e parlo di repliche, moto con tanti cavalli . Peccato davvero.

  62. Così si fa, Leonardo!
    Io sono uno che visita i passi appenninici in autunno/inverno anziché in estate perché non mi piace mescolarmi ai piloti improvvisati della domenica!
    Ti confesso che mi fanno anche un po’ paura…

    Sì Gigi, hai ragione e non voglio certamente criticare chi opera le proprie scelte senza farle pesare sugli altri. Il punto è che spesso tali individui contraddicono le proprie parole attraverso i fatti, e smentiscono i fatti attraverso le parole. Chiamasi incoerenza.

    Io godo nel vivere le mie passioni a 360° e mi dispiace per quelli che si comprano la moto e poi la vivono male, riuscendo sempre a trovare 100 motivi per NON usarla e pochissimi motivi per farlo. Se non è il freddo è la pioggia, se non è la pioggia è il vento, se non è il vento allora fa troppo caldo. Se tutte le condizioni climatiche sembrano essere ideali, va a finire che manca la compagnia e da soli non escono manco per sogno.
    Così facendo rimangono, fra l’altro, eterni dilettanti delle due ruote.

    Concordo con Fabrizio nel pensare che se davvero ami svolgere una certa attività, allora ogni occasione è buona. Dipende dall’atteggiamento che ognuno di noi ha verso la vita. Molte persone sono spaventate dal senso di libertà e di contatto con gli elementi che si prova viaggiando in moto e infatti sono costantemente combattute fra amore e odio (come faceva notare anche Leonardo in un commento precedente). Sono poi gli stessi che trovano mille scuse e inventano strane teorie per giustificare i loro limiti (non economici ma psicologici). La passione non ha bisogno di giustificazioni, se è autentica.

  63. Sono un ex-motociclista, convertitomi “ingravescente aetate” definitivamente allo scooter.
    Ne faccio un utilizzo abbastanza “variegato” utilizzandolo sia per gli spostamenti quotidiani cittadini che per qualche viaggetto fuori città. Il mezzo lo consente, essendo un Honda SH 300 ABS.
    Si è posto il problema del casco, che pure doveva essere il più polivalente possibile.
    Così, dopo avere passato intere settimane a studiare tutti i tipi possibili e immaginabili di caschi, sono approdato all’Acerbis modello “Sulby”, l’unico nonostante la vastissima offerta, che rispondesse alle mie esigenze. Ed è stato un acquisto veramente “centrato”.
    Il Sulby è secondo me un casco intelligentissimo, che può essere usato con ogni comodità sia in città che in autostrada, a seconda della “configurazione”. Si può infatti usare sia come integrale (e come tale è omologato) e in questa configurazione è comodo, di ampia visuale, silenzioso e senza spifferi, oppure come demi Jet, semplicemente ruotando il blocco mentoniera-visiera all’indietro (oltre, è ovvio, ad alzare o abbassare la sola visiera a piacimento). Ma il bello di questo casco è che la mentoniera-visiera ruota di 180 gradi, posizionandosi all’altezza della nuca e trasformando il casco in un pratico demi-jet. Che diventa così godibilissimo anche in città.
    E così mentre i miei amici scoppiano di caldo e di sudore nei loro integrali “fissi” o sollevano al massimo la mentoniera di 90 gradi con il conseguente sgradevole effetto vela, io mi godo tutta la praticità del mio prezioso Acerbis.
    Uno di questi amici ne ha acquistato uno e lui pure adesso ne è entusiasta.
    Oltretutto viene offerto a un prezzo assolutamente umano, rimanendo sempre largamente al di sotto dei 200 euro.
    Per il timore che lo togliessero di produzione ne ho acquistato un altro, oltre a un paio di visiere di riserva.
    Non pensiate che sia un dipendente della Acerbis, nessuno mi ha pagato per scrivere queste righe, l’ho fatto solo per dare un consiglio utile a chi cerca un casco tanto pratico quanto “unico”.

  64. Grazie per il consiglio ;-)
    Il casco di cui scrivi mi pare molto versatile.

  65. Ciao Stefano

    Complimenti, è veramente bello come casco ma solo per curiosità è omologato anche come aperto o solo chiuso?

