Domande e risposte: pressione di gonfiaggio degli pneumatici e stili di guida

Scritto da Luca Govoni | Pubblicato in Domande e Risposte | il 21-12-2015

Domanda

Ciao Luca.
Sull’argomento hai già espresso un tuo parere tanto che per quanto riguarda la tua Honda CBF 600 S, la cui pressione è consigliata ant. 2,5 bar – post. 2,9 bar, l’hai ridotta ottenendo il miglior assetto con ant2,2 bar – post. 2.4 bar.
Per quanto riguarda il mio caso ho perplessità sulla pressione pneumatici della mia BMW K100 (acquisto recente non ancora messa su strada).
Quando la casa prescrive ant. 2,25 bar – post. 2,5, il venditore mi ha raccomandato ant. 2,8 bar – post. 2,6 a motivo che il mezzo ha molto peso che grava sull’avantreno e tende perciò ad essere poco maneggevole e consumare in modo eccessivo l’anteriore.
Penso che per esprimere un qualunque parere sia rilevante conoscere che:
• il venditore è persona seria e preparata (ex meccanico auto rally con la passione per le moto sulle quali interviene da sé); ha di certo percorso oltre 300.000 Km. con K100;
• la moto è stata oggetto di adeguamenti:
a) ammortizzatore posteriore Wibers
b) forcelle revisionate con molle progressive Wibers e olio Holins

Risposta

Bentrovato (nome rimosso)!

Allora, veniamo al controverso argomento della pressione degli pneumatici. Prima di tutto vorrei dirti che qui si entra in un ambito piuttosto soggettivo legato in gran parte allo stile di guida di ognuno di noi.

Come ben sai io non amo la velocità e neppure gli stili di guida aggressivi. Guidando in maniera fluida e tutto sommato rilassata mi trovo perfettamente a mio agio con una pressione di gonfiaggio delle gomme che definirei intermedia.

Se volessi passare ad una conduzione più aggressiva sarei automaticamente costretto ad alzare la pressione per rendere il mezzo maggiormente instabile e di conseguenza reattivo. La cosa è intuitiva: pensiamo alla forma delle gomme da moto e alla loro superficie di contatto con il fondo stradale. Più bassa è la pressione e più piatta diventa la gomma, ottenendo al tempo stesso una maggior superficie d’appoggio. Ne possiamo dedurre che una pressione tendenzialmente bassa privilegia la stabilità.

Se aumentiamo la pressione la gomma prenderà una forma più appuntita e la superficie d’appoggio si ridurrà. Ne otterremo un unico beneficio, a mio parere: maggiore manovrabilità e reattività generale.

Leggi il resto di questo articolo »

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailby feather

Quando cambiare i pneumatici della propria moto?

Scritto da Fonte esterna | Pubblicato in Articoli di terze parti | il 10-09-2015

gommeitaliaonlineAvere pneumatici che garantiscono una buona performance è essenziale per garantire buone prestazioni della vostra moto ed evitare malfunzionamenti che possano mettere a repentaglio la vostra sicurezza.
Per questo si consiglia solitamente di controllare una volta alla settimana lo stato dei vostri pneumatici e capire se essi possono ancora garantire buone e sicure prestazioni oppure no.
Ma quando si dovrebbe decidere di cambiare i pneumatici della propria moto?
Ecco alcuni casi in cui può convenire procedere al cambio dei pneumatici.
Un primo motivo può essere una foratura; in questo caso il consiglio è di farsi dire da un gommista esperto se il pneumatico è riparabile o lo si deve sostituire.
Un secondo motivo può essere l’usura del pneumatico; su ogni pneumatico ci sono degli indicatori di usura, che sono delle piccole barrette in rilievo poste sul fondo delle scanalature principali; quando la gomma del battistrada raggiunge il livello di queste barrette, significa che lo spessore è prossimo al limite legale (1mm per i motocicli e 0,5 mm per i ciclomotori); in questo caso è consigliabile la sostituzione del pneumatico, in quanto quest’ultimo non può più garantire un adatto livello di sicurezza e, se lo spessore scende sotto il limite legale, si è anche fuori legge.
Un terzo caso in cui può convenire la sostituzione dei pneumatici da moto è quando essi mostrano segni di invecchiamento. Tali segni non sono tanto legati alla data di produzione dei pneumatici, ma sono più legati a fattori quali la temperatura, lo stato di manutenzione, le condizioni di utilizzo, il carico, la velocità, la pressione e lo stile di guida; tra i segni più evidenti che denotano un invecchiamento del pneumatico la presenza di fenditure nella gomma del battistrada esterno, sul fianco del tallone o sulla spalla.
Un quarto motivo può essere un danneggiamento al pneumatico, che può essere dovuto a un urto contro qualche oggetto; danneggiamento che solo uno sguardo attento di uno specialista vi può dire se riparabile o no.
Se pensate di rientrare in uno di questi casi e se la soluzione suggerita anche da uno specialista è il cambio delle gomme, vi sono siti come gommeitaliaonline, dove esse si possono acquistare in tutta sicurezza e, grazie a un’assistenza gratuita, essere sicuri di acquistare i pneumatici giusti per la propria moto.

