Il CAI di nuovo contro i motociclisti: FIRMIAMO la petizione!

Scritto da Luca Govoni | Pubblicato in Ingiustizie e Pregiudizi | il 01-04-2014

Ancora una volta quelli del CAI, sostenuti chiaramente da tutte le varie associazioni ambientaliste, animaliste ecc, se la prendono con chi pratica enduro e trial. Non è la prima volta che succede, anzi direi che la loro è una guerra storica. Finora hanno sempre vinto, riuscendo nel corso del tempo a rendere la pratica dell’enduro quasi del tutto illegale in Italia. Attualmente è possibile praticare le discipline motociclistiche in fuoristrada soltanto in occasione di eventi sportivi organizzati; nel resto del tempo non si può fare, perlomeno non sui percorsi di montagna.

Il CAI vuole vietare del tutto il transito ai mezzi motorizzati; a loro modo di vedere le cose anche le competizioni di enduro e trial andrebbero abolite. Il che è addirittura paradossale, se pensiamo che dall’Italia provengono spesso grandi campioni internazionali di enduro e trial (un paio di nomi del presente: Giovanni Sala e Alex Salvini). In pratica viviamo in una nazione dove si vogliono vietare del tutto alcune attività sportive che portano spesso la bandiera tricolore sul podio!

Ma lasciamo perdere i discorsi pseudo-nazionalistici e veniamo al dunque! Il progetto di legge 124 della regione Lombardia prevede la revisione di alcune norme del “Testo unico delle leggi regionali in materia di agricoltura, foreste, pesca e sviluppo rurale” riguardanti la circolazione agro-silvo-pastorale. L’articolo 59 della Legge in vigore, ai commi 3 e 4, vieta il transito dei mezzi motorizzati su tali strade, sulle mulattiere, sui sentieri e in tutti i boschi e nei pascoli a eccezione di quelli di servizio, di quelli autorizzati dalla Regione e sui terreni appartenenti al patrimonio forestale della stessa, e di quelli autorizzati in base al regolamento comunale.  La proposta di legge introduce semplicemente una deroga per consentire agli enti proprietari l’autorizzazione al transito temporaneo dei mezzi motorizzati sulla base di un regolamento regionale da definire. Tutto ciò ha il solo scopo di rendere meno complicate le procedure finalizzate all’organizzazione di un evento sportivo motoristico.

Pur non rivoluzionando nulla, la deroga ancora da approvare ha suscitato immediatamente l’ira del CAI, il quale ha creato istantaneamente una petizione per bloccarla! In pratica non vogliono che si organizzino manifestazioni e competizioni motoristiche di alcun genere, nemmeno quelle poche che già esistono attualmente. Vogliono vietare tutto quanto a priori annientando così il “nemico” una volta per sempre.

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I motociclisti e le autostrade italiane: un’ingiustizia che va avanti da oltre 20 anni!

Scritto da Luca Govoni | Pubblicato in Ingiustizie e Pregiudizi | il 27-08-2013

Pedaggi autostradali motoHo deciso di inserire questo articolo fra le “ingiustizie e i pregiudizi” perché è qualcosa di più di una semplice assurdità o di un anacronismo. Non tutti i motociclisti amano frequentare le autostrade, ed io faccio parte di questa categoria. Del resto io non amo le ingiustizie in generale, perciò ne ho fatto una questione di principio.  Ciò non toglie che i motociclisti, di cui io faccio parte, vengano discriminati quotidianamente dalle autostrade italiane, che paragonano i loro mezzi alle automobili e ai furgoni, chiedendo loro di pagare un pedaggio altrettanto salato. Ora, a me sembra che i pedaggi per le auto siano già fin troppo cari! Ma c’è anche da dire che un’automobile può trasportare, almeno in teoria, fino a 4 o 5 persone, che magari poi divideranno il costo del pedaggio. Le moto possono trasportare al massimo due persone. Inoltre, gli automobilisti che frequentano le autostrade italiane, possono usufruire di qualche utile servizio pensato esclusivamente per loro, come parcheggi dedicati, autofficine, gommisti e assistenza di vario genere.

Quali servizi vengono offerti ai motociclisti? La risposta, ahinoi, è semplice: NESSUNO. Non esistono parcheggi dedicati alle moto, magari dotati di armadietti in cui poter riporre il casco quando si entra in autogrill. Bisogna dunque parcheggiare in mezzo alle auto, correndo il rischio di vedersi urtata la nostra amata due ruote da qualche automobilista egoista e rabbioso che non vorrebbe vedere alcuna moto parcheggiata sugli stalli a forma di auto. Non esistono normalmente gommisti che trattino pneumatici da moto, non esistono officine specializzate nella riparazione dei motocicli. I negozi di ricambi non vendono nulla che possa essere di interesse per i motociclisti, a parte ovviamente i prodotti comuni ad auto e moto come il liquido per radiatori, quello per freni e pochissimo altro. Avete mai visto caselli autostradali dedicati ai motociclisti? Ovviamente no, il che significa che dobbiamo fare la coda in mezzo alle auto e ai camion puzzolenti. Dovete inoltre sperare che la vostra moto non vi lasci mai a piedi sulle autostrade italiane, perché dovete sapere che i carri attrezzi utilizzati dalle nostre autostrade non sono quasi mai attrezzati per il trasporto dei motoveicoli, e tutto questo indipendentemente dal fatto che la vostra assicurazione copra o meno l’assistenza stradale! Come motociclisti non possiamo nemmeno utilizzare la corsia d’emergenza per risalire le file di auto ferme. In pratica non c’è un solo servizio pensato per chi viaggia su due ruote, sebbene i pedaggi non distinguano fra auto e moto!

Ora, vi pare giusto tutto questo? A me la risposta sembra ovvia: NO! Normalmente il costo di un servizio varia in base a ciò che esso offre. Le autostrade italiane offrono veramente poco ai motociclisti, perciò il loro costo dovrebbe essere decisamente inferiore a quello sostenuto dagli automobilisti, che già non scherza.

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