Tecniche di Guida per Moto da Enduro: video didattico utile anche a chi guida in strada

Scritto da Luca Govoni | Pubblicato in Mototecnica e Motocuriosità | il 05-01-2015

Saper guidare bene in fuoristrada è un plus che rende la guida stradale tremendamente efficace e sicura.

Saper controllare bene una moto, qualsiasi moto, significa innanzitutto acquisire la giusta sensibilità nella gestione di acceleratore, freni ed equilibrio. I piloti di enduro sono maestri in questo…

I campioni delle discipline fuoristradistiche raggiungono livelli tecnici a dir poco strabilianti e guardarli mentre superano salite all’apparenza impossibili, ostacoli che fanno paura e situazioni paradossali è un qualcosa che desta ammirazione e gioia.

Vi consiglio di visionare attentamente il seguente video che illustra gran parte delle tecniche utilizzate dai campioni di enduro per poter affrontare qualsiasi tipo di percorso e ostacolo naturale.

Il commentatore parla inglese ed è decisamente preparato. Se capite la lingua vi assicuro che il video vi insegnerà molto e vi porterà a mettere in discussione tante altre cose.

Esso è particolarmente interessante perché mostra prima le maniere non corrette di guidare una moto da fuoristrada, per poi illustrare quelle più efficienti!

Se non masticate bene l’inglese sarà comunque un piacere osservare un campione all’opera!

Il filmato può insegnare tanto su come utilizzare il corpo durante la guida della moto (dello scooter, della bicicletta). Anche la guida stradale prevede movimenti fisici, per esempio durante le pieghe accentuate, per non parlare della guida in condizioni di aderenza precaria. Il controllo dell’acceleratore non si limita soltanto a regolare la velocità ma permette di impostare, mantenere o modificare le traiettorie in curva. Lo stesso discorso vale per i freni, i quali possono essere utilizzati singolarmente oppure in sinergia a seconda dell’effetto che si desidera ottenere.

Vi consiglio ora di rivedere il video senza pregiudizi. Immaginate di non aver mai guidato una moto di alcun tipo e osservate le tecniche del pilota senza pensare alla guida stradale o in pista. Vi renderete subito conto di quanto le abilità mostrate nel filmato possano essere utili in qualsiasi contesto di guida!

 

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Il CAI di nuovo contro i motociclisti: FIRMIAMO la petizione!

Scritto da Luca Govoni | Pubblicato in Ingiustizie e Pregiudizi | il 01-04-2014

Ancora una volta quelli del CAI, sostenuti chiaramente da tutte le varie associazioni ambientaliste, animaliste ecc, se la prendono con chi pratica enduro e trial. Non è la prima volta che succede, anzi direi che la loro è una guerra storica. Finora hanno sempre vinto, riuscendo nel corso del tempo a rendere la pratica dell’enduro quasi del tutto illegale in Italia. Attualmente è possibile praticare le discipline motociclistiche in fuoristrada soltanto in occasione di eventi sportivi organizzati; nel resto del tempo non si può fare, perlomeno non sui percorsi di montagna.

Il CAI vuole vietare del tutto il transito ai mezzi motorizzati; a loro modo di vedere le cose anche le competizioni di enduro e trial andrebbero abolite. Il che è addirittura paradossale, se pensiamo che dall’Italia provengono spesso grandi campioni internazionali di enduro e trial (un paio di nomi del presente: Giovanni Sala e Alex Salvini). In pratica viviamo in una nazione dove si vogliono vietare del tutto alcune attività sportive che portano spesso la bandiera tricolore sul podio!

