L’atteggiamento dell’italiano medio nei confronti delle regole stradali

Scritto da Luca Govoni | Pubblicato in Cultura e Mal-Educazione Stradale | il 11-07-2016

polizia-stradale-controlli-motoOggi mi va di scrivere un articolo tendenzialmente critico e polemico.
Leggo sempre più raramente i siti web che trattano di moto: l’unica eccezione la faccio quando essi toccano argomenti diversi dal solito. Qualche giorno addietro moto.it ha pubblicato una notizia nella quale si dice che 4 “motociclisti” italiani sono stati fermati e multati in Francia per eccesso di velocità.
Potete visionare l’articolo cliccando qua sotto:
Eccesso di velocità: confisca della moto e ritiro patente a 4 italiani in Francia

Riassumendo, i quattro italiani sono stati beccati dalla gendarmeria francese mentre viaggiavano a velocità molto superiore a quella prevista. Uno di loro andava a quasi 180 km/h dove il limite era di 90 km/h.

Le forze dell’ordine hanno reagito duramente, arrivando addirittura a confiscare i veicoli degli italiani dopo aver loro sospeso la patente di guida e comminato una sanzione amministrativa piuttosto elevata. Ora, personalmente io non condivido la confisca del mezzo per un reato di questo tipo. A mio parere sarebbe stato sufficiente multare i colpevoli e ritirare loro la patente di guida per qualche mese. Sarebbero comunque tornati a casa in treno!

Tuttavia non è questo l’argomento di cui voglio discutere oggi.
Sono andato a leggere i commenti dei lettori di moto.it sotto l’articolo in questione. Purtroppo la reazione delle persone è stata esattamente quella che mi aspettavo, confermandomi che molti italiani non sono e forse non saranno mai persone oneste e sincere.
L’italiano medio sbaglia e cerca di incolpare gli altri per i propri errori.
Poca coscienza e molto egoismo.


Fra i contorti pensieri dei commentatori leggo cose come:
“le moto moderne raggiungono i 140 km orari in prima marcia, come si fa a rispettare i limiti?”
(quindi la colpa è delle moto!)

Oppure ancora:
“i limiti di velocità sono ridicoli”
(no, la colpa è dei limiti troppo bassi!)

E per concludere:
“chi non ha mai fatto cose come queste? Stavolta è toccato a quei 4 poveretti, la prossima potrebbe capitare a me!”
(ed ecco la solita generalizzazione: siamo tutti maniaci in preda ai propri istinti)


Per l’italiano medio queste sono giustificazioni, per me sono semplicemente ammissioni di colpa e di stupidità.
Sì, perché se uno non è in grado controllarsi e diventa vittima del mezzo che guida, a mio parere esso non possiede quel minimo equilibrio psicologico necessario per meritarsi la patente. Egli non dovrebbe guidare alcun tipo di veicolo. L’incolumità degli altri viene prima di tutto.
Se una persona ragiona in questo modo è logico che finisca poi per agire in maniera disonesta ed egoistica.
Personalmente non mi aspetto azioni intelligenti e mature da parte di chi non riesce a controllare i propri istinti attraverso la ragione.
Il problema non risiede certamente nei limiti di velocità e neppure nei mezzi a motore, bensì nell’estremo egoismo tipico dell’essere umano medio. Penso che a lungo andare essere tanto egoisti finisca per influire negativamente sulle capacità mentali delle persone. Di certo le rende meno lucide e consapevoli.

Naturalmente non sono qui a dire che gli stranieri sono migliori degli italiani, più rispettosi e quant’altro. Una volta arrivati nel belpaese si comportano sovente da italiani o persino peggio, mentre a casa propria tendono ad essere più educati semplicemente perché le forze dell’ordine sono meno tolleranti. Ma lasciatemelo dire, l’italiano si comporta da italiano ovunque si trovi.

M_provincia-di-arezzo-il-cim-denuncia_1Io non sono certamente un santo e non mi faccio problemi a confessarvi che certi limiti di velocità non riesco proprio a rispettarli, come quello di 30-40-50 km/h al di fuori dei centri abitati, per esempio su certe strade statali. Per me è assurdo andare tanto piano quando tutti gli altri vanno ben più forte. Come ho già scritto altrove, preferisco prendere una multa piuttosto che farmi una vacanza all’ospedale a causa di un automobilista che va a velocità doppia rispetto alla mia. Ma questo è un problema tipicamente nostrano in quanto all’estero non riscontro solitamente limiti di velocità insulsi.
(vedi foto a sinistra)

Allo stesso modo non sopporto la linea di mezzeria continua nei rettilinei extraurbani privi di intersezioni. Se finisco dietro ad un trattore che viaggia a 30 km orari dove il limite è di 70 o 90, cosa dovrei fare? Attendere in eterno l’arrivo della linea tratteggiata? No, lo sorpasso appena c’è abbastanza visibilità per poterlo fare! Ricordo bene di aver preso una multa, parecchi anni fa, per aver sorpassato un’apecar che stava palesemente rallentando il traffico, ma la linea era continua…

Premesso ciò, ho viaggiato svariate volte in Francia e onestamente vi ho trovato limiti di velocità mediamente più alti di quelli italiani, perciò la vicenda in questione mi colpisce particolarmente. Si intuisce che da parte dei 4 italiani in questione c’era la precisa volontà di trasgredire, forse confidando nel fatto che in Francia le forze dell’ordine avrebbero chiuso un occhio. Niente di più sbagliato! Ora dovranno pagarne le durissime conseguenze e ogni tentativo di giustificazione da parte dei vari coda-di-paglia suona alle mie orecchie come un involontario mea culpa.