    Sul foglietto con tutti i dati dell’omologazione dovresti avere la sigla p-j
    http://www.cim-fema.it/web/notizie/notizie-motociclistiche/sicurezza/874-omologazione-caschi

    Ultima cosa attenzione con le scadenze: i caschi hanno una durata teorica di 5 anni poi dovrebbero essere buttati a causa del deterioramento del polistirolo all’interno

  66. Il caso di Stefano per i miei gusti è fatto di troppi pezzi. Mi piacciono i caschi semplici. Poi quella mentoniera passata dietro un pò mi spaventa in caso di urto, senza contare che il sole c’è pure dietro e ,se non la levi del tutto hai più roba che si riscalda. Ergonomicamente aperto non mi piace proprio. Ma se Stefano dice che va bene, crediamogli.
    In quanto a te Gigi, guarda che i 5 anni sono una leggenda metropolitana nata dalla confusione data dal fatto che Arai garantisce da sempre i caschi per 5 anni. Poi ne devi comprare uno nuovo, ma per la garanzia.
    I caschi in policarbonato dovrebbero essere cambiati a seconda dell’uso perchè per buone che siano le materie plastiche col tempo diventano dure e perdono le loro caratteristiche. Con le fibre composite questo non avviene . Resta il fatto che c’è plastica e plastica come c’è fibra e fibra Alla fine ne esce che un ottimo plasticone è meglio di una fibra scadente. Poi c’è tutto il contorno che non è affatto secondario . Nei caschi buoni l’interno non è in polistirolo, ma in palline micronizzate di materiale equiparabile al polistirolo Negli altri è polistirolo da pacchi nè più nè meno.
    Le palline in caso di urto anche dalle mani si schiacciano e ,il casco perde di qualità dove è stato colpito Solo mandandolo al produttore potremo sapere se si può usare su strada o no. Mai verniciare o mettere adesivi su un policarbonato Il fibra composto lo puoi riverniciare a piacere. e pasticciare come ti pare e piace ( dal 46 alla donnina poco …vestita! ) Ops… anche maschietto ignudo per par condicio.. a gusti…!

  67. Ciao Leonardo

    Il discorso dei 5 anni è vero che è quasi leggenda ma con un corretto fondamento: il polistirolo o quello che è all’interno del casco con il passare del tempo perde le proprie caratteristiche e i 5 anni sono un tempo di durata indicativo (detto tra l’altro da vari produttori) ovvio che se tenuto bene si può andare anche ben oltre

    http://www.moto.it/news/il-casco-ha-scadenza-le-omologazioni.html

    e comunque considera che nei caschi ma maggior livello oltre al “polistirolo” o quello che è ci sono anche dei cuscinetti d’aria che col tempo potrebbero venir compromettersi, poi ovvio non c’è da farsi venire l’ansia se il casco è buono anche 7/8 può durare

    Sul casco di Stefano personalmente concordo con lui sul fatto che sia migliore la mentoniera che si ruota di 180° visto che così non fa effetto vela, non capisco cosa ti spaventi in caso di urto.

    Per me l’unico aspetto negativo (e questo vale per tutti i caschi modulari) è il peso di 1,7kg che non è poco ma tanto alla fine è solo questione di abitudine

  68. Bisogna anche dire, Gigi, che un casco ben bilanciato sembra più leggero di quel che è in realtà. E qui sicuramente immagino che marche costose come Arai, Shoei ecc riescano a camuffare il peso meglio di altre.

  69. Ciao Gigi,
    io ho sempre superato il problema scadenza casco perchè Arai mette a disposizione un ospedale viaggiante che tocca varie città Con la crisi questi appuntamenti sono ridotti, ma ci sono sempre.Io li porto lì e gratuitamente mi vengono puliti e testati Se un pezzo non va più lo cambiano gratis Grande cortesia e professionalità. Uno lo hanno messo a riposo per superati limiti di età. Gli altr ino E tutti superano alla grande i famosi 5 anni.
    Questi servisi aggiuntivi distinguono una casa seria da una che pensa a vendere e basta.
    Per il casco Acerbis : tutto quello che esula dalla forma base di un casco per me non solo serve a poco o è di impaccio,ma va a discapito della sicurezza. Prendiamo ivisierini tanto di moda: sono dei pezzi di plastica a due dita dagli occhi. Utilità? meglio mille volte allora la vecchia visiera che comunque è esterna. Per il discorso del bilanciamente: su un casco modulare che cambia disposizione degli elementi il bilanciamento non esiste. Esisterà nella posizione integrale. Trovo i modulari scomodi, poco ergonomici e spesso fatti male Poi io ho gli occhiali e anche questo conta. Dove li metti gli occhiali in moltissimi caschi? Di questo sarebbe bene parlare perchè una gran fetta di utenti porta gli occhiali Fare una sede ,come fa Arai, per le astine non credo costi molto eppure è rara da trovare. Perchè?

