Migliorare la sicurezza, la viabilità e la giustizia sulla strada: suggerimenti e proposte

Scritto da Luca Govoni | Pubblicato in Conquiste, Traguardi e Proposte | il 04-08-2013

Buca enormeMigliorare la sicurezza sulle nostre strade è possibile, direi anzi doveroso. In tema si sicurezza stradale siamo ancora ai tempi del Medioevo, almeno in Italia. Purtroppo c’è dietro un problema di mentalità dominante, ancora egoisticamente incentrata sul singolo e poco interessata al bene comune. Inoltre, la tendenza è quella di aggiungere continuamente nuovi divieti e restrizioni, nonché obblighi, anziché cercare di migliorare le cose a monte. Un classico esempio di questo modo di pensare/agire lo vediamo tutti i giorni percorrendo le nostre strade, che in alcuni casi sembrano campi di guerra, con buche e insidie in ogni dove. Che fanno i responsabili della manutenzione delle strade davanti a questo evidente problema? Abbassano i limiti di velocità! E le amministrazioni pubbliche ne approfittano per eseguire multe a go go! Loro la chiamano generalmente “prevenzione”; tuttavia il mio concetto di prevenzione è decisamente differente da quello proposto dall’alto. Ritengo al contrario auspicabile un intervento volto alla messa in sicurezza delle strade. Andare piano non è la soluzione a tutti i mali, sebbene condivida il concetto secondo il quale l’eccessiva velocità è spesso causa di incidenti altrimenti evitabili.

Le cose da fare sono tante, ma di fatto le più importanti sono soltanto una manciata. Si potrebbe partire da quelle, per saggiarne i miglioramenti apportati e valutare il da farsi futuro. A mio avviso è necessaria una evoluzione di pensiero e di consapevolezza nel cittadino medio italiano, nonché nella classe politica che lo rappresenta. Quello che ancora non sembra volerci entrare in testa è che le nostre e altrui azioni hanno una ripercussione sull’intera società, sia in positivo che in negativo. E che sarebbero da incentivare tutti quei comportamenti che vanno verso il bene comune, mentre quelli negativi per la collettività andrebbero disincentivati in qualsiasi modo. La strada non si esime da questo ragionamento, anzi, ne fa parte a pieno titolo!

Ecco dunque una lista composta da 24 suggerimenti che potrebbero essere messi in atto per il bene comune di chi frequenta le strade, con un occhio di riguardo verso gli utenti delle due ruote, da sempre snobbati sotto questo punto di vista. Alcuni di essi potrebbero essere attuati anche subito e senza grosse spese economiche da parte dello stato. Altri richiedono la presenza di fondi finanziari, che verrebbero tuttavia ammortizzati nel corso del tempo. Per esempio, installando guard rail che non rendano disabili i motociclisti che impattano contro di essi, si avrebbe nel corso degli anni un risparmio in termini di costi sociali, seppure non così elevato in termini assoluti. La stessa cosa avverrebbe curando maggiormente la manutenzione delle strade: meno incidenti e meno risarcimenti nei confronti dei cittadini che rompono l’auto o la moto a causa di buche e altro. Altre proposte riguardano la valutazione delle sanzioni da infliggere a chi sbaglia. Trovo che nel nostro paese le sanzioni siano assolutamente illogiche, in quanto non rispettano un criterio a mio parere fondamentale, quello della gravità. Inoltre non tengono conto del fatto che per i più ricchi una multa di poche decine o centinaia di euro non sortisce alcun effetto educativo, mentre può rivelarsi esageratamente salata per chi non vive nell’agio…


 

Ecco dunque la mia lista, in ordine di importanza.

 

1) Maggiore manutenzione delle strade. Le statistiche, per quanto asettiche e pilotabili, dicono che circa il 15% degli incidenti sono causati da problemi infrastrutturali, come asfalti scivolosi, buche e imperfezioni inaspettate, e via dicendo.

2) Messa in sicurezza dei guard rail ed eliminazione di tutta la segnaletica verticale non indispensabile. Anche in questo caso, le statistiche dicono che circa un centinaio di motociclisti all’anno muoiono a causa dell’impatto contro un guard rail pensato per contenere ESCLUSIVAMENTE le automobili. Molti altri rimangono mutilati. E succede anche ai ciclisti. Ma il problema non è rappresentato soltanto dai guard rail; a peggiorare i danni provocati da un’uscita di strada contribuiscono pure i numerosi segnali stradali, perlopiù inutili, presenti un po’ ovunque. Compresi i cartelloni pubblicitari, che oltre a distrarre i guidatori, rappresentano un ulteriore ostacolo contro il quale impattare.