Spero di non leggere altre bestialità anche qui, ma vi invito comunque a lasciare la vostra opinione a riguardo.

 

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Commenti

Numero di commenti su questo articolo: 34
(L’atteggiamento dell’italiano medio nei confronti delle regole stradali)

  1. Per non parlare del comportamento alle rotonde….

  2. Ciao Luca, ho letto volentieri il tuo articolo e, prima di replicare, ho inteso meditare un pò sulla questione che hai voluto sottoporci. Ovviamente la verità oggettiva non potrà mai essere rinvenuta. Ci sarà sempre qualcuno che riterrà di essere nel giusto. Ad influire è sempre l’aspetto prettamente soggettivo. E soggettiva è anche la legge o l’ordinanza o il decreto in vigore in un certo momento storico. Credo che un punto di convergenza possa rinvenirsi in quello che è il “buon senso”. I tuoi 40km/h dovranno rigorosamente essere rispettati nei brevi rettilinei, in prossimità di una curva; ma il buon senso vuole che possa essere “derogato” se in un lungo rettilineo i rischi siano inesistenti. Ed il buon senso deve regnare anche in chi, tenuto a far osservare la legge, constata l’insussistenza o meno del detto rischio. Non sono daccordo con te, invece, con riferimento alla eccessività della sanzione della confisca del mezzo (come nel caso accaduto in Francia). Un veicolo, in determinate circostanze di tempo e di spazio, può diventare un’arma micidiale, al pari di un’arma. Per cui, è proprio necessario che il danno esiziale si verifichi, prima di dover comminare la citata sanzione?

  3. Buongiorno Luca, come essere in disaccordo con te sull’importanza del rispetto degli altri…
    Credo che oltre alla questione che hai indicato tu sull’essere in preda ai propri istinti mi sento di poter suggerire che dalla prospettiva di questi motociclisti non ci sia davvero malafede.
    Leggevo qualche tempo fa un gruppo di motociclisti su fb che principalmente erano un gruppo di smanettoni, esattamente quelli che possono finire ad andare a 180 su una provinciale. Quello che è facile leggere tra le righe e che il loro “ethos” è il senso di libertà della moto vera o presunto che sia. Il senso della libertà così interiorizzato da una parte giustifica l’andare troppo veloce dall’altra minimizza il valore del rischio della stessa azione. Andare veloci quindi non diventa una atto privo di rischio ma semplicemente una necessità non così pericolosa.
    Voglio dire che la maggior parte di loro sono onestamente convinte di non stare facendo male e quindi una multa o un fermo sono una calamità.
    A questo punto mi voglio dissociare naturalmente da questi comportamenti, onestamente sono abbastanza lungimirante e mi conosco abbastanza da sapere che se investissi un ciclista che mi taglia la stra in centro abitato mentre stavo andando a 80 kmh e lo ammazzassi non potrei raccontarmi palle, non me lo perdonerei mai.
    Ma chi potrebbe valutare qual’è il livello di maturità minimo? Personalmente malgrado quello che ho detto prima quando sono passato su qualche passo di montagna a volte ho testato “i limiti” (mai sul limite massimo ovviamente con un certo margine di errore mio e di altri) il che è ovviamente pericoloso. Semplificando si potrebbe dire che se anche sui passi fossi andato sempre a 40kmh non avrei neanche probabilmente rischiato di fare un incidente eppure sinceramente non ne sarei stato in grado. Insomma dove è il limite in cui possiamo stabilire che un comportamento è antisociale?

  4. Bruno e Luigi, avete entrambi giustamente tirato in ballo il fattore “soggettività”.
    Luigi, io ho una forma mentis di stampo preventivo e sono una persona che ama informarsi e capire le cose prima di testarle sul campo. Quindi ritengo che in determinati casi sia più che giusto intervenire con una sanzione prima che l’inconsapevole di turno faccia del male a qualcuno.

    Le multe non hanno generalmente una funzione preventiva in quanto vengono comminate DOPO l’infrazione.

    Nel caso dei 4 italiani si è forse tentato di lanciare un messaggio forte e chiaro: qui la tolleranza è pari a ZERO. In un certo senso questa è prevenzione, tuttavia trovo la sanzione sproporzionata rispetto al reato. Ok, uno di loro andava a 180 km/h su una strada pubblica, ma non ha provocato incidenti né danneggiato proprietà privata o pubblica. Sospendergli la patente significa levargli “l’arma” e la possibilità di nuocere nell’immediato futuro. Confiscargli la moto significa invece arrecargli volontariamente un danno ingente in termini economici. E per cosa, in fin dei conti? Per eccesso di velocità?

    Se penso a come siamo messi qui in Italia, dove non confiscano l’automobile neppure a chi la usa per uccidere… e la cronaca è ahimè piena di fatti del genere… pirati della strada che uccidono guidando a velocità doppia rispetto a quella consentita, sotto l’effetto di stupefacenti e scappando dopo aver provocato l’incidente. Eppure pare che nessuno abbia mai pensato di levare loro l’arma in maniera definitiva.
    Queste disparità di trattamento proprio non mi vanno giù, ma qui entriamo in un ambito socio-politico nel quale probabilmente sono poco ferrato.

    Bruno, io sono stato male anche quell’unica volta in cui ho investito un animale e comunque mi è servito da lezione per essere più prudente quando guido, specialmente di notte.

