Imparare a gestire le persone negative

Scritto da Luca Govoni | Pubblicato in Società e Psicologia | il 23-12-2015

positivita-negativitaDopo aver definito la paura e gli effetti che provoca sui singoli individui nonché sulla società umana nel suo complesso, sento l’esigenza di concludere l’argomento. Il funzionamento dualistico della nostra mente prevede che per ogni cosa ne esista una contraria. Nel caso della positività si tratta della negatività. Va accettato il fatto che la negatività, e più un generale la paura stessa, è la condizione-base della nostra mente. Gli istinti sono fondati su questo.

Il bisogno di darsi regole precise e certezze assolute (paura) conduce alla negatività. Tutto ciò che non rientra in quelle regole e in quelle certezze genera automaticamente conflitti psicologici. Fin qui non c’è niente di strano, a mio parere. Credo che tutti noi umani temiamo qualcosa. Ciò che fa realmente la differenza è il modo in cui si reagisce ai propri timori.

Reagire alle paure o rassegnarsi ad esse? Questione di scelte…

Alcuni non reagiscono affatto. Eccoli diventare vittime della negatività.
Queste persone fanno del male soprattutto a se stesse.
Altri sostituiscono una paura con una certezza illusoria, il che se vogliamo è pure peggio.
Tante persone malvagie sono del tutto convinte di agire nel bene. Esse fanno del male a se stesse e agli altri.
Abbiamo poi coloro che rifiutano sia di vivere nel terrore che nell’illusione. Queste persone potremmo definirle realiste. Non danneggiano nessuno in maniera diretta, ma tendono a diventare ciniche.
Infine ci sono quelli che decidono consapevolmente di analizzare e comprendere le proprie paure per vedere che cosa ne viene fuori. Questi ultimi affrontano il lato oscuro della mente e cercano di sfruttare l’energia delle proprie paure per costruire qualcosa di nuovo.
Attenzione, si tratta di un lavoro individuale che riguarda esclusivamente la propria persona.
Lo scopo non dovrebbe essere quello di cambiare il mondo, bensì di capire meglio la propria interiorità.

Essere positivi non significa negare l’esistenza della negatività. Quello si chiama ottimismo e potrebbe essere inquadrato come una forma di psicosi. Semplicemente si preferisce focalizzarsi in maniera consapevole sugli aspetti gradevoli e costruttivi dell’esistenza piuttosto che fissarsi sulle sue miserie (la morte, le malattie, i pericoli, l’egoismo, la cattiveria, il materialismo ecc).

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I nemici dei motociclisti in Italia: quelli che vorrebbero impedirci di andare in moto (conoscerli per non cadere nella loro trappola)

Scritto da Luca Govoni | Pubblicato in Ingiustizie e Pregiudizi | il 18-01-2015

Altro argomento triste e frustrante, dopo quello dei guard rail assassini!

Purtroppo sì, in Italia (e non solo) esistono persone che vorrebbero impedirci di andare in moto e in scooter. Alcune di esse aprono siti web nei quali diffondono disprezzo (e qualche volta anche false informazioni) nei nostri confronti, altre ancora incitano addirittura i cittadini ad usare la violenza contro di noi.

Voi conoscete qualche sito web o pagina facebook di questo genere?

Io ho recentemente scoperto questo blog:

BastaMoto: guerra non violenta contro i centauri incivili

Il blog parla di “guerra” anche se specifica che si tratta di guerra “non violenta”. Ma sempre di guerra si tratta…

Leggendo i contenuti di questo sito web direi che il malcontento dell’autore e dei suoi lettori è piuttosto evidente. Ciò che più mi preoccupa è la manipolazione delle informazioni da parte dell’autore, il quale rigira palesemente qualsiasi cosa per metterci in cattiva luce. Non si criticano dunque i comportamenti sbagliati e distruttivi dei motociclisti definiti come “incivili” (e fin qui potrei anche essere d’accordo) ma si cerca di dipingerli come una sorta di setta organizzata che tiene in scacco le forze dell’ordine e semina impunemente terrore nelle strade. Sappiamo benissimo che le cose non stanno esattamente così, infatti siamo spesso discriminati sia dalle forze dell’ordine che dallo Stato.

Se esistono associazioni che lottano per i diritti dei motociclisti è proprio per questa ragione. Le persone di buonsenso sanno che non chiediamo alcun trattamento speciale, anzi vorremmo semplicemente essere trattati come tutti gli altri. Chiediamo dunque guard rail che siano sicuri non solo per gli automobilisti ma anche per noi, domandiamo pedaggi rapportati all’utilizzo che facciamo delle autostrade (come nel resto d’Europa) e auspichiamo che il costo delle nostre assicurazioni sia in linea con il tipo di veicolo che guidiamo (in Italia non esiste una RC Moto ma soltanto la RC Auto, perciò paghiamo più del dovuto). Tutto qui.