Ma lasciamo perdere i discorsi pseudo-nazionalistici e veniamo al dunque! Il progetto di legge 124 della regione Lombardia prevede la revisione di alcune norme del “Testo unico delle leggi regionali in materia di agricoltura, foreste, pesca e sviluppo rurale” riguardanti la circolazione agro-silvo-pastorale. L’articolo 59 della Legge in vigore, ai commi 3 e 4, vieta il transito dei mezzi motorizzati su tali strade, sulle mulattiere, sui sentieri e in tutti i boschi e nei pascoli a eccezione di quelli di servizio, di quelli autorizzati dalla Regione e sui terreni appartenenti al patrimonio forestale della stessa, e di quelli autorizzati in base al regolamento comunale.  La proposta di legge introduce semplicemente una deroga per consentire agli enti proprietari l’autorizzazione al transito temporaneo dei mezzi motorizzati sulla base di un regolamento regionale da definire. Tutto ciò ha il solo scopo di rendere meno complicate le procedure finalizzate all’organizzazione di un evento sportivo motoristico.

Pur non rivoluzionando nulla, la deroga ancora da approvare ha suscitato immediatamente l’ira del CAI, il quale ha creato istantaneamente una petizione per bloccarla! In pratica non vogliono che si organizzino manifestazioni e competizioni motoristiche di alcun genere, nemmeno quelle poche che già esistono attualmente. Vogliono vietare tutto quanto a priori annientando così il “nemico” una volta per sempre.

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Legge REER Emilia Romagna: piccola grande conquista del CER (Coordinamento degli Escursionisti su Ruote)

Scritto da Luca Govoni | Pubblicato in Conquiste, Traguardi e Proposte | il 30-07-2013

Voglio che il primo articolo di questo mio blog sia di stampo positivo… pertanto vi parlerò di un piccolo grande traguardo raggiunto grazie all’unione spontanea degli amanti delle due ruote tassellate, nella speranza che possa essere di esempio per le battaglie future.

È di pochi giorni fa la notizia che che il CER, il Coordinamento degli Escursionisti su Ruote, grazie ad un duro lavoro durato mesi, è riuscito a farsi ascoltare dalla regione Emilia Romagna in merito alla modifica di una legge che avrebbe di fatto reso fuorilegge una volta per tutte i praticanti del fuoristrada nel territorio emiliano-romagnolo. La legge REER -Rete Escursionistica dell’Emilia Romagna- avrebbe voluto, nei suoi intenti originari, valorizzare i sentieri montani della regione e favorire la fruibilità degli stessi da parte degli amanti dell’escursionismo a piedi.

Peccato che nel suo testo iniziale questa legge vietasse almeno in potenza qualsiasi altro tipo di attività all’interno dei sentieri montani e di tutti i percorsi inclusi nel progetto. Persino i ciclisti avrebbero rischiato di vedersi vietati alcuni sentieri in virtù di un bizzarro concetto di “pericolosità” che avrebbe permesso a chi di dovere di multare chiunque non si fosse spostato esclusivamente a piedi. Stiamo parlando di 5.000 km di sentieri, mulattiere, carrarecce, tratturi e piste. Molte di queste strade sono di derivazione motoristica, pertanto l’idea di vietarle del tutto ai mezzi a motore, senza fra l’altro fare alcuna distinzione fra auto, moto, quad, mezzi elettrici, è apparsa agli occhi di molti come un atto estremistico ed egoistico. Tra l’altro gli enduristi non hanno mai chiesto, e mai lo faranno a mio avviso, di poter accedere indiscriminatamente a tutti i sentieri di montagna. Ovviamente ci si rende conto che certi percorsi non sono adatti alla pratica di questo sport, vuoi perché molto frequentati da gente a piedi o in bicicletta, vuoi perché facilmente danneggiabili dal passaggio delle moto. Ma vietare proprio tutto tutto, con tanto vigore e cattiveria, fa pensare che dietro ci sia una visione “monopolistica” della natura. Non sarebbe invece meraviglioso se certi percorsi di scarso interesse escursionistico, distanti dalle zone più frequentate, venissero concessi agli enduristi? Potrebbe addirittura diventare una forma di business e forse renderebbe “ligi” persino coloro che attualmente vanno in giro senza targa e con lo scarico rumoroso. Invece la tendenza, fino a questo momento, è stata quella di vietare a priori.

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