Meno capacità = Moto più potente

Scritto da Luca Govoni | Pubblicato in Mototecnica e Motocuriosità | il 26-11-2014

valentino-rossi-giacomo-agostiniIl titolo di questo articolo è volutamente provocatorio, sia chiaro! Tuttavia nasconde un fondo di verità.

Ho conosciuto più o meno tutti i tipi di possessore di moto, da quello che corre solamente in pista a quello che si diverte esclusivamente sui sentieri di montagna con le moto da trial/enduro.
Dal maniaco delle moto sportive che disprezza qualsiasi altro tipo di veicolo a due ruote, allo scooterista che non si sente motociclista.
Dall’amante delle moto americane che esce soltanto insieme al suo gruppo di riferimento, al motoviaggiatore solitario.

Un concetto mi è divenuto chiaro nel corso del tempo: le persone più fissate con la potenza e la velocità del proprio mezzo sono anche quelle meno capaci nella guida.

Spesso manifestano tutta una serie di paure irrazionali circa il controllo della moto, lasciando intendere una visione piuttosto passiva della guida. Alcuni di loro sembrano infatti essere “vittime” del proprio veicolo, quasi come se fosse l’oggetto meccanico a decidere lo stile di guida da adottare.

Tale visione della guida denota scarsa consapevolezza nonché poca fiducia in se stessi.

Attenzione però, non è altrettanto vero il contrario. Chi non cerca la potenza estrema non è necessariamente consapevole ed abile nella guida. Il punto è che il pilota conta molto più del mezzo, sia in positivo che in negativo. Perciò una persona negata per la guida lo sarà anche a bordo di un cinquantino, mentre i più abili e intuitivi se la caveranno egregiamente a bordo di qualsiasi tipo di veicolo.

Prendete dunque un pilota professionista, mettetelo su una moto stradale con motore di appena 250 cc e fatelo gareggiare contro motociclisti della domenica a bordo di moto sportive da 600-1000 cc. Tutto questo sul circuito di Laguna Seca!

Come andrà a finire, secondo voi?

Credo che il video si commenti da solo. Il pilota professionista segue traiettorie perfette, inizia le staccate il più tardi possibile e percorre le curve a gran velocità. Gli amatori lo sorpassano e distanziano nei rettilinei, ma alla prima staccata vengono raggiunti e superati dal professionista. Uno dopo l’altro finiscono tutti quanti dietro di lui!

Il filmato ci aiuta inoltre a capire un ulteriore concetto fondamentale: si impara più facilmente sui mezzi meno potenti e impegnativi. Quindi è poco logico ricercare la potenza estrema in una moto quando non si è in grado di sfruttare le potenzialità offerte da un mezzo meno prestazionale. Non è il mezzo a fare la differenza, bensì il pilota. E il pilota si forma seguendo tappe ben precise. Nessun pilota professionista comincia dalla motogp! Si inizia quasi sempre dalle minimoto, per poi passare alle 125 cc, alle 250 cc e infine alle cilindrate più grosse.

Questi discorsi valgono anche per chi usa la propria moto solamente in strada. Vi ricordo che le strade pubbliche non sono luoghi adatti per testare le proprie abilità di pilota, e che i mezzi particolarmente potenti non sono assolutamente sfruttabili. Sono pensati per guidatori esperti e non per chi percorre pochi km all’anno nelle domeniche soleggiate…


 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Commenti

Numero di commenti su questo articolo: 19
(Meno capacità = Moto più potente)

  1. Video molto interessante! E’ incredibile quanto guadagni terreno in staccata e percorrenza curva.
    Credo che questi video facciano bene a tanti esaltati che con le supersportive sfrecciano sulle nostre strade come fossero piste. Sono sempre stato dell’idea che sono tutti capaci ad andare forte sul dritto, ma anche che piegare tanto e mettere il ginocchio a terra non significhi necessariamente andare forte.

