Domande e risposte: traiettoria sicura in curva

Scritto da Luca Govoni | Pubblicato in Domande e Risposte | il 16-01-2016

Domanda

Ciao Luca.
Attraverso le tue risposte oltre ad afferrare la tecnica di guida sicura che per me, considerata l’età, coincide di solito con l’appendere al chiodo il casco e la tuta, mi galvanizza e in pari tempo mi diverte.
Fatta questa premessa, riferendomi al tuo articolo del 26/03/2015 “Come imparare veramente a guidare una moto: le basi tecniche che nessuno vi spiegherà mai…”
Chiedo, perché reputo sia pertinente all’argomento, quale sia la tecnica più sicura per affrontare una traiettoria in entrata ed in uscita di curva da destra e da sinistra, specie nella percorrenza di tornanti; come e quando agire sui freni; in che modo eseguire una frenata di emergenza già nella fase di percorrenza della curva stretta.
Cordialità
(nome rimosso)

Risposta

Sei una persona curiosa, (nome rimosso). Mi fa piacere e aggiungo che sono davvero in pochi a conservare tale atteggiamento positivo verso la vita una volta oltrepassata una certa età biologica. Del resto io ho sempre pensato, e continuo a pensare, che la consapevolezza derivi soprattutto dall’atteggiamento che un individuo mostra verso le opportunità della vita. Non è quindi il numero di esperienze vissute a fare la differenza, quanto piuttosto l’atteggiamento con il quale esse vengono affrontate.

Vedo anziani che sembrano non aver appreso proprio un bel niente dai loro numerosi decenni di permanenza su questo pianeta, ed eccoli dunque perseverare nei soliti errori motivati dalle stesse paure di sempre.

Vedo poi giovani, sempre più rari, che riescono a mantenersi curiosi nonostante il loro trovarsi catapultati all’interno di una società dove l’agio materialistico-tecnologico ottenebra la mente e la porta a disattivarsi prima ancora di potersi accendere. Che sia proprio questo lo scopo ultimo della rincorsa al benessere tecnologico?

Poi arrivano quelli come te, che hanno il doppio dei miei anni e ancora tanta voglia di vivere e imparare dalla vita.
Le persone come te sono un esempio per chi è motivato da buoni propositi.

Dopo questa sviolinata veniamo alla tua domanda!

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Domande e risposte: il controsterzo associato ai movimenti del corpo

Scritto da Luca Govoni | Pubblicato in Domande e Risposte | il 15-01-2016

Domanda

Ciao Luca, ti pongo questo quesito prendendo spunto da:
Domande e risposte del 14/11/2015: Delucidazioni sulla tecnica di guida del controsterzo

Alla 2° domanda del lettore sloveno ultimo capoverso leggo:
“Ricapitolando la domanda e’ questa: agisco sul controsterzo solo la prima volta, per innescare la curvatura oppure si può’ fare anche già in curva, inclinati, e per togliersi fuori dai guai?che sembra abbia compreso la tecnica del controsterzo”.

Dai la seguente risposta conclusiva:
“Lo step successivo consiste nell’accompagnare il controsterzo con i movimenti del corpo. Non è necessario nella guida stradale rilassata, ma diventa importante quando si guida in maniera allegra. Eventualmente ne riparleremo quando ti sentirai perfettamente padrone del controsterzo. Bisogna procedere per gradi. Non puoi usare il corpo per governare la moto se prima non capisci il controsterzo. Sarebbe come voler risolvere un’equazione senza conoscere le tabelline”.

Da curioso quale sono, ancorché non abbia nessuna idea di destreggiarmi a velocità poco rilassate, ammesso che la tecnica del controsterzo sia del tutto assimilata, vorrei che tu mi illuminassi sul quando, dove e come intervenire con movimenti del corpo associati al controsterzo.
Con viva cordialità
(nome rimosso)

Risposta

Bentrovato (nome rimosso)!
Mi auguro che il nuovo anno sia iniziato serenamente per te e per i tuoi cari.

Riguardo al controsterzo immagino che tu sia oramai completamente ferrato. Hai dunque compreso che lo si utilizza per entrare in curva, per stringere o allargare la traiettoria, per mantenere una determinata linea di percorrenza quando capita di frenare a moto piegata.

La tua curiosità circa i movimenti corporei in sella ci accompagna nel mondo dei cosiddetti “smanettoni”. Diciamo pure che io non ritengo necessario ricorrere ai movimenti del corpo quando l’andatura è prudente e rilassata. Ne faccio uso soprattutto quando guido su fondi viscidi per controbilanciare il mezzo ed evitare che una piccola perdita di aderenza possa generare una caduta. Immagina per esempio di dover compiere una svolta sui sampietrini umidi della città.