    Come stabilire il limite fra un comportamento tollerabile socialmente e un altro non più ammissibile? Io credo che per rispondere a tale domanda dobbiamo prima farcene un’altra, ovvero: cosa mi spinge ad infrangere la legge? Secondo me le motivazioni di un comportamento sono più importanti del comportamento vero e proprio.
    Compro una moto potente perché sono un maniaco della velocità e quindi non posso vivere senza provare quel brivido freddo lungo la schiena? Bene, allora forse non sono una persona adatta a guidare in strada e dovrei limitarmi a correre in pista. Se non ci arrivo da solo è auspicabile che qualcun altro me lo faccia notare, magari proprio le forze dell’ordine.
    E questo indipendentemente dal mio stile di guida, che può pure essere civile nella maggior parte dei casi.

    Non credo si possa stabilire oggettivamente dove stia il limite fra bene e male, giusto e sbagliato, bello e brutto. Personalmente credo che col passare degli anni questo limite vada sempre più perdendosi a livello individuale e che da qui nasca l’esigenza di avere dei tutori della legge più severi. Non è una bella cosa a mio parere, ma laddove vacilla la coscienza individuale ecco che arriva la dura legge, la quale non ammette ignoranza.

    Venendo al discorso della sensazione di libertà che alcuni additano come scusante ai loro comportamenti pericolosi, io mi discosto totalmente da questi personaggi. Mi sento libero interiormente e non provo la necessità di dimostrarlo concretamente trasgredendo le regole.
    Quando le infrango succede perché perdo la pazienza (vedi il caso della linea continua e del trattore).
    Ma certamente non esco di casa con l’intenzione di provare emozioni forti in contesti pubblici.
    La mia razionalità prevale sull’emotività quando ho a che fare con sconosciuti.
    A mio parere la libertà di cui parlano alcuni non è altro che una delle loro tante paure.
    Hanno paura della vera libertà, quella interiore e spirituale, ecco perché li vediamo compiere certe azioni che li portano verso la negatività anziché verso la positività.

  5. “le moto moderne raggiungono i 140 km orari in prima marcia, come si fa a rispettare i limiti?”

    Questo commento mi fa venire in mente tutti quelli che dicono cose tipo: “eh, in moto come apri corri, impossibile andar piano”.

    1- Il gas lo dosa il polso di chi guida.
    2- Non si è tenuti ad andare per strada necessariamente con RSV4, R1, GSX 1000 e via dicendo, che sono moto che su strada non si sfrutteranno mai (e non si sapranno mai portare bene davvero).
    Ci sono tante moto con cilindrate più basse, più gestibili e decisamente più adatte all’uso stradale.

    Appena presa la moto un tipo con un R1 della mia zona mi disse robe tipo: “La moto è come una droga, ora parti col 7 e mezzo, poi vorrai la 1000, poi vorrai sempre di più… Eh, è così…”.

    Inutile dire quale sia il tipo di guida che questa persona adotta su strada…
    Ma immagino che se dovesse essere multato la colpa sarebbe della moto…

  6. Esattamente, Fabrizio. Quella è la mentalità dell’italiano medio, il quale non è in grado di farsi un esame di coscienza e cerca di scaricare le responsabilità delle proprie azioni su fattori esterni.

    Per coloro che fanno commenti del genere è effettivamente come una droga, nel senso che la vivono in maniera estremamente negativa, facendosi del male da soli ma non potendone fare a meno.

    Non c’entra proprio niente con la sensazione di libertà. Questa a me sembra essere una schiavitù.
    Secondo me non è azzardato il paragone con chi assume droghe, infatti in entrambi i casi si crea una dipendenza psicologica che rende la persona vittima dei propri istinti.
    Quel tizio con la R1, se mai deciderà di sconfinare all’estero, cosa che dubito assai, sono certo che tornerà a casa in treno come i 4 italiani di cui si parla nell’articolo!

  7. Immagino… Mi basta sentirlo quando passa qua davanti e mi basta ricordare i discorsi che mi venivano fatti a moto appena comprata (stratagemmi per evitare i tutor in autostrada e continuare a correre senza problemi).

    Ma va beh, è uno che non esce dalla regione, quindi figuriamoci se correrà mai rischi all’estero…

  8. “A 180 stavano solo scaldando le gomme e il motore”
    Per me questo commento ha vinto tutto, si può anche chiudere internet ora.

    Comunque, in fin dei conti sti due ragazzi io li capisco anche (li capisco ma non li giustifico in nessun modo) noi italiani abituati a dei limiti assurdi abbiamo imparato ad ignorarli e quando andiamo all’estero non è facile cambiare mentalità se non ci sbatti il muso contro, quello che propio non tollero sono tutti quei commenti dove si cerca di giustificarli dando le colpe a chiunque tranne che a coloro che hanno sbagliato addirittura dicendo senza dubbi che erano su una strada dritta senza traffico e accessi laterali ora o erano tutti presenti o qualcosa non torna.
    La confisca è stata eccessiva? In linea di principio sono per il si ma non sapendo come sono andate davvero le cose onestamente non lo so; e se invece fossero andati a 180 in monoruota in mezzo al traffico davanti ad un paro giochi? Sarebbe troppo o poco la confisca?