    Mi piacerebbe sapere comunque quando secondo te un motociclista sa guidare bene su strada e da cosa si riconosce un motociclista che su strada sa guidare meglio di altri.

    La cosa migliore sarebbe secondo me poter partire da cilindrate come 125 o 250, per poi passare gradualmente negli anni a moto più potenti. Ma non tutti hanno possibilità di seguire questo percorso (io sono tra questi, ma invidio anche chi ha avuto la possibilità di partire già da piccolo con le varie RS 125 e simili), quindi sono frequenti i casi di chi parte con 600 o anche 750.
    Secondo me si può comunque imparare bene anche partendo da moto da cilindrate simili. Soprattutto alcune naked moderne permettono, grazie alla possibilità di scegliere mappature varie del motore, di poter fare comunque buona pratica pur guidando una 7 e mezzo.
    Mi vengono in mente Shiver e Dorsoduro ad esempio, che pur essendo moto impegnative, le vedo molto adatte anche ai principianti grazie alla mappatura rain, che le rende molto docili.

    Anche se l’esperienza che si accumula in anni e anni di guida non potrà mai darla alcun tipo di mappatura del motore.

  2. Infatti chi cerca la potenza estrema lo fa solo perché ama la velocità, ma di solito è spaventato dalle curve e dalle frenate… La sua paura deriva dallo scarso controllo del mezzo, quindi è più che giustificata.

    Io credo che sia facile riconoscere un buon guidatore in strada. Prima di tutto esso guida in maniera rispettosa, quindi mantiene le distanze di sicurezza e non fa sorpassi azzardati. Inoltre non taglia le curve. Questo per quanto riguarda la guida sicura/rispettosa.

    Per quanto concerne il controllo vero e proprio del mezzo, te ne accorgi subito nelle strade di montagna. Gli incapaci anticipano le curve e finiscono spesso contromano, poi si ritrovano a frenare a metà curva e in uscita allargano eccessivamente rischiando ancora una volta di finire contromano o comunque fuori strada. Sono tutto fuorché fluidi nella guida, perciò gli riesce difficile percorrere una qualsiasi curva senza rilasciare e riaprire l’acceleratore varie volte. Insomma mancano di sensibilità e tendono ad avere una guida “digitale” piuttosto che “analogica”, tanto per fare un paragone tecnologico!

    Un esercizio utile che faccio un paio di volte all’anno consiste nell’affrontare una strada di montagna tutta curve, salite e discese senza mai toccare i freni ma soltanto usando il cambio. Ovviamente bisogna scegliere strade poco trafficate. Sembra semplice ma le prime volte è terribilmente frustrante… Ti fa rendere conto di quanto la tua guida sia poco efficiente e sicura.

    Certo, si può imparare a guidare bene anche cominciando in età avanzata e a bordo di moto potenti. La sensibilità è parzialmente innata, perciò tutto è possibile. Diciamo che seguendo le tappe standard le cose acquistano maggior senso e maggior naturalezza. Comunque sia sta quasi tutto nell’intelligenza di una persona e nella sua sensibilità. Se ti poni nel modo giusto hai ottime probabilità di diventare un ottimo motociclista anche a 50 anni. Certo però che se fino a quel momento hai guidato soltanto l’auto, e magari in modo approssimativo e superficiale, allora il tutto ti si ritorcerà contro…

  3. Ecco, hai utilizzato una parola secondo me chiave :D La “fluidità” alla guida.
    Generalmente le persone che per strada vedo guidare in maniera più fluida e pulita, a prescindere da quanto curvano o dalla velocità a cui viaggiano, sono quelle che mi fanno pensare a loro come motociclisti più esperti e capaci.

    Purtroppo, quando leggo qualche forum o commenti su You Tube, questi motociclisti vengono etichettati quasi come dei perditempo per quei motociclisti che invece cercano necessariamente la piega e la velocità.