3) Maggiore severità e preparazione negli esami per ottenere la patente, qualunque essa sia, A B C D ecc. Sarebbe logico inserire tra le prove da superare anche alcune situazioni di emergenza comuni, come una frenata con scarto, nonché manovre d’emergenza sul bagnato e in curva. Credo che sia molto più importante saper reagire correttamente ad una situazione di pericolo piuttosto che saper parcheggiare perfettamente l’auto! Inoltre gli istruttori delle scuole guida dovrebbero educare i futuri automobilisti alla presenza dei motociclisti e dei ciclisti. Far capire loro che la strada è di tutti e che l’automobile, sebbene rappresenti il mezzo più diffuso sulle strade, è anche il più dannoso per tutti coloro che viaggiano con mezzi diversi, e che meritano lo stesso rispetto di tutti gli altri. Inoltre, chi è in possesso della sola patente B, non dovrebbe poter guidare alcun veicolo motorizzato a due ruote, nemmeno il “cinquantino”.

4) Impedire a chi viene bocciato per due volte di seguito all’esame per la patente, di ripetere la prova nei 12 mesi successivi, e per altri 12 mesi ad ogni nuova bocciatura. Il concetto mi pare chiaro: se non sai guidare, non ti diamo la patente, mettiti il cuore in pace. Il bene comune viene prima del tuo interesse personale. A questo proposito non sarebbe male razionalizzare e potenziare i servizi di trasporto pubblico!

5) Controlli frequenti e severi in merito al rispetto delle distanze di sicurezza. La distanza di sicurezza viene sottovalutata moltissimo, in Italia. Eppure, se rispettata, riduce drasticamente la probabilità di fare incidenti. A tal proposito propongo controlli automatici tramite telecamere posizionate sui tratti più veloci e trafficati, e dunque a maggior rischio. Sto pensando alle autostrade, alle tangenziali e a certe strade statali.

6) Revoca definitiva della patente in caso di incidente provocato durante uno stato mentale alterato da alcool e/o altre droghe. Non riesco a credere che in un paese che si proclama civile, venga permesso a chi abusa di alcool e droghe di guidare l’automobile. Significa diventare complici di una tragedia certa. Coloro che causano incidenti per questo motivo, anche se non gravi, dovrebbero perdere DEFINITIVAMENTE il diritto di guidare qualsiasi mezzo a motore.

7) Restrizioni alla circolazione nei confronti di chi ha causato incidenti e di chi compie infrazioni gravi. Anche in questo caso, non comprendo come sia possibile che persone obiettivamente pericolose per gli altri, fonte di numerosi incidenti, addirittura con morti e feriti, possano continuare a circolare liberamente. Chi causa anche un solo incidente per colpa propria, dovrebbe subire delle restrizioni alla circolazione, specialmente se si tratta di incidenti gravi o potenzialmente gravi. Per esempio, chi provoca un incidente in autostrada a causa dell’eccessiva velocità e del mancato rispetto delle distanze di sicurezza, dovrebbe vedersi interdetta l’intera rete autostradale italiana. Allo stesso modo, chi viaggia a 100 km/h (o più) nei centri abitati, dovrebbe vedersi proibita per qualche anno la circolazione nelle ore più trafficate del giorno, o peggio ancora! Oltre ovviamente ad una bella multa e alla sospensione della patente per un periodo di tempo da stabilire caso per caso, come già dovrebbe avvenire nel presente.

8) Confisca del cellulare e della relativa scheda SIM per almeno 6 mesi in caso di guida con il telefono in mano. Credo che non esista niente di più pericoloso per un motociclista di un automobilista che parla al cellulare, e che non vede-non sente-non c’è con la testa. Una multa di poche decine di euro non serve proprio a nulla, a mio avviso. Infinitamente più efficace sarebbe il sequestro dell’arma, in questo caso il cellulare con relativa scheda SIM, oltre a -10 punti sulla patente. Propongo inoltre la sospensione della patente per un anno in caso di recidiva (seconda infrazione dello stesso tipo).

