Mondo Pitbike

Scritto da Fonte esterna | Pubblicato in Articoli di terze parti | il 22-09-2016

pitbike1“Se quella curva fosse stata quella di un circuito, quanto gas in piu’ ci avrei dato senza paranoie”.  Alzi la mano chi mototurista, smanettone della domenica o motopendolare che sia, non lo ha mai pensato affrontando una delle curve dei bellissimi passi italiani.

Certo qualcuno incurante del fatto che in strada non si e’ soli e non ci sono vie di fuga lo avra’ anche messo in pratica, ma penso che la maggior parte dei motociclisti tenga alla propria pelle.

La nostra avventura inizia cosi’, un po’ per gioco e curiosita’ ci siamo avvicinati all’idea di voler provare l’adrenalina della pista. Idea che vediamo subito sfumare visti i costi astronomici per portare una moto in pista, e la paura di farsi male, con le ovvie conseguenze lavorative, e di rovinare se non distruggere la nostra amata e coccolata moto.

Le alternative erano molteplici: noleggiare la moto? Troppo caro, seconda moto solo pista? Troppo caro.

Un giorno, per caso dalla tangenziale vedo delle moto girare sul circuito di Rozzano, non sono minimoto ma non sono nemmeno moto “normali”, sono quelle che poi scopriremo essere “pit bike” o minimotard.

“Saranno una cagata” e’ stato il nostro primo pensiero, ma le abbiamo provate lo stesso. ed è stato subito amore!! Io (Elia) con un amico (Davide) amici da una vita e appassionati di moto ci siamo trasformati in Ella #87 e Leo #12.

Corsi subito a comprare due pit bike usatissime scopriamo che si possono caricare in auto! Sapete cosa succede se stendete una Pit in macchina senza svuotare il serbatoio?! Succede che viaggerete due settimane a dicembre con i finestrini abbassati, perche’ si inonda la macchina di benzina.

“Sara’ facile” e’ stato il secondo pensiero. Niente di piu’ sbagliato. Mi spiego meglio, girare la pista e’ facile, se pur in misure ridotte sono sempre moto e si guidano nella stessa maniera. La cosa complessa e’ andare forte, prendere confidenza con il mezzo, impostare la traiettoria. Dall’adrenalina della bagarre tra amici alla prima garetta il passo e breve..  è nato così l’ INGALLATI RACING TEAM e prendiamo parte a un trofeo organizzato dalla pista di Codogno(LO).

pitbike2Da li a breve entra a far parte del team Francesco, meccanico per diletto che ci segue con costanza durante le gare, sempre e pronto con bulloni e ricambi, perche’ le pit bike diciamocelo, spesso perdono pezzi. A seguirci pazientemente ci sono sempre anche le rispettive ragazze, Simona e Michol (supporti morali, sportivi e d’immagine – si occupa Michol di tenere viva la pagina che trovate su Facebook  https://www.facebook.com/IngallatiRacingTeam/ ).

La squadra sta per allargarsi: si sta infatti avvicinando alla pitbike in questi mesi un terzo pilota: Enrico! E la squadra si sta allenando affrontare il gradino successivo, ovvero la 12 pollici italian cup 2017!

In questo sport poco conosciuto in Italia, abbiamo trovato un modo sano per vivere il motociclismo agonistico in pista e per sentirci come i piloti quelli “veri” la domenica quando scendiamo in pista, il tutto con dei costi accessibili (una pit bike nuova per iniziare costa circa 1000euro e una giornata in pista 20/40euro) e soprattutto in modo sereno e sicuro, a velocita’ ridotte e lontano dalle strade aperte al pubblico.

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Commenti

Numero di commenti su questo articolo: 14
(Mondo Pitbike)

  1. Piccolo trucco per togliere la puzza di benzina (tanto capita a tutti).
    Cospargere tutta la zona con abbondante bicarbonato mischiato a fondi di caffè, lasciare sopra almeno una giornate e, magia, l’odore sparisce totalmente. Provato dopo il rovesciamento della tanica destinata alla mia Bimba Nera.

  2. Buongiorno a tutti, premetto che ho dato una sfogliata al blog e ho visto che non viene più aggiornato (purtroppo) ma ci provo lo stesso.