    Drogati di velocità dici? Se davvero lo fossero sarebbero delle mezze calzette, con una moto da 180cv queste velocità non sono un granché, io direi piuttosto che sono stati degli stupidi punto e basta e ora dovranno pagarne le conseguenze come fa qualunque persona normale

    Ps sono arrivato oggi in provenza al rientro dai pirenei e onestamente nei percorsi ricchi di curve (che per me sono il vero divertimento) non è cosi facile superare più di tanto i limiti di velocità, senza parlare della linea tratteggiata Presente in dei tratti dove col cavolo che ci tento un sorpasso

    Vebbè, sarò strano io a apprezzare dei luoghi dove se ti dicono di andare a 50 lo fanno solo perché c’é un buon motivo e se poi il rispetto di regole giuste viene preteso

  9. “Se davvero lo fossero sarebbero delle mezze calzette, con una moto da 180cv queste velocità non sono un granché”

    Questa è una grande verità, Gigi, che si ricollega al discorso che facevo sulle supersportive (sprecate per il solo uso stradale).
    Molto spesso sento di gente, riferirsi a possessori di R1, CBR, RSV ecc. dire cose tipo “ah quello la moto la sa portare davvero”, guardandoli quasi con ammirazione.

    Ma che vuoi saper portare su strada moto simili?

  10. X Gigi:
    “La confisca è eccessiva?”. Noi non sappiamo come sono andate esattamente le cose, perciò giudichiamo in base alle poche informazioni riportate nell’articolo. Naturalmente a me viene da pensare che se uno non si fa problemi ad andare a 180 all’ora su una statale allora non se ne fa neppure ad invadere la corsia opposta nelle curve, a sorpassare in maniera folle, ad impennare e chissà che altro…
    A questo punto potrei anche considerarlo un criminale vero e proprio e la confisca del veicolo non sarebbe una misura troppo dura dal mio punto di vista. Lo sarebbe se si trattasse di velocità e basta. Insomma, per me la vera discriminante è la presenza di altre persone sulla strada. Se uno va a 180 orari su un strada deserta e priva di passi privati / intersezioni e poi rallenta quando le condizioni cambiano, non lo voglio vedere a tutti i costi come un pazzo criminale. Ma se lo fa in presenza di altre persone/veicoli, allora per me è un pirata della strada e va fermato anche con le maniere cattive.

    Io sono sempre stato dell’idea che se uno mette in pericolo soltanto se stesso, alla fin fine chissenefrega! Peggio per lui! Ma nel momento in cui rappresenta un pericolo per gli altri, per esempio correndo in mezzo ad altre persone, beh allora è giusto andarci giù pesante.

    Fabri’, per moltissima gente saper guidare significa farlo in maniera spericolata.
    Sarò ripetitivo, ma questi sono i risultati a cui si arriva quando i “maestri” di guida sono persone che amano la velocità e le corse in pista…

    Tornando a te, Gigi, quando parlavo di “drogati” lo facevo in riferimento al discorso fatto dal conoscente di Fabrizio. Quel tipo è di fatto come un drogato, se ci pensi, infatti ha bisogno di salire continuamente di cilindrata e potenza non riuscendo mai ad accontentarsi. Non è un po’ la stessa cosa che fanno le persone che soffrono di qualche dipendenza? Ovvero il non riuscire a moderarsi?

    A mio parere anche la velocità è una dipendenza.

  11. Sarò vecchia scuola, ma se una moto è in grado di andare ai 180-200, vuol dire che un trasferimento lungo lo faccio a metà-2/3 della potenza massima (90-130 in autostrada), ossia il miglior rapporto velocità/consumi.
    Poi siamo d’accordo che da noi esistono limiti assurdi (50 in luoghi disabitati o quasi) che quindi vengono ignorati, perchè tanto chissenefrega… l’anno scorso sono andato nella tanto vituperata Serbia, e a parte le persone, polizia compresa, di estrema cortesia (PS: le multe possono essere pagate solo in banca, e non al poliziotto che te la commina, così viene “disincentivata” alla radice la tentazione di intascarla) ed i limiti sono tre: fino ai 50 nei centri abitati, ben segnalati e corretti; fino a 80 fuori (case sparse comprese) e fino ai 120 in autostrada. “Fino a” vuol dire che deve essere cura e responsabilità del guidatore valutare se mantenere velocità inferiori, in base a traffico-condizioni della strada-condizioni dell’asfalto-meteo…. e non ho avuto nessun problema.

  12. Ciao Franco, neppure io ho mai avuto problemi seri all’estero. A parte una multa assurda per eccesso di velocità, presa in Austria, dove il limite era di 30 km/h in discesa (!) ed io andavo alla folle velocità di 37 km/h. 30 Euro di multa…

    Ricordo benissimo il momento incriminato: in strada c’ero soltanto io e andavo molto piano. Poi ho incontrato una piccola discesa e la moto deve aver preso un po’ di velocità senza che io me ne rendessi conto. Subito dopo ho visto una moto della polizia parcheggiata sul ciglio della strada circa 100 metri più avanti. Vicino alla moto c’era un poliziotto con uno strumento in mano che mi puntava. Pochi giorni dopo è arrivata la multa a casa!

    Mi chiedo cosa sarebbe successo se al posto mio fosse passato un altro italiano abituato ad ignorare i limiti di velocità più bassi. Di certo ci avrebbe rimesso la patente perché in quel punto non ci voleva veramente niente a raggiungere i 70-80 km orari.

    Diciamo pure che ogni tanto la polizia estera va a caccia di “polli” italiani, ma del resto la posso anche capire visto il comportamento della maggior parte di noi.