  70. Sicuramente anche il bilanciamento fa la sua parte ma è difficile che un casco modulare possa essere ben bilanciato si da aperto che da chiuso e comunque tra 1,7kg del modulare e i 0,95kg di un top di gamma di differenza ce né ;) poi mi ripeto è anche questione di abitudine e di gusti personali alla fine

    Per il discorso di Arai non avevo idea che fornissero un tale servizio, veramente una gran bella cosa che gli fa onore

    Sul discorso visierino interno non lo vedo poi molto pericoloso essendo appunto all’interno del casco e difficilmente si romperà in caso di incidente e comunque non lo vedo più pericoloso del portare gli occhiali da vista nel casco, sono sempre due pezzi di vetro vicino agli occhi. Sul perché pochi produttori diano uno spazio dedicato alle stanghette degli occhiali non lo capisco neanche io, non dovrebbe avere costi particolari e sarebbe un di più per tutti, forse le richieste non sono così tante

  71. Visto che si parla di sicurezza a lungo termine, ma è vero che se un casco cade in teoria andrebbe sostituito? Mi pare un po’ un’esagerazione, ma avevo sentito ‘sta storia…

    Col mio diedi una craniata sulla serranda mentre mi rialzavo ( :D ), si è fatto un piccolo segnetto in un punto (sembra più colore partito via, saranno 3 mm), ma non mi sono mau creato problemi.

    Io comunque ho uno Shark Speed R Emblem. È il mio primo casco, ma lo trovo davvero buono sotto tutti i fronti. Lo pagai 2 anni fa 270 euro. Unico neo è che ultimamente mi pare entri qualche spifferetto ogni tanto. Roba veramente da nulla, però ci ho fatto caso.

  72. Caro Gigi,
    molti come te non sanno neppure che hai 5 anni di garanzia e che il numero del tuo casco è univoco e registrato dall’importatore. Senza quello niente di niente. Niente garanzia e niente controlli. Per ciò che riguarda il visierino bisogna vedere che tipo di visiera hai. Le mie costano carissime ( poi il venditore di fiducia le sconta sempre) ma se ti vai a vedere sul tubo trovi dei video in cui c’è chi si diverte a capovolgerle di forza completamente La “lente” torna come era e resta intatta. Prova a farlo con una visiera di un casco medio e poi riferisci. Non sono arrivato ad Arai per caso Negli anni avevo messo in testa un pò di tutto partendo dai Meliconi!!!!!!
    Mi dava fastidio che ci fosse gente che avesse Arai o Shoei e spendessero tutti quei soldi. Poi, casulamente ne ho indossato uno e ho capito: sembra un guanto ,è come avere niente in testa. Non c’è movimento che fai che il casco non segua senza spostarsi. I diffusori e le prese sulla visiera ti mandano tanta aria che in inverno le chuido in parte con rotolini di carta. Gli occhiali. le 9 calotte ( nove) per tutte le taglie) una gamma di guancette infinite che ti permettono di adattarlo al tuo viso, il cinturino d ring tenuto su da un solo rivetto di lega che sembra ottone eterno . Le viti di registrazione della visiera di plastica che colassa in caso di urto e il gambo non ti si ficca in testa.Il pad interno che può essere di due spessori (es m o l) Il meccanismo di sgancio visiera (criticatissimo da chi non lo conosce ) Lo sgancio in un attimo in moto. E’ obiettivamente rumoroso questo sì.
    L’assistenza di cui ho già detto. . E allora incominci a capire il perchè del prezzone. Ma attenti: Se vi accontentate del monocolore e aspettate il saldo del conce in linea, oppure del fornitore al quale ne restano un paio per serie allora il prezzo cala moltissimo. l’ultimo che ho preso l’SZ/F bianco l’ho pagato 300 euro e li vale tutti..

  73. Ciao Fabrizio

    La teoria dice che se un casco cade a terra o riceve dei colpi piuttosto importanti ci sarebbe da farlo controllare per la massima sicurezza.