    Sono un 27enne ex possessore di moto con semimanubri 125 4tempi con cui ho fatto circa 16000 km principalmente girando tra i monti, il mezzo mi ha regalato tante emozioni e libertà che non immaginavo ma ho dovuto vendere il tutto per tanti motivi.

    NOTA: Vi parla uno che voleva passare dal 50cc al 600rr semimanubri.

    Problematiche che ho riscontrato:
    – motore da tirare continuamente e quindi guida molto nervosa, in salita ho sempre fatto TANTA TANTA fatica perchè annegava ai medi bassi. La coppia a quasi 8000 giri di certo non aiuta.
    – cambio duro da strapazzare di continuo per i motivi di prima.
    – raggio sterzo ridotto, posizione scomoda e affaticamento polsi ecc… (pensate un 600rr…)
    – mancanza di uno spazio sottosella in cui riporre almeno guanti e giacca protettiva.
    – fatica nel gestire il peso da fermo anche per tirarla fuori dal garage (sono un omone ma con 2 braccini)

    Ho venduto l’anno scorso per problemi meccanici inaspettati al motore, catena corona pignone distrutti, sensore benzina non funzionava, motore moriva in corsa e non partiva più, candele nere ecc… un disastro. Sempre regolarmente tagliandata.

    A distanza di un anno però i giretti tra le alpi mi mancano parecchio e mi sto chiedendo se una Vespa 125 usata (tipo sprint o primavera) automatica possa essere un acquisto più sensato visto che risolverebbe molti problemi sopra. L’unico dubbio rimane sul motore che dovrebbe si avere la coppia più in basso, ma non so come si comporterebbe nelle salite.
    Non che voglia salire a 80 all’ora ma 35-40 almeno li vorrei fare.

    Secondo voi può essere una scelta sensata?
    Ho sempre fatto giri da 200-350km montagna, mare, lago ma vorrei spingermi anche un po’ più lontano.

    Un saluto a tutti.

  3. Ciao Visitatore

    Sicuramente con una vespa risolveresti i problemi di “comodità” ma non tanto quelli relativi al motore.

    Molto dipende da cosa vuoi ottenere e che tipo di strade preferisci fare ma personalmente per girare tra i nostri amati Appennini e considerando i km che fai io ti consiglierei una cilindrata decisamente maggiore a partire da almeno un 500cc in su.

    Nella ricerca ti consiglio di non concentrarti sui cavalli motore ma piuttosto sulla coppia motrice (i cosi detti NM), il tipo di mezzo che cerchi nonostante la cilindrata deve avere pochi cavalli e molta coppia

    ps ovviamente ti sconsiglio i semimanubri o sportive di ogni genere

  4. Esatto, Gigi. Non fissatevi sulla cilindrata, ma guardate i dati relativi all’erogazione della potenza e della coppia. Per esempio la mia XT 660 R ha una cilindrata di quasi 700cc, ma eroga poco più di 40 cv e un’ottima coppia (oltre 60 Nm) ad un regime medio-basso, il che mi permette di affrontarci strade in salita con tanto di passeggero e bagagli in scioltezza.
    Un 600cc da 120 cv, come quelli che montano le moto supersportive, farebbe molta più fatica nella stessa situazione.
    Ripeto, non fissatevi sulla cilindrata e la potenza massima, ma guardate soprattutto la coppia motrice.
    Non serve a nulla avere una sacco di cavalli e la coppia massima a 10.000 giri/min. Meglio avere la metà dei cavalli e la coppia massima a 5.000 giri/min se si vuole fare un uso pacifico del proprio mezzo.

  5. “Meglio avere la metà dei cavalli e la coppia massima a 5.000 giri/min se si vuole fare un uso pacifico del proprio mezzo”

    non sono concorde: motori con metà cavalli ma con coppia motrice a bassi giri nelle strade giuste sono divertenti anche per usi meno pacifici ;)

  6. Vero….

  7. L’SR400 della Yamaha com’è ?

    Guardate i dati:

    Potenza massima 23,2CV @ 6.500 giri/min

    Coppia massima 27,4 Nm @ 3.000 giri/min

  8. I numeri non sono male. Ha poca potenza ma una coppia spostata verso il basso, quindi la vedo bene per un utilizzo in solitaria (senza passeggero).
    Naturalmente in salita faticherà un po’, ma avendo la coppia massima a 3.000 giri/min non dovrebbe dare l’impressione di essere “piantata”.