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Domande e risposte: tecnica di guida sui tornanti in salita e discesa

Scritto da Luca Govoni | Pubblicato in Domande e Risposte | il 14-12-2015

Domanda

Ciao Luca,
ho letto con molto interesse i tuoi articoli su come imparare a guidare la moto in sicurezza e con la ragione. Ciò che ha attirato in particolare la mia attenzione è la tecnica del “controsterzo” che hai saputo illustrare in termini piani ma molto efficaci.
Quello che ti chiedo è di avere cognizione se questa tecnica tanto utile su curve veloci può essere applicata, magari in sintonia con altre pratiche, nei percorsi di montagna che per loro natura offrono il piacere ed il pericolo, di affrontare tornanti in salita e in discesa.
Ti ringrazio per l’attenzione.
(nome rimosso)

Risposta

Buondì (nome rimosso)!
Il mio obiettivo è quello di essere comprensibile anche da chi non possiede conoscenze tecniche di alcun tipo. Trovo inutile perdersi in tecnicismi e formule quando lo scopo finale è quello di imparare a guidare in maniera efficiente e sicura. Poi se uno vuole approfondire, può sempre farlo.

Veniamo alla tua domanda. Il controsterzo puoi e devi applicarlo ogni volta che si rende necessario, ovvero a velocità superiore a circa 30-40 km/h. Per esempio potresti entrare in un tornante a velocità sostenuta, quindi oltre i 40 km/h, a gas chiuso e in fase di scalata. Il controsterzo ti permetterà di impostare la traiettoria fluidamente e di effettuare le eventuali correzioni dovute alla perdita di velocità e alla struttura del tornante vero e proprio.

Se la curva ha una conformazione tale da permetterti di entrare diciamo a 50 km/h, per poi stringere obbligandoti a ridurre la velocità fin quasi a fermarti, il modo migliore di affrontarla consiste nell’entrare normalmente facendo uso del controsterzo, per poi spostare il busto verso l’esterno della curva quando la velocità si riduce (controbilanciamento).

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Come imparare veramente a guidare una moto: le basi tecniche che nessuno vi spiegherà mai…

Scritto da Luca Govoni | Pubblicato in Mototecnica e Motocuriosità | il 26-03-2015

guida-sicura-motoA scuola guida insegnano giustamente il codice della strada. Purtroppo si scordano di spiegare ai futuri motociclisti il funzionamento dinamico dei veicoli a due ruote e le relative tecniche di guida, probabilmente perché nemmeno loro ne sono a conoscenza. In realtà apprendere il codice della strada è condizione necessaria ma non sufficiente per rendere buoni guidatori i futuri motociclisti. Per poter governare una moto od uno scooter nel migliore dei modi è indispensabile comprenderne le dinamiche di funzionamento. I concetti fondamentali che difficilmente vi verranno illustrati altrove, ma che stanno alla base del controllo sicuro ed efficace di moto e scooter sono i seguenti:

1) Il baricentro e i suoi effetti nella dinamica del veicolo (fisica)   vai al contenuto

2) L’effetto giroscopico (fisica)   vai al contenuto

3) Il controsterzo e il controbilanciamento (tecniche di guida)   vai al contenuto

4) L’utilizzo corretto della frizione e del cambio (tecnica di guida)   vai al contenuto

5) L’utilizzo sinergico dei freni (tecnica di guida)   vai al contenuto

6) L’orientamento dello sguardo (tecnica di guida)   vai al contenuto

Ora passiamo all’illustrazione dei 6 punti sopraelencati. Non stupitevi se le mie spiegazioni andranno contro a tutto ciò che vi è stato inculcato a scuola guida. Esse derivano dall’utilizzo quotidiano dei mezzi a due ruote e dallo studio del loro comportamento dinamico, mentre quelle degli insegnanti di guida non sono per nulla incentrate sul lato tecnico e sulla sicurezza.

Tanto per essere chiari, sappiate che gli istruttori delle scuole guida non sono quasi mai motociclisti praticanti.

Ammettiamo pure, senza peli sulla lingua, che lo scopo delle scuole guida è semplicemente quello di far superare ai propri clienti l’esame per acquisire la patente. Il mio scopo, al contrario, ha ambizioni superiori: vorrei fare dei miei lettori guidatori consapevoli.
Buona lettura!
 
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