Il tendicatena nella distribuzione della moto: cos’è esattamente?

Scritto da Luca Govoni | Pubblicato in Mototecnica e Motocuriosità | il 12-09-2015

tendicatena-montatoIl tendicatena è un piccolo congegno meccanico che svolge un ruolo non marginale nel corretto funzionamento della distribuzione di un motore a scoppio. Essenzialmente si tratta di una molla che va ad esercitare una lieve pressione sul pattino della catena di distribuzione.

La catena di distribuzione è quel dispositivo che aziona le valvole (di aspirazione e scarico) presenti nella testata del motore. Alcune moto possiedono invece una cinghia di distribuzione.

Catena e cinghia si differenziano principalmente per i materiali di cui sono costituite. La catena è di metallo e presenta una durata chilometrica decisamente più elevata rispetto alla cinghia, la quale contiene spire di materiale metallico nella parte interna e gomma in quella esterna. Stando a quello che so i motori dotati di cinghie ne prevedono la sostituzione ad intervalli regolari, mentre la catene dovrebbero avere una vita utile indefinita.

Catena e cinghia:

catena-distribuzione-motore   cinghia-distribuzione-motore

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Il debimetro nel sistema di aspirazione della moto: funzionamento ed eventuali problemi

Scritto da Luca Govoni | Pubblicato in Mototecnica e Motocuriosità | il 22-08-2015

debimetro-motoIl debimetro, insieme alla sonda lambda, svolge un ruolo fondamentale nella gestione della carburazione delle nostre motociclette dotate di iniezione elettronica.

Esso viene installato all’interno del sistema di aspirazione vicino alla scatola del filtro dell’aria e la sua funzione è quella di misurare la quantità d’aria aspirata dal motore. I dati registrati vengono inviati in tempo reale alla centralina elettronica che gestisce l’iniezione.

Il mantenimento del rapporto stechiometrico

Come ho precedentemente spiegato nell’articolo riguardante la sonda lambda, la carburazione dipende dai fattori climatici, per esempio la temperatura, la quota e la percentuale di umidità presente nell’aria.

In determinati contesti diviene necessario ingrassare (arricchire) la carburazione, mentre in altri è richiesto uno smagrimento della stessa. Esempio: al diminuire della temperatura esterna si verifica una riduzione del volume dell’aria, il che significa che lo stesso volume d’aria possiede masse differenti a seconda della sua temperatura. Quando fa caldo l’aria tende a rarefarsi, dunque la sua massa diminuisce a parità di volume.

Tuttavia il rapporto stechiometrico di 14,7:1 (14,7 parti di aria/una parte di benzina) deve essere rispettato per ottenere una combustione ottimale, pertanto la quantità di benzina iniettata nelle camere di scoppio varierà in maniera direttamente proporzionale alla massa d’aria che viene aspirata dal motore.

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Come scaldare il motore della moto: il metodo migliore e gli errori più comuni

Scritto da Luca Govoni | Pubblicato in Mototecnica e Motocuriosità | il 23-01-2015

temperatura-motore-motoScrivo questo articolo per sfatare i soliti miti riguardanti il mondo delle due ruote e in particolar modo per illustrare la miglior procedura di riscaldamento del motore da utilizzare sulle nostre moto. Seguendo il metodo corretto si avranno benefici nel funzionamento del motore e soprattutto nella sua durata chilometrica.

Partiamo dalle pratiche deleterie più diffuse.

1) Scaldare il motore al minimo.

2) Non scaldarlo affatto.

Perché è controproducente tenere il motore al minimo finché non raggiunge la corretta temperatura di esercizio?

Per due motivi! Prima di tutto perché la temperatura dell’acqua non rispecchia fedelmente quella degli organi interni del motore. Il liquido che raffredda il motore si trova all’esterno di esso e non al suo interno, come accade invece con l’olio. La temperatura indicata si riferisce dunque alla parte periferica del motore e non a quella interna.

In secondo luogo far scaldare un motore al minimo produce un effetto deleterio: la zona superiore del propulsore (camere di scoppio, valvole e pistoni) tende a scaldarsi molto più rapidamente rispetto alle altre componenti (bielle, albero motore, frizione e cambio). I materiali che costituiscono il motore sono soggetti a dilatazione termica e quest’ultima può provocare attriti e usure precoci quando avviene in maniera particolarmente eterogenea all’interno del propulsore. L’ideale sarebbe quello di ottenere un riscaldamento rapido e omogeneo di tutte le parti del motore.

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