  13. Da motocislista timido (per eccessiva scarsa esperienza sulel due ruote), posso dire che : non accetto piu’ lezioni sul CdS da nessuno che abbia provato a viverlo seriamente. Se contravvengo, accetto le multe, ma non sopproto piu’ ne’ critiche ne’ prese in giro dai “saccenti del giorno dopo”. Faccio solo notare che moto o no, il CdS sembra sempre di piu’ una “indicazione di massima” per troppe persone. Non discuto sui tecnicismi o sulle scelte furbesche che portano a generare “obbrobri legali” sulle strade vorrei soffermarmi sul fatto che “tutti” vogliono il far-west quando tutto va’ bene e vogliono le garanzie quando le cose vanno male. Questo e’ ridicolo ! Contesto : 1.La gente che’ da’ la colpa allo strumento e non a chi lo utilizza 2. La inettitudine di chi potrebbe mettere ordine e saggezza su certe regole e non lo fa’ per paura di perdere consenso 3. Chi si scaglia contro i regolari, che rispettano le leggi ma che “rovinano la vita” agli altri.
    p.s. … Non cominciamo con l’esterofilia … In Germania non hanno niente da insegnare agli italiani, anzi, ho trovato situzioni identiche. In Austria sono piu’ “cattivi” se contravvieni, ma, per esempio, i limiti di velocita’ sono messi molto meglio sulle strade extraurbane.

  14. Ciao Walking.
    Non ho capito il senso della tua prima frase e vorrei che ti spiegassi meglio. Perché non accetti consigli da chi rispetta il codice della strada o almeno cerca di farlo?

    Ti sembro esterofilo? Ho appena scritto che sono stato multato a mio parere assurdamente proprio in Austria :-P In Italia ancora non l’ho presa una multa perché andavo a 37 km orari! Secondo me all’estero la gente si comporta ancora un filo meglio che in Italia semplicemente perché le forze dell’ordine sono più presenti e severe, e non la considero comunque una bella cosa… Li vediamo poi quando guidano in Italia, no?

    Venendo agli altri punti della tua analisi, penso che il n.1 sia davvero quello che più rappresenta l’egoismo e la malafede delle persone. E qui non posso fare a meno di pensare a certe mostruosità legislative, dove chi ferisce o uccide mentre è sotto l’effetto di sostanze stordenti (alcol, droghe varie) viene considerato vittima di se stesso e quindi non punibile in piena misura. Come dire: la colpa è dell’alcol e non di chi ne abusa. Da questo punto di vista il codice della strada è decisamente più democratico rispetto al codice penale. Se superi i limiti di velocità prendi la multa anche se in quel momento eri sballato. Se guidi ubriaco in teoria ti ritirano la patente e in certi casi ti sequestrano il mezzo. Ma quando le cose si fanno più gravi ecco che la legge si ribalta completamente e inizia a proteggere il colpevole anziché punirlo.

    Mi viene in mente il caso di un tizio che uccise quattro persone in autostrada poiché viaggiava contromano e in stato di ebbrezza a bordo di un SUV. Dissero che non era in sé, non sapeva quel che faceva, quindi si trattava di omicidio colposo. Non si fece nemmeno un giorno di carcere. In pratica subì delle conseguenze inferiori a quelle subite dai quattro italiani beccati in Francia per eccesso di velocità. A lui non confiscarono neppure l’automobile, per quello che ho capito.
    Ecco cosa succede quando si deresponsabilizzano le singole persone.

    Riguardo al punto n.2, se per caso ti stai riferendo ai nostri politici e legislatori, beh io non ho proprio alcuna fiducia in essi. Vedi appunto la legge che fa riferimento all’incapacità momentanea di intendere e di volere! E’ chiaro che sovente il loro intento è quello di proteggere chi sbaglia anziché le vittime.

    Riguardo al punto n.3 sappiamo bene entrambi che in Italia chi cerca di rispettare le leggi e le norme viene visto come un rompiscatole anche un po’ scemo. Come scrivevo pure nell’articolo, io stesso infrango le leggi se questo può evitarmi problemi più gravi, come appunto l’essere investito da chi va a 100 km/h dove il limite è di 50. Nel momento in cui infrango la regola, però, non lo faccio per ottenere benefici personali egoistici a discapito del prossimo, bensì per istinto di sopravvivenza e quindi senza alcuna malizia.

  15. (Buondi’)
    Lungi da me un attacco personale, stavo “sfruttando il blog” per provocare reazioni o pensieri.
    La mia prima frase si rifesce al fatto che sono stanco di vedere gente che critica altra gente per cose che fanno tutti (o quasi). Forse sara’ la stagione “turistica” o lo stress accumulato ma versamente sono esausto di certi personaggi che si fanno grossi quando sono sulel strisce pedonali e feurbi quando guidano l’auto in centro ….
    Be’ da queste persone mi rifiuto di accettare critiche “inca**ate” soprattutto se si lamentano di chi stava circolando nel pieno rispetto della legge seppur “ostacolando il traffico o gli affari”.
    Mi scuso per il “p.s.” sull’estero, ma ormai viene automatico quando si parla di certe cose che salti fuori il sapientone che parla dei “miti” d’oltreconfine … be’, anche qui’ se invece di parlare aspettando che l’aperitivo diventi bevibile certa gente predensse ed andasse a farsi un giro letteralmente, a quel paese, forse imparerebbe di piu’.

  16. Ho capito di cosa parli… Aaah, ne conosco anche io parecchi di questi personaggi. Quelli che quando vanno a piedi e in bici imprecano giustamente contro gli automobilisti incivili e pericolosi, per poi fare anche di peggio quando loro stessi sono al volante e si sentono “protetti”. Si tratta sempre di egoismo.