9) Sanzioni pesanti per chi non utilizza gli indicatori di direzione (frecce). Altro comportamento terribile e fonte di incidenti anche mortali quando ci vanno di mezzo motociclisti! Propongo controlli automatici tramite telecamere posizionate nelle zone più a rischio. Decurtazione di 5 punti dalla patente.

10) Punizioni severe per chi supera i veicoli fermi davanti alle strisce pedonali. Propongo -10 punti sulla patente e multe salate per coloro che vengono beccati a superare i veicoli che stanno facendo passare pedoni e ciclisti sulle strisce! Anche in questo caso basterebbero delle semplici telecamere che filmino le aree più a rischio.


11) Sanzioni salate per chi fuma durante la guida su strade a rischio. Fumare non fa male soltanto ai fumo-dipendenti, ma anche agli altri utenti della strada, in quanto distrae il guidatore e gli impegna una mano, rendendolo meno reattivo e pronto in caso di emergenza. Suggerisco di tollerare il fumo soltanto su strade a scorrimento veloce vietate a pedoni e ciclisti, nonché prive di incroci e semafori.

12) Utilizzo di vernici antisdrucciolo al posto delle attuali vernici viscide. Altra questione cara a motociclisti e ciclisti. In Italia, diversamente che nel resto d’Europa, si utilizzano vernici scivolose per l’implementazione della segnaletica orizzontale (strisce pedonali e non solo). Possibile che nel 2013 motociclisti e ciclisti debbano subire ancora infortuni per questa ragione? È possibile farsi male anche da fermi, appoggiando il piede a terra e scivolando su una striscia di vernice bagnata. Al contrario, basta mettere piede in qualsiasi paese confinante con l’Italia per riscontrare una situazione ben diversa…

13) Utilizzo esclusivo di asfalti chiari e drenanti. Vi è mai capitato di ritrovarvi di notte, magari durante uno scroscio di pioggia, su una strada coperta di asfalto nero? Se la risposta è sì, allora sapete perfettamente di cosa sto parlando. Gli asfalti neri sono terribili nelle ore notturne, specialmente in caso di pioggia. La visibilità diventa quasi pari a zero, non si capisce più dove si trova la strada e bisogna procedere pianissimo e con gli occhi fuori dal parabrezza o dal casco. L’asfalto dovrebbe essere CHIARO e possibilmente drenante, in modo da garantire maggior sicurezza in caso di pioggia, nevischio e sporcizia.

14) Patenti speciali per poter condurre automobili con più di 200 cv (circa 150 KW) e motociclette con più di 100 cv (circa 75 KW). Prove in pista ad alta velocità e in condizioni atmosferiche diversificate.

15) Esami per il rinnovo della patente più seri. Attualmente sono ridicoli. Il medico chiede al soggetto di turno se sente e vede bene: finito l’esame. Invece dovrebbero servire a tagliare fuori tutti coloro che non possiedono più i requisiti psico-fisici per poter condurre un mezzo potenzialmente mortale per se stessi e soprattutto per gli altri!

16) Innalzamento dei limiti di velocità al di fuori dei centri urbani. Proposta da applicare in seguito alla messa in pratica dei punti 1-2-3 (strade in condizioni migliori, guard rail salva-motociclisti, guidatori più preparati).

17) Sanzioni amministrative (multe) proporzionate al valore del veicolo, anche se a condurlo è un soggetto diverso dal proprietario. Non mi pare proprio giusto che un pazzo che fa sorpassi azzardati con un’auto di grossa cilindrata, e quindi costosa, debba pagare una multa a pari a quella inflitta a chi commette la stessa infrazione a bordo di un piccolo scooter. La multa non sortirà alcun effetto sul riccone di turno, mentre potrà anche rivelarsi devastante nei confronti dello scooterista del nostro esempio. In Svizzera avviene già qualcosa del genere; mi pare che la multa venga proporzionata al reddito dichiarato del multato. Peccato che l’Italia sia piena di nullatenenti che vanno in giro con automobili costose. Quindi suggerisco di utilizzare come parametro di valutazione il valore del mezzo condotto dal multato al momento della somministrazione della multa.

 

Veniamo ora ai suggerimenti che riguardano nello specifico gli utenti delle due ruote a motore.

 

Pedaggi moto asurdi18) Permesso, per i motocicli e i ciclomotori, di risalire le file di automobili incolonnate. Multa per gli automobilisti che non rispettano il criterio, già esistente nel codice della strada, di restare il più a destra possibile, impedendo in questo modo agli utenti delle due ruote di risalire le file in sicurezza.