    Da persona con poca esperienza e che vuol far tesoro di consigli di più esperti, sicuramente andrei a farmi consigliare dalla prima categoria di motocilisti, piuttosto che dalla seconda.

  4. Chiaramente, quando parlavo dell’utenza forum e internet in generale, mi riferivo ad una parte di utenza.
    Generalmente sono coloro che sui passi di montagna cercano di star dietro a certe moto, vedere se riescono a starci dietro, o superarli, o comunque creando quel negativo senso di competizione che su strada trovo molto discutibile.

  5. E’ “normale” che le minoranze vengano etichettate negativamente dalla maggioranza. Succede in tutti gli ambiti e gli stessi motociclisti intesi come “categoria” vengono dipinti spesso negativamente da tutti coloro che non vanno in moto (opinione pubblica). Non ci si può fare nulla…

    Tu possiedi una qualità fondamentale, Fabrizio: sai ragionare con la tua testa.

    Sai cosa? E’ tutto ciò che ti serve per diventar un ottimo Motociclista ;-)

    D’accordo sul discorso “competizione”. E’ da stupidi mettersi a competere in strada. Una persona intelligente non deve dimostrare niente a nessuno, a mio parere!

  6. Grazie, è il mio obiettivo :)
    Credo che i consigli delle persone giuste mi aiuteranno in merito e ci metto anche questo stesso blog, essendo gestito da un motociclista che inserisco tra le persone giuste appena citate.

  7. Concordo in pieno quanto detto da Luca: una guida pulita e fluida che non solo ti consente di viaggiare con piacere e sicurezza ma è anche una guida molto efficace e produttiva, esercotarso a guidare sfruttando il solo freno motore è un ottimo sistema (lo faccio spesso anchio) ed posso dire per esperienza diretta che permette anche di togliersi parecchie “soddisfazioni” con certi pilotoni ;)

  8. Sforni sempre articoli perfetti ! :-)
    Piuttosto,posso hiederti una cosa da principiante a esperto
    Io guido la mia motina (Hornet 2011 34cv).Premetto che la mia motina ha 34cv con la coppia intatta e nonostante ciò neanche la sfrutto a dovere ! In curva sebbene io sappia ,pare, cosa fare mi spavento tantissimo a prendere le curve più veloci di 50-60km/h e nei rettilinei non gradisco superare i 130! ! Questo fatto nelle curve di fatti mi infastidisce un po’ e pensò sia dovuto ,oltre che alla scarsa esperienza, al fatto che tempo fa scivolai per un tornante a causa della bassa velocità ! Ora io pensavo , secondo te venendo da un 125 2t motard ,Hornet con 2 anni di esperienze,un 1000 3clindri , potrebbe aiutarmi grazie ad una spinta maggiore?( parlo sempre a basse velocità).

  9. Ciao Giorgio!
    Allora, partiamo dalla velocità. Non vedo come un problema il tuo timore delle velocità elevate, anzi credo che sia un buon punto di partenza per imparare ad andare in moto in maniera consapevole.

    Devo invece disilluderti riguardo al tuo quesito su come affrontare le curve. Il problema non è della moto che guidi (non lo è mai) bensì tuo. Cambiare moto non mi sembra dunque una soluzione. Al posto tuo io insisterei a guidare la tua Hornet su strade di montagna finché la paura delle curve non svanisce.

    Cerca sempre di concentrarti sul lato tecnico (razionale) e non su quello emozionale mentre guidi. Se la tua paura è quella di cadere a causa della bassa velocità, allora metti in pratica la tecnica del controbilanciamento (leggi questo articolo: http://www.motovita.it/come-imparare-a-guidare-una-moto-spiegazione-basi-tecniche/26/03/2015/).

    Quando padroneggerai bene il controbilanciamento potrai passare alla tappa successiva, che consiste nell’affrontare le curve spostando il peso del corpo nella direzione della piega. Per poterlo fare bisogna naturalmente saper guidare ad una velocità appropriata, poiché se vai troppo piano non è possibile.