    Poi credo che una persona intelligente e sensibile, dotata magari di spirito critico, si renda conto che anche all’estero ci sono gli esseri umani, e che l’essere umano viene prodotto in un solo modello. Cambiano i colori, certi dettagli tecnici, ma il motore resta fondamentalmente lo stesso…

  17. eh, purtroppo a leggere certe cose, sembra di incarnare il male assoluto solo per provare a farsi un giro in moto.
    Poi, uno “sbotta”.

  18. A proposito di “miti” dell’estero: per esperienza personale, sia in auto che in moto, (Francia, Slovenia, Croazia, Serbia) a volte, soprattutto tra i cugini transalpini, tra taluni gendarmi c’è talvolta l’atteggiamento “adesso ti castagno io” ed allora se non fai più che attenzione…. come certe volte taluni nostri gendarmi :-) Giustamente Walkingshadow dice che per molti, troppi, il CdS è solo una dichiarazione di intenti, spesso solo un optional; ma se in moto rispetti i limiti , e con un 2 ruote da250 chili più casco e abbigliamento fluorescenti non possono fare a meno di vederti, subito li a smadonnare, e magari poco prima hanno buttato mozziconi di sigaretta acccesi e/o lattine vuote fuori del finestrino.

  19. Ti confesso, Franco, che in alcuni casi mi sento molto meno sicuro rispettando certi limiti di velocità. Finché sei in auto magari smadonnano ma si mettono dietro, mentre quando sei in moto arrivano a metterti in pericolo seriamente pur di sorpassarti immediatamente. Hai mai notato questo fatto?
    Io passo più tempo a controllare gli specchietti retrovisori che a guardare avanti :-D
    Avrai anche notato che all’estero invece ti si mettono dietro a distanza di sicurezza e non ci provano nemmeno ad azzardare sorpassi all’italiana! Qualche testa calda c’è anche lì, ma non è la norma che tutti corrano oltre i limiti di velocità, specialmente nei centri abitati.
    L’ultimo viaggio serio l’ho fatto in Ungheria il mese scorso e anche lì ho notato la stessa cosa. Tutti a 50 km/h orari nei centri abitati. Invece sulle strade extraurbane erano in pochi a viaggiare al di sotto dei 100 km/h pur essendo il limite di 90.

  20. @Franco M. Rubatto : parlando di attualita’ , la visibilita’ aumentata aiuta ma puo’ nulla contro le distrazioni “forzate” … se mi permettere la citazione un po’ OffTopic http://www.asaps.it/55644-_in_aumento_le_vittime_della_strada__smartphone_al_volante_sotto_accusa_.html

  21. Hai toccato il tabù…
    Non si può parlare male degli smartphone. Non metteranno mai divieti seri nei confronti della telefonia mobile, walking, perché stiamo parlando di un business di miliardi di Euro all’anno. E poi penso che scoppierebbe la rivolta popolare! Temo che la gente preferisca correre il rischio di morire in strada piuttosto che rinunciare ad avere quel coso in mano anche solo per mezzora al giorno. Possono smettere di fumare, forse anche di fare sesso, ma senza telefono non ci vivono, parola mia.

  22. OffTopicando … Luca non essere cosi’ negativo. ;-) FInche’ non ci sara’ educazione corretta anche per l’uso di certi strumenti ne subiamo il boom … con , purtroppo, nefaste attuali conseguenze. Ci sarebbe un discorso un po’ troppo sociale da fare anche per questo genere di problematica. Per ora, vediamo di restare concentrati e, nel nostro piccolo, contribuire a smontare “l’hype” a favore di una solida realta’. Iniziamo dalle basi : guidare e basta ! (anche se lo slogan e’ pure di una campagna anti distrazioni promossa dall ANAS)

  23. Ti sembra che servano a qualcosa gli slogan? Le statistiche dicono che gli incidenti causati dalla distrazione aumentano, quindi siamo sicuri che le campagne anti-distrazione stiano effettivamente rendendo gli individui più consapevoli alla guida? A istinto direi di no!

    Certo, manca l’educazione. Ma secondo me manca soprattutto la prevenzione.
    Io conosco decine di persone che guidano regolarmente con lo smartphone in mano ma nessuna di loro è mai stata multata per questo motivo… e alcune lo fanno da anni.

    A che servono le campagne “educative” se poi le regole non vengono fatte rispettare? E qui torniamo al tema principale dell’articolo, ossia il rapporto degli italiani con le leggi. E al fatto che rispettare le regole non è pratica diffusa nella nostra nazione…

  24. ehm … non per montare la rabbia ma giusto per chiarire il quadro “popolare” di cui si sta’ parlando, fra legge ed educazione giusto oggi dal gazzattino.it ( http://ilgazzettino.it/nordest/treviso/villorba_padova_automobilista_ruba_chiavi_ambulanza_traffico-1866369.html ) da cui cito ” Quel soccorso gli blocca la strada s’infuria: ruba le chiavi all’ambulanza ” … ” L’ambulanza viene inviata in via Rogati, in soccorso a un anziano. Si tratta di un ex professore universitario inciampato e caduto a due passi da casa. L’anziano è dolorante quando l’equipe della Croce Verde gli presta i primi soccorsi. L’ambulanza occupa gran parte della carreggiata. Del resto via Rogati è una stradina stretta a senso unico, a due passi da Prato della Valle. Dietro l’ambulanza arriva un’altra auto. Il conducente ha una gran fretta. Si mette a strombazzare perchè pretende che il mezzo di soccorso si sposti. L’uomo va su tutte le furie. Inizia a inveire contro il terzetto offendendo i malcapitati volontari: «Siete dei c…, chi credete di essere, siete dei parassiti, siete delle m…, dei figli di p…, non sapete chi sono io, io sono della L****ca e ho 1800 persone da gestire e voi siete dei c…».
    Stanco di aspettare, M**** si sarebbe poi infilato nell’abitacolo dell’ambulanza e avrebbe prelevato le chiavi dal cruscotto senza farsi vedere dagli uomini della Croce Verde. Quando l’ambulanza era pronta a ripartire con il ferito l’autista non trovava più le chiavi. ” … ecco, questo e’ un esempio della gente che circola per strada, con atteggiamenti che vanno ben oltre il “semplice” non rispetto del CdS …