19) Permesso, per moto e ciclomotori, di utilizzare eventuali corsie d’emergenza e corsie preferenziali. Ovviamente senza abusarne e rispettando limiti di velocità molto bassi. In alcune città europee questo avviene già, almeno per quanto riguarda le corsie preferenziali. Nelle autostrade e nelle tangenziali si potrebbe prevedere, per esempio, che i motoveicoli possano usare la corsia d’emergenza quando le auto sono ferme o semi-ferme, rispettando un limite di velocità massimo di 40 km/h.

20) Pedaggi autostradali ridotti per le moto. Nel resto d’Europa le moto pagano meno delle auto, o addirittura non pagano proprio. Non si capisce perché in Italia una moto debba pagare quanto un’auto di due tonnellate di peso e di dimensioni pari a quelle di un monolocale. Le motociclette non provocano incolonnamenti, non rovinano l’asfalto, inquinano meno a parità di velocità rispetto ad un’automobile, anche in virtù del fatto che non rimangono ferme per ore in fila. Per loro non è previsto alcun servizio dedicato all’interno della rete autostradale italiana (caselli dedicati, parcheggi specifici, officine specializzate, ricambi ecc.). Perché dunque devono pagare quanto le automobili? Boh, non l’ho mai capito…

21) Più parcheggi per moto. Attualmente i parcheggi per moto e ciclomotori sono pochissimi, e sovente inutilizzabili perché qualcuno ci parcheggia regolarmente sopra un’automobile. Gli stalli per moto e ciclomotori devono NECESSARIAMENTE essere separati da quelli per le automobili, protetti dall’invasione degli autoveicoli e dalla possibilità che questi ultimi provochino danni durante le manovre. Inoltre le loro dimensioni sono pensate per un utilizzo esclusivo da parte dei ciclomotori. Una motocicletta di media cilindrata eccede le dimensioni dei parcheggi attualmente presenti in Italia…

22) Incentivi per l’acquisto di abbigliamento tecnico. Perché non esistono incentivi che aiutino i motociclisti ad acquistare capi d’abbigliamento dotati di protezioni? Non si può certamente dire che siano a buon mercato! A proposito, ho scritto INCENTIVI, non OBBLIGHI. Per cortesia, nessun obbligo a parte quello del casco!

23) Luci laterali sulle moto, come avviene sui mezzi pesanti. Credo che potrebbe garantire maggiore sicurezza a chi viaggia su due ruote, rendendo il veicolo più visibile specialmente nelle ore notturne. In questo caso bisognerebbe imporre ai costruttori di dotare i nuovi modelli delle suddette luci, così da non complicare la vita a chi possiede già un mezzo non dotato di tali sistemi.

24) Abrogazione degli stupidi articoli del codice della strada discriminanti nei confronti degli utilizzatori di motociclette e ciclomotori. Mi riferisco in particolare all’articolo che impone agli utilizzatori delle due ruote a motore di tenere sempre entrambe le mani sul manubrio, pena la confisca del mezzo! E all’articolo, ancor più insensato, che vieta alle moto di superare le automobili pur rimanendo all’interno della propria corsia in presenza di linea di mezzeria continua, consentendo tuttavia alle auto di superare moto e ciclomotori! Semmai dovrebbero essere le moto a poter superare le auto, per esempio in caso di code e incolonnamenti… C’è anche un’altra idiozia nel nostro codice della strada, che di fatto vieta alle moto di possedere fari fendinebbia. Assurdo, visto che i fendinebbia servono a migliorare la sicurezza in condizioni di scarsa visibilità! Mi pare che tale articolo imponga ai veicoli a due ruote di possedere un solo punto luce, non si capisce bene il perché.

 

Ci sarebbero ancora molte cose da scrivere, me ne rendo conto. Tuttavia credo che la mia lista rappresenti un buon punto di partenza. Attendo i vostri commenti e le vostre critiche a riguardo, in maniera tale da aggiornare ed eventualmente ampliare la lista.