Matteo Giovanelli

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailby feather

Componenti racing e sportivi per le moto (olio, freni, pneumatici): da utilizzare con cautela!

Scritto da Luca Govoni | Pubblicato in Cultura e Mal-Educazione Stradale | il 25-08-2015

accessori-moto-sportiviScrivo questo articolo per sfatare l’ennesimo fra i tanti miti che attecchiscono nella mente del possessore di moto medio (italiano in particolare). Quanti di voi hanno sentito, o prodotto in prima persona, un’affermazione del genere: (?)

I componenti sportivi sono migliori di quelli originali.

In questo modo di pensare colgo un errore di fondo derivante con buona probabilità dal più generico luogo comune secondo il quale se costa di più è sicuramente migliore.

Mi spiace deludervi, ma non è sempre così!
Dove sta scritto che i componenti progettati per l’utilizzo estremo in pista (detti anche “racing”) siano da preferire a quelli originali o comunque specifici per l’uso stradale?

Parliamo dunque dei cinque materiali di consumo più utilizzati sulle nostre moto e vediamo perché nella maggior parte dei casi sia preferibile montare componenti originali o comunque pensati per la guida stradale:

1) olio motore;
2) pastiglie dei freni;
3) liquido dei freni;
4) pneumatici;
5) filtro aria sportivo.

Leggi il resto di questo articolo »

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailby feather

Risparmiare carburante, freni e pneumatici: consigli pratici per i motociclisti

Scritto da Luca Govoni | Pubblicato in Cultura e Mal-Educazione Stradale | il 09-08-2013

Il costo della benzina continua ad aumentare e chi usa la moto con frequenza deve fare bene i propri conti. Inoltre anche pneumatici e freni tendono a consumarsi rapidamente se utilizzati con poca attenzione. Esistono già tante guide online che trattano l’argomento della guida parsimoniosa in termini di consumo di carburante, ma non ne ho trovata nemmeno una che si preoccupi egualmente del risparmio degli pneumatici e dei freni. Essendo argomenti strettamente collegati fra loro, ecco a voi un tutorial sulla conduzione parsimoniosa della moto. Attraverso l’adozione di uno stile di guida accorto, e di conseguenza anche più sicuro, è possibile ridurre di molto il consumo di questi  tre componenti. Come conseguenza indiretta di tale stile di guida responsabile, anche il motore della nostra moto subirà dei benefici.

 

Ridurre il consumo di benzina

 

Consumo benzinaIl consumo di carburante varia principalmente in base alla velocità: più si va forte, più si consuma. Ma c’è da fare qualche precisazione. Per esempio, certe moto particolarmente potenti, come le grosse sport-tourer, rendono meglio a velocità autostradali, in quanto i loro motori sono stati progettati per questo tipo di utilizzo. Usandole in ambienti trafficati e più lenti, il motore tenderà a lavorare in condizioni non ottimali consumando anche di più. Ma in generale possiamo affermare che ad una velocità più bassa corrisponde un consumo di carburante minore. Ovviamente va sempre utilizzato il rapporto migliore, per evitare che il motore lavori su di giri o al contrario troppo giù di giri. A questo proposito, io vedo moltissimi motociclisti che tengono costantemente il motore dei loro mezzi su di giri, anche a velocità ridotte. Significa che viaggiano utilizzando i rapporti più corti, provocando ovviamente un maggiore consumo di carburante e una maggiore usura del propulsore. Non ha senso tenere il motore di una moto a quattro cilindri, notoriamente molto fluido ed elastico, a 5000-6000 giri in prima o seconda marcia. Sarebbe decisamente più sensato utilizzare una marcia più lunga. I motori monocilindrici e bicilindrici sono generalmente meno elastici di quelli a 3-4 cilindri, perciò può essere necessario mantenerli ad un regime di rotazione più alto, ma sempre senza esagerare.

Leggi il resto di questo articolo »

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailby feather