  25. volevo fare i complimenti per il tuo blog, questa mattina ho avuto la brillante idea di digitare: la funzionalità dei raiser:e con molta ammirazione ho scoperto il tuo blog ho iniziato a leggere il tuo ultimo articolo dei 4 italiani in Francia e accidenti tutti i discorsi non fanno una grinza, penso che ti seguirò sovente, ribadisco congratulazioni

  26. X Walking:
    quando si dice che la patente la danno proprio a tutti… Il tipo di cui parla l’articolo è uno squilibrato e noi diamo un’automobile in mano ad un personaggio del genere! E a quanto pare non solo l’automobile! Se ho letto bene questo è un pezzo grosso di un’azienda. Vedrai che non subirà alcuna punizione. Si prenderà il più infame degli avvocati e la farà franca quasi certamente.

    X Giovanni:
    spero che troverai interessanti anche i miei articoli più tecnici. Scrivimi pure se hai suggerimenti o critiche per me. Buona lettura!

  27. Bello! Grazie per aver fatto questo blog, bello e interessante, congratulazioni.

    In merito ai limiti di velocità che si incontrano sulle nostre strade, di 30, 20 e a volte 10 km/h, o 50 in posti assurdi (circonvallazione a doppia corsia per carreggiata, senza strade laterali, a Montegrotto Terme), fanno risvegliare in me il diavoletto che sonnecchia: se mo capita di avere dietro un’auto dei vigili urbani, o CC o altri tutori, rispetto il limite con una precisione snervante, e mi godo nello specchietto le espressioni dei tutori, costretti a fare altrettanto.
    Non capita spesso, ma quando capita …. non ha prezzo!
    Suggerisco a tutti di fare altrettanto.
    Ovviamente se tentano di superare, la manina fuori dal finestrino fa “no no” con il ditino……

  28. trovo questo blog un luogo dove in tanti esprimono la loro maniera di conviviere l’ amore per la moto. questa aria la respiro con grande piacere e mi sento di farne complimento a tutti quelli che partecipano . non vorrei dare opinioni personali su quatno letto finora in quanto credo che ognuno di noi , con un piccolo sforzo di memoria ed un esame di coscienza , potrebbe ricordare situazioni simili a quelle che oggi critica.
    vorrei invece portare per un attimo l’ attenzione su due alternative per godere delproprio mezzo limitando i danni a se agli altri ed al portafoglio
    1, la pista con la possibilità di girare , anche se al doppio dei tempi canonici, ma nel contempo a velocità di sicuro pericolo e divieto fuori dai circuiti con una spesa equivalente in caso di multa , al costo di due,quattro ore o la giornata intera in una pista , (e per pista mi riferisco anche a piste minori che permettono anche con una 60 euro di passare un’intera giornata, almeno nel lazio) permettendoti di scoprire aspetti ignorati nella guida su strada aperta dove l’ attenzione per gli elementi esterni può far perdere il gusto di provare .
    2 il CIVS ,campionatoitaliano velocità salita, che prevede gare a cronometro in salita aperte a tutti previa licenza ( basta poco per ottenerla) minimo sforzo economico e tanto divertimento e soddisfazione , e per terminare, una proposta novità almeno per il sottoscritto , chiamata CRONOCLIMBER , disciplina creata dalla federazione con lo scopo di aprire il mondo delle competizioni a tutti i tipi di moto , con costi veramente esigui , in una gara di regolarità basata non tanto sulla velocità pura , ma sulla capacità di saper gestire i tempi di percorrenza tra una manche e l’ altra con il proprio mezzo, gara molto, molto intrigante. ciao a tutti

  29. @Filippo : grazie delle due notizie (che ingnoravo).
    Per rimanere “sul pezzo” ed introdurre il “capitolo pista” faccio notare 2-3 cosette
    Andare in pista servirebbe a piu’ di qualcuno anche solo per riprendere mano col proprio mezzo. La “copertura” delle piste in certe zone e’pero’ esigua (tralasciamo questione economiche riguardo trasferimento, ecc…) Chairamente nessuno puo’ pretendere di avere la pista sotto casa o il “doppio mezzo” o tutta l’attrezzatura per fare “sul serio”.