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Commenti

Numero di commenti su questo articolo: 2
(Migliorare la sicurezza, la viabilità e la giustizia sulla strada: suggerimenti e proposte)

  1. […] sostanza, veniamo snobbati in tutto ciò che riguarda la sicurezza stradale, diventando di fatto una delle categorie più a rischio negli spostamenti […]

  2. Ciao Luca e un buongiorno a tutti,
    vorrei sottoporre alla vostra attenzione l’avvenuta costituzione in Comune a Verona di un Comitato che dal 2010 si occupa di segnalare alle istituzioni i pericoli della strada. Che è costituito da motociclisti in quanto i piu’ a rischio, data la natura del veicolo. Ma che tornano utili anche agli altri utenti della strada. Chiediamo di essere pubblicati nella Vostra pagina del Volontariato. INFATTI NON ABBIAMO SPONSOR ma ci autofinanziamo. Otteniamo per le nostre iniziative volte a sensibilizzare l’opinione pubblica, il Patrocinio dei Comuni ai quali ci rivolgiamo. Questo per evidenziare lo spirito di collaborazione civile e non di contestazione del Comitato di Coordinamento dei Motociclisti – Progetto Vivere la Moto. Siamo convinti della necessità di essere responsabili delle nostre azioni su strada perchè da queste veniamo giudicati. Comitato di Coordinamento dei Motociclisti – Progetto Vivere la Moto ( presenti a Verona con presidente – lo scrivente e dieci consiglieri, tra cui Vicenza, Rovereto e Milano) e tra i fondatori Motociclisti-Trieste-Comitato-di-coordinamento-utenti-due-ruote (Trieste) con un unico scopo, non per fare concorrenza ad altre Associazioni Nazionali ma per aggiungere qualcosa che mancava al panorama Italiano. La “voglia di fare qualcosa per la società” di un gruppo di amici volontari. Ecco allora il Progetto Vivere la Moto – CCM presente agli ultimi Motor Bike Expò con proprio stand e volantini, maglie e Patches, zaini fluo con catarifrangente per attirare non un tesseramento “sterile” e fine a se stesso, ma rispondere alla domanda: Ma alla segnaòlazione di buche, sassi, cartelli stradali pericolanti, rotonde progettate male e dossi rallentatori che sembrano trampolini di lancio chi ci pensa? Come ha dimostrato la FEMA ( Federazione Europea della Associazioni di Motociclisti) a Bruxelles, solo i motociclisti possono pensare a se stessi, perchè conoscono i pericoli sulla loro pelle. Vi ricordate la proposta di obbligare in Italia i motociclisti ad usare ginocchiere e tutte le protezioni da Superbike o Motogp e i propositori avevano dimenticato le calzature.. in pratica si sarebbe potuto andare in moto in infradito. Noi ci siamo tesserati FEMA perchè se è vero che nel locale conosciamo i problemi locali della circolazione (diversi da zona a zona), facendo le denunce e gli esposti al Difensore Civico quando non siamo ascoltati, per ottenere un pezzo di carta legale sul quale rivalersi in caso di incidente, solo uniti si può sperare di essere ammessi ad un tavolo con la politica a livello piu’ ampio. Per questa nostra visione d’insieme innovativa quanto semplice, veniamo tenuti d’occhio da chi se ne occupa da molti anni, che spesso prende spunto dalle nostre iniziative, generando quella corrente positiva che ci permette di muovere le cose. Una mano lava l’altra dicevano i nostri nonni! Responsabilita’ condivise, abbigliamento protettivo perchè sappiamo di essere sempre i primi a rimetterci, comportamenti alla guida meno spericolati, solo allora potremo dire di aver fatto tutto il possibile ed iniziare ad elencare i black spot, le buche e i marciapiedi e le isole pedonali non segnalate, i guard rail ed i cartelli stradali pericolanti e pericolosi, tutte le situazioni che come la bocciardatura ci mettono in costante pericolo. Il nostro non è un vizio, ne una cattiva abitudine, è un MODO DI ESSERE e di esprimersi, è una passione sana che come tale deve essere rispettata, è il mezzo meno inquinante e meno voluminoso, eppure troppo spesso tartassato ingiustamente – vedi proposta di revisioni obbligatorie annuali e i pedaggi autostradali esagerati rispetto al servizio che ne traiamo. Facciamo riunioni mensili e abbiamo come date fisse la domenica di Motor Bike Expo con ingresso vantaggioso per i nostri sostenitori e la prima domenica di Maggio E LA TERZA DI LUGLIO come giri in moto organizzati. Grazie della Vostra attenzione. Per info http://www.viverelamoto.blogspot.it

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