    La pratica insegna che spesso sono esagerazioni dettate più dall’aspetto legale che pratico oltre che commerciale

    In sostanza credo sia importante usare un po di semplice buonsenso ;) e per una craniata contro una saracinesca non mi farei tanti problemi

  74. Ciao Gigi!
    Immaginavo, mi sembrava esagerata come cosa…
    Al solito sul web girano le teorie più disparate :D

  75. Fabrizio,
    non è che gira sul Web, ma una cosa che si è sempre detta. Mi sono sempre chiesto come mai i piloti di formula cadano , si rimmettano in moto e il casco non lo cambino. I loro caschi sono pezzi unici che costano l’ira di Dio, ma le domande ce le poniamo. Bisognerebbe conoscere un ingegnere che la lavora direttamente nel settore e chiedere. Il buon senso dovrebbe comunque fare il resto Ho visto gente lasciar cadere il casco e questo prendere non uno ,ma diversi rotolamenti e colpi prima di fermarsi . Alla fine erano, in certi punti, segnati in modo grave Allora lo si può equiparare a una scivolata e andrebbe cambiato. Io dei miei caschi ho fatto un tabù: mi piacciono, li curo e non li dò in mano a nessuno.

  76. Beh però un conto è doverlo far cambiare a prescindere per una caduta, un conto è farlo controllare. È questo che volevo capire. Il mio botte non ne ha prese, tolta quella testata che però è stata roba di poco conto.

  77. Secondo me c’è un errore per quanto riguarda la descrizione sui caschi jet e demi jet. C’è scritto che i demi jet sono un po’ più protettivi, invece è il contrario: i jet sono più protettivi dei demi jet.

  78. Ho riletto l’articolo e in effetti ad un certo punto ho confuso le due tipologie di caschi (che sono molto simili). Provvederò a correggere la svista il prima possibile.

  79. Restando in argomento, devo purtroppo verificare che coi primi caldi il fiorire di padelle da quattro soldi è aumentato rispetto agli anni scorsi. Ma devono avere un morto in casa prima di capirlo? Scusate la crudezza ,ma spesso i termini reali sono indispensabili! E non mi si parli di terrorismo psicologico e varie cretinate. Qui c’è in gioco la vita.

  80. Buona sera,sto pensando di cambiare il mio casco modulare in quanto e un po rumoroso,stavo pensando di prendere un casco tipo da moto cross enduro,chiuso,non con gli occhiali,secondo voi la visiera mi creera’ dei problemi alle alte velocita’?

  81. Ciao Angelo, i caschi da cross non sono certamente pensati per andarci in autostrada. Se stai parlando di un casco dotato di visiera allora è un casco stradale. Potresti indicare marca e modello?

  82. Ciao Luca,mi piace tanti Acerbis Active,mi sembra un bel casco,cosa ne pensi?

  83. Dipende dall’uso che ne vuoi fare Il casco tipo cross lo vedo solo come una alternativa al casco jet. Se hai già fatto una esperienza non buona con un modulare avrai capito che un casco nè carne nè pesce è da evitare O meglio non deve certo essere il casco principale. E’ un casco in policarbonato con visiera esterna, visierino e parasole. Troppa grazia per soli 100 euro.

  84. Angelo:
    mi sembra un bel caso stradale ispirato a quelli da cross. Secondo me però quell’aletta parasole ti darà fastidio oltre una certa velocità. Comunque credo proprio che si possa smontare facilmente.

  85. ciao Luca,ho preso un AGV ax 8 dual,devo dire che e una figata

  86. Mi fa piacere! :-D

  87. Il marchio é buono ,il prezzo sufficiente ,se ti calza bene per qualche anno hai un buon casco

  88. Infatti sono rimasto sorpreso,è leggerissimo, la ventilazione interna è piacevole, e poi ha l’allaccio con il doppio anello, grazie dei consigli !!!!!

  89. La scodella non dovrebbe esser considerata come casco, in caso di caduta è come non avere nulla in testa :) Secondo me un ottimo compromesso per moto e scooter è il modulare, perfetto sia per la strada che per il paese, cosa ne pensi Luca? Certo sarà anche un pochino rumoroso ma dopo il mio primo incidente ho messo via qualsiasi Jet (quando ho sbattuto, la prima cosa che è finita sull’auto che mi ha tagliato la strada è stato il mento)…

  90. I modulari mi piacciono a livello tecnico, ma ancora non ho avuto i piacere di provarne uno. Mi frena il loro peso vicino ai 2 kg. Non ho mai avuto problemi al collo, ma quando viaggio posso restare in sella anche per 6-7 ore al giorno, e non vorrei poi ritrovarmi alla sera con il collo indolenzito.
    So che ne esistono alcuni che pesano poco, ma sono costosissimi e preferisco quindi rimanere fedele al classico casco integrale.

  91. La scelta del casco da scooter dipende anzitutto dalla comodita e praticita, fermo restando alla base di partenza ci sia la sicurezza.

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