L’atteggiamento dell’italiano medio nei confronti delle regole stradali

Scritto da Luca Govoni | Pubblicato in Cultura e Mal-Educazione Stradale | il 11-07-2016

polizia-stradale-controlli-motoOggi mi va di scrivere un articolo tendenzialmente critico e polemico.
Leggo sempre più raramente i siti web che trattano di moto: l’unica eccezione la faccio quando essi toccano argomenti diversi dal solito. Qualche giorno addietro moto.it ha pubblicato una notizia nella quale si dice che 4 “motociclisti” italiani sono stati fermati e multati in Francia per eccesso di velocità.
Potete visionare l’articolo cliccando qua sotto:
Eccesso di velocità: confisca della moto e ritiro patente a 4 italiani in Francia

Riassumendo, i quattro italiani sono stati beccati dalla gendarmeria francese mentre viaggiavano a velocità molto superiore a quella prevista. Uno di loro andava a quasi 180 km/h dove il limite era di 90 km/h.

Le forze dell’ordine hanno reagito duramente, arrivando addirittura a confiscare i veicoli degli italiani dopo aver loro sospeso la patente di guida e comminato una sanzione amministrativa piuttosto elevata. Ora, personalmente io non condivido la confisca del mezzo per un reato di questo tipo. A mio parere sarebbe stato sufficiente multare i colpevoli e ritirare loro la patente di guida per qualche mese. Sarebbero comunque tornati a casa in treno!

Tuttavia non è questo l’argomento di cui voglio discutere oggi.
Sono andato a leggere i commenti dei lettori di moto.it sotto l’articolo in questione. Purtroppo la reazione delle persone è stata esattamente quella che mi aspettavo, confermandomi che molti italiani non sono e forse non saranno mai persone oneste e sincere.
L’italiano medio sbaglia e cerca di incolpare gli altri per i propri errori.
Poca coscienza e molto egoismo.

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Migliorare la sicurezza, la viabilità e la giustizia sulla strada: suggerimenti e proposte

Scritto da Luca Govoni | Pubblicato in Conquiste, Traguardi e Proposte | il 04-08-2013

Buca enormeMigliorare la sicurezza sulle nostre strade è possibile, direi anzi doveroso. In tema si sicurezza stradale siamo ancora ai tempi del Medioevo, almeno in Italia. Purtroppo c’è dietro un problema di mentalità dominante, ancora egoisticamente incentrata sul singolo e poco interessata al bene comune. Inoltre, la tendenza è quella di aggiungere continuamente nuovi divieti e restrizioni, nonché obblighi, anziché cercare di migliorare le cose a monte. Un classico esempio di questo modo di pensare/agire lo vediamo tutti i giorni percorrendo le nostre strade, che in alcuni casi sembrano campi di guerra, con buche e insidie in ogni dove. Che fanno i responsabili della manutenzione delle strade davanti a questo evidente problema? Abbassano i limiti di velocità! E le amministrazioni pubbliche ne approfittano per eseguire multe a go go! Loro la chiamano generalmente “prevenzione”; tuttavia il mio concetto di prevenzione è decisamente differente da quello proposto dall’alto. Ritengo al contrario auspicabile un intervento volto alla messa in sicurezza delle strade. Andare piano non è la soluzione a tutti i mali, sebbene condivida il concetto secondo il quale l’eccessiva velocità è spesso causa di incidenti altrimenti evitabili.

Le cose da fare sono tante, ma di fatto le più importanti sono soltanto una manciata. Si potrebbe partire da quelle, per saggiarne i miglioramenti apportati e valutare il da farsi futuro. A mio avviso è necessaria una evoluzione di pensiero e di consapevolezza nel cittadino medio italiano, nonché nella classe politica che lo rappresenta. Quello che ancora non sembra volerci entrare in testa è che le nostre e altrui azioni hanno una ripercussione sull’intera società, sia in positivo che in negativo. E che sarebbero da incentivare tutti quei comportamenti che vanno verso il bene comune, mentre quelli negativi per la collettività andrebbero disincentivati in qualsiasi modo. La strada non si esime da questo ragionamento, anzi, ne fa parte a pieno titolo!

Ecco dunque una lista composta da 24 suggerimenti che potrebbero essere messi in atto per il bene comune di chi frequenta le strade, con un occhio di riguardo verso gli utenti delle due ruote, da sempre snobbati sotto questo punto di vista. Alcuni di essi potrebbero essere attuati anche subito e senza grosse spese economiche da parte dello stato. Altri richiedono la presenza di fondi finanziari, che verrebbero tuttavia ammortizzati nel corso del tempo. Per esempio, installando guard rail che non rendano disabili i motociclisti che impattano contro di essi, si avrebbe nel corso degli anni un risparmio in termini di costi sociali, seppure non così elevato in termini assoluti. La stessa cosa avverrebbe curando maggiormente la manutenzione delle strade: meno incidenti e meno risarcimenti nei confronti dei cittadini che rompono l’auto o la moto a causa di buche e altro. Altre proposte riguardano la valutazione delle sanzioni da infliggere a chi sbaglia. Trovo che nel nostro paese le sanzioni siano assolutamente illogiche, in quanto non rispettano un criterio a mio parere fondamentale, quello della gravità. Inoltre non tengono conto del fatto che per i più ricchi una multa di poche decine o centinaia di euro non sortisce alcun effetto educativo, mentre può rivelarsi esageratamente salata per chi non vive nell’agio…