  10. Ti ringrazio per la risposta ben articolata e sincera! Tuttavia ho la necessità di cambiare la mia motina .(depotenziata ,portarla originale a libretto e motore costa..1000+€ e 2+mesi di tempo…). Mi rendo ,meno male, conto che la mia guida in montagna ancora è molto sporca soprattutto anche a causa della mia paura infondata.Nonostante ciò ,spostiamo il tema centrale, i 1000cc ( Di cui cui ho la possibilità di prenderlo ad un prezzo pari al 675cc e..mi piace tantissimo :-) ) potrebbe divenire ‘piú utile”? Considera che il 60% dei miei tragitti è in città.. e qui cambiare marcia continuamente scoccia tantissimo! (Oltre a stancare!) .”Io so” che i 1000cc non hanno “bisogno” frequente di cambiare marcia , perciò non sono più appropriati all’utilizzo che vorrei farne ?(Città/ montagna) Altrimenti..a cosa servono mezzi cosi potenti ?

  11. In città credo che sia comunque abbastanza noioso dover utilizzare il cambio, ma di certo un motore fluido come il 3 cilindri 1000cc (Triumph?) ti permette di usare le marce più alte anche a velocità contenuta.

    Sì, in generale i motori di cilindrata maggiore servono a questo scopo, ossia ad avere fluidità ai bassi regimi e coppia motrice sempre disponibile, il che rende la guida sicuramente più rilassata.

    Purtroppo vedo che la gente, parlando in generale, non sa sfruttare il motore della propria moto e tende comunque a tirare le marce corte fino a 6-7000 giri senza alcuna ragione logica, sprecando carburante e rendendo la guida scattosa.

    Io, per esempio, con la mia Honda CBF600 cambio raramente le marce al di sopra dei 3000 giri/min, se non quando affronto un sorpasso od una strada in salita. Il motore riprende senza strappi già sotto i 2000 giri/min.
    Viaggio quasi sempre in sesta marcia al di sopra dei 50 km/h. Ti consiglio di adottare uno stile di guida di questo genere quando cambierai moto e vedrai che ti verranno meglio anche le curve. Per guidare bene una moto bisogna imparare a parzializzare l’acceleratore piuttosto che aprire e chiudere di continuo.

  12. Si il mezzo sarebbe esattamente una Speed Triple 1050 ad un prezzo molto convincente! Sebbene io non sia in grado di sfruttarla manco al 25% (forse mai) mi convince il prezzo , il suo gusto e la sua, “pare”, fluidità e semplicità. :-).Speriamo bene!

    Ti ringrazio la n-esima volta per il tuo aiuto!!

    In attesa di altri articoli! (Uno utilissimo sarebbe l’eventuale consiglio sull’acquisto del mezzo ! )

  13. Prima di tutto complimenti per gli articoli che leggo e che mi trovano sempre d’accordo.
    Personalmente ho scoperto la moto a 61 anni con l’acquisto di un x.max 250 a inizio luglio 2015 ( non ho mai guidato moto prima a parte un cinquantino quando ero ragazzo)
    Ora la passione mi ha preso e contagiato, compresa mia moglie che viaggia sempre con me in percorsi turistici anche di montagna. Mi sono reso conto però che il bellissimo e maneggevole scooter non basta più, soprattutto in salita dove la bassa potenza si fa sentire. Cambierò pertanto moto con un Integra 750 Honda dopo soli 4 mesi di utilizzo. Ho anche l’impressione che spero non troppo fondata che potrei anche passare (portafoglio permettendo) ad una BMW 1200 RS (no GS). A quanto pare sto bruciando le tappe e questo mi preoccupa un po’ vista la mia età, ma sono troppo determinato e alla fine non me ne faccio un problema. Pur non avendo comunque esperienza, mi trovo come detto in premessa sempre d’accordo con tutti i consigli e i suggerimenti dati nelle varie lezioni di guida e di vita. Qualche volta curve e tornanti non mi riescono perfettamente pur non invadendo mai la corsia opposta, ma sto imparando divertendomi e moderando sempre la velocità. Spero solo di guidare sicuro per la mia incolumità è quella di mia moglie.
    Sarebbe interessante almeno per me, leggere dei suggerimenti con e per il passeggero.
    Complimenti ancora