    Io vivo in mezzo a zone molto colpite dall’ambito turistico di passaggio si moto ce ne sono parecchie con relativi (purtroppo) incidenti. Se ci si sofferma sul comportamento, vorrei evidenzare che “l’apparenza mediatica” inganna.
    Il numero di naked+enduro e’ di molto aumentato (percentualemente) e i “missili” sono molto spesso quelli che, di conseguenza” non lo sembrano. Se chi ha una supersport viene ritenuto “il male” solo perche’ ha un moto che potrebbe essere capace di esprimere indubbie capacita’, chi piu’ si sente “piu’ libero” e’ proprio il super-turista italiano o no.
    Come chi ha una Ferrari non si puo’ accusare a priori di correre (nonnini che vanno a ristoranti trqantuilli ce ne sono), vorrei che si cominciasse a fare ordine anche sul lato moto, distinguendo il mezzo dalla occasione in moto chiaro.
    E, come ha detto un “collega” in un altro forum/sito, e’ ora che la finiamo di ragionare per preconcetti e di “pressare” con pregiudizi cbasati su congetture in base a quello che si possiede : un harleysta non e’ sempre un ubriacone panzuto, un possessore di 1000″race” non e’ costretto ad imitare qualcuno di motogp, un fuoristradista non punta ai trofei di Cairoli.
    (scusami Luca G. ancora una volta)

  30. Penso che un bel passo avanti in fatto di civiltà consisterebbe, per esempio, nel fornire corsi di guida gratuiti a tutti colori che usano il proprio mezzo poche volte all’anno e magari neanche ogni anno.

    Per esempio io ho sempre trovato assurdo che uno lasci la moto ferma in garage per 9-10 mesi all’anno e poi in estate salga di nuovo in sella più spavaldo ed esaltato che mai. Immagino queste persone come eterni principianti che avrebbero bisogno di essere seguiti e supervisionati da motociclisti più esperti se non altro quando decidono di tornare a guidare dopo mesi o anni di stop.

    E poi sarebbe anche ora di allinearsi agli altri paesi europei e abolire l’assurda legge che permette di guidare i 125cc con la patente B. Molti degli scooteristi più scapestrati sfruttano questa legge e non si sognerebbero mai di prendere la patente A come invece devono fare all’estero.

    Per il resto credo che abbia poco senso parlare di corse in pista e cose del genere. Se ci ritroviamo tanti incoscienti sulle nostre strade è proprio perché esiste da sempre la cultura della velocità mentre manca del tutto la cultura della guida stradale. Se critico tanto aspramente tutti quelli che si occupano di guida sicura e lo fanno paragonando la guida stradale a quella in pista è proprio perché mi rendo conto che l’origine del “male” risiede qui, ovvero nel continuare a non capire che strada e pista sono due mondi distinti.

    Chi ama la guida stradale e i viaggi difficilmente è attratto dalla velocità; viceversa chi ama la pista non è quasi mai interessato a fare un uso turistico del proprio mezzo e tenderà sempre e comunque ad associarlo alle emozioni forti. Questa è la verità e se a qualcuno brucia sentirsela dire forse dovrebbe cominciare a mettere in discussione le proprie certezze a riguardo.

    Questo blog serve proprio a chi possiede già tale consapevolezza di base e vuole partire da qui per migliorarsi come persona e motociclista. Chi fa ancora uso di luoghi comuni e pregiudizi è ben lontano dal comprendere il messaggio di fondo contenuto fra le righe del mio blog. Questo stesso articolo è una critica ai luoghi comuni! Provate a rileggerlo in quest’ottica ;-)

  31. Sono appena rientrato da una vacanza in Corsica, e per vicinanza sono spesso sui passi francesi: le strade sono asfaltate meglio, e le linee tratteggiate di sorpasso concedono molta più libertà rispetto alle controparti italiane. Anche i limiti sembrano un pò più alti dei nostri nei tratti tortuosi.
    Quello che non capisco è come abbiano fatto a ritirare la patente ai motovelocisti: un documento di identità emesso da un altro paese sovrano.
    Sapevo (successo ad un amico che si è difeso con l’avvocato al telefono) che al massimo puoi ricevere (oltre alla multa/arresto nei casi particolari) una diffida a guidare sul territorio di quello stato per tot tempo, ma che non potessero materialmente privarti di un documento.
    Nel caso uno non si difenda sul posto e il documento venga sequestrato (eccesso di zelo o abuso di potere), questo viene subito inviato per posta al prefetto della provincia di residenza, per la restituzione al domicilio.

  32. Molta gente acquista la moto con l’unico scopo di correre, correre e correre.
    Proprio ieri stavo camminando in un centro molto trafficato, 2 incroci, un autobus che scaricava la gente alla fermata, strisce pedonali ogni dove e cosa succede? arriva uno all’incrocio con un Ninja ZX6R verde e parte, ha tirato tutta la prima marcia (che dovrebbe finire a 120-130 km/h) fino all’incrocio successivo….
    Io mi domando come fa uno a fare una cosa del genere rischiando di investire i pedoni o fare un frontale o centrare in pieno auto in immissione o che escono dal parcheggio laterale li presente.
    La moto del tipo poi l’ho beccata parcheggiata di fronte al bar in centro…

    Sarà stato affamato poverino.

    Ben vengano i limiti se posti in modo intelligente, con la moto si fa mototurismo non i deficienti per le strade.

    E certi automobilisti sono ancora peggio.

  33. Considera che molti possessori di moto sono in realtà automobilisti nell’anima, e questo spiega in parte la loro incapacità di vivere la moto in maniera sana e gioiosa. La vedono come un sostituto dell’automobile e non come un mezzo a se stante da capire, amare e godere.

    Per il resto concordo con te, anonimo. E’ da pazzi correre nei centri abitati in mezzo a tanta gente a piedi, in bici e alla guida di altri mezzi a motore. Chi ama la velocità dovrebbe semplicemente andare in pista ed evitare del tutto di guidare in strada.

  34. @Anonymous : tralasciando un discorso “culturale” che annoierebbe il lunedi’ mattina … Per certi personaggi gli altri sono nulli finche’ non ne hanno bisogno, sia per una seria necessita’ di aiuto, sia come pubblico per “il campionato di mediocrita’”.

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