    A livello ciclistico però non so quanto sia valida questa moto. Vedendola in foto noto alcuni particolari non proprio eccelsi come il doppio ammortizzatore posteriore (meno preciso del mono-ammortizzatore) e un freno a tamburo (meno modulabile di quello a disco). Ah, il motore è raffreddato ad aria, il che significa che se ti ritrovi fermo in coda in mezzo alle auto finisce per surriscaldarsi. Mi stupisce che nel 2017 vengano ancora prodotti motori raffreddati ad aria.

    Bisognerebbe provarla!

    Tu Gigi cosa ne dici?

  9. Presente !!!

    A livello di sospensioni e freni è decisamente povera come moto ma è proprio grazie a questo che mantiene il prezzo, andrebbe provata ma dubito che delle sospensioni migliori o un freno posteriore a disco servirebbero davvero considerando anche le prestazioni

    Per il raffreddamento io non mi preoccuperei più di tanto: sulla mia Ducati vi posso giurare che neanche per ferragosto nel mezzo del traffico di centrocittà si è riscaldata e neanche mai sentito qualcuno che abbia avuto problemi del genere; vero che in più ho il radiatore per l’olio ma è anche un motore decisamente più spinto e raffinato. Secondo me per avere problemi di surriscaldamento su questa Yamahina bisognerebbe mettercisi d’impegno.

    Mi “preoccupano” di più le sue prestazioni con il peso di un’adulto sopra ma basta provarla per farsene un’idea di come vada.

  10. Sicuramente 23 cv non trasmettono sicurezza quando si vuole affrontare un sorpasso. La vedo male anche in autostrada. Immagino che a velocità autostradale si viaggi praticamente a manetta.

    Non sapevo che le Ducati tollerassero bene le code nonostante il raffreddamento ad aria. Anzi, io pensavo che un motore di grossa cilindrata raffreddato ad aria potesse anche subire danni in tali circostanze.

    Leggendo le opinioni della gente sui forum ci si fa un’idea del tutto fuorviante della realtà.

    E’ proprio vero che le moto bisogna provarle prima di trarre conclusioni…

  11. Non è facile farsi un’opinione su una moto leggendo su internet in generale: prima di tutto bisogna saper riconoscere gli integralisti (il marchio X è il più meglio sempre e il marchio Y fa solo cacca), poi bisogna saper trovare chi ha davvero quel tipo di moto e che sia onesto nel parlarne e poi bisogna cercare di capire il suo modo di vivere la moto, interpretare quello che dice e poi adattarlo al nostro; insomma un lavoraccio

  12. salve , premetto che ho 65 anni, e dopo 3 anni di scooter di cc 400 mi è venuta la voglia di passare ad una moto.
    Considerando che non ho mai usato un cambio a pedale che moto mi consigliereste essendo di media altezza.

  13. Benvenuto Sergio. Bisogna prima di tutto capire che tipo di moto ti piace di più! Naked, da fuoristrada, da turismo, in stile americano, in stile retrò e così via.

    Visto che non sei più un giovincello, ma solo tu puoi conoscere i tuoi limiti e le tue capacità, io ti suggerirei di prendere in considerazione le naked, le cosiddette “enduro stradali” ed eventualmente i mezzi in stile americano di piccola e media cilindrata.

    Un esempio di naked: Yamaha MT-07.
    Un esempio di enduro stradale / turistica: Honda CB500X.
    Un esempio di moto in stile americano: Kawasaki Vulcan S.

    Quelle che ti ho elencato sono tutte moto di media cilindrata abbastanza facili da usare e adatte a persone di statura media.

  14. ciao ,
    scusate il ritardo nel collegarmi a questo argomento,
    ma a proposito di coppia :
    Triumph Motore Bonneville 900 2 cil.
    80 nm a 3200 giri ! scusate se è poco!.
    io con la mia street twin mi sto godendo persino stare nel traffico cittadino, altro che le 4 cilindri jap con 800 cv a 1000 giri…
    anche se la guido da pochissimo vi garantisco che è una goduria sorpassare a 60 km/h in 5 marcia con un colpo di gas.

    ciao

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