  14. Buonasera Luciano!
    Che gioia leggere messaggi come il tuo :-) Non lo dico per i complimenti che mi hai rivolto e per i quali ti ringrazio, ma per il fatto che un 61enne stia scoprendo la moto e lo faccia con tanta passione!

    Non mi sembra male il tuo scooter. Sicuramente è comodo e non troppo fiacco a livello di motore. I limiti delle piccole cilindrate, come hai avuto modo di notare tu stesso, vengono a galla proprio quando si viaggia in coppia su strade di montagna. Ecco che inizia a farsi sentire il bisogno di maggior potenza e soprattutto maggior coppia motrice.

    L’Integra mi pare invece un mezzo ideale per le tue necessità. Ha un motore fluido e ricco di coppia, consuma poco, è comodo e possiede una ciclistica da moto (ruote da 17 pollici, doppia piastra di sterzo, telaio robusto, forcellone lungo e monoammortizzatore a leveraggi progressivi).
    Di fatto è una moto con carene da scooter.

    Hai già letto questo mio articolo?
    http://www.motovita.it/il-passeggero-in-moto-norme-di-comportamento/16/03/2015/

  15. Ho letto anche l’articolo consigliato, con molto interesse.
    Mi fa piacere che condividi la mia scelta, della quale sono sempre più convinto. Credo che questa moto, che ovviamente ho provato (il modello 2014 con motore e ciclistica praticamente uguali, almeno per la prova su strada) sia la moto ideale per me. Prevedo di fare dei viaggi in giornata ma anche di due o tre giorni, fermandomi a dormire in garni o piccoli alberghi e chiarimente questo non lo avrei potuto fare con facilità con il mio precedente x-max 250. Allo scopo ho preso in fase d’ordine, per contenere la spesa, anche le valigette laterali, oltre al bauletto.
    Non so se sarà comodo a livello sella per entrambi i passeggeri, perché leggendo nei forum sembra che la sella sia impossibile da usare. Certo mi lascerò condizionare dalle opinioni degli altri, come spesso affermi anche tu nei tuoi articoli e deciderò a ragion veduta cosa sarà necessario fare. Prevedo comunque che non ci saranno particolari modifiche e adattamenti in quanto non credo aile selle miracolose e preferisco sempre non modificare quanto già prodotto è progettato dagli specialisti.
    Concludo con tanti auguri per Natale visto che ormai è vicino
    PS sono alto 178

  16. Quello della sella è un problema del tutto relativo, perché come ben sai esistono tante maniere per renderla più confortevole.

    Io per esempio ho sostituito le selle della mia CBF600S con i modelli SHAD comfort e mi trovo bene. Honda è famosa per l’affidabilità delle sue moto, ma spesso pecca in fatto di selle, perlomeno sui modelli meno costosi.

    Valigie e bauletto sono fantastici per viaggiare, vedrai. Una volta che le provi non torni più indietro. Inoltre il bauletto, se vi aggiungi il supporto per la schiena, diventa un punto di appoggio per il passeggero che si sente così molto più tranquillo.

    Ricambio i tuoi auguri! Buone feste e buoni viaggi!