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Sanzioni e provvedimenti discriminanti nei confronti dei motociclisti

Scritto da Luca Govoni | Pubblicato in Ingiustizie e Pregiudizi | il 02-08-2013

Saluto in motoMani sul Manubrio

Tra le norme infami presenti nel codice della strada italiano, alcune sono estremamente discriminanti nei confronti degli utilizzatori delle due ruote. Oltre al fenomeno dei divieti di transito limitati ai soli motocicli, pensate che nel codice della strada esiste addirittura un articolo che impone a chiunque si trovi su uno scooter o su una moto di tenere SEMPRE entrambe le mani sul manubrio, pena la CONFISCA del mezzo e la sua vendita all’asta.

Esatto, avete capito bene! In teoria, un funzionario pubblico può sequestrarvi la moto o il motorino se vi “pizzica” a fare una cosa veramente terribile e pericolosissima sia per voi che per gli altri utenti della strada: alzare o abbassare la visiera del casco con la mano sinistra. Quando piove, non azzardatevi a spazzare la visiera con la mano, perché rischiate di tornare a casa a piedi! Sembra uno scherzo, ma le cose che vi sto raccontando sono esposte nel codice della strada italiano…

Quindi state molto attenti quando salutate un altro motociclista attraverso il classico gesto delle dita a V con la mano sinistra (vedi l’immagine raffigurante i due motociclisti situata in alto a sinistra), perché state commettendo un grave reato punibile con multa e sequestro definitivo del mezzo. Insomma ci vogliono togliere persino il saluto, uno dei rari gesti di solidarietà ancora esistenti fra esseri umani.

Piedi sulle Pedane

Non contenti, i nostri legislatori, prevedono la confisca del mezzo anche se le gambe del guidatore non sono posizionate correttamente, o comunque se la sua postura non è “corretta”. Non si capisce esattamente cosa si intenda con questo, ma sta di fatto che un agente di polizia o un carabiniere particolarmente inviperito nei confronti dei motociclisti, potrebbe interpretarla in maniera fantasiosa e confiscarvi il mezzo nel caso in cui commettiate l’errore di allungare una gamba per sgranchirla mentre transitate nel suo campo visivo. Oppure se semplicemente vi alzate in piedi sulle pedane per alleggerire un po’ il fondoschiena o per assorbire meglio lo scossone provocato da una delle tante buche micidiali esistenti sulle nostre strade. Tutto questo è a dir poco assurdo, me ne rendo conto, ma sta scritto nel codice della strada ed è bene che ne siate al corrente.

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Il nuovo codice della strada 2013 e gli “utenti deboli” (guard rail più sicuri)

Scritto da Luca Govoni | Pubblicato in Conquiste, Traguardi e Proposte | il 30-07-2013


Pochi giorni fa il consiglio dei ministri ha approvato il decreto di legge che va a riformare per l’ennesima volta il codice della strada. È ancora presto per sapere quali saranno i risvolti pratici realmente positivi per i motociclisti, ma stando alle prime informazioni pare che finalmente i politici abbiamo deciso di fare qualcosa anche per noi. Il loro modo di farci sapere che ci considerano è quello di definirci “utenti deboli”, insieme ai ciclisti e ai pedoni. Ora che siamo diventati a tutti gli effetti disabili della strada (senza voler con questo offendere in alcun modo chi è afflitto da VERE disabilità), devono fare qualcosa per tutelarci, a quanto pare. Prima evidentemente non ci consideravano proprio, quindi dal mio punto di vista è meglio essere considerati in qualche modo inferiori agli altri utenti della strada, piuttosto che non essere considerati affatto. Speriamo solo che questo essere “deboli” non si traduca in nuovi obblighi e divieti, come avviene per esempio per pedoni e ciclisti già da tempo, vietando loro di percorrere alcuni tratti stradali considerati “pericolosi” per la loro salute.

Dalle mie parole si intuisce che non nutro grande fiducia nei nostri governanti, non è vero? Che posso farci, mi hanno abituato a pensare male…
Un costume del tutto italiano in tema di politica consiste nel vietare o comunque ostacolare tutto ciò che non si è in grado di affrontare e regolamentare efficacemente; pensiamo per esempio ai divieti di transito rivolti esclusivamente ai motociclisti che già esistono un po’ in tutto il paese, oppure al divieto generalizzato di circolare in caso di nevicate nonostante esistano pneumatici marchiati M+S (mud + snow, esattamente come per le automobili) per alcuni tipi di motociclette e scooter. Sarebbe stato più sensato ed equo vietare la circolazione, in caso di neve, soltanto ai motoveicoli e ciclomotori non muniti di pneumatici omologati per tale scopo. Secondo questa normativa, tutta italiana, se inizia a nevicare mentre stiamo tornando a casa in moto, dobbiamo abbandonare il mezzo e proseguire utilizzando altri sistemi, pena una bella multa, anche se la nostra moto monta pneumatici M+S. Anche in questo caso gli utenti delle due ruote vengono discriminati e puniti senza fornire loro alcuna motivazione valida a riguardo, in maniera del tutto illogica, andando addirittura contro le normative esistenti in altri paesi notoriamente più avanzati del nostro in tema di sicurezza stradale.

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