 

Ho scritto una email a BastaMoto:

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Il Trentino-Alto Adige VS i Motociclisti: continua la criminalizzazione, stavolta tirano in ballo i disabili

Scritto da Luca Govoni | Pubblicato in Società e Psicologia | il 04-07-2014

Il Trentino-Alto Adige è una regione che non finisce mai di stupirmi. Evito oramai di viaggiare e fare turismo in questa parte d’Italia da un paio d’anni, in particolare dopo aver incontrato i cartelli stradali di cui ho scritto in questo articolo: comunicare in maniera positiva e distruttiva, ovvero positività versus negatività. Avendoli percepiti come offensivi nei confronti della mia intelligenza e di chiunque vada in moto, nonché di coloro che realmente hanno subìto incidenti stradali (e dei loro famigliari) rimanendo gravemente feriti o rimettendoci addirittura la vita (magari per colpa di altri), da quel momento ho rinunciato all’idea di visitare una regione dove non sono ben voluto e dove si tende ad inquadrarmi come una sorta di psicopatico per il semplice fatto che mi piace andare in moto. In Trentino esistono anche strade vietate espressamente ai motociclisti (e non a chi guida altri veicoli), ovviamente senza una ragione chiara e valida, perciò a me pare evidente il fatto che i centauri non siano ben accetti da quelle parti. Bene, io ho smesso di andarci e di portare loro il mio denaro da qualche tempo, tuttavia mi tocca passare di là quando sono diretto verso Austria e Svizzera, e non posso non notare certe nefandezze come questa:

Campagna choc per motociclisti in Alto AdigeIl presente manifesto compare su varie strade del Trentino-Alto Adige, la scritta bianca è piuttosto piccola e la si nota soltanto viaggiando ad andatura turistica e prestando attenzione non solo alla strada ma anche al paesaggio. Tra l’altro viene messo in zone a dir poco discutibili, per esempio poco prima di una curva, cercando così di distogliere l’attenzione dei guidatori dalla strada nei momenti meno opportuni. Ripeto, viene notato soltanto se si va piano e se ci si guarda attorno.

Ora, io continuo a non capire cosa stiano cercando di ottenere in Trentino esibendo cartelli stradali come questo, ma l’unico pensiero sensato che mi viene in mente è appunto che vogliano scoraggiare i motociclisti ad utilizzare le loro strade. Bene, io spero che riescano in questo intento e che nessun motociclista vada più a visitare la loro regione, che è comunque ricca di posti molto belli ed interessanti. Ma poco male, credetemi! Sul pianeta Terra esistono altri luoghi altrettanto ameni: in Veneto, in Lombardia, In Austria, Svizzera e Francia. I francesi in particolare sono molto gentili nei confronti dei centauri e capita sovente di incontrare gendarmi loro stessi motociclisti. All’estero non verrete etichettati come criminali se vi piace andare in moto e verrete trattati nella maggior parte dei casi come tutti gli altri; in alcuni rari casi persino meglio degli altri. La polizia non vi darà la caccia come fa invece in Trentino, attaccandosi a qualsiasi scusa pur di farvi una multa

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Comunicare in maniera costruttiva e distruttiva, ovvero positività versus negatività

Scritto da Luca Govoni | Pubblicato in Società e Psicologia | il 13-08-2013

Linguaggio distruttivoI più sensibili e riflessivi di voi avranno sicuramente notato come spesso le istituzioni, nonché i singoli particolarmente assuefatti allo stile di vita e di pensiero dominante, utilizzino perlopiù un linguaggio di tipo negativo, basato sulla trasmissione di messaggi distruttivi. Credo che l’essere umano sia portato per natura a dare più peso a ciò che percepisce come negativo e distruttivo, piuttosto che a tutto ciò che trasmette positività e speranza. Una persona che ci fa una cortesia inaspettata, per esempio facendoci passare davanti ad essa durante una coda alla cassa del supermercato o all’ufficio postale, viene dimenticata molto in fretta. Al contrario, quando qualcuno ci passa davanti o risponde maleducatamente ad una nostra domanda, il suo ricordo permane a lungo nella nostra memoria. Il che è paradossale, se ci pensiamo bene. L’essere umano si attende dal prossimo comportamenti positivi e costruttivi, ma al tempo stesso è portato per natura a dare molto più peso a quelli negativi. Quindi, tutti i comportamenti costruttivi sono destinati a svanire rapidamente dalla nostra memoria, mentre quelli negativi permangono a lungo.

Si tratta di una sorta di circolo vizioso, purtroppo. La negatività, per quanto male accettata dalla quasi totalità delle persone, impregna l’aria e permane dentro di noi. La positività, che quasi tutti noi ci attendiamo dal prossimo e dalla vita in generale, non lascia invece grandi segni, almeno parlando in termini assoluti. Diciamo che si tende a darla per scontata, sebbene non lo sia.

Cosa comporta questo? Ahinoi le istituzioni, che sono composte da esseri umani, non sono esenti da tale modo di fare. Infatti accade spesso che i messaggi lanciati da chi sta al potere siano di stampo distruttivo. Pensiamo per esempio alle multe. La multa è una punizione che subentra quando si infrange una legge. Legge che può essere più o meno sensata. La legge dice una cosa, e se tu ne fai una diversa, vieni punito. Il concetto è molto semplice e comprensibile dalla quasi totalità degli individui. Si tratta però di un modo d’agire basato sulla negatività. Tu fai qualcosa di negativo e vieni punito in maniera distruttiva. Tuttavia non esiste un corrispettivo costruttivo. Se tu rispetti la legge non ti viene dato alcun premio. Si tratta dunque di un sistema che funziona al negativo, dove si viene puniti quando si sbaglia, ma non si ottiene nulla di positivo quando ci si comporta nella maniera prevista.

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