  17. Io, nel mio piccolo (honda 400N, anni ’80) lasciavo dietro altri con moto piú potenti. Ma la cosa che piú mi sorprendeva era che non facevo neanche molto sforzo! Ricordo molto bene cosa successe con mio cugino(honda CB500four).
    Una volta arrivo in una curva, stacco, freno… e me lo vedo passare a destra(quasi mi tampona) dritto nel campo di fieno!
    Andó tutto bene perché il campo non era in dislivello con la strada.
    Spiegazione(sua): “cazzo fai! Freni all’ultimo!” -“No” -dico io- stacco e freno come sempre, scalo poi accelero”.
    Spiegazione(mia):Giorgio(cugino), normalmente stava davanti con gli altri(con moto piú potenti della mia).
    Quel giorno per un momento io mi sono ritrovato davanti a tutti guidando come sempre.
    Il problema fu che la mia guida era molto piú fluida della loro.
    Io non cercavo la massima velocitá ma da lí mi resi conto che ero comunque -a volte- piú veloce di loro.
    Cercavo il modo migliore, per esempio, di fare le curve, usando anche l’esperienza del trial.
    Poi credo che i miei freni erano anche molto buoni, non so quelli delle altre moto.
    Ricordo che c’era un ragazzo con un Morini 3 1/2 con freni a tamburo davanti e dietro.
    Ebbene, quel ragazzo era una scheggia e non sbagliava mai.
    Avevo anche un Bultaco 35 sherpa con il quale passavo molto piú tempo che con la hondina.
    Con il passare degli anni e delle moto, mi sono reso conto quanto mi é servito fare del trial anche solo a livello “casalingo”. Due volte mi sono salvato da possibili incidenti alzandomi in piedi e bilanciando la moto, ad esempio(asfalto secco).
    Consiglio a tutti il trial prima di usare una moto stradale.
    Si imparano un sacco di cose. Ricordo che facevo 10, 20, 30 volte sempre lo stesso ostacolo fino a riuscire a passarlo come volevo io. Troppo divertente e anche molto sicuro perché sei a velocitá irrisorie (+casco, tuta, ecc…).

  18. Non a caso Valentino Rossi trascorre gran parte del suo tempo a bordo di moto da fuoristrada, infatti la sua guida è sempre molto precisa e razionale.

    Come hai detto tu stesso la fluidità è l’elemento principale della guida efficiente e sicura.

    Io normalmente guido in maniera tranquilla e vengo sorpassato da tutti, compresi gli automobilisti spericolati, ma nei percorsi tortuosi succede l’esatto contrario, ossia mi ritrovo ad andare più forte di loro pur non assumendomi i loro stessi rischi (invasioni di corsia, traiettorie rischiose, frenate impostate male).

    Più la strada è contorta e più guadagno terreno sui “piloti” della domenica. Sulle strade veloci rimango indietro perché non spalanco l’acceleratore nei rettilinei. Ci vedo soltanto rischi e nessun divertimento.

    Una cosa che mi ha sempre colpito confrontando il mio stile di guida con quello altrui è la durata delle pastiglie dei freni. In 120.000 km ho cambiato le pastiglie anteriori della mia Honda due volte, mentre vedo che gli altri non riescono a percorrere più di 25.000 km con un set di pastiglie. Eppure lo ribadisco, sulle strade contorte vado più forte di loro senza tuttavia cercare la competizione.

  19. Ma non diciamo cavolate, anche un motociclista dilettante medio con tutta l’elettronica delle 1000 cc moderne, io ho una R1 Yamaha 200 cv, semina senza sforzo alcuno le moto meno potenti, figuriamoci a Misano un Ninja 250 cc che mi dovrebbe passare in curva sulle staccate, quando io posso fare frenate al limite con ABS cornering e UBS con la moto che viaggia sui binari anche in curva e fa tutto, da sola. Inoltra l’uscita di curva può avvenire a moto piegata grazie al tcs e scs con massima apertura del gas e accelerazione da paura, e il polita con in Ninja 250 cc mi passerebbe più volte in staccata. Penso che i dilettanti del filmato siano molto arrugginiti e le loro moto 1000 cc molto vecchie.

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